Il Tribunale del Riesame di Bari ha disposto la scarcerazione, sostituendo la detenzione in carcere con gli arresti domiciliari, per Mario Antonio Lerario, l’ex dirigente della Protezione civile della Regione Puglia, in cella dal 23 dicembre scorso per corruzione.
Continue readingESCLUSIVO – Il neo direttore sanitario Asl Bari sapeva delle cimici nella stanza di Lerario
C’eravamo lasciati con un punto interrogativo in sospeso. Chi era la terza persona, attuale dirigente dell’Asl di Bari, presente nella stanza lo scorso 3 settembre 2021 con l’ex capo della Protezione Civile pugliese, Mario Lerario, arrestato il 23 dicembre scorso per corruzione e Nico Lorusso, il giornalista che gli avrebbe confidato la presenza di alcune cimici nel suo ufficio?
Secondo le carte dell’inchiesta si tratta di Donato Sivo, detto Denny e neo direttore sanitario dell’Asl di Bari. È la prima volta che viene alla luce la sua presenza in quella stanza e, stando a quanto si legge, non sarebbe stata taciturna e avrebbe partecipato alla discussione, con interventi sul numero delle cimici o sul loro possibile nascondiglio.
“Quattro, quattro ti assicuro io che sono quattro“, è la frase detta da Lorusso e ripetuta ridendo da Danny Sivo, alla presenza di Mario Lerario, mentre si parla dell’istallazione dei microfoni negli ambienti della Regione Puglia.
“Che ti posso dire, giusto, sono attività che diciamo i corpi dello Stato…“, continua il neo direttore sanitario dell’Asl di Bari prima di essere interrotto dagli altri due.
“Non ho capito in quale altra stanza le hanno messe, perché il decreto riguardava altre due stanze. Stanno qua sicuramente da qualche parte“, si domanda il giornalista Nico Lorusso. “Tipo quel pannello lì, vedi“, suggerisce ridendo Sivo che, raggiunto al telefono, ha dichiarato di non saperne nulla.
Corruzione in Puglia, il sistema Lerario e i 14 milioni di euro spesi dalla sezione Economato: le aziende coinvolte
Mario Lerario ha gestito la sezione Economato della Regione Puglia dal 2017 al 2021 e anche qui sembra di rivedere quel “sistema” utilizzato nella gestione della Protezione Civile tra affidamenti diretti, negoziazioni senza pubblicazione di gara e interventi di somma urgenza.
Per un totale di 14,3 milioni di euro, questa la cifra spesa durante quel lasso di tempo per circa 130 forniture di beni e servizi, secondo quanto emerge dalla tabella consegnata alla Prima commissione regionale da Nicola Lopane, il dirigente che ha presto il posto di Lerario.
La Repubblica ha svelato i nomi delle aziende coinvolte. I lavori da migliaia di euro “per somma urgenza e lavori di manutenzione negli impianti di climatizzazione del palazzo di vetro del consiglio regionale in via Gentile sono affidati tutti sempre alla stessa ditta, la Euro Klima Impianti Srl, di Acquaviva delle Fonti, paese di provenienza di Lerario”.
“Affidamenti ripetuti allo stesso gruppo (Deda group public services srl) anche per l’assistenza tecnica del controllo accessi in Regione. Affidamenti ripetuti alla Eletrikimpianti per la manutenzione di impianti elettrici nella sede del consiglio regionale di via Gentile – si legge sempre sulla Repubblica -. Così come ci sono affidamenti per manutenzioni di sistemi antincendio alla Ga.Mi Impianti, per manutenzioni di impianti elettrici di musei e altre sedi regionali alla Moditech Srl, i lavori sui condizionatori nelle varie sedi della Regione affidati alla Prodon Srl e altri interventi di riqualificazione affidati alla Athanor consorzio Stabile, alla De.Pa Impianti, alla Brindisi Elevatori, Impecos, Saccir Spa (impianti elettrici e climatizzazione alla Provincia di Foggia), Edil Verde (lastrico solare della presidenza), Fantoni Spa (uffici regionali), Gpi e Links Management and Technology spa (sistema informatico) e gli affidamenti su raccolta e gestione rifiuti a Recikla”.
Corruzione in Puglia, Lerario e il legame con la chiesa: la Procura indaga su restauri e finanziamenti
L’ex numero uno della Protezione Civile, arrestato il 23 dicembre scorso dopo aver intascato una tangente, si trova in carcere e si sta comportando da “detenuto modello”.
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Perché nomina proprio loro e non altri giornalisti che pure si stanno occupando dell’inchiesta? Cosa sa Lerario tanto da avere premura di sottolineare la vicenda?
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Il nodo da sciogliere resta sempre quello relativo alle ditte che hanno vinto i vari appalti, sono diversi infatti i nomi ricorrenti, a partire dalle due aziende di Donato Mottola e Luca Leccese.
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