Bimbo di due anni trovato solo in piazza Umberto: mamma al lavoro e papà impegnato a ubriacarsi

Vi raccontiamo un episodio di cronaca davvero triste. Abbiamo incontrato Giovanni, una domenica sera ha trovato in piazza Umberto un bimbo di due anni e mezzo solo. Lo ha coccolato per circa 30 minuti, in attesa dell’arrivo delle Forze dell’Ordine.

Poi si sono palesati sul posto i genitori. Il papà, secondo quanto ricostruito, era impegnato a ubriacarsi. La donna invece si trovava a lavoro. A Giovanni il nostro più sentito ringraziamento.

Follia a Bari, taglia la strada all’auto e scoppia la lite: uomo picchia il conducente e la figlia epilettica

Follia a Bari dove padre e figlia sono stati picchiati con calci e pugni da un uomo in via della Costituente, nei pressi di Parco 2 Giugno. Secondo quanto ricostruito, tutto avrebbe avuto origine a causa di una lite stradale.

La vittima si sarebbe lamentata del comportamento dell’altro automobilista, colpevole di aver tagliato più volte la strada, scatenando una violenta reazione. L’uomo è sceso dall’auto e ha aggredito il 62enne con calci e pugni, prima di avventarsi anche sulla figlia 29enne che soffre di epilessia.

L’aggressore ha fatto perdere le tracce, ma sono state avviate subito le indagini per risalire alla sua identità. Le due vittime si sono recate all’ospedale di Venere. Al momento non è stata presentata una denuncia.

Selfie con Papa Leone XIV dopo la proclamazione, prete pugliese posta lo scatto sui social: “Un dono”

Dopo il discorso dalla loggia di San Pietro, tra i primi ad incontrare Papa Prevost c’è stato il parroco della chiesa matrice di Monteroni, don Giuseppe Spedicato amico del cardinale Marcello Semeraro, anche lui salentino originario di Montetoni.

Don Giuseppe ha immortalato l’incontro con Papa Leone XIV con un selfie. “Un privilegio, un dono e una grazia” il testo che accompagna le foto pubblicate dal parroco salentino sui social.

Successore di Papa Francesco, al via il Conclave: tre cardinali pugliesi tra gli elettori. Chi sono e come funziona

Tutto pronto per il conclave che eleggerà il 267esimo Papa della storia della Chiesa. Alle 19 è attesa la prima fumata. Sono tre i cardinali pugliesi elettori (in totale sono 137) che parteciperanno al Conclave per l’elezione del nuovo Papa dopo la morte di Papa Francesco. In totale sono cinque i cardinali pugliesi in vita, ma solo chi ha meno di 80 anni può votare.

Il primo è il 77enne Marcello Semeraro, nato il 22 dicembre 1947 a Monteroni di Lecce. Docente di Ecclesiologia alla Pontificia Università Lateranense di Roma, nel 1998 ha preso la guida della diocesi di Oria. Sei anni più tardi, papa Giovanni Paolo II lo ha nominato vescovo di Albano (Lazio). Nel 2009 papa Benedetto XVI lo ha indicato come componente della congregazione delle Cause dei santi. Nel 2013 il neo eletto papa Francesco lo ha indicato come segretario del Consiglio dei cardinali, chiamati a consigliare il pontefice nel governo della Chiesa. Il 15 ottobre 2020 è stato nominato prefetto del dicastero delle Cause dei santi. È creato cardinale nel 2021.

