Cassano star a Barivecchia, lancio di orecchiette come benvenuto. E lui provoca: “Chidde o’ motte” – VIDEO

Antonio Cassano accolto come un re nella sua Barivecchia. L’ex calciatore, come promesso in una recente intervista, si è recato nei vicoli della città vecchia con la moglie Carolina.

Cassano, insieme a Ventola e Adani, sarà protagonista della tappa di Viva el Futbol in programma questa sera al Teatro Team. Fantantonio mancava da tempo a Bari, esattamente da 16 anni. Ieri è stato accolto come una vera star già in aeroporto.

Questa mattina il blitz a Barivecchia. Come immortalato in un video pubblicato sui social da Contropiede, a Cassano è stato dato un benvenuto speciale, con il lancio di alcune orecchiette.  Come sempre l’ex calciatore, senza peli sulla lingua, ha lanciato una provocazione, contestando l’originalità delle stràscenàte.


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Bari, si apre l’anno giudiziario. Cassano: “Politica chiede mani libere ma da lì a mani pulite è un soffio”

“In nome del consenso elettorale la politica rivendica le mani libere, sebbene la storia ricordi che, in una economia interconnessa, ad esagerare, da mani libere a ‘mani pulite’ è solo un soffio”.

Lo ha detto il presidente della Corte d’Appello di Bari, Francesco Cassano, nel discorso con cui ha aperto la cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario, riferendosi alla riforma costituzionale della magistratura approvata dal Parlamento e sottoposta a referendum.

Sempre riferendosi alla riforma, Cassano ha sottolineato il suo “disagio determinato dal clima insopportabile che si è formato nel Paese, a seguito di una riforma costituzionale della magistratura condotta senza alcuna mediazione parlamentare che le potesse assicurare un consenso più ampio, e soggetta ora ad un referendum che lacera il Paese su temi delicati, tecnici, di difficile comprensione per i cittadini, se non a costo di semplificazioni che finiscono col somigliare a slogan, piuttosto che a ragionamenti”.

“Imperversano sul web demagogie, aggressioni e minacce, insofferenze per l’altrui punto di vista e censure inquietanti – ha aggiunto Cassano – da ultimo, individui condannati in via definitiva si permettono di spiegare perché e come andrebbe riformata la giustizia; nel migliore dei casi, ad illustri personaggi del passato si fanno dire, oggi, cose dette in contesti completamente diversi”.

Cassano: “Bari è nel mio cuore e porterò la mia famiglia nella città vecchia. Potevo tornare con Paparesta”

“Rapporto complicato con Bari? Non è così, semplicemente dal 2007 vivo a Genova con la mia famiglia, c’è anche mia madre lì. A Bari non ho più nessun altro a livello affettivo, la mia vita da 18 anni è in Liguria. Sarà molto emozionante tornare, sono legato alla città in cui sono nato, in particolare al mio quartiere, Bari vecchia. È stata la mia salvezza, mi ha fatto crescere velocemente tra quei vicoli dove da bambino prendevo a calci un pallone. Se andrò a Barivecchia? Certo. Andrò con la mia famiglia, voglio che vedano dove sono cresciuto e poi diventato uomo”.

Esordisce così Antonio Cassano nell’intervista rilasciata a La Gazzetta del Mezzogiorno a pochi giorni dal suo ritorno a Bari. Fantantonio sarà tra i protagonisti, al fianco di Adani e Ventola, della tappa di Viva El Futbol in programma al Teatro Team il 2 febbraio.

“Seguo sempre il Bari, ci mancherebbe. La mia carriera è partita da lì, è il club che mi ha lanciato nel grande calcio – aggiunge -. Questi sono anni molto infelici, non c’è alcun dubbio. I De Laurentiis si possono criticare, però la proprietà è solida e non ci sono debiti. Ciò detto, è chiaro che devono arrivare i risultati. Bari è una di quelle città del Sud che meritano il grande palcoscenico – spiega Cassano -. Quando accadrà? Non lo so, ma penso che se hai una proprietà importante prima o poi tutto viene di conseguenza. Per quanto riguarda De Laurentiis, è fondamentale avere una società solida che paga puntualmente, aspetto importante per la tranquillità dei ragazzi. Poi però servono giocatori di un certo tipo. Io non so se i De Laurentiis vogliono andare avanti, che idea hanno. La certezza è che il Bari deve tornare in serie A dove merita di stare per il suo pubblico e per la sua città. Punto e basta”.

