Bari, scossone al Comune. Il sindaco Leccese perde un pezzo: Sisto lascia la lista Decaro e passa in Forza Italia

Altro scossone nel Consiglio comunale di Bari. Dopo un mese dal suo insediamento, Livio Sisto, consigliere comunale eletto nella lista Decaro per Bari con 926 voti, lascia la maggioranza di centrosinistra e passa nelle file di Forza Italia. Entrato in Consiglio dopo la nomina di assessore di Carla Palone e Vito Lacoppola, Sisto ha già un trascorso nelle fila del centrodestra. Alla base decisione pare possa esserci uno strappo con i colleghi per la costituzione delle commissioni.

“Ho appena formalizzato il mio ingresso nel gruppo consiliare di Forza Italia. Una scelta complessa, ma della cui bontà sono fortemente convinto perché Forza Italia oggi, con una felice intuizione del segretario nazionale Antonio Tajani, ha rilanciato la sua capacità attrattiva di tutti i moderati che vogliono dare il loro contributo allo sviluppo della comunità – le sue parole -. L’impasse del centrosinistra barese, cristallizzato negli ultimi eventi ha accelerato la mia decisione che ho condiviso con tanti amici e sostenitori che hanno manifestato grande entusiasmo e con i quali continuerò ad occuparmi dei problemi dei baresi con rinnovata passione”.

“A nome del segretario nazionale Antonio Tajani e di tutto il partito regionale – commenta il commissario regionale di FI, Mauro D’Attis – esprimo grande gioia e soddisfazione per l’adesione del consigliere comunale di Bari Livio Sisto. Un ingresso che ci entusiasma e che si inserisce in una crescita straordinaria del nostro partito in Puglia. Livio sa che gli saremo accanto per ogni battaglia e iniziativa che vorrà intraprendere, sotto il simbolo di Forza Italia, nell’interesse dei cittadini baresi”.

Bari, l’Amtab non fa sconti: raddoppia il costo del parcheggio per i nuovi consiglieri comunali

I consiglieri comunali di Bari, grazie ad un pass speciale di 300 euro all’anno, fino a poco tempo fa hanno avuto la possibilità di parcheggiare la loro auto nella zone più ambite del centro, tra cui il parcheggio in piazza Libertà.

Ma l’Amtab, a sorpresa ha inviato nelle scorse ore una lettera ai neo consiglieri comunali eletti, invitando loro a pagare 200 euro a quadrimestre per usufruire ancora del servizio. In totale sono 600 euro all’anno, praticamente il doppio di quanto previsto fino a poco fa. Una decisione che non è stata accolta positivamente dai consiglieri. In più l’Amtab ha annunciato più rigidi controlli, il pass va utilizzato solo se i consiglieri si recano in Comune. 

Caos al Comune di Bari, riunioni nel M5S: resta in bilico la posizione dell’assessore Diomede

Resta ancora in bilico la posizione dell’assessore comunale alla Legalità del Comune di Bari, Raffaele Diomede, dopo la spaccatura di ieri in Consiglio del M5s.

Ieri sino a tarda sera ci sono state riunioni tra i due consiglieri comunali pentastellati, che contestano la nomina di Diomede in quota M5s da esterno, e i vertici baresi e regionali del partito. Non si è ancora arrivata ad una soluzione per evitare, come annunciato dai due consiglieri in Aula, che il M5s esca dalla maggioranza di centrosinistra guidata da Vito Leccese.

L’ipotesi che circola negli ambienti politici portano alle dimissioni dell’assessore, ma al momento non sono state decise. Nella mattinata di oggi era prevista un’altra riunione in casa M5s per sciogliere il nodo e ricucire lo strappo.

