Affittano casa a giovani straniere, all’interno incontri a luce rosse: assolti in Appello magistrato e ex compagna

La Corte d’Appello di Lecce ha assolto con formula piena, “perché il fatto non sussiste”, Giuseppe Caracciolo, 68 anni, oggi presidente della Corte di giustizia tributaria di Venezia e giudice della sezione civile della Corte di Cassazione, e l’ex compagna Pasqua Biondi, poliziotta in pensione originaria di Brindisi.

I due erano accusati di favoreggiamento della prostituzione per aver affittato nel 2016 un appartamento nel centro di Lecce a giovani straniere che, secondo l’accusa, lo avrebbero utilizzato per incontri a luci rosse. Hanno sempre respinto ogni addebito.

La vicenda giudiziaria era iniziata con una condanna a un anno di reclusione nel 2018 per sfruttamento della prostituzione. Successivamente la sentenza era stata annullata dalla Corte d’Appello per un vizio di contestazione del reato.

Nel 2024 erano stati nuovamente condannati a due anni, con pena sospesa, per favoreggiamento della prostituzione. La nuova decisione dei giudici ha ora disposto l’assoluzione definitiva con formula piena.

Giro di prostituzione nel centro storico di Trani, scoperta casa per incontri a luci rosse: arrestata coppia di Corato

La Polizia ha arrestato una donna di 30 anni e il suo compagno 50enne con l’accusa di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. Entrambi, di Corato, si trovano ai domiciliari. Sequestrati inoltre immobili e denaro in contanti.

I due rispondono anche di ricettazione e detenzione abusiva di un’arma da fuoco trovata al momento dell’arresto in flagranza. Secondo quanto accertato dalle indagini, avviate dopo le segnalazioni di alcuni cittadini, i due avrebbero pubblicizzato l’attività di prostituzione attraverso diversi annunci diffusi sui siti di incontri online.

Gli appostamenti dei poliziotti hanno poi accertato il continuo alternarsi di uomini nei locali utilizzati per gli incontri nel pieno centro storico di Trani. Il contratto di locazione era intestato all’uomo tramite la copertura di una pseudo associazione culturale, risultata poi fittizia.

La Polizia ha trovato diversi supporti informatici e un’agenda dove venivano riportati tutti gli appuntamenti con la clientela.