Il barivecchiano Lello si schiera al fianco delle signore-pastaie e di Antonio Cassano. Il compare ha voluto dire la sua dopo il ritorno in città dell’ex calciatore, “appoggiando” il suo pensiero sulle orecchiette “o motte” e puntando il dito contro Antonio.
Il ritorno di Cassano, traditore o figliol prodigo? Baresi al Bomber: “Ogni scelta ha il suo prezzo”
Cassano, dopo 40 anni e 9 processi l’ex Garden Village va restituito: annullata la confisca della lottizzazione
A quarant’anni dall’inizio della vicenda e dopo nove processi, è stata revocata la confisca dei suoli sui quali negli anni Ottanta era stata costruita una lottizzazione, ritenuta poi abusiva perché in zona sottoposta a vincolo paesaggistico per la vicina Foresta Mercadante, nel Barese.
I terreni, l’ex Garden Village alla periferia di Cassano delle Murge, dovranno quindi essere restituiti dal Comune, che nel frattempo vi ha realizzato un progetto di rigenerazione urbana. La lunga e articolata vicenda amministrativo-giudiziaria inizia nel 1985.
L’imprenditore ottiene l’ok del Comune alla costruzione di un complesso residenziale di 17 edifici. Qualche mese dopo l’avvio dei lavori, un decreto ministeriale sottopone quelle aree a vincolo paesaggistico di inedificabilità. Per via di una variante al progetto, le nuove autorizzazioni devono fare i conti con le ultime norme e quindi la lottizzazione viene dichiarata abusiva.
Nel 1997 il complesso viene sottoposto a sequestro. Un anno dopo, il proprietario dei suoli viene condannato e i terreni confiscati. Nel 2001 la Corte di Appello di Bari lo assolve e revoca la confisca. Sentenza annullata con rinvio dalla Cassazione nel 2002. Passa un altro anno e il processo di appello bis conferma la condanna di primo grado e quindi la confisca.
Nel 2004 nuovo annullamento con rinvio della Cassazione. Nel 2006 i giudici di appello, chiamati per la terza volta a pronunciarsi sul caso, dichiarano la prescrizione dei reati, confermando però la confisca dei suoli, resa irrevocabile due anni dopo dalla Cassazione. La proprietà dei terreni confiscati viene quindi trasferita al Comune, che approva un progetto di rifunzionalizzazione degli immobili, destinando una parte alla creazione di spazi dedicati ad attività socio-educative.
La battaglia giudiziaria del proprietario va avanti. Nel 2013 la Corte europea dei diritti dell’uomo dichiara la confisca illegittima, condannando lo Stato italiano a un risarcimento di 10mila euro come danno morale e, nove anni dopo, nel 2024, dispone la restituzione dei terreni quantificando in 100mila euro il danno materiale. Lo Stato fino ad oggi ha provveduto a pagare i risarcimenti ma non alla restituzione dei suoli.
L’ultimo ricorso dell’imputato, assistito dall’avvocato Alessandro Dello Russo, è arrivato ancora una volta in Cassazione, con il via libera definitivo dei giudici alla revoca della confisca e la conseguente restituzione dei suoli.
Truffa orecchiette, Cassano la benedice. Chiesta l’archiviazione: “Antonio non rompere i cog***ni”
Il “blitz” e il ritorno di Antonio Cassano in città, in occasione della tappa di Viva el Futbol al Teatro Team, hanno riacceso i riflettori sulle orecchiette di Barivecchia.
L’ex calciatore è tornato nei vicoli dove è cresciuto ed è stato accolto in grande stile dalle pastaie che gli hanno riservato anche entrate trionfali con il lancio delle orecchiette.
Cassano ha prima scherzato sull’originalità e sull’autenticità del prodotto, salvo poi consigliare di “buttare qualcosa in testa” a chi si reca a Barivecchia per “dare fastidio”.
