Polizia Locale Bari, scontro sul comandante. Sindacati al Comune: “Palumbo dipendente come tutti”

Torniamo ad occuparci del caso del comandante della polizia locale Michele Palumbo e della richiesta dei sindacati Cisl Fp, Uil Fpl e Csa al sindaco di Bari Vito Leccese per la sua rimozione dopo l’assemblea sindacale convocata per discutere di due progetti destinati ai 650 vigili in forza al comando di Bari.

Secondo quanto sostenuto dai sindacati il generale Palumbo ha utilizzato la chat aziendale, destinata alle comunicazioni sulla viabilità e indirizzata a tutto il personale, per criticare e ridicolizzare quanto discusso durante una recente assemblea sindacale. Si starebbe valutando anche un’azione legale contro Palumbo che avrebbe definito un vigile intervenuto nell’assemblea come “venditore di fumo”. Il Direttore Generale del Comune di Bari, Davide Pellegrini, ha fornito una risposta “morbida” ai sindacati che però non mollano e pretendono chiarezza sul caso.

Corruzione in Puglia, Alfonsino Pisicchio a processo: Regione e Comune di Bari chiedono danni all’ex assessore

La Regione Puglia e il Comune di Bari hanno chiesto di costituirsi parte civile nel processo a carico dell’ex assessore regionale Alfonsino Pisicchio, del fratello Enzo e di altri 12 imputati accusati, a vario titolo, di corruzione, turbativa d’asta, falso, truffa, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche ed emissione di fatture false.

La richiesta è arrivata oggi davanti al gup di Bari Nicola Bonante, l’udienza è stata rinviata al prossimo 4 febbraio. Il Comune, che si è costituito nei confronti dei due Pisicchio, dell’ex responsabile unico del procedimento Francesco Catanese e dell’imprenditore Giovanni Riefoli, chiederà oltre un milione di euro tra danni d’immagine e patrimoniali.

La Regione si è costituita nei confronti di Alfonsino Pisicchio e di alcuni altri imputati, ma non del fratello Enzo. Ad Alfonsino Pisicchio sarà chiesto un risarcimento dei danni non patrimoniali di 50mila euro. Le accuse per Alfonsino Pisiscchio – che risponde di corruzione e turbata libertà degli incanti – riguardano il periodo in cui era assessore della giunta Emiliano, quando avrebbe utilizzato “la sua influenza politica e le sue relazioni – come si legge nell’ordinanza di custodia cautelare – tramite suo fratello Enzo, per una gestione clientelare del suo ruolo, con favoritismi per ottenere ritorni in termini di consenso elettorale, mediante assunzioni nelle imprese favorite o avvantaggiate di persone che assicurano il voto e che avevano militato anche nel suo partito”.

Enzo Pisicchio, invece, avrebbe agito “quale esecutore delle direttive” del fratello “e quale schermo per impedire di risalire al ruolo e al contributo di Alfonsino”. Dalle indagini è emersa la turbativa di una gara d’appalto bandita dal Comune di Bari per l’affidamento delle attività di supporto per la gestione e riscossione dei tributi, aggiudicata nel settembre del 2019, con importo a base d’asta di circa 5,5 milioni. Il rup, Francesco Catanese, secondo l’accusa avrebbe confezionato il bando ad arte per un imprenditore ottenendo in cambio l’assunzione della moglie. Inoltre, un componente della commissione di gara avrebbe ottenuto la stessa promessa di assunzione per il figlio con l’intermediazione dei fratelli Pisicchio a loro volta destinatari di denaro, assunzioni, promesse di assunzioni ed il finanziamento illecito al partito ‘Iniziativa democratica’ da parte dell’imprenditore cui avevano fornito informazioni riservate.

Società partecipate, bando del Comune Bari per candidature elenco unico: “Serve ricambio i giovani rispondano”

Questa mattina l’assessore ai Controlli, Legalità, Trasparenza e Antimafia sociale Nicola Grasso ha illustrato alla stampa l’avviso pubblico finalizzato all’acquisizione delle candidature per la formazione dell’elenco unico per le nomine e designazioni di rappresentanti del Comune di Bari presso enti, aziende, istituzioni, società a partecipazione comunale e organismi vari. All’incontro con la stampa è intervenuto anche il sindaco Vito Leccese.

Le società a controllo pubblico interessate dalla procedura sono Amtab Spa, Azienda municipale Gas Spa, AMIU Puglia Spa, Bari Multiservizi Spa e Amgas Srl (controllata indiretta), cui si aggiungono gli enti pubblici vigilati Consorzio ASI ed Ente Fiera del Levante.

