IL LEGALE Genchi, Quinto Potere sotto accusa. Atteso l’esito del 700: “Non è giudizio sul merito”

Nella nuova puntata della rubrica IL LEGALE con l’avvocato Genchi, nell’insolita veste di giornalista, abbiamo parlato delle recenti vicende giudiziarie che coinvolgono direttamente Quinto Potere. I ruoli si sono scambiati e questa volta a rispondere alle domande sulla nostra testata è stato proprio Antonio, mentre l’avvocato Genchi ci ha aiutato a definire i contorni della storia.

Crac gruppo Andidero, chiesto il processo per 8 imputati a Bari: sono accusati di bancarotta, truffa e autoriciclaggio

La Procura di Bari ha chiesto il rinvio a giudizio per otto persone coinvolte nell’inchiesta sul crac di quattro società del gruppo Andidero, storica famiglia di costruttori baresi, e su presunte irregolarità nella trasformazione di una masseria a Ugento, in provincia di Lecce, in un resort. Gli imputati sono accusati, a vario titolo, di bancarotta fraudolenta, truffa ai danni dello Stato e autoriciclaggio.

Il pubblico ministero Lanfranco Marazia ha riunito due distinti filoni d’indagine: il primo relativo al dissesto delle società del gruppo – per le quali in sede civile è divenuta definitiva l’omologa del concordato preventivo – e il secondo riguardante il progetto turistico nel Salento. In quest’ultimo caso, secondo gli inquirenti, Vittorio Andidero e la società Modoni Building avrebbero ottenuto finanziamenti dalla Regione Puglia per lavori mai eseguiti.

Nel corso dell’udienza preliminare, la Procura ha ribadito la richiesta di processo. Di diverso avviso le difese dei fratelli Vittorio e Vittoria Andidero e della madre Grazia Barbone, che hanno chiesto il non luogo a procedere.

Uno degli imputati ha avanzato richiesta di patteggiamento, mentre un altro ha optato per il rito abbreviato. L’udienza è stata aggiornata al 23 giugno, quando si discuteranno le posizioni degli altri indagati.

Bari, in aspettativa per candidarsi alle elezioni resta a casa: assolto poliziotto penitenziario accusato di truffa

La Corte d’Appello di Venezia ha confermato l’assoluzione piena di un agente della Polizia Penitenziaria di Bari, difeso dall’avvocato La Scala, accusato di truffa per aver percepito l’aspettativa retribuita durante la sua candidatura alle elezioni amministrative di Pietraferrazzana (Chieti), senza recarsi fisicamente nel comune.

L’assoluzione era già stata decisa dal Tribunale di Verona, con motivazione che il fatto “non costituisce reato”.  Anche in appello, i giudici hanno respinto le accuse, sottolineando che la legge 121/1981 garantisce l’aspettativa speciale retribuita ai candidati, senza richiedere obblighi ulteriori sulla modalità di svolgimento della campagna elettorale.

Invasione di topi dalla strada, lite furiosa tra cugine. L’accusa: “Ti droghi al posto di pulire”

Questa volta ci troviamo in via Crisanzio per parlarvi dell’invasione dei topi della zona. Sono diverse le segnalazioni, in particolare c’è tensione in un condominio particolare dove si è verificata una lite furiosa tra cugine.

A quanto pare la presenza di topi, in questo caso, non sarebbe causata solo da fattori esterni, ma anche alle condizioni precarie igienico-sanitarie di un’abitazione che attrae i roditori. La situazione è particolarmente complessa, nel video allegato tutti i dettagli.

L’accusa del nerd: “Gonfiate le views”. Antonio non se la tiene: “Solo facce e dati reali”

Pensavamo di averle sentite proprio tutte e invece non finiamo mai di restare sorpresi da quello che può essere partorito sui social da alcuni haters. L’ultima accusa mossa nei confronti di Quinto Potere fa riferimento alle “views gonfiate” sul nostro canale Youtube e sui nostri social in generale. Anche questa volta siamo costretti a rispondere per fare chiarezza.

Amina bloccata in Kazakistan con la mamma, l’avvocato accusato di frode: “Voglio vendicarsi”

La storia di Amina Milo Kalelkyzy, la 18enne salentina con origine kazake arrestata l’11 luglio con l’accusa di traffico internazionale di droga e poi scarcerata il 2 novembre scorso dopo 113 giorni trascorsi nel carcere di Astana, si arricchisce di un nuovo colpo di scena. Il suo legale, Alibek Sekerov, ha pubblicato un videomessaggio su Tik Tok in cui annuncia di essere finito sotto inchiesta con l’accusa di frode per colpa di un dipendente del dipartimento di polizia, accusato degli abusi fisici e piscologici nei confronti di Amina nei 16 giorni di sequestro in un appartamento.

“A qualcuno non è piaciuto che io abbia difeso gli interessi della cittadina italiana e ora vogliono farmi passare per un criminale. Vogliono vendicarsi di me sono sorpreso di sapere di essere sospettato di frode nella vicenda di Amina sembra tutto organizzato per mettermi pressione psicologica ed espormi alla società come un criminale, ma io andrò sempre alla ricerca della verità – le sue parole -. Non permetterò altre illegalità da parte di alcuni funzionari e di alcune forze dell’ordine: continuerò a combattere contro gli ingiusti, vale a dire le agenzie governative che fanno tutto illegalmente. Vogliono vendicarsi ma io sarò sempre dalla parte del popolo”. Amina e la sua mamma sono ancora bloccate in Kazakistan 15 giorni dopo la scarcerazione. Non è ancora nota la data di rientro in Italia.

Omicidio a Francavilla, ucciso il 19enne Paolo Stasi: tre arresti e due obblighi di dimora

I carabinieri hanno arrestato cinque persone questa mattina a Francavilla Fontana per l’omicidio di Paolo Stasi, il 19enne ucciso la sera del 19 novembre sull’uscio di casa. In particolare due sono finiti in carcere, una ai domiciliari e due sono sottoposte all’obbligo di dimora. L’accusa di omicidio è a carico di un 19enne e un 22enne, le altre accuse sono di spaccio di sostanze stupefacenti. In totale sono 8 gli indagati, tra cui la madre che deve difendersi dall’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.