Circolo PD escluso come parte civile nel processo Maurodinoia: “Il Partito di Bari e pugliese è rimasto inerme”

“Il GIP di Bari non ha accolto la richiesta del Circolo universitario di essere ammesso come parte lesa nel processo contro Anita Maurodinoia, imputata per voto di scambio. Il Giudice ha ritenuto che la dichiarazione fosse viziata da una mancanza di legittimazione in presenza di strutture superiori di organizzazione interna che avrebbero potuti intervenire nel giudizio. Qunidi non sono state ritenute immotivate le ragioni giustificatrici della nostra dichiarazione di costituzione”.

Inizia così il comunicato del Circolo Universitario del Pd. “Prendiamo atto di quanto stabilito dal GIP, che complessivamente conferma il diritto del Partito Democratico a combattere il malaffare e la delinquenza organizzata, soprattutto quando si insinua – come pare in questo caso – nelle file del nostro partito, usato – come ha detto la Segretaria Elly Schlein in merito a questa vicenda – come ‘un taxi per assecondare ambizioni personali senza farsi alcuno scrupolo’ – si legge nella nota -. Già in occasione del primo processo (Codice Interno) il Circolo Universitario chiese esplicitamente e formalmente al Partito Democratico della città di Bari di costituirsi come parte lesa. L’Assemblea cittadina di Bari non fu in grado di assumere alcuna decisione formale per ripetute mancanze del numero legale”.

“A distanza di un anno, la magistratura ha trovato nuovi solidi elementi per confermare le accuse e chiedere l’avvio di questa nuova fase dibattimentale – denunciano-. Ora, per questo secondo troncone che coinvolge direttamente anche chi fu nostra rappresentante in Regione, i massimi Organi reginali avrebbero avuto il tempo per discutere e deliberare sulla costituzione del PD come parte lesa. Ma questo non è avvenuto”.

“Il PD regionale e provinciale è rimasto inerte e il Circolo e stato lasciato solo nell’impegno contro chi – direttamente o indirettamente – lede il buon nome del Partito e viola il suo Codice Etico. Il Circolo valuterà attentamente tutto questo e ne trarrà le necessarie conseguenze”, conclude.

Il Pd chiude le porte, Maurodinoia: “Sottoposta ad una quarantena. Passo in opposizione ma grata ad Emiliano”

Anita Maurodinoia ha lasciato il Pd. La consigliera regionale, che ha perso l’incarico di assessore regionali ai Trasporti dopo l’indagine per corruzione elettorale nell’inchiesta che vede al centro il marito, Sandrino Cataldo, ha comunicato nella giornata di ieri la sua decisione. La Maurodinoia passa all’opposizione, anche per volontà dello stesso partito che ha bocciato una sua eventuale ricandidatura.

“Passo in opposizione non a un governo che, con orgoglio e capacità, ho contribuito a costruire (come le opere realizzate dimostrano e che alcuni, bontà loro, mi riconoscono), né tantomeno a un presidente al quale sarò sempre grata per la sua umanità e fiducia. Quindi, all’opposizione, con la coscienza pulita, con il coraggio delle proprie idee, delle proprie scelte e con la libertà di votare anche a favore di provvedimenti proposti da chiunque, ma che siano nell’interesse dei pugliesi. Senza pregiudizi. Ma, tutto al più, come il buon senso insegna, in serena ed ottimista attesa di giudizi”, le parole riportate in una nota.

“Non ho esitato un attimo, quando sono stata coinvolta come indagata nella vicenda giudiziaria dello scorso anno a rassegnare volontariamente e con effetto immediato le dimissioni da assessore regionale, pur ritenendomi estranea ai fatti contestati. Scelta sostenuta sia per fiducia nella Magistratura, sia per evitare ombre e difficoltà al Presidente Emiliano e al partito in cui sono stata eletta – ha aggiunto -. A volte è più difficile restare che andarsene soprattutto quando in determinate situazioni, invece di aspettarti un ambiente solidale, ti ritrovi circondata da un clima asfissiante tra l’altro appesantito da veleni, ostacoli, freni ed impedimenti ammantati dalla più bieca ipocrisia. Sono stata sottoposta a una quarantena insostenibile: esclusa da incontri, riunioni, iniziative e commissioni consiliari. Un isolamento che, di fatto, conferma un giudizio che, a quanto pare, i colleghi del gruppo e del partito hanno già sentenziato, a differenza di chi, invece, per legge, deve ancora farlo”.

Olivieri e l’alleanza con Sandrino prima dell’arresto: “Gestisco io le liste di Sud al Centro mia moglie farà l’assessore”

Il retroscena dell’alleanza tra Olivieri e Cataldo, ex numero uno di Sud al Centro e marito della Maurodinoia, emerge dalle chat depositate nel processo: “Devo fare in modo che Mari arrivi seconda nella lista, perché la prima è la figlia di Anita Maurodinoia, che dobbiamo far arrivare prima ma non vuole fare assessore o altro. Mari deve arrivare subito dopo”.

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Clamoroso a Bari, il partito di Cataldo sta per tornare: “Sud al Centro ripartirà senza paura e a testa alta”

Clamoroso colpo di scena a Bari. Sud al Centro, il movimento politico sciolto ad aprile dopo l’arresto del suo fondatore Sandrino Cataldo, sta per ripartire. Ad annunciarlo durante la seduta di insediamento del consiglio metropolitano di Bari è stato Vito Antonio Labianca, braccio destro di Cataldo. Prenderanno parte “tutti i consiglieri e amministratori che negli anni passati sono stati eletti”.