Il secondo è il cardinale Fernando Filoni nato a Manduria (Taranto) il 15 aprile 1946. Ha appena compiuto 79 anni. Ha frequentato le scuole medie a Galatone e il Ginnasio a Nardò, poi il seminario regionale a Molfetta. Da qui l’uscita dalla Puglia. A Viterbo ha condotto gli studi teologici, prima della laurea in Diritto canonico e in Filosofia. Ha conseguito pure il diploma in scienze e tecniche dell’opinione pubblica, specializzandosi in giornalismo. Nel 1981 è entrato nel servizio diplomatico della Santa Sede ed è stato inviato nello Sri Lanka. Dal 1985 all’89 si è occupato di organizzazioni internazionali presso la segreteria di Stato della Santa Sede. Poi è stato in Brasile, Filippine e Hong Kong (per i rapporti con la Cina). Nel 2001 papa Giovanni Paolo II lo ha nominato nunzio apostolico in Giordania ed Iraq. Durante la guerra in Iraq non ha abbandonato il paese dilaniato dalle bombe, affrontando quotidiani rischi personali e testimoniando più volte la vicinanza della Chiesa cattolica alle popolazioni martoriate. Da qui è poi tornato nelle Filippine. Papa Benedetto XVI, nel 2011, lo ha nominato prefetto della Congregazione per l’evangelizzazione dei popoli. È creato cardinale da Benedetto XVI nel 2012 e ha partecipato come elettore al conclave che porta all’elezione di Francesco che lo ha inviato nel 2014 in Iraq a causa della grave situazione venutasi a creare a seguito della proclamazione dello Stato Islamico.

Il terzo è Angelo De Donatis, 71 anni compiuti a gennaio, nato a Casarano, in provincia di Lecce. Ordinato sacerdote nella parrocchia d’origine (San Domenico di Casarano), è stato incardinato nella diocesi di Roma, dove svolge gran parte del suo ministero. Il 10 aprile 1990 papa Giovanni Paolo II lo ha nominato cappellano di Sua Santità. Nel 2014 è stato scelto come predicatore negli esercizi spirituali alla Curia romana in occasione della Quaresima, ai quali ha preso parte anche papa Francesco. Il 5 marzo scorso ha presieduto il rito delle Ceneri al posto del papa. Nel 2015 è stato nominato vescovo ausiliare di Roma e due anni dopo Francesco lo ha scelto come Vicario generale per la diocesi di Roma. È creato cardinale il 28 giugno 2018.

Gli altri due cardinali pugliesi, non elettori, sono Francesco Monterisi di Barletta, e Salvatore De Giorgi, nato 94 anni fa a Vernole (Lecce)

COME FUNZIONA IL CONCLAVE PER L’ELEZIONE DEL NUOVO PAPA

L’arrivo a Roma dei cardinali elettori, la messa nella basilica di San Pietro prima dell’ingresso nella cappella Sistina e l'”extra omnes” che dà ufficialmente il via alle elezioni.

Il conclave, la cui etimologia è ovviamente latina – da ‘cum clave’ cioè (chiuso) ‘a chiave’ – è il rito che da secoli accompagna la ‘nascita’ dei nuovi Papi, dalle votazioni sotto lo sguardo degli affreschi di Michelangelo fino all’iconica fumata bianca che precede il tradizionale ‘habemus papam’.

Prima dell’avvio ufficiale del conclave, i cardinali elettori raggiungono Roma dove trovano sistemazione a casa Santa Marta, lo stesso edificio nel quale aveva deciso di vivere Bergoglio rinunciando all’appartamento papale. Il giorno dell’assemblea raggiungono la basilica di San Pietro per la messa in vista dell’elezione, presieduta dal cardinale decano, in questo caso Giovanni Battista Re.

Subito dopo indossano l’abito corale e si avviano in processione verso la cappella Sistina, allestita per accogliere i cardinali con i banchi per elezioni e scrutini e la stufa dove saranno bruciati poi appunti e schede delle votazioni. Il numero massimo di cardinali elettori è stabilito in 120 anche se al momento gli aventi diritto al voto sono 135 e non è escluso, come avvenuto in passato, che possano essere concesse deroghe alla norma.