“Se c’è stata la possibilità di tornare? Sì, con la presidenza di Gianluca Paparesta che le ha davvero provate tutte. Dopo Parma ho pensato di tornare a Bari, peraltro con un contratto importante per la B all’epoca – rivela -. Mi sarebbe piaciuto, ma ero in fase calante, ho pensato alle grandi aspettative dei tifosi e del club. Temevo di fare brutte figure e di deludere. Non me lo sarei perdonato nella mia città e a quel punto ho preferito tornare a Genova con la Sampdoria chiudendo la carriera dove già viveva. Quando parlo di calcio, il ricordo di Bari-Inter è sempre vivo nella mia mente. È il gol che mi ha cambiato la vita sotto tutti i punti di vista. Mi ha fatto diventare ricco, famoso, importante. Quel giorno rappresenta un prima e un dopo nella mia esistenza. Soprattutto, la cosa che mi piace pensare è che a distanza di 26 anni, la gente se ne ricorda ancora. Vuol dire che è stato qualcosa di unico e memorabile”.

“Potevo fare di più? Non lo so, anche se ricordo a me stesso che ho giocato in squadre come Real Madrid, Inter, Milan, Roma e che con la Nazionale ho fatto un Mondiale e tre Europei. Non rimpiango nulla, rifarei tutto, tranne la lite con il presidente della Sampdoria Riccardo Garrone quando gli ho mancato di rispetto, per fortuna chiedendogli poi scusa e chiarendo tutto – conclude Cassano -. Non ho la sensazione di avere sprecato il mio talento unico. C’è altro nella vita. Quando sono andato via dal Real, ho scelto la Sampdoria e a Genova ho conosciuto mia moglie. Se fossi rimasto a Madrid o fossi andato in un’altra squadra top, con ogni probabilità non l’avrei conosciuta e oggi non ci sarebbero i nostri figli. La mia famiglia conta di più al mondo, non le coppe che non ho sollevato. Ho sempre avuto l’idea di giocare non per vincere dei trofei, ma per divertirmi e divertire la gente. Per questo, sono felice di quello che ho fatto e del ricordo che il pubblico ha di me”.

Bancomat esplosi, è il turno di Cassano: in aria lo sportello della Popolare Pugliese. Ladri in fuga con bottino

Un altro assalto ai bancomat in Puglia e nel Barese. Questa volta il colpo è stato a messo a segno, in piena notte, a Cassano delle Murge. Una doppia esplosione, attorno alle 4.40, ha fatto saltare in aria lo sportello della Banca Popolare Pugliese situato in via Vittorio Emanuele II, nei pressi di piazza Garibaldi.

Con la solita tecnica della marmotta, i ladri sono riusciti ad impossessarsi del bottino, non ancora quantificato, e a scappare via. Sul posto sono intervenuti i carabinieri. Si registrano danni ingenti alla struttura.

Bari, sequestro da oltre 500mila euro a pregiudicato di Cassano vicino al clan Parisi: bloccate case e proprietà

La Direzione Investigativa Antimafia ha eseguito un Decreto di applicazione di misura di prevenzione patrimoniale, emesso dal Tribunale di Bari – Terza Sezione Misure di Prevenzione, su proposta congiunta del Procuratore della Repubblica del Capoluogo pugliese e del Direttore della DIA, nei confronti di un pregiudicato originario di Cassano delle Murge (BA), esponente di spicco della locale criminalità organizzata e figura di riferimento di un gruppo collegato al clan PARISI.

Il destinatario del provvedimento, coinvolto in numerosi procedimenti giudiziari sin dal 2005, è stato inizialmente inserito nel contesto della mafia barese come uomo di fiducia, con compiti di supervisione nell’ambito dello spaccio di sostanze stupefacenti e come custode delle armi del clan PARISI.

Successivamente ha consolidato una propria autonomia, dando vita a un gruppo locale autonomo, ma sempre legato al sodalizio mafioso di origine. Gli approfonditi accertamenti patrimoniali (salvo ulteriore verifica successiva nella fase decisoria con il contraddittorio con la difesa) hanno evidenziato una significativa sproporzione tra i redditi dichiarati al Fisco e il patrimonio effettivamente riconducibile al soggetto, documentando l’accumulo illecito di ricchezze e la realizzazione di investimenti non giustificati.

