Tragedia a Bitonto, oggi l’ultimo saluto al 17enne Gianvito Carelli. Fuori pericolo i due amici feriti

Saranno celebrati oggi pomeriggio, alle 16 nella chiesa del Palombaio, i funerali di Gianvito Carelli, il 17enne che ha perso la vita nella notte fra venerdì e sabato nell’incidente stradale avvenuto lungo la provinciale 22 che collega Palombaio a Terlizzi.

La vittima, secondo quanto ricostruito dalle indagini, sedeva sul sedile passeggero di una Jeep Ranegade guidata da un suo amico 19enne. La vettura è finita fuori strada e si è ribaltata, schiantandosi contro un muretto a secco e contro gli alberi.

Per il 17enne non c’è stato nulla da fare, feriti gli altri due occupanti dell’auto, entrambi di 19 anni. Sono ricoverati all’ospedale Di Venere e al Policlinico, le loro condizioni non sono gravi.

“L’intera comunità si stringe attorno alla famiglia in questo momento di dolore – fa sapere il sindaco di Bitonto Francesco Paolo Ricci – siamo sgomenti davanti ad un’altra giovane vita spezzata troppo presto”.

Terlizzi, parroco non mette Gesù Bambino nel presepe: “Potrà mai nascere se abbiamo dichiarato guerra alla vita?”

“Potrà mai nascere il Principe della Pace se abbiamo dichiarato guerra alla vita?”. È quanto si è chiesto don Michele Stragapede, parroco della chiesa dedicata a San Gioacchino a Terlizzi (Bari) che ha, con un artista locale, deciso di lasciare vuota la mangiatoia del presepe.

“La nostra parrocchia si trova in pieno centro, nel cuore della movida, e in questi giorni c’è, come dicono i più giovani, il delirio – spiega all’ANSA don Michele -. Allora abbiamo pensato con chi fa parte della nostra comunità, che facciamo? Facciamo finta che tutto vada bene? Che non ci sono stati bambini uccisi a Gaza, in Israele, in Sudan?”, prosegue il parroco. Che sui social ha spiegato l’iniziativa realizzata con l’artista locale Paolo De Santoli. È stato lui a realizzare una culla con un lenzuolo bianco circondata da balle di fieno.

“Il mondo va sempre più in frantumi, si sfrattano popoli, si fabbricano armi, si militarizza la nostra cultura, la nostra terra, si condannano popoli alla fame e allo sterminio”, si legge sui social.

“Nella Striscia di Gaza e in Israele sono stati ammazzati o lasciati morire oltre 16 mila bambini sotto i 12 anni: una vera strage degli Innocenti ad opera di Erode”, prosegue il post evidenziando che “a quasi 4 anni dall’invasione dell’Ucraina, la vita di 2,4 milioni di bambini è sempre più a rischio, intrappolati o sfollati nel paese. Si stima che siano 20mila i minori ucraini deportati in Russia”.

“In Sudan i combattimenti hanno causato una delle peggiori crisi umanitarie a memoria d’uomo – continua -. Più di 60.000 vittime e 11 milioni di persone costrette a lasciare le proprie case”. “Il Bambinello nascerà se noi, come diceva Madre Teresa di Calcutta, lo mettiamo nella storia garantendogli pane e dignità – sottolinea don Michele – altrimenti il Natale resta un rito vuoto, solo un modo per incrementare lo scambio di auguri su WhatsApp senza alcun significato”.

Aggredisce Carabinieri e semina il panico in caserma, arrestato 28enne a Terlizzi: “Vi uccido non finisce qua”

Un 28enne è stato arrestato a Terlizzi dai Carabinieri con l’accusa di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. Il giovane, il 19 ottobre scorso, è stato fermato ad un posto di blocco. Era alla guida di una 500X ma senza patente.

I militari hanno deciso di sottoporlo all’alcol test, il 28enne ha però sferrato un pugno in pieno volto ad un carabiniere, causandogli una ferita al labbro, per poi colpire il collega allo zigomo. Entrambi hanno rimediato 15 giorni di prognosi a testa.

“Vi uccido, non finisce qua, quando vi prenderò ve la farò pagare”, le parole proferite dal giovane una volta trasferito in caserma.