“Come previsto dal Testo unico degli enti locali, il sindaco in questo frangente ha un ruolo marginale – ha commentato Vito Leccese -, in quanto è tenuto ad adeguarsi agli indirizzi formulati dal Consiglio comunale, che ringrazio nella sua interezza per aver offerto il proprio contributo in un dibattito serrato, a tratti aspro, per l’individuazione degli indirizzi della procedura. Ciò che mi preme sottolineare è che, avendo individuato la necessità di un ricambio generazionale nella gestione delle aziende partecipate, auspichiamo che i giovani della nostra città, ma non solo, vogliano rispondere a quella che riteniamo a tutti gli effetti una chiamata alla responsabilità civica. Assumere oggi un ruolo nell’organo amministrativo o di controllo di una società partecipata, infatti, significa contribuire fattivamente alla crescita della nostra città, al netto del compenso economico, che sappiamo essere inferiore a quello del settore privato. D’altronde le nostre partecipate hanno numeri importanti in termini di personale e di fatturato, e dunque possono rappresentare un banco di prova qualificante per molti giovani professionisti che abbiano a cuore la cosa pubblica. Desidero ringraziare ancora i consiglieri comunali, compresi quelli di minoranza, e la II commissione consiliare, guidata da Nicola Loprieno, per il prezioso contributo offerto alla definizione di un provvedimento importante, che oggi avvia la fase pubblicistica”.

“La scelta assunta dall’amministrazione e dal Consiglio comunale, che ringrazio per la collaborazione nella definizione degli indirizzi di questo avviso – ha spiegato Nicola Grasso – è stata quella di prevedere dei requisiti di professionalità più elevati che in passato, con l’obiettivo di garantire competenze il più possibile attinenti rispetto alle sfide che le società partecipate dal Comune di Bari dovranno affrontare nei prossimi anni. L’avviso richiede anche principi di onorabilità particolarmente stringenti, ma non a discapito di un altro degli elementi che abbiamo tenuto in grande considerazione, il ricambio generazionale. Un principio coerente con la volontà di coinvolgere quanto più possibile giovani professionalità (under 35) che possano e vogliano impegnarsi nella gestione di alcuni aspetti della vita amministrativa – penso alla raccolta dei rifiuti o al trasporto urbano – che costituiscono gangli vitali per lo sviluppo e la realizzazione degli interessi pubblici della nostra città.

Questo avviso rappresenta perciò una specie di richiamo alla responsabilità civica e alla partecipazione rivolto a tutte le forze sane e qualificate della città, alle quali chiediamo di “buttare il cuore oltre l’ostacolo” offrendo la propria disponibilità a entrare negli elenchi da cui il sindaco attingerà per le nomine, nel rispetto dell’equilibrio di genere. Dal canto nostro, ovviamente, auspichiamo la massima partecipazione a questo procedimento, anche attraverso il coinvolgimento degli ordini professionali, per segnare un nuovo passo nel sistema delle aziende partecipate comunali. Ringrazio infine il dirigente della ripartizione Nicola D’Onchia per l’intenso lavoro che ci ha portati fin qui”.

Coerentemente con gli indirizzi approvati dal Consiglio comunale, di seguito le principali novità dell’avviso:

· ricomprende tutte le società e gli enti nei quali il Comune di Bari ha una partecipazione, compresi i consorzi pubblici vigilati;

· presenta una scansione procedimentale ben delineata, limitandosi alla raccolta della disponibilità per la formazione dell’elenco dei professionisti, che successivamente sarà distinto in singole sezioni

· prevede requisiti di professionalità più alti e di onorabilità più stringenti.

L’avviso sarà pubblicato ad horas sul sito istituzionale del Comune di Bari con scadenza il prossimo 3 gennaio.

Inchiesta a Bari, si allontana lo scioglimento del Comune. Per il Governo è l’ultima spiaggia: spunta l’ipotesi “tutor”

Il ministro Piantedosi, intervenuto ieri nell’assemblea dell’Anci, ha affermato che lo scioglimento di un Comune è considerato dal Governo come l’ultima ipotesi da prendere in considerazione. “Un percorso lacerante e doloroso”, così è stato definito.

Chiaro che i pensieri vanno al caso di Bari dopo il lavoro svolto dalla commissione nominata dal Viminale dopo la maxi inchiesta Codice interno che ha evidenziato l’infiltrazione mafiosa nel tessuto economico, sociale e politico della città. Per le situazioni “meno gravi”, come quella del capoluogo pugliese, potrebbe essere previsto un “tutor” che potrebbe aiutare le amministrazioni a risolvere le criticità emerse.  Non si escludono ancora oggi iniziative però di tipo diverso.