Per tutti è fatto divieto di utilizzare qualsiasi dispositivo o mettersi in contatto con l’esterno. È solo al termine del giuramento – che si conclude con la frase “extra omnes” (fuori tutti) – che prende il via ufficialmente il conclave, con la chiusura a chiave della porta di accesso alla cappella Sistina e l’avvio delle operazioni di voto. Nel caso in cui le elezioni iniziassero nel pomeriggio del primo giorno si terrà una sola votazione, mentre nei giorni successivi saranno quattro in totale, due la mattina e due il pomeriggio. Una volta scritto il nome sulla scheda sotto la frase ‘Eligo in Summum Pontificem’, ogni singolo cardinale elettore si avvia verso l’altare con la scheda piegata e ben visibile. La adagia su un piatto d’argento poggiato su un’urna e poi la lascia scivolare all’interno. Una volta conclusa la sessione di voto, i primi due scrutatori aprono e leggono in silenzio il nome scritto sulla scheda, mentre il terzo pronuncia il nome. Le schede vengono forate e legate insieme, per essere poi bruciate all’interno della stufa.

Nel caso di mancata elezione verrà aggiunta una miscela che colorerà il fumo di nero. In caso contrario, invece, il decano si rivolge al candidato eletto per chiedergli se accetta o meno l’incarico e quale sarà il nome scelto. Solo allora verranno bruciate le schede aggiungendo il colorante bianco che annuncerà dal comignolo della cappella Sistina l’elezione del nuovo Papa. Solo al termine si procede alla vestizione nella cosiddetta ‘stanza delle lacrime’ nella sagrestia della cappella Sistina. Toccherà poi al cardinale protodiacono dare l’annuncio dell’elezione dalla loggia centrale della basilica di San Pietro, dalla quale successivamente si affaccerà il nuovo Papa per la benedizione Urbi et Orbi.

Bari-Pisa, pestato davanti al figlio in lacrime: il papà non denuncia. All’origine un regolamento di conti personale

Ci potrebbe essere un regolamento di conti personale all’origine della violenta aggressione avvenuta allo stadio San Nicola durante Bari-Pisa e la successiva contestazione dei tifosi contro la dirigenza biancorossa.

Le immagini del papà pestato davanti al figlio in lacrime ha fatto il giro dell’Italia. L’uomo, secondo le prime indiscrezione, sembrerebbe deciso a non denunciare l’accaduto. La Polizia però ha avviato un’indagine e ha già identificato uno degli aggressori, a breve potrebbe arrivare un provvedimento.

La famiglia aggredita invece all’interno dello stadio, in Curva Nord, come raccontato ai nostri microfoni sembra decisa invece a denunciare.

Bari-Pisa, papà pestato davanti al figlio. Leccese: “Un aggressore è stato identificato”. Poi l’appello ai tifosi

“Sono sconcertato dalla brutalità dell’aggressione perpetrata ai danni di un tifoso all’esterno dello stadio San Nicola. Niente può giustificare la violenza, mai, a maggior ragione in contesti di aggregazione e sport. Questi bruti, capaci di accanirsi con violenza e totale sprezzo di ogni regola del vivere civile contro un uomo solo, per giunta in compagnia di un bambino, sono nient’altro che ignobili”.

Inizia così il messaggio di condanna del sindaco Vito Leccese per l’aggressione violenta ai danni di un tifoso all’esterno dello stadio San Nicola. “Per me questo non è tifo, e non può trovare alcuno spazio nella nostra comunità – aggiunge il primo cittadino -. Sono episodi da condannare con forza, lo dico anche a chi frequenta lo stadio e che magari ha assistito a questa barbarie: dobbiamo isolare i facinorosi, denunciando i responsabili di qualsiasi gesto violento”.

+++ IL VIDEO DELL’AGGRESSIONE SUL NOSTRO CANALE TELEGRAM +++

“Vanno allontanati anche dal tifo organizzato. Uno di loro è già stato identificato, mi auguro che le Forze dell’ordine possano rintracciare al più presto anche gli altri – conclude -. Alla vittima dell’aggressione e a suo figlio giunga l’abbraccio mio personale e della città di Bari, composta per la quasi totalità di persone da gente per bene”.