Pregiudicato condannato per spaccio di sostanze stupefacenti: maxi sequestro a Terlizzi

I Carabinieri del Comando Provinciale di Bari hanno eseguito un decreto di confisca c.d. allargata emesso dalla Corte di Appello I^ Sezione Penale di Bari su richiesta della Procura Generale della Repubblica di Bari, a carico di noto pregiudicato, a seguito della condanna irrevocabile alla pena di anni 4 di reclusione e 20 mila euro di multa per reati in materia di stupefacenti, per fatti commessi nell’aprile del 2006 a Bari, Grumo Appula e Terlizzi.

Il valore del patrimonio sottratto alla disponibilità dell’interessato nella data odierna, formalmente intestato ai familiari, è rappresentato da una villa, tre terreni (due mandorleti-uno uliveto), due fabbricati industriali ed una azienda dedita alla compravendita di rottami ferrosi e commercio autoveicoli e pezzi di ricambio con relativo compendio aziendale.

Il provvedimento odierno emesso dalla Corte di Appello di Bari accoglie completamente la proposta della Procura Generale della Repubblica di Bari, la quale, in considerazione della condanna definitiva dell’indagato, ha formulato detta richiesta sulla base della preliminare attività eseguita dal personale del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Bari distaccato presso la Procura Generale e dagli accertamenti patrimoniali effettuati dalla Sezione specializzata del Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Bari (fatta salva la valutazione nelle fasi successive con il contributo della difesa) che hanno ricostruito gli introiti dell’intero nucleo familiare, fornendo così un corposo quadro probatorio in ordine alla provenienza illecita della sua ricchezza e che costituirebbe il compendio soprattutto del traffico di droga.

L’operazione, eseguita sulla base della previsione normativa dell’art. 240 bis comma 1 c.p., ha colpito, per conclamata sproporzione, anche i beni che il condannato risulta possedere in misura sproporzionata ai redditi dichiarati.

L’importante risultato odierno – frutto dell’attività condivisa della magistratura e delle componenti investigative specializzate nello specifico settore delle indagini patrimoniali – rappresenta una conferma ulteriore che l’azione di contrasto alla criminalità organizzata, non solo va perseguita attraverso un’assidua opera di prevenzione e repressione ma deve avvenire soprattutto attraverso attente e scrupolose indagini di natura finanziaria e patrimoniale.

Si specifica che il provvedimento di confisca in oggetto non riveste carattere di definitività ed è suscettibile di impugnazione dinanzi alle competenti autorità giudiziarie, permanendo pertanto sub judice fino alla conclusione dell’intera procedura giurisdizionale.

Strage dei ciclisti a Terlizzi, è il giorno del dolore ad Andria: i funerali delle tre vittime. Proclamato lutto cittadino

Questa mattina si sono svolti, nella cattedrale di Andria, i funerali di di Sandro Abruzzese, Vincenzo Mantovani e Antonio Porro, i ciclisti travolti e uccisi domenica scorsa da un’auto mentre percorrevano la provinciale 231 in direzione sud, vicino a Terlizzi. Ad Andria è stato prolcamato il lutto cittadino.

Le magliette bianche con il logo dell’Avis stampato sul petto. I visi stretti in una morsa di dolore. Tra le mani uno striscione, dal fondo azzurro su cui ci sono tre cuori che si intersecano fra loro con i volti di tre amici che hanno intrecciato le loro vite grazie alla solidarietà e alla passione per la bici. E poi una scritta: “Tre vite spezzate. Il nostro silenzio grida giustizia”. Sono i volontari dell’Avis di Andria che questa mattina hanno abbracciato per l’ultima volta i ciclisti travolti e uccisi.

Le loro famiglie hanno scelto di far celebrare un funerale unico, nella Cattedrale della città che è stata interdetta a telecamere, macchine fotografiche e taccuini. Nella sua omelia, don Mimmo Basile, vicario generale del vescovo di Andria, ha ricordato che “Sandro, Vincenzo e Antonio hanno saputo amare e sono stati amati, nella loro esistenza quotidiana, negli affetti familiari, nel loro lavoro, nella trama delle relazioni con gli altri”.

Il sacerdote ha evidenziato “l’impegno sociale, il volontariato disinteressato, il servizio generoso che ha segnato le loro vite. Lo slogan dell’Avis ‘Il sangue non si versa, si dona’ ci dà la speranza che il sangue versato sulla strada da Sandro, Vincenzo e Antonio sia, ancora una volta, un sangue donato, un seme che chiede di essere accolto perché porti frutto e germogli in vita che fiorisce – ha continuato – che risorge qui e ora”. Poi la preghiera affinché “Dio possa consolare i loro cari e di dare consolazione nel dolore”. In città è stato proclamato il lutto cittadino.

