Bari, Sandrino torna a parlare: “Visita di Emiliano e Leccese prima del mio arresto. Anche Laforgia chiese voti”

“Non intendo lanciare alcuna sfida alla Procura, come impropriamente scrivono alcuni giornali. Non è nel mio stile né avrei il potere di farlo. Attendo solo che la giustizia faccia il suo corso e che questa inchiesta in cui sono coinvolto in prima persona veda la parola fine. Tengo a precisare che nutro il massimo rispetto per i giudici e ho la massima fiducia nel loro operato. Mi considero ormai fuori dalla politica e da qualsiasi ruolo o incarico, non coltivo particolari ambizioni da questo punto di vista in attesa degli esiti dell’inchiesta giudiziaria a mio carico”.

Sandrino Cataldo, marito della consigliera regionale Anita Maurodinoia ed ex numero uno di Sud al Centro, torna a parlare. Lo fa in un’intervista concessa all’Edicola del Sud. Era finito ai domiciliari il 4 aprile nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Bari in quanto considerato il promotore di un’organizzazione che avrebbe inquinato le elezioni amministrative di Bari (2019), Grumo Appula (2020) e Triggiano (2020), oltre che le Regionali del 2020, prima di tornare libero in estate.

“Ho appreso dalla stampa le dichiarazioni di Vito Labianca che comunque è e resta persona con la quale c’è un vero rapporto di amicizia. Intanto devo precisare che Sud al Centro, un movimento civico che negli anni è cresciuto, si è affermato e che ha contribuito al successo elettorale degli schieramenti, non poteva essere rappresentato in via esclusiva dal sottoscritto. Principi e obiettivi sono sempre stati ampiamente condivisi da diverse persone, da iscritti, simpatizzanti e amministratori comunali del territorio che in questi anni hanno aderito al movimento. Mi sono dimesso dalla carica di segretario organizzativo all’indomani dell’inchiesta e non intendo interessarmi in questo particolare momento storico. Ribadisco, non intendo sfidare nessuno poiché non c’è nessuno da sfidare. Ritengo che il futuro di Sud al Centro sia nelle mani di coloro che hanno aderito nel corso di questi anni a un progetto politico basato sul civismo, di amministratori e politici che hanno compreso i bisogni dei cittadini all’interno di un contenitore di idee che è cresciuto e si è diffuso in tutta la provincia di Bari. E questo è un dato concreto – le sue parole -. Le dichiarazioni e le accuse da parte del sindaco di Bari, alla luce dei rapporti che egli intratteneva regolarmente con Sud al Centro, ci sembrano del tutto inopportune e strumentali. Mi chiedo cosa possa essere cambiato o se gli uomini cambino a seconda delle circostanze. È molto strano che adesso si facciano queste considerazioni quando, in occasione dell’ultimo incontro, ho addirittura ceduto a Leccese la mia sedia in segno di ospitalità e rispetto».

“Credo sia opportuno fare dei passaggi ai mesi precedenti e nell’immediatezza dell’inchiesta. In quel periodo, come tutte le forze politiche dell’area progressista, avevamo interlocuzioni con entrambi i candidati, Vito Leccese e Michele Laforgia – ha aggiunto -. Con loro abbiamo avuto anche diversi incontri che si sono tenuti nella nostra sede in via De Giosa. Il giorno prima del mio arresto l’attuale sindaco Leccese era venuto a farci visita insieme con il governatore Michele Emiliano alla presenza di tutti i componenti del direttivo di Sud al Centro. In quella occasione l’attuale sindaco ci chiese il sostegno nella prospettiva delle primarie che si sarebbero dovute svolgere. Il mese precedente fu sempre Leccese, all’epoca capo gabinetto del sindaco Antonio Decaro, a convocarmi nel suo ufficio per chiedere il sostegno ufficiale di Sud al Centro alla sua candidatura. Dieci giorni prima del mio arresto, sempre Vito Leccese, venne a farci visita presso l’ufficio dove lavoravo. Del resto, in un periodo pre-elettorale, questi incontri erano del tutto fisiologici alle candidature a sindaco. Un ulteriore incontro con Leccese lo ebbi, insieme con i rappresentanti di Sud al Centro, allo Showville, in occasione della manifestazione di presentazione della sua candidatura che venne ufficializzata proprio in quella circostanza. Lo stesso Michele Laforgia, sempre due giorni prima del mio arresto, venne a farci visita in sede per chiederci il sostegno alle primarie. Con Leccese ho sempre avuto ottimi rapporti. Nel corso di questi ultimi dieci anni mi sono sempre confrontato con lui per questioni di natura politica e che avevano a che fare con il Comune di Bari. Michele Laforgia lo conoscevo meno dal punto di vista politico. Ricordo che in una occasione mi invitò a una manifestazione politica da lui organizzata nel porto di Bari. Successivamente ho avuto modo di incontrarlo in altre tre o quattro occasioni, compreso l’incontro nella sede del movimento. Ricordo perfettamente che il giorno del mio arresto avevamo in programma, alle 10 del mattino, un direttivo nel quale avremmo dovuto sciogliere le nostre riserve e indicare il candidato da sostenere alle primarie. Non è stato più possibile per ciò che è poi accaduto”.