La passeggiata di Cassano, rigorosamente data in pasto ai social, arriva pochi giorni dopo la notizia della richiesta di archiviazione da parte della Procura nell’ambito dell’inchiesta per truffa.
Pur riconoscendo la frode nell’esercizio del commercio messa in atto nei vicoli della città vecchia, la Procura ha chiesto l’archiviazione per le tre persone indagate. Tra loro c’è anche Nunzia Caputo, la regina delle orecchiette. Il motivo? Il fatto “risulta di particolare tenuità per le modalità della condotta, l’esigua entità del danno cagionato e l’intensità del dolo”.
Una condotta che viene definita dal pm “non abituale”. Eppure, come testimoniato dalla nostra inchiesta giornalistica, la realtà è stata un’altra. Ora il gip deciderà se procedere con l’archiviazione oppure no. Noi come sempre ci mettiamo la faccia e siamo tornati a Barivecchia. L’accoglienza a noi riservata non è stata certamente quella data a Cassano.
Cassano torna a Bari: “Le orecchiette? Fate lavorare la gente”. Su De Laurentiis: “Vi ha salvati”
Si è tenuta nella serata di ieri presso il Teatro Team la tappa barese di “Viva El Futbol” talk calcistico con grande seguito sul web da poco in scena nei teatri italiani.
Protagonisti gli ex calciatori Nicola Ventola, Lele Adani ed Antonio Cassano. Proprio per il barese classe ’82 questa circostanza rappresenta un punto importante della propria vita. Difatti, il fantasista che regalò al Bari una meravigliosa rete contro l’Inter nel lontano 18 dicembre 1999 ritorna nel capoluogo pugliese dopo sedici anni di distanza.
Tanta l’emozione dettata dall’incontro anche in seguito ai rapporti incrinati con la piazza barese. La motivazione riconduce ad alcune dichiarazioni infelici rilasciate dal fantasista nel corso del tempo. Bari rimane per Fantantonio però una parte importante di storia. Al suo fianco sul palco anche Nicola Ventola, barese e tifoso biancorosso, e Lele Adani. Tre mosche bianche, questa è la definizione che li lega in un panorama calcistico costellato da maschere ed ipocrisie.
La serata ha visto il pubblico spesso protagonista diretto delle situazioni tramite la collaborazione con Radio Kiss Kiss, media partner dell’evento, che nel corso dello spettacolo ha realizzato contenuti colorati nella città Vecchia. Presente anche il comico barese Renato Ciardo. Ai nostri microfoni Cassano ha anche parlato delle orecchiette dopo il blitz a Barivecchia e dopo aver criticato le incursioni giornalistiche.
Foto: SSC Bari
Cassano star a Barivecchia, lancio di orecchiette come benvenuto. E lui provoca: “Chidde o’ motte” – VIDEO
Antonio Cassano accolto come un re nella sua Barivecchia. L’ex calciatore, come promesso in una recente intervista, si è recato nei vicoli della città vecchia con la moglie Carolina.
Cassano, insieme a Ventola e Adani, sarà protagonista della tappa di Viva el Futbol in programma questa sera al Teatro Team. Fantantonio mancava da tempo a Bari, esattamente da 16 anni. Ieri è stato accolto come una vera star già in aeroporto.
Questa mattina il blitz a Barivecchia. Come immortalato in un video pubblicato sui social da Contropiede, a Cassano è stato dato un benvenuto speciale, con il lancio di alcune orecchiette. Come sempre l’ex calciatore, senza peli sulla lingua, ha lanciato una provocazione, contestando l’originalità delle stràscenàte.
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Bari, si apre l’anno giudiziario. Cassano: “Politica chiede mani libere ma da lì a mani pulite è un soffio”
“In nome del consenso elettorale la politica rivendica le mani libere, sebbene la storia ricordi che, in una economia interconnessa, ad esagerare, da mani libere a ‘mani pulite’ è solo un soffio”.