I corpi sono stati consegnati alle famiglie ieri mattina, al termine degli accertamenti autoptici che hanno rilevato gravi traumatismi, fratture e lesioni agli organi interni. La Procura di Trani ha aperto una inchiesta per omicidio stradale plurimo per fare chiarezza su quanto accaduto e ha iscritto nel registro degli indagati il conducente dell’auto che ha investito i tre. Si tratta di un 30enne del Barese.

Strage dei ciclisti a Terlizzi, domani il funerale unico ad Andria: “Grati per la condivisione”

Saranno celebrati domani mattina alle 11, nella cattedrale di Andria, i funerali di di Sandro Abruzzese, Vincenzo Mantovani e Antonio Porro, i ciclisti travolti e uccisi domenica scorsa da un’auto mentre percorrevano la provinciale 231 in direzione sud, vicino a Terlizzi (Bari).

A presiedere la messa sarà don Mimmo Basile, vicario generale del vescovo di Andria. I corpi sono stati consegnati alle famiglie questa mattina, al termine degli accertamenti autoptici che hanno rilevato gravi traumatismi, fratture e lesioni agli organi interni. Le vittime sono tutte di Andria e componenti di CicloAvis, la sezione cittadina degli amanti della bici dell’Avis.

La Procura di Trani ha aperto una inchiesta per omicidio stradale plurimo per fare chiarezza su quanto accaduto e ha iscritto nel registro degli indagati il conducente dell’auto che ha investito i tre. Si tratta di un 30enne del Barese.

Ad annunciare che il funerale sarebbe stato unico per i tre, è stata la sindaca di Andria, Giovanna Bruno spiegando che la decisione è stata concordata dalle famiglie «e siamo loro grati per questa condivisione».

La prima cittadina ha confermato che nella giornata di domani sarà proclamato il lutto cittadino e “saremo chiamati tutti a condividere questo dramma che è collettivo – sostiene Bruno -. Nel frattempo continua la sospensione e il rinvio a data da destinarsi di tutte le attività ludico-ricreative in programma questi giorni»

La strage dei ciclisti di Andria a Terlizzi, eseguite le autopsie: “Gravi traumi, fratture e lesioni agli organi interni”

Sono state eseguite nell’istituto di Medicina legale del Policlinico di Bari le autopsie sui corpi di Sandro Abruzzese, Vincenzo Mantovani e Antonio Porro, i ciclisti travolti e uccisi domenica scorsa da un’auto mentre percorrevano la provinciale 231 in direzione sud, vicino a Terlizzi.

Sui corpi sono stati rilevati gravi traumatismi, fratture e lesioni agli organi interni. Sono in corso altri accertamenti che riguardano anche le divise indossate delle vittime che erano tutte di Andria e componenti di CicloAvis, la sezione cittadina degli amanti della bici dell’Avis. Le salme saranno riconsegnate domani alle famiglie.

La Procura di Trani ha aperto una inchiesta per omicidio stradale plurimo per fare chiarezza ed ha iscritto nel registro degli indagati il conducente dell’auto che ha investito i tre. Si tratta di un 30enne del Barese.

La strage dei ciclisti di Andria a Terlizzi, al via le autopsie: il 30enne di Ruvo indagato per omicidio non ricorda nulla

Al via le autopsie sui corpi del 70enne Antonio Porro, del 50enne Vincenzo Mantovani e del 30enne Sandro Abruzzese, i tre ciclisti tutti andriesi del gruppo sportivo Avis di Andria deceduti domenica mattina sulla provinciale 231 all’altezza di Terlizzi dall’auto guidata da un 30enne di Ruvo.

Il gruppo era composto da 5 ciclisti, i due in coda sono stati solo sfiorati, mentre i tre davanti colpiti in pieno e morti sul colpo. L’automobilista è sceso dall’auto (schiantata sullo spartitraffico centrale della provinciale) dopo l’impatto e ha chiamato i soccorsi, prima di buttarsi disperato sull’asfalto, disperato.

È rimasto ferito ed è stato trasportato in ospedale in stato di choc, continua ad affermare di non ricordare nulla dell’accaduto e di non averli visti a causa del sole. Ora risulta indagato per omicidio stradale plurimo.