Tragedia nel Leccese, si schianta contro auto in sosta: muore il 42enne Salvatore Daniele

Un uomo di 42 anni, Salvatore Daniele, è morto in un incidente stradale avvenuto ieri sera a Surbo, nel Leccese. L’uomo era alla guida di una Fiat 500 Abarth che, per cause in corso di accertamento, si è schiantata contro una Volkswagen Golf ferma in sosta in via Benedetto Croce.

Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 che hanno trasportato il 42enne, originario di Surbo, all’ospedale Vito Fazzi di Lecce. I tentativi di rianimazione sono risultati vani. La dinamica dell’incidente è al vaglio dei carabinieri.

Scarti edili, materassi, tappeti, mobili e ferro: sequestrata discarica abusiva di rifiuti speciali nel Leccese

Un terreno di circa 1.300 mq di proprietà di una società attiva nel settore edile trasformato in discarica abusiva di rifiuti speciali è stato sequestrato a Cutrofiano dai militari della Compagnia della Guardia di Finanza di Maglie (Lecce) nell’ambito di una attività di polizia ambientale.

Al’interno dell’area erano disseminati cumuli di rifiuti a contatto diretto con il terreno non impermeabilizzato. I materiali depositati ed abbandonati illecitamente sono rifiuti speciali, tra cui materiale di risulta da attività di demolizione edile, rifiuti legnosi e ferrosi, contenitori in plastica, materassi, tappeti e mobilio in disuso. L’attività è culminata con il sequestro dell’intera area, la denuncia alla Procura della Repubblica dell’utilizzatore del terreno e la segnalazione della società proprietaria ai fini della responsabilità amministrativa degli enti.

Festival delle Regioni, si chiude il sipario a Bari. Leccese: “Dobbiamo essere modello di sviluppo urbano e sostenibile”

Questa mattina, nel Teatro Piccinni, il sindaco Vito Leccese è intervenuto alla sessione conclusiva dei lavori del 3° festival delle Regioni e delle Province autonome. Di seguito il testo del suo intervento.

“Ringrazio gli organizzatori del Festival delle Regioni per aver scelto di programmare questo evento nei quattro teatri storici di Bari. Perché, tra le peculiarità della nostra città, c’è anche il fatto di essere l’unica in Europa ad avere quattro teatri di storici nell’area di un miglio, circostanza che per noi rappresenta uno straordinario biglietto da visita e che mi auguro i partecipanti abbiano avuto modo di apprezzare. Saluto i ministri rappresentanti del Governo e i presidenti delle Regioni e delle Province autonome che hanno animato queste giornate intense di confronto fra le diverse istituzioni, le Regioni, le autonomie locali.

Saluto con grande affetto i sindaci pugliesi, che vedo qui numerosi con quella fascia tricolore sul petto che ci attribuisce un grande onore e insieme una grande responsabilità. Come ha detto il presidente Mattarella, ci sono momenti particolari nella vita di ogni istituzione in cui non è possibile limitarsi ad affermare la propria visione delle cose ma occorre avere capacità di confronto e, soprattutto, di mediazione e di sintesi: in questi tre giorni possiamo dire che il confronto non è certamente mancato.

Credo che questa dimensione sia importante soprattutto se parliamo della democrazia locale e delle competenze regionali, non solo perché rappresentano un elemento determinante negli equilibri costituzionali e di prossimità ma soprattutto per il ruolo che svolgono nell’attuazione delle politiche di coesione, che incoraggiano sui nostri territori la crescita economica, la creazione di posti di lavoro, la competitività delle imprese, la transizione ecologica e digitale.

La Regione Puglia e la Città di Bari, negli ultimi 15 anni, si sono affermate come modelli positivi in termini di programmazione, progettazione, gestione e attuazione di politiche e interventi in favore della competitività, del rafforzamento delle competenze e dell’accoglienza, distinguendosi nel panorama nazionale per attrattività turistica e sostegno agli investimenti.

Negli ultimi 5 anni, in particolare, grazie alla presenza di un sistema universitario e della ricerca credibile e agli incentivi alla localizzazione di Puglia Sviluppo, la città di Bari ha potuto affermarsi tra le prime 5 città in Italia ad alta intensità tecnologica, attraendo multinazionali del digitale e dell’intelligenza artificiale come ATOS, FINCONS, LUTECH, NTT DATA, PIRELLI e della consulenza come E&Y e DELOITTE, che in pochi anni hanno assorbito circa 5000 tecnici provenienti dal mondo dell’informatica, dell’IT, dell’ingegneria e dell’architettura.

Contestualmente, nel settore manifatturiero, l’area industriale di Bari è ulteriormente cresciuta, accompagnando nuovi insediamenti nei settori delle energie rinnovabili, della logistica avanzata, dell’economia circolare, della componentistica, qualificando il polo industriale di Bari-Modugno come il più esteso e vivace della dorsale adriatica.

