Torniamo a parlare di case popolari e dello sgombero delle abitazioni occupate abusivamente a San Pio. Dopo avervi raccontato la storia di Lorenzo e della sua famiglia, aver dato voce alla rivolta delle donne del quartiere e avervi raccontato la storia dell’abitazione murata dopo il no dell’assegnataria, questa volta vi raccontiamo la storia di Antonella, buttata fuori con il suo figlio di 12 anni e con il compagno dopo 13 anni. Abusiva con residenza ha pagato quasi 300 euro al mese come accordo.
Fuori dalla casa popolare con la figlia disabile, Lorenzo: “Il vero crimine sono gli alloggi vuoti”
La prima intervista a Lorenzo e Laura, sbattuti fuori da una casa popolare occupata abusivamente con i due figli minori, tra cui una bimba disabile al 100%, ha ovviamente scatenato diverse reazioni.
Lorenzo ha avuto problemi con la giustizia e viveva in uno delle abitazioni sgomberate a San Pio. Proprio lì oggi si sono registrati momenti di tensione, numerose famiglie sono scese in strada per una protesta. Vi proponiamo la seconda intervista realizzata a Lorenzo all’esterno della casa sgomberata e chiusa.
Abusivi fuori dalle case popolari, Lorenzo è a pezzi: “Ho rubato e occupato per salvare mia figlia”
Negli ultimi giorni alcune case popolari occupate abusivamente sono state fatte sgomberare a Carbonara, Ceglie e San Pio. In totale sono 500 le abitazioni, da anni ci occupiamo di questo.
Tra loro ci sono Lorenzo e Laura, sbattuti fuori con i due figli minori, tra cui la loro figlia disabile al 100%. Lorenzo ha avuto problemi con la giustizia, ci ha chiamato per raccontare la sua storia e per lanciare un appello disperato.
Molfetta, liberate due case popolari occupate dalla famiglia di Michele Parisi: dentro anche un obice
Due appartamenti popolari occupati abusivamente sono stati sgomberati questa mattina a Molfetta. L’operazione, partita all’alba, ha visto impegnati 60 agenti tra Carabinieri, Polizia, Polizia Locale, Vigli del Fuoco, oltre ai tecnici dell’Arca e del Comune.
Il primo blitz è stato effettuato in via Victor Hugo, il secondo in via San Pietro. Il primo appartamento è di proprietà dell’Arca Puglia, il secondo del Comune.
Gli appartamenti erano stati occupati da persone ritenute vicine alla criminalità locale, Michele Parisi e la moglie Maria Spaccavento. Si tratta della stessa famiglia che il 14 maggio del 2022 fece scalpore per le nozze particolarmente sfarzose. Si recò in chiesa con tanto di carrozza trainata da quattro cavalli bianchi pur non avendo chiesto alcuna autorizzazione.
La coppia viveva nell’abitazione situata in via Victor Hugo con i loro due figli minori. All’interno è stato scoperto un cantiere edile abusivo con lavori non autorizzati e sono stati ritrovati anche alcuni obici e componenti d’artiglieria. Il materiale è stato sequestrato. L’appartamento è regolarmente assegnato, tramite graduatoria, ad un cittadino.
Nel secondo immobile, in via San Pietro, abitava invece il figlio maggiore di Parisi con la compagna in stato di gravidanza. Anche qui erano stati effettuati interventi strutturali non autorizzati, tra cui l’installazione di una vasca idromassaggio. Alla donna è stata offerta la collocazione in una struttura protetta.
Casa popolare in centro, abusivo lascia le chiavi (2). Angela: “Avevo chiesto un cambio 11 anni fa”
Torniamo ad occuparci del filone delle case popolari di Bari e di una delle abitazioni più ambite di tutti, in pieno centro, nel quartiere Madonnella, e a pochi passi dal lungomare.
Un uomo, dopo aver occupato la casa, non si trova più in città e l’aveva “consegnata” alla figlia imprenditrice che l’ha abitata in sua assenza. L’abbiamo incontrata e intervistata, la chiacchierata ci ha lasciati davvero senza parole. La storia ha creato parecchio rumore come da previsioni.
Avevamo convinto la ragazza a cedere la casa popolare e, dopo avervi parlato della consegna delle chiavi dell’abitazione all’Arca, abbiamo parlato con chi ora ora è dentro. Angela e la sua famiglia vivevano in una casetta più piccola e avevano chiesto di cambiare alloggio 11 anni fa, sono tornati all’assalto dopo aver visionato il nostro primo servizio. E la storia ha avuto un doppio lieto fine perché la loro ex casa si presta decisamente ad una coppia più anziana.