Bari-Pisa, papà pestato davanti al figlio. Melchiorre: “Scena brutale e inaccettabile. Serve una risposta ferma”

“Quanto accaduto a Bari all’esterno dello stadio San Nicola è inaccettabile, disumano, vile: il pestaggio di un tifoso davanti agli occhi del proprio figlio è un episodio che va oltre ogni logica sportiva, oltre ogni forma di rivalità, oltre ogni giustificazione. È stata una scena brutale, codarda, che colpisce non solo chi l’ha subita, ma tutti noi, come società, come comunità, come esseri umani”.

Inizia così lo sfogo social del senatore barese Filippo Melchiorre (Fratelli d’Italia) in merito a quanto accaduto ieri pomeriggio allo stadio san Nicola di Bari. L’aggressione ai danni di un uomo, davanti a suo figlio, è diventata virale sul web e ha creato scalpore.

+++ IL VIDEO DELL’AGGRESSIONE SUL NOSTRO CANALE TELEGRAM +++

“È una ferita profonda alla coscienza civile del nostro Paese. Non possiamo più tollerare che la violenza detti legge, né voltare lo sguardo davanti a tanta barbarie – aggiunge -. Nessuna passione sportiva, nessun tifo, nessuna rivalità può mai giustificare la violenza, soprattutto quando si abbatte su un padre indifeso, sotto lo sguardo attonito e traumatizzato di un bambino. Serve una risposta ferma. Serve giustizia. Serve responsabilità da parte di tutti”.

“In qualità di componente del Comitato che si occupa di infiltrazioni mafiose nelle manifestazioni sportive e legami tra criminalità organizzata e società sportive in seno alla Commissione parlamentare antimafia, chiedo con forza che le istituzioni e le forze dell’ordine intervengano con fermezza: chi semina terrore va assicurato alla giustizia, senza sconti e senza esitazioni – conclude Melchiorre -. Gli stadi devono tornare a essere luoghi di sport e famiglia, non teatri di violenza e paura. Servono controlli più rigorosi, pene certe e una risposta immediata, contro ogni forma di delinquenza travestita da tifo. Se tolleriamo il silenzio, diventiamo complici”.

Picchia l’infermiere, Giuseppe condannato chiede scusa: “Mio padre sta morendo ho perso la testa”

Torniamo ad occuparci dell’aggressione ai danni di un infermiere in servizio nel reparto di Pneumologia dell’ospedale Di Venere di Bari.

La vittima, nei giorni scorsi, ha pubblicato un post su Facebook in cui ha denunciato di essere stato picchiato “senza motivo” dal figlio di un paziente, mercoledì 29 aprile, mentre si prendeva cura di tanti pazienti come suo padre.

Vi proponiamo l’intervista all’aggressore. Giuseppe si è pentito, ha chiesto scusa e ha raccontato il suo punto di vista della vicenda. Il suo papà è malato terminale.

Morte Papa Francesco, Sudtirol-Bari rinviata: i tifosi salvano la trasferta con una grigliata nel settore ospiti

Il calcio si è fermato per la scomparsa di Papa Francesco. Le partite in programma a Pasquetta, dalla Serie A a tutti i campionati inferiori, sono state rinviate.

Una decisione che ha scatenato anche polemiche tra le tifoserie visto che in tanti avevano deciso di seguire la propria squadra in trasferta in un giorno di festa. Tra loro anche i baresi, costretti ad affrontare un viaggio di circa mille chilometri per raggiungere Bolzano in occasione di Sudtirol-Bari.

C’è chi però ha “svoltato” la trasferta, organizzando una mega grigliata nel parcheggio del settore ospiti. La 34a giornata sarà recuperata martedì 13 maggio. Confermate tutte le date di calendario previste, a partire dalla 35a giornata che si disputerà il prossimo venerdì 25 aprile. In seguito a questa scelta le date playoff e playout verranno riprogrammate nei prossimi giorni, allo stesso modo saranno comunicati gli orari della 34a giornata.

