Omicidio Magellano a Bari, fermato il 42enne Maurizio Escobar Pastore: “Voleva i soldi per rifare il bagno di casa”

Maurizio Pastore, il 42enne fermato con l’accusa di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione e dalla crudeltà di Amleto Magellano, avrebbe preteso un anno fa soldi per i lavori di ristrutturazione della sua abitazione che la vittima gli avrebbe negato.

All’origine del tragico delitto quindi ci sarebbe un risentimento datato. Due testimoni, che hanno assistito all’omicidio, hanno fornito agli investigatori elementi utili sull’aggressione che hanno portato all’identificazione del killer.

Pastore, secondo quanto ricostruito, avrebbe raggiunto la vittima alle spalle e dopo poche parole l’avrebbe colpita ripetutamente all’addome e al torace per poi fuggire a piedi. Magellano, 39 anni, è morto al Policlinico di Bari per le ferite riportate,

Fondamentali anche le dichiarazioni della moglie della vittima. La donna ha raccontato del litigio tra i due risalente ad un anno fa legato ai lavori di ristrutturazione a casa del 42enne che l’aggressore avrebbe preteso venissero pagati dalla vittima.

Stando a quanto riferito dalla moglie di Magellano, al rifiuto Pastore lo avrebbe rincorso impugnando un martello, senza riuscire e colpirlo e, nei mesi successivi, sui social avrebbe continuato a inviare messaggi – poi puntualmente cancellati – contenenti minacce e richieste di denaro.

Lavorare come pastore sulla Murgia, Giuseppe rifiuta. Fabio ci prova: “Niente è peggio della strada”

Lavoro, vitto e alloggio. Un’offerta come pastore sulla Murgia per due. Giuseppe aveva la “prelazione”, ma ha rifiutato dopo una disponibilità iniziale. Fabio, appena conosciuto, invece l’ha accettata. Non abbiamo avuto neppure il tempo di presentarvelo, grazie all’incastro delle situazioni ha deciso così di provare questo nuovo capitolo della sua vita. Tutto pur di non vivere per strada.

Finto pastore “sveglia” bimbo dal coma in videochiamata, Mario è morto: Amatulli senza limiti

Nell’ultimo servizio vi avevamo raccontato la storia di Mario, il piccolo bimbo “risvegliato” dal coma da Amatulli. Purtroppo non ce l’ha fatta. Il pastore non conosce limiti e ha pubblicato un altro lungo messaggio sui social per scrollarsi di dosso le responsabilità del decesso.

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