Bari, abusivi fermati al San Paolo ma la casa popolare viene occupata al secondo tentativo: dentro donna e bimbi
Torniamo ad occuparci del filone delle case popolari, questa volta con un’altra incredibile storia. Sabato notte i Carabinieri e la Polizia municipale erano riusciti, in un primo momento, a fermare il blitz di un gruppo di persone per occupare una casa popolare situata nel quartiere San Paolo di Bari, in via Monti, e regolarmente assegnata.
È stato fermato e denunciato un 60enne, con tanto di sequestro di attrezzi da scasso, ma poco dopo l’immobile è stato comunque occupato abusivamente. All’interno ora si trova una donna con alcuni bimbi piccoli.
Sul posto sono intervenuti anche alcuni tecnici dell’Arca Puglia, per ripristinare la chiusura dell’abitazione dopo che la porta d’ingresso era stata buttata giù. Neppure l’intervento delle Forze delle Ordine è riuscito ad evitare l’inevitabile.
Il gruppo è riuscito in piena notte ad introdursi nell’abitazione, prima che venisse installata una nuova blindatura e il sistema di videosorveglianza. Domenica mattina le Forze dell’Ordine hanno trovato all’interno una donna e bimbi piccoli, per questo non è stato possibile sgomberare l’appartamento.
La donna, protagonista della vicenda, ha già  una denuncia per occupazione abusiva a suo carico. Tutto è stato segnalato alla Procura di Bari e ai servizi sociali, anche perché l’appartamento è ingombrato dalle macerie e senza corrente elettrica.
Gli abusivi si prendono la casa popolare di Carmela, blitz al Comune. Il Sindaco Nitti: “Scandaloso”
“Una situazione scandalosa, noi sindaci siamo tutti i giorni in guerra senza armi”. Il primo cittadino di Casamassima, l’avvocato Giuseppe Nitti, affronta la questione delle case popolari occupate abusivamente. Il caso di Carmela è emblematico di un sistema incapace di assicurare il rispetto di alcuni diritti sacrosanti.
La donna, lo ricordiamo, mamma tra l’altro di due figli disabili, il 12 novembre scorso aveva ricevuto l’assegnazione di un immobile in via Adelfia 26, ma tre giorni dopo, il giorno della consegna delle chiavi, s’era accorta che era già stato occupato abusivamente.
Abbiamo colto l’occasione per andare insieme a Carmela in cerca di altre case occupate o vuote. Il risultato della ricerca, come avete visto nel primo video della nostra inchiesta, è stato sorprendente, al netto delle pesanti minacce ricevute da alcuni abusivi in via Botticelli. Ancora sgomenti per ciò che abbiamo scoperto, siamo andati dal Sindaco a chiedere spiegazioni.
Gli abbiamo domandato anche se fosse vero, come riferitoci dalla donna che si è ficcata a casa di Carmela, che le avesse consigliato di fare i bravi qualora fosse arrivato Loconte per evitare di essere cacciati. Il Sindaco Nitti ha risposto alle nostre domande ponendo anche all’attenzione del Governo alcune considerazioni di particolare interesse. Intanto Carmela aspetta ancora che lo Stato riconosca il suo diritto all’assegnazione della casa e faccia in modo di rispettarlo.
Gli abusivi si prendono la sua casa popolare, l’inferno di Carmela: “Lo Stato è morto a Casamassima”
Torniamo ad occuparci delle case popolari e delle occupazioni abusive. Il servizio girato a Casamassima è la fotografia della gestione da parte delle Istituzioni.
Continue readingCasa popolare occupata, denunciati gli abusivi. Caterina invitata a “lasciare” Quinto Potere
Il Sindaco ha mandato sul posto la forza pubblica che ha identificato gli abusivi all’interno dell’abitazione. Ora la palla passa all’Arca per le operazione di sgombero.
Continue readingCaterina costretta in comunità col figlio: “Gli abusivi si sono presi la ‘mia’ casa popolare”
La storia di Caterina abbraccia praticamente tutte le tematiche e le problematiche sociali che da tempo denunciamo. Dopo aver soggiornato in un b&b a Bitritto pagato dal Comune di Noicattaro, ora è costretta a vivere in comunità col figlio ad Altamura. Le è stata assegnata regolarmente una casa popolare, essendo anche prima in graduatoria, ma non può andarci perché occupata abusivamente da una coppia di giovani con una bimba.
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