“Daremo nuovamente vita al movimento in cui noi e molti di noi si riconoscono, lo faremo senza paura e sempre a testa alta – le parole riportate da La Gazzetta del Mezzogiorno -. Ce la faremo è la frase delle idee e dei principi e dei valori che ci hanno sempre ispirato. Non posso esimermi in questo contesto di rivolgere un saluto e un ringraziamento alla consigliera regionale Anita Maurodinoia per il particolare sostegno e affetto dimostrato in ogni circostanza”. E non sono mancate le polemiche con il sindaco Vito Leccese.

“A chi ci accusa di trasformismo politico rispondo che la politica come la vita è dinamica, le idee e le visioni che ci guidavano ieri pur valide e sincere devono sapersi confrontare con un mondo che cambia – ha aggiunto -. Se scegliamo strade diverse rispetto al passato non lo si fa per opportunismo o per convenienza ma per servire meglio il bene comune. Le accuse di trasformismo sono spesso il rifugio di chi ha paura del cambiamento”.

Nei giorni scorsi la Procura di Bari ha chiuso le indagini sul presunto voto truccato nelle elezioni del 2020 e il 2021. Tra i 18 indagati proprio Sandrino Cataldo, il 52enne di Triggiano finito ai domiciliari il 4 aprile e tornato libero dopo le elezioni a luglio, e sua moglie, l’ex assessora regionale ai trasporti, Anita Maurodinoia. Entrambi sono accusati di associazione per delinquere in occasione delle elezioni di Grumo Appula e delle Regionali di settembre 2020. Lady preferenze, così è stata battezzata poi la Maurodinoia, ha ottenuto alle elezioni 20mila voti, tanto da essere la prima degli eletti nel Partito Democatrico. Cataldo risponde anche della presunta corruzione elettorale relativa alle amministrative di Triggiano di ottobre 2021.

Elezioni truccate a Grumo, Triggiano e alla Regione: tra i 18 indagati Cataldo e Maurodinoia – TUTTI I NOMI

La Procura di Bari ha chiuso le indagini sul presunto voto truccato nelle elezioni del 2020 e il 2021. Sono 18 gli indagati, tra loro anche Sandrino Cataldo, il 52enne di Triggiano finito ai domiciliari il 4 aprile e tornato libero dopo le elezioni a luglio, e sua moglie, l’ex assessora regionale ai trasporti, Anita Maurodinoia.

Entrambi sono accusati di associazione per delinquere in occasione delle elezioni di Grumo Appula e delle Regionali di settembre 2020. Lady preferenze, così è stata battezzata poi la Maurodinoia, ha ottenuto alle elezioni 20mila voti, tanto da essere la prima degli eletti nel Partito Democatrico. Cataldo risponde anche della presunta corruzione elettorale relativa alle amministrative di Triggiano di ottobre 2021.

Indagati anche Giuseppe Calisi, Armando Defrancesco, Giulio Di Giacomo, l’ex sindaco di Triggiano Antonio Donatelli, Giuseppe Fiore, Gaetana Lanotte, Giovanni Lavacca, l’ex assessore di Grumo Nicola Lella, Nicola Giovanni Nitti, Alberto Leo, Vito e Piergiorgio Perrelli, Gianleonardo Pesole, Caterina Pulieri, Giuseppe Siciliani e Michele Spano.

Maxi inchiesta a Bari, c’è un fascicolo bis. In 64 rischiano il processo: tra gli indagati c’è la Maurodinoia

I 124 indagati dell’inchiesta Codice Interno, che ha evidenziato l’infiltrazione mafiosa nel tessuto economico, politico e sociale della città di Bari, saranno processati a luglio. I 64 indagati a piede libero dovranno affrontare un dibattimento in merito alle accuse avanzate dalla Dda di Bari e rischiano tutti il processo.

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Corruzione elettorale, a vuoto il tentativo di Sandrino. Il Riesame respinge il ricorso: Cataldo resta ai domiciliari

Il marito dell’ex assessora regionale Maurodinoia, ai domiciliari dal 4 aprile scorso con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione elettorale, è indagato per aver pilotato le elezioni amministrative di Grumo Appula (settembre 2020) e di Triggiano (ottobre 2021) e quelle Regionali del 2020.

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Arresti e inchieste, Sud al Centro si ritira: il partito di Cataldo e Maurodinoia rinuncia alle Comunali di Bari

“Il movimento politico Sud al Centro non presenterà la lista né al Comune di Bari, né in alcun altro Comune chiamato al voto, né in qualsivoglia altra competizione elettorale e non sosterrà alcun candidato in alcuna competizione elettorale”. Questa è la nota diramata dal presidente del partito, Gianlucio Smaldone, dopo l’arresto di Alessandro Cataldo e l’indagine in cui è coinvolta l’ex assessora regionale Anita Maurodinoia e proprio la lista Sud al Centro.

Secondo la Procura di Bari, il partito avrebbe inquinato le elezioni comunali di Triggiano, Grumo, Bari e le Regionali del 2020. Smaldone è anche uno degli avvocati di Sandrino che si trova ancora ai domiciliari. Lunedì 22 sarà discusso il ricorso sulla mancata revoca della custodia cautelare davanti al Tribunale del Riesame di Bari. Alla base della decisione del giudice la possibilità che Cataldo possa inquinare anche le prossime elezioni in programma a giugno a Bari. Da capire se il forfait del partito possa cambiare le carte in tavola.

Inchiesta per truffa allo Stato, indagato D’Adamo: gli intrecci tra l’ex assessore di Bari con Pisicchio e Maurodinoia

Alessandro D’Adamo è legato ad Alfonso Pisicchio e ad Anita Maurodinoia, i due ex assessori regionali protagonisti di altrettante vicende giudiziarie che hanno scatenato un terremoto politico a Bari e in Puglia. Sono stati proprio i leader di Iniziativa democratica e Sud al Centro a volerlo in giunta a Bari.

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