Luciano, il boss del Gargano, ha rincarato la dose con insulti e minacce senza precedenti. Abbiamo deciso di leggervi i messaggi e farvi ascoltare i suoi audio, per farvi capire a che livello può arrivare il genere umano. Anche se di umano qui c’è ben poco.
Bari, contrasto al consumo di alcol tra minori: avviato percorso con genitori e associazioni. Incontro in Comune
Si è svolto ieri sera a Palazzo di Città, su iniziativa dell’assessore allo Sviluppo locale Pietro Petruzzelli, un primo incontro con un gruppo di genitori che nelle scorse settimane hanno scritto all’amministrazione comunale manifestando la volontà di impegnarsi attivamente per il contrasto di un fenomeno preoccupante, in crescita a Bari come in tutta Italia, il consumo di alcol tra i minori.
All’incontro, che ha visto la partecipazione di altri assessori della giunta comunale, sono intervenuti, tra gli altri, anche Marcello Signorile, presidente della cooperativa Caps, da oltre quindici anni impegnata in campagne di sensibilizzazione sull’impatto dell’alcol alla guida, e Mariangela Palazzo, presidente di AISE e portavoce della campagna “Zero Alcol”, attiva in diversi Comuni pugliesi. La campagna promuove, tra le altre iniziative, il mocktail, il “cocktail analcolico” (da mock, finto, e cocktail), come strumento educativo e culturale per diffondere modelli di consumo responsabile.
“L’incontro ha rappresentato un primo momento di confronto e ascolto, dal quale è emersa la necessità di un’azione condivisa e strutturata – ha spiegato Pietro Petruzzelli -. Al termine dei lavori, l’amministrazione comunale e i genitori presenti hanno assunto l’impegno a lavorare alla costituzione di un tavolo permanente sul tema, una sorta di osservatorio che coinvolga tutti i portatori di interesse: gestori delle sale da ballo, scuole, pubblici esercizi, associazioni studentesche e operatori del settore.
L’obiettivo comune è quello di costruire un percorso di prevenzione efficace, basato sulla collaborazione tra istituzioni, famiglie e territorio, capace di incidere concretamente sui comportamenti e sulla cultura del consumo di alcol tra i più giovani”.
Policlinico Bari, primo impianto cocleare smart di ultima generazione: restituito l’udito a un bimbo di 11 anni
Un nuovissimo impianto cocleare smart, dotato memoria interna per permettere una gestione avanzata del software. L’apparecchio acustico è stato impianto al Policlinico di Bari su un bambino di 11 anni dall’equipe del professor Nicola Quaranta, direttore dell’unità operativa di Otorinolaringoiatria.
Lo comunica il presidio universitario ospedaliero in una nota spiegando che di tratta di una “tecnologia innovativa destinata a migliorare la gestione clinica e l’assistenza ai pazienti con grave deficit uditivo”.
“Il bambino – spiega Quaranta – era già portatore di un impianto monolaterale. Grazie al nuovo dispositivo potrà recuperare l’udito stereofonico e una migliore discriminazione vocale, soprattutto in ambienti complessi come la scuola, dove la presenza di rumore di fondo rende più difficile comprendere le parole e seguire le lezioni”.
Il nuovo sistema può rendere più semplice il follow-up clinico e, in prospettiva, consentire controlli e regolazioni più efficienti. Il Policlinico ricorda che gli impianti cocleari “possono essere installati già a partire dai dieci mesi di vita. Le più recenti linee guida favoriscono un approccio sempre più precoce: grazie allo screening e ai percorsi clinici, la diagnosi può avvenire entro i primi due-tre mesi, seguita da trattamento protesico tempestivo e, quando necessario, dall’impianto entro l’anno”.