Appalti truccati a Molfetta, la Procura chiude le indagini: a processo 22 persone e 6 società – TUTTI I NOMI

La Procura di Trani ha chiesto il processo per 22 persone accusate a vario titolo di corruzione, turbativa d’asta, falso e peculato nell’ambito dell’inchiesta sugli appalti truccati nel Comune di Molfetta in cambio di denaro e favori. Dopo gli arresti nel 2021, a giugno 2023 sono state chiuse le indagini. Protagoniste diverse imprese. Inizialmente gli indagati erano 41, ma per alcune delle posizioni stralciate ci sono altri approfondimenti in corso.

Ecco i nomi di tutti gli imputati come riportato da La Gazzetta del Mezzogiorno: Ottavia Paola Antonucci, 55 anni, di Molfetta, Vincenzo Balducci, 70 anni, di Molfetta, Alessandro Binetti, 56 anni, di Molfetta, Maurizio Bonafede, 53 anni, di Barletta, Mariano Caputo, 54 anni, di Molfetta, Antonio Carbonaro, 71 anni, di Putignano, Anna Sara Castriotta, 37 anni, di Molfetta, Paolo Conforti, 39 anni, di Putignano, Valerio Di Gregorio, 53 anni, di Trani, Riccardo Di Santo, 42 anni, di Andria, Rosaria Maria Carmela Fontana, 54 anni, di Molfetta, Francesco Giovanni Ieva, 36 anni, di Andria, Pasquale Ieva, 48 anni, di Corato, Andrea Ladogana, 36 anni, di Cerignola, Orazio Lisena, 58 anni, di Molfetta, Francesco Sancilio, 64 anni, di Molfetta, Pietro Santacroce, 49 anni, di Bari, Domenico Tancredi, 42 anni, di Altamura, Donato Pappagallo, 61 anni, di Molfetta, Giacomo Caputo, 59 anni, di Molfetta, Giuseppe Ladogana, 43 anni, di Cerignola, Vincenzo Manzi, 58 anni, di Biccari.

Le società a processo: Areva Ingegneria srl, rappresentata da Vito Miccoli, 36 anni, di Noci, Dauniasfalti srl, rappresentata da Gerarda Barile, 66 anni, di Cerignola, Di Gregorio SNC (ora Di Gregorio SAS), rappresentata da Valerio Di Gregorio e Domenico Di Gregorio, 22 anni, di Terlizzi, Imcore SRL, rappresentata da Pietro Paolo Paparusso, 50 anni, di Andria, Tancredi Restauri srl (ora NEOS Restauri srl), rappresentata da Nicola Tancredi, 43 anni, di Altamura.

Inchiesta a Bari, si allontana l’ipotesi di scioglimento del Comune ma le municipalizzate rischiano: lo scenario

Non sono emersi “concreti, univoci e rilevanti elementi su collegamenti diretti o indiretti con la criminalità organizzata di tipo mafioso” e l’esistenza di “forme di condizionamento” a carico degli amministratori tali da poter richiedere lo scioglimento del Comune di Bari. Questo è quanto emerso dal lavoro della commissione d’accesso nominata dal Viminale e dal Comitato per la Sicurezza e l’Ordine pubblico convocato nella giornata di ieri in Prefettura.

Ora toccherà al ministro dell’Interno valutare la relazione finale del Prefetto che a quanto pare è intenzionato a chiedere un “provvedimento utile a far cessare immediatamente il pregiudizio in atto”. A rischiare però sono le aziende municipalizzate Amiu, Amgas e Amtab. L’ultima è già sottoposta ad amministrazione giudiziaria e al commissariamento, lo stesso potrebbe verificarsi per le altre due dopo quanto emerso dalla maxi inchiesta Codice Interno e dopo le conclusioni del lavoro della commissione di accesso. Così come restano forti criticità anche all’interno della Polizia Locale. Gli atti del procedimento sono coperti da segreto di Stato, secondo rumors i risultati del lavoro prefettizio sono stati condivisi.