Tutti segnali di una vitalità che indica non solo un cambio di paradigma in termini di sviluppo economico e industriale, ma che anticipa di quali competenze avrà bisogno il mercato del lavoro nel prossimo futuro.

Le grandi sfide del green new deal e della transizione digitale avranno sempre più bisogno di persone ad alta qualificazione e di infrastrutture urbane e regionali di istruzione, ricerca e trasferimento tecnologico che possano favorire non solo la crescita del capitale umano ma un maggior dialogo tra università e imprese, per rafforzare il tessuto delle PMI e fertilizzare la nascita di start-up.

La città di Bari e la sua area metropolitana – che conta un milione e duecentomila abitanti – hanno messo al centro della propria agenda politica queste priorità e nei prossimi due anni, grazie al PNRR inaugureremo il più grande Campus del CNR nel sud Italia, riportando in vita l’ex Manifattura dei Tabacchi, raddoppieremo la dotazione di alloggi universitari, riconvertiremo ex caserme in centri di innovazione e avvieremo un nuovo corso di sviluppo urbanistico, ispirato ai principi dell’ecologia integrale e del contrasto al cambiamento climatico. Perché vorremmo che Bari sia sempre più percepita come un modello di sviluppo urbano, sostenibile e resiliente.

Un obiettivo che potremo realizzare solo perseguendo un’alleanza con il Governo e le Regioni, il sistema della ricerca e dell’impresa dentro un disegno più ampio che metta al centro le comunità e il potenziale straordinario che il nostro Paese custodisce in termini di creatività, cultura e innovazione. Tutto ciò all’interno di una prospettiva ormai irrinunciabile che è quella del contrasto ai cambiamenti climatici.

Per le ragioni ricordate su questo palco con forza dallo stesso presidente Mattarella quando ha sostenuto che la natura non può più essere considerato soltanto un deposito di beni da utilizzare e da sfruttare e come le risorse del pianeta non siano illimitate e non possano riprodursi all’infinito, vorrei concludere questo mio intervento con un vecchio slogan che utilizzavamo noi ambientalisti negli anni 80: “la terra su cui viviamo non l’abbiamo ereditata dai nostri padri, Ma l’abbiamo presa in prestito dai nostri figli”.

Housing sociale a Parco Gentile, la rabbia del sindaco Leccese: “Garantire il diritto alla casa degli inquilini”

Nella giornata di mercoledì il sindaco Vito Leccese ha scritto al presidente di Fabrica SGR Spa, soggetto gestore dell’intervento di housing sociale a Parco Gentile (Torricella – Santo Spirito), per rappresentargli il disappunto dell’amministrazione comunale in relazione alla gestione delle procedure di sfratto di alcuni inquilini.

“Se è difficile comprendere come in soli quattro anni si sia venuta a creare una situazione di insostenibilità tale da giustificare l’avvio di decine di procedure di sfratto – commenta il sindaco Leccese -, è ancora più difficile comprendere il rifiuto, da parte del soggetto gestore, di ricorrere al fondo straordinario per la morosità incolpevole proposto dal Comune di Bari in favore dei destinatari degli sfratti. Anche considerato che oltre 100mila euro di risorse comunali sono già stati corrisposti a Fabrica per coprire i canoni di locazione non pagati. Per questo, a fronte di una situazione che ormai si configura come un’emergenza sociale, pretendo che Fabrica fornisca all’amministrazione comunale una rendicontazione puntuale della gestione dei servizi, dei consumi e delle utenze del complesso insieme all’elenco dei soggetti che risulterebbero morosi, con il dettaglio disaggregato di canoni e oneri accessori e ogni altra documentazione relativa ai costi di gestione complessivi. L’interesse dell’amministrazione comunale in questa vicenda, è importante chiarirlo, è in primo luogo quello di individuare soluzioni condivise all’emergenza in atto, garantendo il diritto alla casa degli inquilini. Allo stesso tempo, però, va tutelato l’interesse pubblico di un intervento di housing sociale nella cui attuazione è coinvolta anche Cassa Depositi e Prestiti, tra le principali istituzioni finanziarie dello Stato italiano”.

Agguato nel Leccese, gambizzato mentre rientra a casa: 33enne in ospedale

Un uomo di 33 anni è stato ferito ieri a una gamba da un colpo di pistola mentre era nei pressi della sua abitazione a Casalabate, marina di Trepuzzi-Squinzano, in provincia di Lecce.

L’uomo, che ha piccoli precedenti, è stato occorso dal personale sanitario del 118 e trasportato all’ospedale Vito Fazzi in codice giallo. Ad agire sarebbero state due persone a bordo di un motorino che poi sono fuggite. Sono intervenuti i carabinieri.