Lo ha detto il presidente della Corte d’Appello di Bari, Francesco Cassano, nel discorso con cui ha aperto la cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario, riferendosi alla riforma costituzionale della magistratura approvata dal Parlamento e sottoposta a referendum.
Sempre riferendosi alla riforma, Cassano ha sottolineato il suo “disagio determinato dal clima insopportabile che si è formato nel Paese, a seguito di una riforma costituzionale della magistratura condotta senza alcuna mediazione parlamentare che le potesse assicurare un consenso più ampio, e soggetta ora ad un referendum che lacera il Paese su temi delicati, tecnici, di difficile comprensione per i cittadini, se non a costo di semplificazioni che finiscono col somigliare a slogan, piuttosto che a ragionamenti”.
“Imperversano sul web demagogie, aggressioni e minacce, insofferenze per l’altrui punto di vista e censure inquietanti – ha aggiunto Cassano – da ultimo, individui condannati in via definitiva si permettono di spiegare perché e come andrebbe riformata la giustizia; nel migliore dei casi, ad illustri personaggi del passato si fanno dire, oggi, cose dette in contesti completamente diversi”.
Cassano: “Bari è nel mio cuore e porterò la mia famiglia nella città vecchia. Potevo tornare con Paparesta”
“Rapporto complicato con Bari? Non è così, semplicemente dal 2007 vivo a Genova con la mia famiglia, c’è anche mia madre lì. A Bari non ho più nessun altro a livello affettivo, la mia vita da 18 anni è in Liguria. Sarà molto emozionante tornare, sono legato alla città in cui sono nato, in particolare al mio quartiere, Bari vecchia. È stata la mia salvezza, mi ha fatto crescere velocemente tra quei vicoli dove da bambino prendevo a calci un pallone. Se andrò a Barivecchia? Certo. Andrò con la mia famiglia, voglio che vedano dove sono cresciuto e poi diventato uomo”.
Esordisce così Antonio Cassano nell’intervista rilasciata a La Gazzetta del Mezzogiorno a pochi giorni dal suo ritorno a Bari. Fantantonio sarà tra i protagonisti, al fianco di Adani e Ventola, della tappa di Viva El Futbol in programma al Teatro Team il 2 febbraio.
“Seguo sempre il Bari, ci mancherebbe. La mia carriera è partita da lì, è il club che mi ha lanciato nel grande calcio – aggiunge -. Questi sono anni molto infelici, non c’è alcun dubbio. I De Laurentiis si possono criticare, però la proprietà è solida e non ci sono debiti. Ciò detto, è chiaro che devono arrivare i risultati. Bari è una di quelle città del Sud che meritano il grande palcoscenico – spiega Cassano -. Quando accadrà? Non lo so, ma penso che se hai una proprietà importante prima o poi tutto viene di conseguenza. Per quanto riguarda De Laurentiis, è fondamentale avere una società solida che paga puntualmente, aspetto importante per la tranquillità dei ragazzi. Poi però servono giocatori di un certo tipo. Io non so se i De Laurentiis vogliono andare avanti, che idea hanno. La certezza è che il Bari deve tornare in serie A dove merita di stare per il suo pubblico e per la sua città. Punto e basta”.
“Se c’è stata la possibilità di tornare? Sì, con la presidenza di Gianluca Paparesta che le ha davvero provate tutte. Dopo Parma ho pensato di tornare a Bari, peraltro con un contratto importante per la B all’epoca – rivela -. Mi sarebbe piaciuto, ma ero in fase calante, ho pensato alle grandi aspettative dei tifosi e del club. Temevo di fare brutte figure e di deludere. Non me lo sarei perdonato nella mia città e a quel punto ho preferito tornare a Genova con la Sampdoria chiudendo la carriera dove già viveva. Quando parlo di calcio, il ricordo di Bari-Inter è sempre vivo nella mia mente. È il gol che mi ha cambiato la vita sotto tutti i punti di vista. Mi ha fatto diventare ricco, famoso, importante. Quel giorno rappresenta un prima e un dopo nella mia esistenza. Soprattutto, la cosa che mi piace pensare è che a distanza di 26 anni, la gente se ne ricorda ancora. Vuol dire che è stato qualcosa di unico e memorabile”.