Anche la fase chirurgica può beneficiare di un approccio smart, come spiega la dottoressa Alessandra Murri, dirigente medico del reparto di Otorinolaringoiatria. “In sala operatoria – dice – viene impiegato un dispositivo dedicato che consente la misurazione intraoperatoria del corretto funzionamento della componente interna. Il sistema si connette in modalità wifi e permette di verificare il corretto inserimento dell’impianto, le impedenze degli elettrodi e la funzionalità del nervo acustico, migliorando precisione e sicurezza del percorso”.
118 anni di storia, una festa senza dimenticare il presente: “Oggi come ieri la Bari siamo noi”
Giovedì 15 gennaio Bari ha celebrato il compleanno della sua squadra. 118 anni di storia omaggiati con una giornata ricca di appuntamenti culturali, sportivi e solidali ospitati negli spazi dell’Ex Tesoreria Comunale, in via Roberto da Bari. Via in cui tutto iniziò.
La manifestazione organizzata da CasaBari in collaborazione con diverse realtà del territorio si è svolta dalle 10 alle 21 culminando con il simbolico taglio della torta “La Bari siamo noi” e Brindisi sotto la storica targa.
Il programma ha preso il via alle 16.30 con la presentazione del calendario 2026 CasaBari, alla presenza del vicedirettore sportivo della SSC Bari Valerio Di Cesare che ha incontrato il pubblico per firma copie e dialogo con i tifosi.
Alle 17 spazio alla solidarietà con la presentazione dell’accordo tra UNICEF e CasaBari: presente la presidente UNICEF Bari, Emanuela Lassandro, per illustrare i contenuti dell’iniziativa. Alle 17.30 riflettori puntati sul futuro con la presentazione del progetto ASD Bari 93, alla presenza di Alfonso Cacciapuoti, Max Tangorra e Michele Andrisani.
Dalle 18.30 in poi la presentazione del libro “Il sole del Bari”, con l’autore Gianpiero Spinelli e moderatore Massimo Longo e successivamente la scoperta del fumetto “La favola dei Galletti Biancorossi”, firmato da Vito Ladisa su idea CasaBari e edito da Gelso Rosso, con la moderazione di Michele Salomone. Accesso libero per l’esposizione delle opere di Vito Ladisa, la mostra delle maglie storiche del Bari e dei suoi trofei.
CasaBari ha organizzato una festa che va oltre il calcio, capace di raccontare Bari attraverso la sua squadra, la sua gente e il suo cuore. Perché, oggi come ieri, “la Bari siamo noi”.
Bari, schianto sulla ss100 all’Ikea: un ferito e traffico paralizzato. Incidente e lunghe code anche in A14
Radio Panetti, due prof baresi premiati al Global education awards 2025-26 di Dubai: l’elogio di Leccese
Due insegnanti dell’istituto tecnico tecnologico Panetti-Pitagora di Bari sono stati premiati ai Global education awards 2025-26 di Dubai. Si tratta di Antonio Curci e Maria Raspatelli, fondatori della media company scolastica ‘Radio Panetti’, che si sono distinti nelle categorie ‘Leader pedagogico’ e ‘Docente ispiratrice dell’anno’, che hanno premiato “una visione della scuola capace di superare i confini nazionali nell’innovazione didattica”.
Lo annuncia la Città Metropolitana in una nota nella quale il sindaco, Vito Leccese, esprime “pubblico encomio”. “Siamo davanti a una vittoria che scuote l’idea stessa di istruzione – dice -. Antonio Curci e Maria Raspatelli hanno dimostrato che Bari sa essere centro di un nuovo umanesimo pedagogico, dove lo studente è motore di una rivoluzione culturale”.
“Un plauso particolare – prosegue – va anche alla dirigente scolastica, la cui guida illuminata e lungimirante ha saputo valorizzare il talento dei docenti e creare un ambiente dove innovazione, passione e responsabilità educativa vanno di pari passo. Il loro merito è stato quello di trasformare le aule in laboratori di libertà, dimostrando che una leadership scolastica consapevole non aspetta le riforme dall’alto, ma crea il futuro ogni giorno, proteggendo il pensiero critico dei ragazzi e rendendoli cittadini pronti a sfidare le complessità del nostro tempo”.