Malamovida a Bari, firmata l’ordinanza per l’Umbertino: restrizioni su alcol e schiamazzi – TUTTE LE REGOLE

È stata firmata oggi dal sindaco l’ordinanza finalizzata ad arginare gli effetti negativi della movida da attuarsi in via sperimentale nel quartiere Umbertino. Il provvedimento, frutto di un lungo percorso di ascolto e confronto con i residenti e i gestori degli esercizi commerciali della zona, rappresenta una risposta all’aumento del senso di insicurezza e al peggioramento della qualità della vita della popolazione, più volte segnalati dai residenti (in forma individuale e associata), che lamentano forti schiamazzi, fenomeni di ubriachezza molesta e mancato rispetto delle norme igieniche e di decoro negli spazi di pertinenza di bar e locali come pure negli spazi pubblici della zona.

A tali fenomeni si sono accompagnati, nel tempo, frequenti episodi di violenza verosimilmente provocati dall’abuso di alcol e droghe, com’è stato documentato da numerosi articoli di stampa e filmati diffusi sui social oltre che dagli atti della Polizia Locale redatti a seguito di diverse richieste d’intervento alla centrale operativa e numerosi esposti presentati dai residenti. La questione è stata inoltre esaminata in alcune riunioni del Comitato per l’Ordine e la Sicurezza presso la Prefettura di Bari durante le quali, preso atto del fenomeno e delle sue ricadute sulla vivibilità urbana, è stato richiesto al Comune di adottare misure atte a contrastarne gli effetti peggiori.

Contestualmente l’amministrazione comunale, grazie a una convenzione con ARPA Puglia, ha disposto un’attività di rilievo fono-acustica nell’area attenzionata compresa tra il teatro Kursaal Santalucia e largo Adua. I risultati di questo monitoraggio hanno registrato i livelli di inquinamento acustico evidenziando come la media dei valori complessivi, in una intera settimana, confermi il dato critico del clima acustico nelle ore serali/notturne. È evidente, quindi, come tutte le circostanze rilevate attestino una frequentazione massiva dei luoghi indicati, con un aggravio nei pressi dei numerosi esercizi di somministrazione presenti e un contestuale disagio in termini di vivibilità, sicurezza e quiete pubblica nella zona, specie in orario notturno.

“Abbiamo scelto di adottare un provvedimento sperimentale che vogliamo testare insieme alla città – spiega il sindaco Vito Leccese -. Crediamo infatti che non esista sviluppo senza governo e che quello che negli anni ha reso attrattiva e viva Bari, se non regolamentato, rischia di diventare un elemento negativo in grado di vanificare tutti gli sforzi fatti per costruire un’immagine nuova della città, basata sulle sue bellezza ma anche su un’offerta di qualità per il tempo libero. Oggi, purtroppo, la nostra città rischia di diventare ostaggio di quella malamovida che vogliamo contrastare attraverso alcuni accorgimenti che possono disincentivare fenomeni ed episodi, che pure si sono già verificati, causati dall’eccesso di alcool e di sostanze stupefacenti. Il nostro non vuol essere un provvedimento finalizzato a individuare un capro espiatorio nella cosiddetta “movida” ma una misura che contempera le diverse istanze in campo per migliorare la vivibilità dei luoghi in favore di tutti gli attori coinvolti: i residenti, con il loro diritto alla quiete e al riposo, le attività commerciali, che rappresentano un settore importante nell’economia cittadina, e i nostri giovani, che dovrebbero poter vivere la città senza incorrere in situazioni di pericolo, nel rispetto dell’ambiente circostante. Siamo consapevoli che un’ordinanza di questo tipo non rappresenti la soluzione di ogni criticità, ma crediamo che per provare a raggiungere un equilibrio occorra intervenire con alcuni dispositivi di regolamentazione che contemperano diritti e tutele per tutti. Sarebbe un bel segnale se gli operatori economici di tutte le altre zone della città condividessero un’autoregolamentazione degli orari delle loro attività, proprio perché questa ordinanza ha come obiettivo quello di migliorare la vivibilità dei luoghi e se questo accade a beneficiarne sono le stesse attività”.

Di seguito il dispositivo integrale, che ordina:

dalle ore 00.01 del 17/10/2024 alle ore 24.00 del 04/12/2024, salvo proroga, i seguenti divieti di per tutte le attività commerciali, artigiani alimentari per asporto, pubblici esercizi, distributori automatici, commercio in forma ambulante e truck-food, nell’area urbana del cd. quartiere Umbertino in particolare delimitata dalle seguenti strade: secondo corso Cavour, lungomare di Crollalanza (compreso il Molo San Nicola), via Goffredo di Crollalanza, corso Sonnino e via Cardassi, compresi gli esercizi commerciali che insistono sulle stesse vie perimetrali;

1. divieto di vendita e somministrazione per asporto di alimenti e bevande, di qualunque tipo, alcoliche e analcoliche:

a. dalle ore 23.00 alle ore 07.00 dalla domenica al mercoledì;

b. dalle ore 24.00 alle ore 7.00 dal giovedì al sabato;