Le indagini dei carabinieri sono coordinate dalla Procura di Trani, dalle prime ricostruzioni l’auto andava a 150 chilometri all’ora quando il limite è di 90. È stato sequestrato il suo telefonino, così come i mezzi coinvolti nel tragico schianto, e si stanno passando a setaccio le chat e i tabulati telefonici. Si attende l’esito dei test su droga e alcol eseguiti sul 30enne.

La violenza dell’impatto è impressa nelle condizioni delle tre bici. Una ruota posteriore piegata in due, l’altra spezzata a metà, mentre una delle tre bici è volata oltre il guardrail fino al margine esterno della carreggiata complanare. 

I tre ciclisti, dopo un volo di diversi metri, sono caduti sanguinanti e immobili sull’asfalto. Quando i soccorritori del 118 sono arrivati sul posto per i tre non c’era più nulla da fare. Una volta concluse le autopsie, le salme saranno riconsegnate alle famiglie per i funerali. Ad Andria è già annunciato il lutto cittadino per quel giorno.

La strage dei ciclisti a Terlizzi, la Sindaca di Andria incontra i sopravvissuti: lutto cittadino il giorno dei funerali

L’Amministrazione Comunale di Andria ha deciso di sospendere da oggi tutte le attività ludico-ricreative in programma nei prossimi giorni dopo la tragica scomparsa dei tre ciclisti travolti e uccisi ieri mattina da un’auto, mentre percorrevano la provinciale 231 in direzione sud, vicino Terlizzi.

Le vittime sono Sandro Abruzzese, di 30 anni, Vincenzo Mantovani, di 50, e Antonio Porro, di 70, tutti di Andria e componenti della sezione cittadina dell’Avis.

La Sindaca Giovanna Bruno ha incontrato i ciclisti sopravvissuti e i familiari dei deceduti. Sarà proclamato lutto cittadino il giorno dei funerali. Annullati anche i festeggiamenti per il Santissimo Salvatore.

La strage dei ciclisti di Andria a Terlizzi, 30enne di Ruvo indagato per omicidio: “L’auto andava a 150 all’ora”

“Ci ha sfiorato, poi è rientrato e li ha presi in pieno. Andava a velocità sostenuta, probabilmente oltre 150 all’ora. Sono volati in aria. Noi siamo vivi solo perché eravamo più indietro”.

Questo è il racconto di uno dei sopravvissuti alla strage di ieri consumata sulla provinciale 231 a Terlizzi dove hanno perso la vita i ciclisti Antonio Porro (70 anni), Sandro Abruzzese (30 anni) e Vincenzo Mantovani (50 anni).

I tre, tutti andriesi del gruppo sportivo Avis di Andria, sono stati travolti da una Lancia Delta nera guidata da un 30enne di Ruvo. Il gruppo era composto da 5 ciclisti, i due in coda sono stati solo sfiorati, mentre i tre davanti colpiti in pieno e morti sul colpo.

L’automobilista è sceso dall’auto (schiantata sullo spartitraffico centrale della provinciale) dopo l’impatto e ha chiamato i soccorsi, prima di buttarsi disperato sull’asfalto, disperato.  È rimasto ferito ed è stato trasportato al Policlinico di Bari in stato di choc, ora risulta indagato per omicidio stradale plurimo.

Le indagini dei carabinieri sono coordinate dalla Procura di Trani, dalle prime ricostruzioni l’auto andava a 150 chilometri all’ora quando il limite è di 90.  È stato sequestrato il suo telefonino, così come i mezzi coinvolti nel tragico schianto.  Si attende l’esito dei test su droga e alcol eseguiti sul 30enne.

La violenza dell’impatto è impressa nelle condizioni delle tre bici. Una ruota posteriore piegata in due, l’altra spezzata a metà, mentre una delle tre bici è volata oltre il guardrail fino al margine esterno della carreggiata complanare. 

I tre ciclisti, dopo un volo di diversi metri, sono caduti sanguinanti e immobili sull’asfalto. Quando i soccorritori del 118 sono arrivati sul posto per i tre non c’era più nulla da fare. I tre sono morti sul colpo. La Procura di Trani ha disposto le autopsie, l’incarico sarà conferito domani e, con ogni probabilità, a eseguire gli accertamenti autoptici sarà il professor Francesco Introna.