Bari, nel liceo Socrate al via progetto di educazione alla sessualità con la Asl: “Esigenza espressa dagli studenti”
Un ciclo di incontri dedicati all’educazione alla sessualità, all’affettività e al benessere psicofisico è partito lo scorso 13 gennaio nel liceo Socrate di Bari grazie al progetto promosso dalla Asl in collaborazione con l’istituto scolastico.
Lo annuncia l’azienda sanitaria spiegando che l’iniziativa rientra nell’ambito del Progetto Filia, “un percorso educativo e formativo pensato per offrire agli studenti strumenti consapevoli per affrontare in modo informato e responsabile i temi della sessualità e delle relazioni”.
Il percorso è curato dalla dottoressa Alessia Marconcini, psicologa della direzione medica dell’ospedale San Paolo, ed è articolato in “tre incontri differenziati per fasce di età e organizzati per gruppi di classi: si affronta il tema della sessualità in modo scientifico, inclusivo e partecipativo – viene spiegato – con particolare attenzione all’anatomia e alla fisiologia, ai cambiamenti corporei legati alla pubertà, alla contraccezione e alla prevenzione delle infezioni sessualmente trasmissibili, all’identità di genere e all’orientamento sessuale, al consenso, alla prevenzione degli abusi e alla promozione di relazioni sane, fino alle tematiche della gravidanza consapevole e della salute riproduttiva”.
“Il progetto – sottolinea la dirigente scolastica, Santa Ciriello – nasce dall’esigenza, espressa dagli stessi studenti, di colmare un vuoto spesso presente nei percorsi scolastici tradizionali, promuovendo il rispetto di sé e degli altri, la prevenzione dei comportamenti a rischio e il superamento degli stereotipi di genere”.
Le attività si svolgono in un contesto protetto, utilizzando metodologie pratiche come sessioni interattive con sondaggi e role playing, questionari anonimi a risposta aperta e momenti di restituzione e confronto collettivo a conclusione degli incontri. Al termine del percorso, il laboratorio studentesco autogestito ‘Parresia’ curerà una relazione finale volta a documentare l’impatto del progetto e il livello di partecipazione della comunità scolastica.
Omicidio nel carcere di Bari, Lacarpia è stato ucciso perché dava fastidio in cella: “Pregava e parlava da solo”
Il 65enne Giuseppe Lacarpia, detenuto in carcere con l’accusa di aver ucciso la moglie, è stato ucciso il 22 ottobre 2024 “perché dava fastidio, parlava da solo, anche di notte, pregava in continuazione, non eseguiva gli ordini di sedersi a mangiare e perché c’era cattivo odore nella cella”.
Per questi motivi uno dei compagni di cella, il 45enne Saverio Scarano, ha deciso di ammazzarlo. Questa è la ricostruzione emersa dagli arresti avvenuti per l’omicidio del 65enne di Gravina e del tentato omicidio, di qualche giorno prima, ai danni del 28enne Mirko Gennaro, un altro detenuto in quella stessa cella del carcere di Bari, la 2 bis.
In quella cella si trovavano 8 persone, tutte detenute per reati sessuali e contro la persona. Il 24enne Vincenzo Guglielmi, accusato solo del tentato omicidio, e Scarano, ritenuto responsabile di tutti e due i fatti, hanno simulato un suicidio per impiccagione. Fondamentali proprio le dichiarazioni di Guglielmi che ha intrapreso un percorso come collaboratore di giustizia.
Gli inquirenti hanno sottolineato come in entrambi gli episodi, l’omicidio di Lacarpia e il tentato omicidio di Gennaro, sia preoccupante l’inesistenza di un movente, “che è l’aspetto più inquietante della vicenda”. Il tentato omicidio di Mirko Gennaro, trascinato nel bagno della cella “a suon di percosse” e “appeso alle sbarre con corde ricavate dai bordi delle lenzuola”, sarebbe stato commesso perché la vittima “si poneva come boss della cella e questo avrebbe creato una situazione di conflitto”. Si sarebbe salvato solo perché era svenuto e gli autori hanno pensato che fosse morto. Per precostituirsi un alibi, quindi, chiamarono i soccorsi simulando un tentato suicidio.