2. divieto di somministrazione e vendita di alimenti e bevande di qualunque tipo, alcoliche e analcoliche, nei dehors e su tavoli e sedie, che insistono su suolo pubblico, qualunque sia il titolo per l’occupazione:

a. dalle ore 24.00 fino alle ore 07.00 delle giornate successive dalla domenica al mercoledì. Dopo le 24.00 e fino alla chiusura (v. successivo punto 3) la consumazione di cibi e bevande potrà avvenire esclusivamente all’interno dei locali che dalle 24.00 dovranno avere porte e finestre chiuse per evitare di contribuire all’immissione di rumore nella pubblica via;

b. dalle ore 01.00 alle ore 7.00 nei giorni di venerdì, sabato e domenica. Dopo le 01.00 e fino alla chiusura (v. successivo punto 3) la consumazione di cibi e bevande potrà avvenire esclusivamente all’interno dei locali che dalle 01.00 dovranno avere porte e finestre chiuse per evitare di contribuire all’immissione di rumore nella pubblica via;

3. si dispone la chiusura di tutte le attività commerciali, artigianali alimentari per asporto, pubblici esercizi alle ore 2.00 e fino alle ore 6.00 salvo che il locale sia dotato di certificato di insonorizzazione e valutazione previsionale di impatto acustico, cosi come disposto dall’articolo 8, comma 2, della legge 26 ottobre 1995, n. 447;

4. divieto di nuove concessioni di suolo pubblico con dehors, tavoli, sedie e ombrelloni, anche mediante procedura semplificata, nel periodo di vigenza del presente atto in tutta l’area sopra delimitata.

Nel periodo di vigenza dell’ordinanza, spetterà ai competenti organi di vigilanza di effettuare i controlli per il puntuale rispetto delle prescrizioni. Salvo che il fatto non costituisca reato:

a. Chiunque vende e/o somministra alcolici in violazione dei divieti della presente ordinanza è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 2.000 a euro 12.000, ai sensi del comma 2 dell’art 14 bis della legge 125/01;

b. l’inosservanza degli altri obblighi e dei divieti di cui alla presente ordinanza, ai sensi dell’art. 7 bis del d.lgs. 18 agosto 2000, n. 267, comporterà l’applicazione della sanzione amministrativa pecuniaria da euro 250 a euro 500.

Inoltre, ai sensi dell’art. 10 del TULPS:

• in caso di violazione di una delle previsioni dell’ ordinanza è disposta la sospensione fino a 3 giorni dell’attività;

• in caso di seconda violazione è disposta la sospensione fino a 20 giorni dell’attività;

• alla terza contestazione per una violazione delle previsioni dell’ordinanza si procederà alla revoca del titolo autorizzatorio.

Città metropolitana di Bari, Leccese esulta: il centrosinistra stravince e si aggiudica 14 consiglieri su 18 – I NOMI

La Città metropolitana di Bari resta nelle mani del centrosinistra con l’80% dei voti. Ieri, domenica 6 ottobre, si sono svolte le elezioni che hanno coinvolto gli amministratori locali dell’intera provincia. Il raggruppamento “In circolo”, che ricalca la maggioranza Leccese a Bari, si è aggiudicato il maggior numero di preferenze e consiglieri, ben 8 con il 42% dei voti (40.939 le preferenze). Sono 6 invece i consiglieri per “Città insieme“, lista espressione del civismo di Michele Emiliano, con 34.006 voti (intorno al 36%) e 4 quelli eletti nel “Centrodestra metropolitano” con 21.603 voti (22%). L’affluenza al voto ha superato il 95% con 696 su 727 aventi diritto, tra consiglieri e sindaci, che hanno votato.

Nella lista “In circolo” eletti Francesca Bottalico, ex assessora ai Servizi sociali di Bari (la più votata con 4.686 voti), il sindaco di Bitritto Giuseppe Giulitto, il consigliere comunale Pd di Giovinazzo, Giovanni Camporeale, Dea Saulle di Palo del Colle, l’ex presidente del Consiglio comunale di Bari Michelangelo Cavone, la consigliera Pd di Bari Micaela Paparella, Antonio Stragapede di Gravina in Puglia e Maria La Ghezza, consigliera del Movimento 5 stelle di Polignano a Mare.

In “Città insieme” sono stati eletti, Luigi Domenico Colucci, consigliere comunale di Monopoli vicino a Stefano Lacatena del gruppo regionale Con, la consigliera di Molfetta Annalisa Petruzzelli, il bitontino Vito Antonio Labianca (molto vicino a Sandrino Cataldo, marito dell’ex assessore regionale pd Anita Maurodinoia), Michele Naglieri di Gravina in Puglia, il sindaco di Altamura Vitantonio Petronella e la consigliera barese comunale Angela Perna.

Per la destra, invece, siederanno nel consiglio metropolitano il sindaco di Castellana Grotte Domi Ciliberti, i consiglieri comunali – tutti di Fratelli d’Italia – di Monopoli Francesco Leggiero, di Ruvo di Puglia Piero Paparella e di Cassano delle Murge Raffaella Casamassima. Nel complesso per il centrosinistra è stata un vittoria schiacciante con circa l’80 per cento dei voti ponderati alle elezioni di secondo grado della Città metropolitana di Bari.