Miracolo nel giugno 2003, il sacerdote barese Carmine De Palma sarà beato: l’annuncio del Papa e di Satriano

Così come comunicato dalla Sala Stampa Vaticana, il 28 marzo 2025 il Santo Padre ha autorizzato il Dicastero delle Cause dei Santi a promulgare il Decreto riguardante il miracolo attribuito all’intercessione del Venerabile Servo di Dio Carmelo De Palma, Sacerdote della Diocesi di Bari-Bitonto che, insieme ad altre Cause di Beati, sarà inserito nel futuro Concistoro che riguarderà le prossime Canonizzazioni.

L’Arcivescovo di Bari-Bitonto, Mons. Giuseppe Satriano, appresa la notizia, ha voluto inviare al Clero diocesano questo messaggio: “Carissimi, con grande gioia giunge notizia del riconoscimento del miracolo del venerabile don Carmine De Palma e della sua prossima beatificazione. Vi invito pertanto a renderne partecipi tutti i fedeli e ad acclamare il nostro rendimento di grazie attraverso il suono a festa delle campane di tutte le chiese alle ore 18.00 di oggi. Solo la Cattedrale ha avviato il suono delle campane poiché ci giunge proprio ora la comunicazione ufficiale”.

Prossimo alla beatificazione dunque, Carmelo De Palma nasce il 27 gennaio 1876 a Bari. Entrato in seminario, viene ordinato sacerdote il 17 dicembre 1898 a Napoli. Tornato nella sua città natale ricopre diversi incarichi nella Basilica di San Nicola e diviene anche assistente diocesano della gioventù femminile di Azione Cattolica, assistente diocesano delle Donne di Azione Cattolica, direttore spirituale delle Suore Benedettine di Santa Scolastica di Bari e degli Oblati e Oblate di San Benedetto, oltre ad essere animatore dell’Unione Apostolica del Clero di Bari.

La sua spiritualità d’ispirazione benedettina lo porta a frequentare spesso il monastero di Montecassino dove conosce il cardinale Alfredo Ildefonso Schuster, benedettino e arcivescovo di Milano, col quale intrattiene una corrispondenza epistolare. Quando la Basilica di San Nicola nel 1951 viene affidata ai Padri Domenicani, don Carmelo si dedica alla direzione spirituale di sacerdoti, suore e seminaristi e al sacramento della riconciliazione instancabilmente, tanto da essere definito un “eroe del confessionale”.

Afflitto da diversi malanni, continua a esercitare con fedeltà e umiltà il ministero sacerdotale fino alla morte avvenuta il 24 agosto 1961. Per la sua beatificazione, la postulazione ha presentato all’esame del Dicastero delle Cause dei Santi la guarigione miracolosa, attribuita alla sua intercessione, di una monaca benedettina del monastero di Santa Scolastica di Bari, colpita, l’8 dicembre 2001, da una febbre giudicata inizialmente di carattere influenzale. Manifestatosi, poi, un progressivo indebolimento degli arti superiori e inferiori, sono state rilevate problematiche neurologiche a livello cervicale e una stenosi del forame magno con conseguente compressione delle strutture bulbo-midollare che ha poi avuto gravi conseguenze invalidanti.

Nel febbraio 2003, le spoglie mortali di Carmelo De Palma sono state traslate nel monastero di Santa Scolastica e la badessa ha invitato le monache a chiedere l’intercessione del venerabile Servo di Dio per la guarigione della consorella. Il 1° giugno 2003 la religiosa ha avuto un improvviso miglioramento e la mattina seguente è riuscita ad alzarsi e a camminare. Nonostante i ripetuti esami effettuati abbiano poi confermato la persistenza della pressione del midollo, non è stato riscontrato alcun effetto patologico e la monaca ha riacquistato la totale funzionalità degli arti.