Controlli interni sulle società partecipate e costituzione nucleo per le ispezioni amministrative: via libera a Bari

Questa mattina la giunta comunale, su proposta del sindaco Vito Leccese, ha approvato la delibera che prevede la modifica del regolamento dei controlli interni sulle società partecipate del Comune di Bari relativamente alle attività ispettive affidate al “Nucleo per le ispezioni amministrative sulle partecipate” (N.I.A.P.), istituito nell’ambito delle competenze della nuova ripartizione Controlli, Legalità, Trasparenza e Antimafia sociale, voluta dallo stesso sindaco con l’obiettivo di potenziare l’efficacia delle misure di prevenzione e contrasto della corruzione e dell’illegalità e a presidio dell’osservanza, da parte delle società in house e delle altre partecipate comunali, delle regole poste a tutela della legalità e della trasparenza.

Nello specifico il Regolamento disciplina l’esercizio da parte del Comune di Bari dell’attività ispettiva quale funzione di vigilanza e controllo, ad esso spettante, sulle proprie aziende partecipate con l’obiettivo di supportare i processi di autocorrezione e conformazione di atti, procedure o comportamenti posti in essere dalle società partecipate ai principi di legalità e trasparenza.

Questa attività si configura come controllo di “secondo livello” in quanto non sostituisce gli organi di controllo interno delle singole aziende, ma ha l’obiettivo di fornire maggiori rassicurazioni sul corretto e regolare funzionamento del sistema di gestione e controllo posto a presidio del sistema delle partecipate baresi. L’attività ispettiva viene ordinariamente esercitata nei confronti di tutte le aziende partecipate del Comune di Bari, in conformità alle previsioni normative e al piano annuale dell’attività ispettiva, ma in via straordinaria può essere richiesta e attivata dal direttore della ripartizione Controlli, Legalità, Trasparenza e Antimafia sociale di propria iniziativa o su richiesta del sindaco, in presenza di fattispecie di particolare gravità e urgenza, di esposti, denunce, notizie di stampa o di altri organi di informazione, segnalazioni di whistleblowing. Le ispezioni vengono condotte dal N.I.A.P. composto di norma da funzionari comunali dell’area di vigilanza.

Nei casi di particolare rilevanza e complessità dell’indagine, i componenti del N.I.A.P. possono essere affiancati da uno o più ispettori temporanei, ossia specifiche figure professionali, scelte tra i funzionari comunali in possesso di specifica professionalità e idonea esperienza, da altri dirigenti o funzionari comunali che per ruolo o competenze siano ritenuti indispensabili al buon esito dell’indagine. Il procedimento ispettivo si articola, di norma, in tre fasi: fase preparatoria, fase di indagine, fase di redazione della relazione conclusiva. La comunicazione di avvio del procedimento ispettivo è eseguita dal dirigente coordinatore del N.I.A.P. all’azienda o alla società ispezionata preventivamente, in caso di ispezione ordinaria, e contestualmente all’inizio dell’ispezione (primo accesso), in caso di ispezioni straordinarie.

L’attività ispettiva, sia quella ordinaria prevista dal Piano sia quella straordinaria, si conclude con la redazione della relazione conclusiva degli ispettori incaricati che viene trasmessa dal coordinatore del N.I.A.P. al direttore della ripartizione Controlli, Legalità, Trasparenza e Antimafia sociale, al direttore della ripartizione o struttura competente per materia, al sindaco e al presidente dell’azienda ispezionata previa verifica di coerenza dei risultati ispettivi da parte del medesimo coordinatore, qualora non abbia partecipato all’ispezione. Il termine di conclusione di ciascuna attività ispettiva è fissato in 90 giorni dal mandato d’ispezione. In esito alla trasmissione della relazione ispettiva al presidente dell’azienda ispezionata, questi è tenuto a trasmettere al direttore della ripartizione Controlli, Legalità, Trasparenza e Antimafia sociale copia degli atti di amministrazione attiva adottati sulla scorta delle risultanze ispettive, unitamente a una breve relazione sugli interventi correttivi intrapresi.

“Con l’approvazione di queste modifiche al regolamento si mettono nero su bianco le funzioni ispettive, e le relative modalità, affidate al Nucleo ispettivo istituito nell’ambito della nuova ripartizione Controlli, Legalità, Trasparenza e Antimafia sociale – spiega il sindaco Vito Leccese -. Diviene così pienamente operativo il nuovo ufficio con il quale ho inteso rafforzare e rendere più penetranti le attività di controllo sia interne all’amministrazione comunale sia sul complesso sistema delle società partecipate, attribuendo le relative funzioni – in precedenza distribuite su molteplici livelli organizzativi – a una struttura apicale in posizione di autonomia sul piano delle relazioni con i livelli di rappresentanza politica e con la direzione generale dell’ente. Lo stesso dirigente avrà la piena disponibilità di un nucleo per le ispezioni amministrative sulle aziende partecipate al fine di supportare i processi di autocorrezione e conformazione di atti, procedure o comportamenti così da contribuire e alimentare la solidità e la fiducia dei cittadini e delle istituzioni nelle medesime imprese.