“Questo momento di partecipazione politica e istituzionale dimostra l’importanza e l’autorevolezza, come ente di secondo livello, che la Città metropolitana di Bari ha acquisito nei confronti delle amministrazioni dei 41 Comuni baresi – il commento di Leccese -. Il metodo della concertazione e della condivisione nelle scelte strategiche e di visione dello sviluppo sociale ed economico ha reso l’Ente di area vasta un soggetto credibile e affidabile per gli amministratori locali sottolinea Leccese ricordando che in 10 anni di vita istituzionale, la Città metropolitana ha dimostrato che, mettendo da parte logiche di campanile e particolarismi, si può crescere insieme superando le gerarchie territoriali”.

Bari, 21 anni fa l’omicidio Marchitelli a Carbonara. Leccese cita Impastato: “La mafia è una montagna di merda”

Questa mattina, nel ventunesimo anniversario dell’omicidio di Gaetano Marchitelli, il sindaco Vito Leccese ha deposto una corona di fiori presso la lapide in piazza Umberto I, a Carbonara, che ricorda la giovane vittima innocente di mafia. Alla cerimonia sono intervenuti la presidente del Municipio IV Maria Chiara Addabbo, l’assessora regionale alla Cultura, Legalità e Antimafia sociale Viviana Matrangola e il responsabile del presidio di Libera Bari don Angelo Cassano.

“Oggi ci ritroviamo qui, a ventuno anni da quella drammatica serata, per ricordare Gaetano sotto il murales che lo ritrae sorridente – ha detto Vito Leccese -. Lo dico spesso, ricordare non deve un mero esercizio: abbiamo il dovere di conservare la memoria delle troppe vittime innocenti di mafia affinché tutti possano schierarsi con chiarezza dalla parte giusta. Peppino Impastato diceva che siamo chiamati a fare una scelta di campo, da un lato ci sono i buoni, coloro che credono nella forza del bene, dall’altro coloro che cedono al fascino del male. E aggiungeva che ‘la mafia è una montagna di merda’, un’espressione forte che richiama tutti alla responsabilità di reagire, contrastando le logiche della criminalità organizzata. Sappiamo che, solo attraverso la legalità e la convivenza civile e pacifica, si può essere protagonisti della crescita sana di una comunità. Sappiamo anche che la strada è in salita ma la direzione è quella giusta: per questo ho voluto istituire un assessorato alla Legalità e all’Antimafia sociale, potenziando anche le competenze interne alla macchina amministrativa, per offrire un contributo determinante al contrasto alle dinamiche mafiose. Bari non è più la stessa città degli anni ’90, in cui 14 clan criminali controllavano militarmente il territorio e la malavita incendiava teatri, faceva saltare in aria i direzionali delle aziende. Bari ha avuto uno scatto d’orgoglio, certo. Ma questo non basta, non dobbiamo abbassare la guardia e il nostro impegno a perseguire la legalità deve continuare a essere quotidiano e costante, a prescindere dal ruolo di ognuno di noi”.

Il 2 ottobre del 2003 il quindicenne Gaetano Marchitelli stava lavorando in pizzeria, come tutte le sere, per non dover gravare sulla famiglia, per mantenersi agli studi e coltivare le sue passioni quando all’improvviso, intorno alle 23, un commando criminale a bordo di un’auto iniziò a sparare all’impazzata contro un gruppo di ragazzi fermi davanti alla pizzeria. Gaetano venne colpito alla schiena da uno di quei colpi, destinati ad altri, e morì sul colpo.

Fiera del Levante, la prima volta di Leccese: “Emozionante essere qui Bari sarà protagonista di un cambiamento”

Il discorso integrale del sindaco di Bari, Vito Leccese, durante l’inaugurazione della 87esima edizione della Fiera del Levante. La prima per lui dopo aver raccolto l’eredità di Decaro.

Autorità, signore e signori, ministro Urso, è per me un grande onore darvi il benvenuto a Bari in una giornata così speciale per la mia città. Una giornata speciale, se posso dirlo, anche per me. E mi perdonerete l’emozione. Inutile negarlo, indossare questa fascia, su questo palco, ha un significato che va molto al di là di una inaugurazione. La fiera resta, per me, la passeggiata di un bambino tra i viali, le luci colorate, i profumi delle merendine appena sfornate. La fiera è il bianco e nero dei film trasmessi di mattina dalla Rai. La fiera è il giro del mondo nella Galleria delle Nazioni, una specie di Google Earth pieno di facce, parole, sorrisi e oggetti da toccare, senza la mediazione di uno schermo.

La fiera, da sempre, sancisce la ripresa dalla pausa estiva e, in questo caso, anche l’avvio del nuovo governo della città. Sono stati mesi intensi quelli appena trascorsi. Tanta strada è stata fatta, grazie a chi mi ha preceduto, e tanta altra ce n’è ancora da fare. Ci vorranno pazienza e temperanza per costruire un tempo nuovo per tutti quei cittadini che vorranno realizzare insieme a noi la Bari del futuro. Questo è il tempo del lavoro, della costruzione, della semina.