“Ancora più raccapricciante per la pochezza umana della vicenda”, ha detto ancora Angelillis, il presunto movente dell’omicidio di Lacarpia, ucciso mentre dormiva, preso con laccio alle spalle e soffocato, poi legato ad una sbarra della testiera del letto con un cappio.
Bari piange l’ex sindaco Giovanni Memola: si è spento a 90 anni. Fu l’ultimo a non essere eletto direttamente
Giovanni Memola, ingegnere e sindaco socialista della città di Bari, si è spento all’età di 90 anni. Fu l’ultimo amministratore prima dell’introduzione dell’elezione diretta dei sindaci.
Più volte è stato eletto consigliere comunale, dal gennaio 1992 al settembre 1993 ha ricoperto anche l’incarico di assessore, mentre il 27 ottobre 1994 è stato eletto sindaco di Bari, guidando la città in un turbolento periodo di crisi dovuto a una serie di inchieste giudiziarie.
“La scomparsa di Giovanni Memola è una notizia che ci addolora. Il suo impegno nelle istituzioni è stato costante e il suo amore per la città di Bari indiscutibile – le parole di Decaro -. Giovanni Memola è stato esponente di quella classe politica che si è fatta interprete e responsabile della fase di transizione politico-istituzionale tra la prima e la seconda Repubblica, determinando una svolta per l’Italia e per i Comuni. Alla famiglia va il mio abbraccio sincero”.
“Oggi la città di Bari perde una figura di riferimento della sua storia politica – dichiara Leccese -. Interprete di primo piano del socialismo riformista, Giovanni Memola è stato protagonista della vita politico-amministrativa cittadina negli anni complessi e turbolenti della transizione tra la Prima e la Seconda Repubblica. Eletto consigliere comunale nel 1985, dopo aver maturato una significativa esperienza come presidente di un’unità sanitaria locale, fu strenuo sostenitore delle politiche riformiste che hanno ispirato il governo cittadino di quegli anni. È stato inoltre l’ultimo sindaco eletto dal Consiglio comunale prima della riforma elettorale che ha introdotto l’elezione diretta del primo cittadino, modificando profondamente il rapporto tra istituzioni e cittadini. Alla sua famiglia giunga l’abbraccio e la vicinanza dell’intera città di Bari”.
Bari, pretende i soldi per comprare la droga e molesta il padre: giudice nega il patteggiamento al figlio incensurato
Il giudice del Tribunale di Bari, Antonella Cafagna, ha respinto la richiesta di patteggiamento avanzata da un 43enne, condannato con l’accusa di aver maltrattato e molestato il padre con una “serie di atti lesivi della sua integrità fisica e morale”, non considerando anche “le precarie condizioni di salute del genitore”, con la pretesa di ricevere denaro finalizzato all’acquisto di sostanze stupefacenti.
Richieste che sarebbero state avanzate anche in piena notte. L’imputato, secondo quanto ricostruito dall’accusa, si sarebbe presentato presso l’abitazione del padre, suonando il citofono, urlando e sbattendo i pugni alla porta.
In un’occasione, come si legge nelle carte, avrebbe anche aggredito con una testata suo fratello, intervenuto in difesa dei genitori. Atteggiamenti che hanno cambiato le abitudini del padre e che hanno provocato in lui un grave stato d’ansia.
L’imputato, incensurato, era stato condannato ad una pena inferiore a 2 anni. Il giudice, nonostante questo, ha rigettato la richiesta di patteggiamento evidenziando la sua pericolosità sociale. Si tratta di un caso giudiziario unico. La vittima è difesa dall’avvocato Antonio Maria La Scala.