Il sequestro, del valore complessivo stimato in oltre 500.000 euro, ha interessato tre unità immobiliari, un terreno e disponibilità finanziarie. Il risultato si inquadra nell’ambito delle attività istituzionali finalizzate all’aggressione delle illecite ricchezze acquisite e riconducibili, direttamente o indirettamente, a contesti criminali, agendo così anche a tutela e salvaguardia della parte sana del tessuto socio-economico.

Cassano, sorpresi a rubare in un fondo agricolo privato: 7 denunce. Sequestrati 25 quintali di olive

Nell’ambito di mirati servizi di controllo disposti dal Comando Provinciale Carabinieri di Bari in occasione della “campagna olearia 2025”, i militari della Compagnia Carabinieri di Altamura hanno denunciato in stato di libertà (fatte salve le valutazioni successive con il contributo della difesa) sette persone, sorprese in flagranza di reato mentre asportavano olive da un fondo agricolo privato in Cassano delle Murge (BA).

L’intervento tempestivo dei militari, a seguito di segnalazione pervenuta da privato cittadino nonché da personale di vigilanza privata, ha consentito di recuperare circa 2.500 chilogrammi di olive, già raccolte e pronte per essere trasportate, e di sottoporre a sequestro diversi mezzi agricoli e attrezzature utilizzati per la raccolta e il trasporto del prodotto. Il raccolto è stato successivamente restituito al legittimo proprietario.

L’operazione testimonia il valore aggiunto determinato dalla sinergia tra le istituzioni e i cittadini. Tale sistema integrato di comunicazioni e segnalazioni consente una risposta rapida ed efficace, valorizzando la presenza capillare dell’Arma dei Carabinieri e garantendo una maggiore sicurezza nelle aree rurali.

A riguardo il Comando Provinciale dei Carabinieri di Bari rinnova l’invito ai cittadini e agli operatori del comparto agricolo a segnalare tempestivamente qualsiasi movimento sospetto, contribuendo così alla tutela delle produzioni locali e al contrasto dei reati che danneggiano il settore.

È importante sottolineare che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che alle attività citate seguirà il confronto con la difesa degli indagati, la cui eventuale colpevolezza, in ordine ai reati contestati, dovrà essere accertata in sede di processo nel contraddittorio tra le parti.

Ventola: “Cassano tiene a Bari vi spiego perché non torna a casa. Al Teatro Team aspettatevi spettacolo”

“È sbagliato pensare che Antonio non torni a casa perché non ci tiene a Bari. Semplicemente i suoi affetti sono ora tutti in Liguria e si gode come è giusto che sia la sua famiglia. Ma al Teatro Team aspettatevi il mattatore di sempre: lui sul palco dà spettacolo, così come lo dava in campo. Non ha peli sulla lingua”.

Nicola Ventola, in un’intervista rilasciata a La Repubblica, ha parlato del legame del “collega” Antonio Cassano con la città di Bari. I due saranno protagonisti il 2 febbraio 2026, al fianco di Lele Adani, nella tappa del podcast Viva El Futbol al Teatro Team. Ventola sarà protagonista nel weekend anche al San Nicola come testimonial di un’iniziativa targata Bettson Sport, main sponsor del Bari.

“Sono stato anche di recente a casa – racconta l’ex attaccante di Bari e Inter nato a Grumo -. Mia madre non è più giovanissima e qualche giorno in più da trascorrere con lei ci sta tutto. E poi a me viene naturale tornare alle mie origini, passare dal barbiere di sempre e salutare chi mi ha visto crescere. Il legame con Cassano? Antonio ha capito che di me si può fidare e che io non lo tradirò mai. Eppure quando era ragazzino, non gli ero molto simpatico. Lui è di quattro anni più piccolo di me e quando io giocavo nel Bari, Antonio faceva il raccattapalle. Puntualmente a fine partita veniva da me e mi chiedeva i pantaloncini. Soltanto che lo faceva come se fosse una pretesa ed io mi divertivo a non darglieli mai. E lui puntualmente mi mandava a quel paese, con coloritissime frasi in dialetto”.