Caos al Comune di Bari, vince la linea del M5S: Diomede si dimette da assessore

Raffaele Diomede si dimette dalla carica di Assessore della Legalità in quota M5S al Comune di Bari. La scelta, che non sarebbe stata condivisa dai due esponenti eletti in Comune e una parte del Movimento locale, ha creato tensione questa mattina in Aula. I due consiglieri pentastellati, Delle Fontane e Carelli, avevano annunciato l’uscita dalla maggioranza mettendo in crisi già il campo largo. Da qui il tentativo di ricucire lo strappo da parte del sindaco Leccese e il dietrofront sulla nomina di un esponente “esterno” seppur addentrato nelle dinamiche sociali della città. Si tratta del secondo dietrofront dopo quello di Carlotta Nonnis Marzano in seguito alle polemiche nate per alcuni post pubblicati su Facebook oltre le righe.

Da Papa Francesco “anziano molesto” allo tsunami invocato al G7: a Bari bufera sul neo-assessore Marzano

Scoppia la bufera attorno a Carlotta Nonnis Marzano, neo-assessore all’Ambiente del Comune di Bari scelta dal sindaco Vito Leccese. Candidata alle elezioni con Europa Verde, ha ottenuto solo 34 voti ma a far discutere sono alcuni post social pubblicati negli ultimi mesi. Romito attacca: “Ha dato del Pedofilo al Papa, va subito rimossa dall’incarico”.

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Codice Interno, richieste milionarie di risarcimento da Amtab e Regione. Comune vuole 141mila euro da Lorusso

Il Comune di Bari ha avanzato la richiesta di restituzione dei 141mila euro di indebiti compensi percepiti da Maria Camrne Lorusso. Ammonta invece a un milione di euro la cifra quantificata per i danni non patrimoniali che l’ente ha subito a causa della diffusione mediatica. Amtab e Regione Puglia, costituite parti civili, hanno quantificato i presunti danni rispettivamente in 2,3 milioni e in 1,5 milioni.

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Soldi, lavoro e pranzi in cambio di commesse, 14 arresti: tra loro dirigenti dei Comuni di Trani e Barletta

In cambio di denaro, consulenze, lavori edilizi nelle proprie abitazioni, pranzi e percorsi benessere, alcuni dirigenti della Provincia Barletta-Andria-Trani (Bat), uno dei quali è stato arrestato, avrebbero affidato commesse a professionisti turbando ripetutamente la libertà degli incanti e omettendo di segnalare casi di conflitto di interesse.

È quanto emerge dalle indagini della Guardia di finanza che oggi ha arrestato 14 persone con le accuse, a vario titolo, di corruzione e turbata libertà degli incanti. Tra le nove persone finite in carcere ci sono, oltre al dirigente della Provincia Bat, due dirigenti dei Comuni di Trani e Barletta e un ingegnere. Le altre cinque persone sono agli arresti domiciliari. In una conferenza stampa in procura di Trani è stato evidenziato che le indagini riguardano la discarica di rifiuti speciali non pericolosi Cobema, di Canosa di Puglia. Gli indagati sono complessivamente 17, tra imprenditori anche della provincia di Salerno ed enti. E il denaro erogato dai professionisti che beneficiavano delle commesse pubbliche veniva drenato, in alcuni casi, da una società tra professionisti riconducibile a uno dei dirigenti indagati, in altri casi veniva dato personalmente.

Secondo quanto emerso, i lavori di chiusura definitiva e delle attività di post-gestione della discarica erano stati affidati dalla Provincia Bat con gara ad evidenza pubblica, senza comunicare l’inizio dei lavori al Comune di Canosa di Puglia, alla proprietà del sito o all’amministratore giudiziario, nonostante sulla discarica pendesse un procedimento penale per reati ambientali. I lavori erano stati preceduti da indagini ambientali fatte da un professionista che ha retrocesso parte dei compensi corrisposti dall’ente verso l’impresa del coniuge del dirigente competente all’affidamento dell’incarico. “Il patto corruttivo – evidenzia la Guardia di finanza – si è consumato con il silenzio del dirigente sull’affidamento fraudolento e sulla parziale indagine conoscitiva afferente allo stato dell’impianto e alle matrici ambientali”.