Infermieri aggrediti, Andreula (OPI Bari): “Alert e assistenza inadeguati. In balia degli eventi”

Un paziente psichiatrico aggredisce con ferocia il personale del reparto dell’ospedale di San Paolo. Negli attimi concitati immortalati in un video c’è chi si avvicina con le mani in tasca, mentre l’addetto alla sicurezza si defila.

Si tratta dell’ennesima aggressione ai danni degli infermieri. Vi abbiamo documentato nei giorni scorsi anche quanto accaduto ad Altamura tramite le parole di Francesco Papappicco, il medico del 118 aggredito insieme ad altri operatori del servizio di emergenza-urgenza, intervenuti in via Manzoni. Ne abbiamo parlato con Saverio Andreula. Il presidente di OPI Bari denuncia tutte le lacune di un sistema inadeguato.

Bari, auto a tutta velocità travolge ambulanza in emergenza. OPI: “Bisogna riflettere sulla sicurezza dei mezzi”

“L’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Bari esprime la propria profonda solidarietà agli operatori sanitari coinvolti nel grave incidente stradale avvenuto a Bari nella mattinata di sabato 27 luglio 2025, durante un intervento d’emergenza da parte di un mezzo del 118. In un momento in cui si stava rispondendo a una richiesta di aiuto, l’equipaggio, composto da operatori sanitari tra cui un Infermiere, è rimasto ferito nello svolgimento del proprio dovere, a testimonianza dei rischi concreti e quotidiani che affrontano coloro che operano nell’ambito dell’emergenza-urgenza”.

Inizia così il comunicato di OPI. “Come OPI Bari, intendiamo manifestare pubblicamente la nostra vicinanza e il nostro sostegno all’Infermiere e a tutti i professionisti sanitari coinvolti  – si legge -. Il loro impegno rappresenta un presidio irrinunciabile di salute pubblica e merita non solo gratitudine, ma tutele concrete e attenzione costante. L’attività dell’emergenza territoriale 118 ha come cifra distintiva l’elevata qualità delle prestazioni sanitarie erogate al cittadino, a cui si associa, con rilevanza imprescindibile, la tempestività dell’intervento”.

“Si ricorda, infatti, che il sistema 118 è l’unico tra i sistemi di soccorso a dover rispettare tempistiche normate: entro 8 minuti in ambito urbano ed entro 20 minuti in ambito extraurbano, come previsto dal D.P.R. 27 marzo 1992. In tale contesto, l’OPI Bari ritiene opportuno evidenziare alcune criticità organizzative che meritano attenzione – aggiunge Opi -. In particolare, la postazione oggetto del sinistro, identificata come India Policlinico, risulta oggi penalizzata nella sua operatività, essendo stata ricollocata presso l’ospedale Di Venere, a distanza significativa dalla sua naturale zona di competenza, precedentemente coperta dalla sede di via O. Flacco. Si evidenzia, inoltre, che l’area in questione comprende alcune tra le principali arterie viarie della città ed è frequentemente interessata da intensi flussi di traffico, con conseguenti difficoltà di accesso e allungamento dei tempi di percorrenza”.

“Tale dislocazione, sebbene conforme alla movimentazione prevista dalla centrale operativa, rischia quindi di compromettere l’efficacia del servizio e i tempi di intervento in situazioni critiche – si legge ancora -. Quanto accaduto impone una riflessione seria e condivisa sul tema della sicurezza attiva e passiva dei mezzi di soccorso, così come sull’organizzazione e sulla localizzazione delle postazioni. È necessario interrogarsi sull’idoneità dei dispositivi e delle strutture operative, affinché i professionisti sanitari e i cittadini trasportati possano contare su standard coerenti con i rischi reali e le attese di salute della popolazione. Chi lavora sull’ambulanza, così come i pazienti trasportati, deve poter contare su standard di protezione all’altezza dei rischi reali. Purtroppo, le immagini e le dinamiche dell’incidente sollevano dubbi importanti sulle dotazioni e sull’organizzazione interna del mezzo coinvolto, in particolare per quanto riguarda la tenuta strutturale e la collocazione dei dispositivi. L’OPI di Bari si rende disponibile a un confronto costruttivo e partecipato con le aziende sanitarie, gli enti gestori, gli organi di controllo e le istituzioni, al fine di individuare le migliori strategie per garantire la qualità dell’assistenza ai cittadini e la tutela effettiva dei professionisti. L’Ordine continuerà a farsi portavoce delle esigenze di protezione e valorizzazione degli infermieri, in ogni contesto operativo, affinché episodi come questo non restino invisibili, ma diventino occasione di consapevolezza e responsabilità condivisa”.

Infermiere aggredito, condannato figlio del paziente terminale. Andreula (OPI): “Sistema inadeguato”

Torniamo ad occuparci dell’aggressione ai danni di un infermiere in servizio nel reparto di Pneumologia dell’ospedale Di Venere di Bari.

La vittima aveva pubblicato un post su Facebook in cui aveva denunciato di essere stato picchiato “senza motivo” dal figlio di un paziente, mercoledì 29 aprile, mentre si prendeva cura di tanti pazienti come suo padre.

Abbiamo intervista l’aggressore, Giuseppe, che si è pentito. L’uomo, figlio di un malato terminale, ai nostri microfoni ha chiesto scusa e ha raccontato il suo punto di vista della vicenda. Torniamo sul caso parlando con il presidente dell’Opi Bari, Saverio Andreula.

Sanità Bari, primo tavolo tecnico per la sicurezza. Andreula (OPI): “Fiducioso ma molte criticità”

Una delegazione dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche (OPI) di Bari ha partecipato all’incontro convocato dalla Prefettura di Bari, dove è intervenuto il presidente Saverio Andreula che abbiamo intervistato per fare il punto su quanto emerso dal tavolo incentrato sui temi cruciali per la sicurezza e l’organizzazione del sistema sanitario.

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Bari, rivolta in carcere. Andreula (Opi) su infermiere sequestrato: “Da anni evidenziamo le criticità di lavoro”

“Quanto accaduto nel carcere di Bari sabato sera, con il sequestro di un infermiere da parte dei un gruppo di detenuti in rivolta, riaccende un allarme inascoltato che da anni lanciamo alle istituzioni”. Il presidente dell’Opi Bari, Saverio Andreula, torna sulla rivolta avvenuta nel carcere di Bari con l’aggressione nei confronti di un agente di polizia penitenziaria e il sequestro lampo di un infermiere impegnato nel suo turno di lavoro nella struttura. “Sono anni che denunciamo le criticità dei livelli organizzativi degli infermieri nel carcere di Bari. Anche in questo caso si di fronte ad una situazione al limiti, con una pianta organica carente almeno del 50 per cento e colleghi costretti a carichi di lavoro straordinari” spiega il presidente di Opi Bari.

“Da diversi anni e in più occasione ho manifestato la disponibilità dell’Ordine delle professioni infermieristiche di Bari a contribuire alla corretta definizione del modello organizzativo di assistenza nel carcere di Bari, ma gli appelli sono spesso caduti nel vuoto” aggiunge Andreula. “Purtroppo quanto accaduto sabato sera non è il primo episodio di violenza ai danni di infermieri o dei quali gli stessi sono stati testimoni. Al collega vittima del sequestro lampo e all’agente di polizia penitenziaria aggredito va la nostra piena solidarietà” conclude Andreula.