Ventola commenta poi l’inizio di stagione del Bari di Caserta. “La cosa mi dispiace molto, anche perché ho un ottimo rapporto con il presidente Luigi De Laurentiis: è una persona perbene, che soffre per l’andamento della squadra – conclude -. Lui è il primo ad essere convinto di aver costruito un Bari molto competitivo. Purtroppo la partenza è stata molto negativa e bisogna darsi una mossa per non complicare ulteriormente le cose. Domenica bisogna assolutamente battere il Mantova, perché classifica alla mano è uno spareggio salvezza. Confido nei gol di Moncini. Commentavo le sue gare quando giocava nel Cittadella ed era davvero forte”.

Dal San Nicola al Teatro Team, Cassano e Ventola tornano a Bari: show con Adani il 2 febbraio 2026

Dal rettangolo verde del San Nicola di Bari al teatro Team. Antonio Cassano e Nicola Ventola tornano a Bari. La data da cerchiare in rosso è quella del 2 febbraio 2026 con il tour di “Viva el Futbol”, programma streaming che conta anche la partecipazione di Lele Adani.

I tre saranno alle prese con un talk live, ispirato ai video-podcast del progetto partito lo scorso agosto e che vede protagonisti i tre ex calciatori. Lo show sarà “arricchito da un ritmo teatrale che proporrà serate con puntate tematiche – si legge sul sito del teatro – ospiti dal mondo sportivo e pop, momenti di domanda e risposta e il coinvolgimento diretto del pubblico, che diventa parte della scena”. O

La narrazione sarà affidata alla voce fuori campo di Corrado Tedeschi. I biglietti possono essere acquistati sul sito Ticketone.

Caporalato nel Barese, braccianti pagati in nero e meno di 5 euro l’ora: in 12 a processo

Il gup di Bari Giuseppe Ronzino ha disposto il rinvio a giudizio per 12 persone imputate nel processo nato dall’inchiesta Caporalis dei carabinieri che ha svelato un presunto giro di sfruttamento dei braccianti nei campi della provincia di Bari. Il processo prenderà il via il prossimo 4 dicembre.

Assolto in abbreviato un finanziere per non aver commesso il fatto, per un altro imputato è stato disposto il non luogo a procedere. Tra gli imputati i due presunti caporali, Maria De Villi e Vito Stefano De Mattia, assieme ai titolari di 10 aziende agricole.

De Villi e De Mattia, secondo l’accusa, avrebbero reclutato tra maggio e luglio 2021 braccianti italiani e stranieri con annunci su Facebook e nelle chat di WhatsApp, spendendoli nelle campagne di Turi, Cassano, Acquaviva e Rutigliano. I lavoratori sarebbero stati pagati in nero e meno di cinque euro l’ora.

In trasferta da Bari a Cassano, furto da 6mila euro in appartamento: arrestato 60enne

I Carabinieri della Stazione di Cassano delle Murge hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti di un uomo di 60 anni, residente a Bari, ritenuto responsabile (fatte salve le valutazioni successive con il contributo della difesa) di un furto in abitazione commesso lo scorso 6 maggio in quel centro cittadino.

L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Bari e culminata con il provvedimento emesso dal Gip, è partita subito dopo la denuncia del patito furto.

I militari, attraverso un accurato sopralluogo e l’analisi delle immagini di sistemi di videosorveglianza, sono riusciti a risalire all’identità del presunto autore. Secondo quanto ricostruito, l’uomo avrebbe trafugato elettrodomestici, monili in oro, orologi e altri oggetti di valore per un bottino complessivo di circa 6.000 euro.

Il 60enne è stato riconosciuto dai Carabinieri di Cassano, con il supporto dei colleghi della Compagnia di Bari San Paolo, e rintracciato nella mattinata di ieri.

Dopo l’interrogatorio preventivo davanti al Gip, il Giudice ha emesso la misura cautelare, ritenendo fondati i gravi indizi raccolti dagli investigatori e attuali le esigenze cautelari; L’uomo resta ora ai domiciliari.

È importante sottolineare che il procedimento si trova ancora nella fase delle indagini preliminari e che, all’esecuzione della misura cautelare, seguirà l’interrogatorio di garanzia e il confronto con la difesa dell’indagato, la cui eventuale colpevolezza in ordine al reato contestato dovrà essere accertata in sede dibattimentale nel rispetto del contraddittorio con la difesa dell’indagato.