Semina, una parola a cui tengo particolarmente. La semina è il lavoro complicato di chi costruisce con pazienza. Chi semina non si accontenta di guardare il presente, ma con cura, dedizione e coraggio prepara il terreno per il futuro. Un futuro migliore. È questo l’auspicio che rivolgo a tutti voi porgendovi il saluto della città di Bari: benvenuti all’87esima Fiera del Levante!

Benvenuto a lei, ministro Urso: benvenuto nella città di Bari, dove l’Oriente incontra l’Occidente. Le do il benvenuto a nome della città dove i confini, nei secoli, si sono trasformati in margini porosi, ponti per i popoli che in cammino l’hanno attraversata, facendola crescere e maturare. Di ognuno di quei popoli, conserviamo testimonianze: nelle nostre strade, nelle nostre case e, più di tutto, nel nostro DNA.

Benvenuto nella città dove l’accoglienza, il rispetto per l’altro, la forza del multiculturalismo si sono incarnate nella figura del nostro santo patrono, San Nicola, che con il suo patrimonio di fede e di cultura ha reso la nostra città terra di incontro e di condivisione. Proprio qui, non molto tempo fa, il Santo Padre ha richiamato i patriarchi e i capi delle chiese del Medio Oriente al dialogo, in una giornata storica di preghiera per una terra martoriata dalla guerra.

Preghiere che, evidentemente, non hanno raggiunto il cuore degli uomini, che ormai da diversi mesi sono protagonisti di una nuova guerra, ancora più feroce. Una guerra ingiusta, come ingiuste sono tutte le guerre, per cui più volte abbiamo invocato con forza il cessate il fuoco. Perché per noi riportare la pace in Palestina significa riportare la pace in Medio Oriente.

Siamo costretti a parlare ancora e sempre di guerre, nel 2024, e sembra incredibile. Ne è pieno il mondo. Persino in Europa, nel cuore di quella che negli ultimi decenni sembrava essere una culla di pace, si torna a parlare di corsa al riarmo. Come dice David Grossman, il più grande intellettuale israeliano vivente: “La pace è l’unica strada, perché ogni spada è sempre un’arma a doppio taglio”. Per questo da Bari, città operatrice di pace, vorrei che si levasse, ancora una volta, un appello accorato affinché tacciano le armi.

Bentornato ministro Urso in questa terra, che grazie al suo Governo solo qualche mese fa ha ospitato il vertice del G7, una vetrina eccezionale che ha nuovamente permesso ai pugliesi di far conoscere al mondo le eccellenze della nostra terra. Da qualche anno stiamo sperimentando le ricadute e i benefici di eventi internazionali di tale portata. Già nel 2017 con il G7 Finanze, e poi nel 2021 con il G20 Esteri, Bari aveva richiamato su di sé l’attenzione di tutto il mondo.

Occasioni in cui siamo stati in grado di dimostrare la maturità e la vocazione internazionale della nostra città e della nostra terra. Occasioni che, sfruttate al meglio soprattutto da cittadini, imprenditori e da tutto il tessuto sociale della città, ci hanno permesso di scalare le classifiche delle mete turistiche internazionali. Di questo non possiamo che essere orgogliosi. Ma, al tempo stesso, siamo consapevoli che quelli che sembrano traguardi straordinari devono rappresentare per Bari punti di partenza per nuove sfide, altrettanto straordinarie.

Il turismo è oggi una leva economica importantissima per la città, ma si tratta di un fenomeno che va governato e indirizzato con un approccio strategico. Dobbiamo intervenire sui servizi per qualificare l’offerta ed evitare che, per vincere la classifica dei clic sui portali turistici, Bari perda la sua autenticità, la sua identità. Il cosiddetto “overtourism” riduce drasticamente l’offerta di alloggi disponibili, contribuendo a determinare per i cittadini un disagio abitativo che va affrontato con urgenza e determinazione per scongiurare la possibilità che la nostra diventi una città di “persone senza case e di case senza persone”.

Da baresi, ogni giorno siamo orgogliosi di vedere migliaia di turisti passeggiare nelle nostre strade, fermarsi nelle nostre piazze, entrare e uscire dai portoni dei nostri palazzi, con la disinvoltura di chi si sente a casa. Ma questo orgoglio non può cancellare una consapevolezza: oltre 400 famiglie baresi, donne, uomini, bambini, persone anziane sono alla ricerca di un tetto sulla loro testa. Ebbene, se la città, come dice Lévi-Strauss, è il progetto umano per eccellenza, noi davanti a questa richiesta di aiuto non possiamo voltarci dall’altra parte.