L’obiettivo sfidante è quello di creare un osservatorio stabile sui fenomeni criminali che potrebbero pregiudicare la crescita economica e sociale della città, strutturando un ufficio con poteri d’intervento autonomi che strutturi e renda stabili e costanti nel tempo le attività di controllo quale specifica integrazione delle misure di prevenzione e contrasto della corruzione e dell’illegalità contenute nel Piano triennale di prevenzione della corruzione e della trasparenza (PTPCT) della Città di Bari”.

Nomine nelle aziende partecipate a Bari, dalla Giunta comunale via libera alla delibera: “Chiarezza e trasparenza”

Su proposta dell’assessore ai Controlli, alla Legalità, alla Trasparenza e all’Antimafia sociale Nicola Grasso, la giunta comunale ha approvato ieri la delibera, da sottoporre al Consiglio comunale, contenente gli indirizzi per le nomine, da parte del sindaco, dei rappresentanti del Comune di Bari presso enti, aziende, istituzioni, società a partecipazione comunale e organismi vari per il mandato amministrativo 2024/29.

“Con questa proposta la giunta comunale ha voluto dare un forte segnale di attenzione rispetto al tema della gestione delle società partecipate – commenta Nicola Grasso -, cercando di fornire un impianto normativo che definisca con chiarezza e trasparenza i procedimenti di formazione degli elenchi e di designazione dei candidati, dando rilievo a qualificanti requisiti di professionalità e di onorabilità al fine di individuare figure altamente preparate e pienamente affidabili. Va in questa direzione, ad esempio, la scelta di prevedere periodicamente controlli e verifiche sul possesso dei requisiti richiesti e sulla correttezza dell’operato, anche durante l’espletamento del mandato, così da evitare situazioni di incompatibilità o di inefficienza alla luce di fatti o circostanze successive alla nomina. Inoltre, tra i principi generali di cui tener conto nella fase di selezione e di nomina, abbiamo voluto inserire l’equilibrio di genere e il ricambio generazionale. La prossima settimana la discussione sarà affrontata in Consiglio comunale per recepire i contributi che tutti i consiglieri vorranno offrire al fine di elaborare l’atto finale

Omicidio Sarah Scazzi, via Avetrana dal titolo: la serie sarà disponibile dal 30 ottobre su Disney+

In ottemperanza al provvedimento emesso dal Tribunale di Taranto e in attesa dell’udienza fissata per il 5 novembre, Groenlandia e Disney informano che il titolo della serie sarà ora ‘Qui non è Hollywood’ e sarà disponibile in Italia dal 30 ottobre sulla piattaforma Disney+”: lo si legge in una nota ufficiale. Diretta dal regista Pippo Mezzapesa, che ne ha scritto anche la sceneggiatura insieme ad Antonella W. Gaeta, Davide Serino, Carmine Gazzanni e Flavia Piccinni, la serie – continua la nota ufficiale – è prodotta da Matteo Rovere, una produzione Groenlandia.

‘Qui non è Hollywood’ è interpretata da Vanessa Scalera, nel ruolo di Cosima Misseri, Paolo De Vita in quello di Michele Misseri, Giulia Perulli nei panni di Sabrina Misseri, Imma Villa in quelli di Concetta Serrano, Federica Pala nel ruolo di Sarah Scazzi; Anna Ferzetti è invece la giornalista Daniela, Giancarlo Commare è Ivano e Antonio Gerardi interpreta il Maresciallo Persichella. La serie è basata sul libro Sarah la ragazza di Avetrana, scritto da Carmine Gazzanni e Flavia Piccinni ed edito da Fandango Libri. Marracash è autore e interprete di La Banalità del Male, end credit song di Qui non è Hollywood. Il brano nasce dalla collaborazione tra Marracash e il produttore Marz, che ne ha creato la musica.

“Un efficace sistema di parental control – conclude la nota – assicura che Disney+ rimanga un’esperienza di visione adatta a tutti i membri della famiglia. Oltre alla modalità junior già presente sulla piattaforma, gli abbonati possono impostare dei limiti di accesso ai contenuti per un pubblico più adulto e creare profili con accesso tramite Pin, per garantire massima tranquillità ai genitori”.