Droga e armi, gli affari del clan Velluto a Carrassi. Scarcerato Giovanni Belviso: rigettato il ricorso di altri 7 affiliati

Il Tribunale della Libertà ha scarcerato Giovanni Belviso (difeso dall’avvocato Nicola Quaranta), uno degli 8 arrestati ad inizio luglio e dei destinatari del provvedimento cautelare dopo la condanna, in primo grado, perché ritenuti membri dell’organizzazione criminale del clan Velluto, diretta da Velluto Domenico e Fasano Giovanni, oltre che dell’associazione autonoma finalizzata al traffico di stupefacenti, aggravata dal metodo mafioso e dall’uso delle armi e dal numero di partecipanti superiore a dieci persone. Rigettato il ricorso degli altri 7:  Domenico Velluto, Giovanni Fasano, Carlo Biancofiore, Alessandro Pace, Arcangelo Vacca, Angelo Spano e Vito Pinto.

L’operazione, composta dalle deposizioni rese dai testimoni, dai collaboratori di giustizia e dalle intercettazioni telefoniche e ambientali, nonché dalle numerose attività di riscontro svolte nel corso dell’attività d’indagine, hanno provato l’esistenza di tutti gli elementi costitutivi sia dell’associazione di tipo mafioso che dell’associazione finalizzata al traffico degli stupefacenti.

Le esigenze cautelari, che hanno portato all’odierna esecuzione dei provvedimenti restrittivi, sono emerse dalle dichiarazioni rese dai collaboratori di giustizia, oltre che dagli ulteriori elementi univoci indicativi del fatto che i condannati, ritenuti delinquenti abituali in ragione delle numerosissime condanne, continuano ad essere inseriti nel circuito criminale, a frequentarsi tra loro, a vivere di proventi delle attività illecite, risultando infatti privi di reddito ed in gran parte sorvegliati speciali di P.S., oltre che per essere coinvolti, di recente, in altri gravi fatti di reato.

Dagli elementi sopravvenuti è emersa la piena operatività del clan Velluto e dell’associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, laddove il boss, Domenico Velluto, dal carcere ha continuato a capeggiare il clan omonimo tramite il socio in affari Giovanni Fasano, considerato la mente del clan, oltre che con l’ausilio di altri sodali facenti parte del gruppo di fuoco del clan, con disponibilità di armi.

L’indagine, che ha portato alle condanne di primo grado, avviata nel 2002 e condotta fino al 2016, è stata incentrata su uno specifico contesto territoriale di riferimento ossia il quartiere Carrassi di Bari e la zona di San Marcello. In tali aree, a seguito del pentimento dell’allora capo clan di riferimento, Giuseppe Cellamare, prese potere una diversa associazione criminale avente al suo apice la diarchia rappresentata da due esponenti carismatici della malavita barese: Velluto Domenico e Fasano Giovanni.

Nel periodo oggetto d’indagine è stato quindi giudizialmente acclarato che il sodalizio mafioso in disamina avesse a disposizione un gran numero di armi, le quali erano state utilizzate in efferati fatti di sangue, compiuti al fine di assoggettare e controllare il territorio di influenza con la forza di intimidazione.

 

Bari, è morto l’ex brigatista Raffaele Fiore: fu condannato all’ergastolo per il rapimento di Aldo Moro

Raffaele Fiore, ex esponente delle Brigate Rosse condannato all’ergastolo per la partecipazione al rapimento di Aldo Moro il 16 marzo del 1978, è morto all’età di 71 anni. Fiore, nato a Bari il 7 maggio 1954, fu arrestato a Torino nel 1979 e uscì dal carcere nel 1997.

Fiore fu presente a Roma in via Fani il 16 marzo 1978 all’agguato contro Aldo Moro e la sua scorta. Fu uno dei quattro brigatisti (o forse più di 4 secondo la commissione parlamentare di inchiesta 2014-2018) che spararono contro gli agenti e fu lui, insieme a Mario Moretti, che estrasse dall’auto Aldo Moro e lo trasferì sulla Fiat 132 blu pronta per la fuga.

Bari, il 4 agosto le chiavi della città a Francesca Albanese. Leccese: “La libertà va difesa ovunque sia minacciata”

Il 4 agosto le chiavi della città di Bari saranno consegnate a Francesca Albanese, specializzata in diritto internazionale e tutela dei diritti umani e dal 2022 relatrice speciale delle Nazioni Unite per i Territori Palestinesi, raggiunta dalle sanzioni imposte dagli Stati Uniti.

Ad annunciarlo è stato il sindaco di Bari, Vito Leccese, nei giorni scorsi. “Ricordando la memoria dei giovani studenti baresi che il 28 luglio 1943 pagarono con la vita il sogno di una Bari libera, democratica, antifascista. Perché oggi, come allora, abbiamo il dovere di alzare la voce in difesa della libertà, ovunque sia minacciata”, le sue parole.