Negli ultimi anni, a causa del covid, della crisi economica e dell’inflazione, le famiglie sono diventate indubbiamente più povere. E questo fenomeno non coinvolge soltanto le fasce sociali più vulnerabili, ma anche la classe media. È un disagio evidente, che incrocio ogni mattina, al mio arrivo a Palazzo di Città, dove da 15 anni non si vedevano persone cercare un giaciglio per la notte tra le colonne del Teatro Piccinni. E purtroppo piove sul bagnato, perché questo quadro di disperazione viene aggravato dai tagli alle risorse previste sul contributo alloggiativo o sul reddito di cittadinanza, misure di protezione sociale che in questi anni hanno aiutato tanti sindaci a sostenere famiglie e persone in difficoltà. Nella sola città di Bari, oltre 20.000 persone rischiano di restare indietro. E noi siamo preoccupati, ministro Urso, inutile nasconderlo. Siamo preoccupati per i nostri concittadini.

Siamo pronti a lavorare, non ci spaventa, non ci ha mai spaventato. Siamo pronti a prendere decisioni, anche complicate. Siamo pronti a portare avanti, a tutti i costi, le opere importanti, fondamentali che il PNRR ha finanziato. Ma sappiamo che da soli non ce la faremo. Non ci interessa tagliare il nastro di un asilo per pubblicare un selfie su instagram, se quel nastro verrà riannodato subito dopo, perché quell’asilo, senza i soldi per gestirlo, resterà chiuso. Le chiedo dunque, ministro Urso, di farsi portavoce presso il Governo affinché ascolti i sindaci, tutti i sindaci d’Italia, che reclamano una nuova intesa tra Governo centrale ed enti locali. Le chiedo di farsi promotore di un’alleanza civile nell’interesse esclusivo dei cittadini.

Glielo chiedo senza alcuna polemica. In tanti anni di servizio, pur senza rinunciare alle mie idee e ai miei principi, ho sempre preferito l’incontro allo scontro, il dialogo alla dialettica muscolare. E oggi, da sindaco, sento di appartenere a una comunità molto più grande della mia parte politica: quella della mia città. Una città che ha faticato per arrivare fin qui. Una città alla quale non è stato regalato niente e che ha scelto di investire su se stessa e sui suoi talenti. Una città che rivendica certamente più autonomia, purché questa non sia una formula ambigua, utile ad aumentare le distanze tra chi ha di più e chi ha di meno. Purché non sia la firma in bianco su un contratto capestro in cui si scopre, alla fine, che stiamo svendendo il nostro futuro.

Abbiamo lavorato tanto per arrivare fin qui e arrendersi non è un’opzione. E non perché siamo ostinati, anzi sì, forse un po’ lo siamo, devo ammetterlo, ma lo siamo perché amiamo profondamente questa città. Anche nei momenti più difficili abbiamo scelto di andare avanti a testa alta, senza paura né vergogna. La nostra città è stata vigilata speciale per sei mesi. Sei lunghissimi mesi. E noi, dopo lo sgomento iniziale per le modalità e la tempistica (argomenti su cui non voglio tornare), abbiamo fatto tutto il possibile, da servitori dello Stato, per consentire agli ispettori di svolgere nel migliore dei modi il loro lavoro. Abbiamo collaborato con senso istituzionale e spirito di servizio, con disciplina e onore, gli stessi con cui abbiamo lavorato negli anni per far crescere la nostra comunità e provare a liberarla dalla presenza asfissiante della criminalità organizzata. E se qualcosa non è andato come doveva, siamo pronti a fare ammenda.

Ciò che non possiamo permettere, è di essere accusati di connivenza con le mafie. Non possiamo permetterlo. E non per difendere il nostro onore ma per difendere la storia, l’impegno, i sacrifici di una città intera e della sua comunità negli ultimi vent’anni. Nei prossimi mesi lavoreremo alla nuova pianificazione urbanistica generale avendo come principio guida la Nature Restoration Law, la legge sul ripristino della natura, entrata in vigore lo scorso agosto dopo il voto del Parlamento europeo: espansione degli spazi verdi urbani, mobilità sostenibile, tutela della biodiversità, recupero degli habitat negli ecosistemi marini.

Questi sono solo alcuni degli obiettivi che ci siamo dati. La nostra sfida sarà rendere Bari protagonista di un cambiamento possibile. Qualcuno, ascoltandomi, potrebbe dire che sono un sognatore. Eppure una cosa posso darvela per certa: io ci proverò. Ogni giorno, ogni ora di questa nuova avventura. Anzi, ci proveremo. Insieme. Perché un sindaco, senza la sua comunità, non può fare nulla. Ci proveremo insieme, con determinazione, certo. Ma con temperanza. Una parola che è per me un simbolo. Perché il coraggio non sempre ruggisce. Il coraggio a volte parla con una voce piccola ma ferma. Quella voce che, alla fine del giorno, porti a casa con te, e che ti fa dire: “ci proverò di nuovo domani!”. Questo farò nei prossimi cinque anni: ci proverò ogni giorno. E, se non ci riuscirò, ci proverò ancora domani! Buona Fiera del Levante a tutti!