Tragedia sfiorata al cinema, bimba soffoca con caramella gommosa: salvata da 38enne con la manovra di Heimlich

Una bambina che rischia di soffocare con una caramella gommosa mentre è al cinema, e una donna tra il pubblico che la salva praticandole la manovra di Heimlich per liberare le vie respiratorie.

È  accaduto a Foggia domenica 28 dicembre. In quegli istanti i genitori hanno ringraziato la donna ma non le hanno chiesto come si chiamasse.
Poi, tramite il quotidiano online Assocarenews che ha pubblicato la notizia, è stata individuata.

È Francesca Vitale, ingegnere informatico 38enne di origini foggiane ma residente a Madrid, che era a Foggia in vacanza con il marito, per trascorrere le festività dalla sua sua famiglia.

“La bambina era seduta con i genitori tre, quattro file dietro di me – racconta all’ANSA Francesca – quando sento un suono strano, un sibilo. Ad un certo punto sono iniziate le urla degli altri presenti in sala che chiedevano se fosse presente un medico. Mi precipito verso la bambina, poggiata sulle scale che fiancheggiano i posti a sedere: non respirava più. Attorno a lei urla e qualcuno che provava a colpirle il petto con le mani. Le pratico la manovra, una pressione corretta sul diaframma, e qualche secondo dopo la piccola si riprende. La mamma, sotto choc, mi abbraccia. Ritorniamo tutti alla proiezione del film sebbene spaventatissimi”.

Francesca racconta anche un altro episodio per evidenziare l’importanza della manovra. “Il 28 dicembre del 2022 – ricorda – sono stata nelle stesse condizioni della bambina. Stavo soffocando. Mi ha salvato mio marito a cui io avevo insegnato la manovra. Mi appello a chiunque. Seguite il corso. Imparate correttamente la manovra. Può salvare una vita. A me l’ha salvata e anche alla piccola bimba che sarebbe potuta morire”.

Bari, bimba di 3 mesi soffocata e uccisa dal padre. Definitiva la condanna a 29 anni: Difonzo torna in carcere

La Prima sezionale penale di Cassazione ha confermato la sentenza di appello bis emessa ad aprile dalla Corte d’Assise d’appello di Bari, rendendo così definitiva la condanna a 29 anni di carcere per Giuseppe Difonzo, il 36enne di Altamura accusato dell’omicidio volontario di sua figlia Emanuela, morta a 3 mesi per soffocamento al Pediatrico di Bari nella notte tra il 12 e il 13 febbraio 2016.

Difonzo tornerà in carcere. Ha già scontato 4 anni in cella, di cui 3 di una precedente condanna per violenza sessuale. In primo grado era stato condannato a 16 anni con l’accusa di omicidio preterintenzionale, riqualificata nel settembre 2020 in omicidio volontario premeditato con la condanna all’ergastolo.

Nel marzo 2022 la Cassazione ha annullato la condanna e ha disposto la scarcerazione. Nel secondo processo di appello l’uomo ha ottenuto la concessione delle attenuanti generiche che gli hanno evitato l’ergastolo.

 

Boccone di traverso, rischia di soffocare per strada davanti alla mamma: bimbo di 3 anni salvato dai Carabinieri

Un bimbo di tre anni che era per strada con la mamma ha rischiato di soffocare per un boccone che gli era andato di traverso ostruendo le vie respiratorie e i militari di una pattuglia di carabinieri lo hanno soccorso salvandolo.

L’episodio a Castellaneta. La madre del bambino, che chiedeva aiuto, era ormai in preda alla disperazione ed aveva il bimbo in braccio, tentando invano di salvarlo, quando un passante ha avvertito una pattuglia che si trovava in zona. I carabinieri, formati con corsi di Basic Life Support, hanno immediatamente iniziato a praticare una manovra di disostruzione delle vie respiratorie. Il bimbo ha quindi quasi subito espulso il bolo alimentare e ripreso a respirare. Successivamente è stato affidato alle cure dei sanitari del 118, che lo hanno condotto nel reparto di pediatria dell’Ospedale San Pio di Castellaneta per ulteriori accertamenti. Quando l’emergenza è rientrata, la donna ha ringraziato i militari dell’Arma, recandosi alla locale Compagnia.

Bari, soffoca e uccide la figlia di 3 mesi in ospedale: il 36enne altamurano Difonzo condannato a 29 anni

Giuseppe Difonzo, 36enne altamurano ritenuto colpevole per l’omicidio volontario della piccola Emanuela, morta a 3 mesi per soffocamento in ospedale a Bari nella notte tra il 12 e il 13 febbraio 2016, è stato condannato a 29 anni di reclusione dalla Corte d’Assise d’appello di Bari al termine del giudizio d’appello bis.

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