Punta Perotti, caso chiuso: Comune di Bari e Regione Puglia non devono riconoscere più danni ai costruttori

La Cassazione si è pronunciata sul ricorso avanzato dalle amministrazioni pubbliche contro la sentenza della Corte di Appello e ha stabilito che il Comune di Bari, la Regione Puglia e il ministero della Cultura non devono riconoscere ulteriori danni ai costruttori di Punta Perotti. Tutto è stato già coperto dopo la sentenza del 2012 della Corte europea dei diritti dell’uomo.

Nel 2022 la Corte di Appello aveva riconosciuto altri 1,3 milioni alla Mabar della famiglia Andidero, ora i giudici hanno stabilito che i 49 milioni riconosciuti ai costruttori (Sud Fondi della famiglia Matarrese, Mabar e Iema) bastano per coprire il danno derivante dall’illegittimo rilascio del permesso di costruire che portò nel 2006 all’abbattimento di Punta Perotti sul lungomare di Bari.

Bari, paura nella notte a Ceglie: auto divorata dalle fiamme. Sul posto Vigili del Fuoco e Scientifica – FOTO

Attimi di tensione questa notte nel centro storico di Ceglie del Campo dove i Vigili del Fuoco sono intervenuti a causa di un incendio che ha coinvolto un’auto. La vettura era completamente avvolta dalle fiamme che hanno annerito anche le abitazioni vicine. L’intervento è durato circa un’ora. Sul posto questa mattina è intervenuta anche la Polizia Scientifica.

Bari, armi vendute e comprate online su Telegram: indagati due giovanissimi di 17 e 18 anni

Due giovanissimi baresi, di 17 e 18 anni, sono indagati e accusati di istigazione a delinquere, accensioni pericolose, fabbricazione e detenzione illegale di armi. La polizia postale nei mesi scorsi ha perquisito i loro cellulari e computer, i due sono coinvolti in un’inchiesta sull’acquisto e vendita di armi online sulla piattaforma Telegram (ma anche Discord e Signal).

Nella galleria dei telefoni sequestrati sono stati trovati video e foto di esplosioni di ordigni e di polvere da sparo contenuta in alcuni fogli di carta, probabilmente utilizzati per pubblicizzare il materiale venduto.

Ma non solo perché sono state anche trovate diverse transazioni finanziarie, file contenenti le credenziali di autenticazioni di vari utenti ad app di banche, amazon, aziende di telefonia.

Aggressioni e baby gang, a Bari dilaga la paura. Il sindaco Leccese: “Più controlli telecamere e illuminazione in città”

“Il senso di insicurezza dei baresi, in questo momento, è comprensibile. Per questa ragione stiamo cercando di affrontare questo problema sotto tutti i punti di vista”. Questo è l’annuncio del sindaco di Bari, Vito Leccese, dopo le due violente aggressioni avvenute nei giorni scorsi a Pane e Pomodoro e quanto accaduto in piazza a Picone. 

L’amministrazione comunale si dice pronta a prendere provvedimenti, a partire dal potenziamento dei presidi delle Forze dell’Ordine fino all’incremento di telecamere e illuminazione nei luoghi della movida.

“Abbiamo affrontato più volte questo tema durante le riunioni del Comitato provinciale ordine e sicurezza pubblica in Prefettura – le parole di Leccese riportate da La Gazzetta del Mezzogiorno -. Comprendo il senso di insicurezza vissuto dai cittadini soprattutto alla luce degli ultimi episodi di cronaca e per questo, d’intesa con il prefetto, adotteremo tutto quanto è necessario per potenziare il controllo del territorio, soprattutto nei luoghi di aggregazione giovanile. La sicurezza pubblica, nonostante non rientri tra le competenze dirette di un sindaco, è un tema su cui l’amministrazione comunale sta prestando attenzione ed energie, a cominciare dalla spiaggia di Pane e Pomodoro dove, negli ultimi dieci giorni, sono accaduti due episodi molto spiacevoli”.

“Abbiamo già verificato la possibilità di potenziare la pubblica illuminazione, cosa che riusciremo a fare entro poche settimane, e contestualmente di rafforzare il sistema di videosorveglianza. Di pari passo, in accordo con il Welfare, le equipe dell’Educativa di strada stanno monitorando alcune aree pubbliche, recentemente oggetto di alcune aggressioni – ha poi aggiunto -. Ho chiesto al comandante della polizia locale, già impegnata su più fronti, di incrementare determinati presidi in città. Insomma, stiamo cercando di affrontare il tema della sicurezza, reale e percepita, sotto diversi punti di vista e senza nasconderci”.

Bari, coppia di anziane scappa dalla casa di riposo e cade per strada: la fuga “inspiegabile” dura poco al San Paolo

Attimi di tensione ieri mattina nel quartiere San Paolo di Bari dove due anziane, ospiti della casa di cura di San Gabriele, sono riuscite a lasciare la struttura e a scappare per pochi metri.

Entrambe sono infatti cadute e hanno attirato l’attenzione dei passanti. Sul posto sono intervenuti il 118 e la Polizia Locale, le due anziane hanno riportato fortunatamente solo ferite lievi. Nessun dipendente della struttura però riesce a capire come abbiano fatto a scappare. Avviata anche un’indagine interna.