“Potevo fare di più? Non lo so, anche se ricordo a me stesso che ho giocato in squadre come Real Madrid, Inter, Milan, Roma e che con la Nazionale ho fatto un Mondiale e tre Europei. Non rimpiango nulla, rifarei tutto, tranne la lite con il presidente della Sampdoria Riccardo Garrone quando gli ho mancato di rispetto, per fortuna chiedendogli poi scusa e chiarendo tutto – conclude Cassano -. Non ho la sensazione di avere sprecato il mio talento unico. C’è altro nella vita. Quando sono andato via dal Real, ho scelto la Sampdoria e a Genova ho conosciuto mia moglie. Se fossi rimasto a Madrid o fossi andato in un’altra squadra top, con ogni probabilità non l’avrei conosciuta e oggi non ci sarebbero i nostri figli. La mia famiglia conta di più al mondo, non le coppe che non ho sollevato. Ho sempre avuto l’idea di giocare non per vincere dei trofei, ma per divertirmi e divertire la gente. Per questo, sono felice di quello che ho fatto e del ricordo che il pubblico ha di me”.
Bancomat esplosi, è il turno di Cassano: in aria lo sportello della Popolare Pugliese. Ladri in fuga con bottino
Un altro assalto ai bancomat in Puglia e nel Barese. Questa volta il colpo è stato a messo a segno, in piena notte, a Cassano delle Murge. Una doppia esplosione, attorno alle 4.40, ha fatto saltare in aria lo sportello della Banca Popolare Pugliese situato in via Vittorio Emanuele II, nei pressi di piazza Garibaldi.
Con la solita tecnica della marmotta, i ladri sono riusciti ad impossessarsi del bottino, non ancora quantificato, e a scappare via. Sul posto sono intervenuti i carabinieri. Si registrano danni ingenti alla struttura.
Bari, sequestro da oltre 500mila euro a pregiudicato di Cassano vicino al clan Parisi: bloccate case e proprietà
La Direzione Investigativa Antimafia ha eseguito un Decreto di applicazione di misura di prevenzione patrimoniale, emesso dal Tribunale di Bari – Terza Sezione Misure di Prevenzione, su proposta congiunta del Procuratore della Repubblica del Capoluogo pugliese e del Direttore della DIA, nei confronti di un pregiudicato originario di Cassano delle Murge (BA), esponente di spicco della locale criminalità organizzata e figura di riferimento di un gruppo collegato al clan PARISI.
Il destinatario del provvedimento, coinvolto in numerosi procedimenti giudiziari sin dal 2005, è stato inizialmente inserito nel contesto della mafia barese come uomo di fiducia, con compiti di supervisione nell’ambito dello spaccio di sostanze stupefacenti e come custode delle armi del clan PARISI.
Successivamente ha consolidato una propria autonomia, dando vita a un gruppo locale autonomo, ma sempre legato al sodalizio mafioso di origine. Gli approfonditi accertamenti patrimoniali (salvo ulteriore verifica successiva nella fase decisoria con il contraddittorio con la difesa) hanno evidenziato una significativa sproporzione tra i redditi dichiarati al Fisco e il patrimonio effettivamente riconducibile al soggetto, documentando l’accumulo illecito di ricchezze e la realizzazione di investimenti non giustificati.
Il sequestro, del valore complessivo stimato in oltre 500.000 euro, ha interessato tre unità immobiliari, un terreno e disponibilità finanziarie. Il risultato si inquadra nell’ambito delle attività istituzionali finalizzate all’aggressione delle illecite ricchezze acquisite e riconducibili, direttamente o indirettamente, a contesti criminali, agendo così anche a tutela e salvaguardia della parte sana del tessuto socio-economico.










