Concorsi Arca e tessere PD, Molfetta caput mundi: tutti gli uomini del Presidente De Nicolo

Torniamo ad occuparci dell’Arca e dell’ombra del Partito Democratico sui diversi concorsi per l’assunzione di personale amministrativo e tecnico. Lo facciamo dopo il blitz nella sede del Pd di Molfetta e il confronto con il tesoriere che non aveva gradito la nostra incursione. Siamo in grado di fare i nomi e cognomi dei vincitori e parlare del rapporto dei vincitori con l’amministratore unico dell’Arca, Piero De Nicolo, e con il Pd di Molfetta, grazie anche al prezioso contributo di un aiutante improvvisato.

L’ombra del PD sul concorso Arca, vince la politica. Il tesoriere non gradisce: “Vi faccio il cu**”

Torniamo ad occuparci dell’Arca e questa volta dell’ombra del Partito Democratico su un concorso indetto per l’assunzione di personale amministrativo e tecnico a tempo determinato, nell’ambito dei progetti finanziati con fondi PNRR.

Dei cinque posti disponibili, ben tre sono stati assegnati a candidati di Molfetta, tutti accomunati da esperienze politiche. E per questo le polemiche non mancano.

Tra loro Alberto D’Amato, ex consigliere comunale e oggi segretario cittadino del Partito Democratico, Diletta Bellapianta, moglie di Piero Mastropasqua, già consigliere comunale e candidato sindaco e Domenico Ayroldi, ex collega di studio dell’attuale Amministratore Unico di ARCA Puglia Centrale, Pietro Augusto de Nicolo.

Abbiamo così deciso di effettuare un blitz nella sede del Pd di Molfetta, confrontandoci con il tesoriere che non ha gradito la nostra incursione.

Aggredito da una candidata durante il concorso: dirigente scolastico pugliese denuncia e scrive al ministro Valditara

Denuncia «i gravissimi atti di violenza, insubordinazione e resistenza subiti nell’esercizio delle mie mansioni», il dirigente scolastico e presidente del Comitato di vigilanza per le prove concorsuali in Puglia Ivano De Luca, che si è rivolto al ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara parlando di «attacco frontale alla dignità della Scuola dello Stato e un sintomo di una profonda crisi etica».

I fatti in questione si sono verificati il 1 dicembre durante la sessione pomeridiana del concorso Pnrr. In particolare il dirigente riferisce di una candidata sorpresa a dialogare con una collega, «contravvenendo palesemente alle disposizioni concorsuali che vietano qualsiasi comunicazione tra i candidati».

Quando le è stato comunicato l’annullamento della prova, racconta il dirigente, «la reazione è stata incontrollata e intollerabile. La candidata ha inveito contro il sottoscritto accusandolo di abuso di potere, e ha proceduto all’aggressione fisica, strappando con forza il computer di servizio e il telefono personale, con l’intento di compromettere la procedura. L’episodio è culminato nella mossa di accusarmi falsamente di aggressione, costringendo me, il pubblico ufficiale aggredito, a richiedere l’intervento sia del 112 che del 118». «La mia successiva necessità di ricorrere a cure sanitarie è sintomo di una profonda e intima rabbia per aver visto la dignità del mio ruolo calpestata da chi aspira a far parte del mondo scuola. È intollerabile che chi ambisce a un ruolo educativo ricorra a violenza e menzogna, denigrando l’onorabilità della Scuola», conclude De Luca.

Per il ministero dell’Istruzione, «i gravissimi comportamenti denunciati dal professor De Luca, sono del tutto inaccettabili. L’Ufficio Scolastico Regionale per la Puglia sta ricostruendo la dinamica dell’accaduto. Qualora i fatti fossero confermati, l’Amministrazione saprà adottare provvedimenti adeguati».

Polizia Locale, l’amica in commissione e il cugino politico: il caso Stefanelli accende il concorso

Si definisce il Sindaco ombra di Altamura, si chiama Alessio Dipalo. Non c’è giorno che non sollevi dubbi e perplessità sull’amministrazione comunale, evidenziando presunte magagne o comunque una gestione opinabile della cosa pubblica. I rappresentanti politici locali recentemente si sono affrettati a condividere sui social, teatro delle sue scorribande, che Alessio Dipalo è un diffamatore condannato anche in Cassazione più di 10 anni fa.

È un dato di fatto, c’è poco da dire, ma anche alcuni dei riscontri sulle denunce del Sindaco ombra lo sono. Nel suo mirino finiscono a vario titolo il sindaco Petronella, gli assessori, soprattutto Lorusso, ma non di meno il Presidente del Consiglio di Altamura Luigi Lorusso, nessuna parentela col primo, e la comandante della Polizia Locale Stefanelli, questa sì imparentata con Luigi. È la cugina.

Attenzione, non è che i parenti di questo o quello non debbano lavorare nelle amministrazioni pubbliche, ma per via della parentela bisogna a maggior ragione dare sfoggio di una integrità fuori dal Comune. Per la verità anche dentro il Comune. Della comandante ci siamo occupati anche noi, cercando di avere un chiarimento sull’episodio dell’aggressione al medico del 118 Francesco Papappicco. Non ci eravamo annunciati, non avevamo concordato e questo aveva creato qualche mal di pancia. Parliamo di un’aggressione che il medico e i colleghi del 118 hanno segnalato con dovizia di particolari nelle loro relazioni. Un episodio molto particolare perché sollevava dubbi sul corretto intervento dei poliziotti. Nello specifico sul comportamento di uno degli agenti, amico amico del paziente in quel momento fuori di testa.

La Stefanelli ha mandato le carte in Procura e dunque tutti aspettiamo fiduciosi gli esiti delle indagini. Diciamo che la comandante è spesso tirata in ballo da Alessio Dipalo, come nel caso del cartello forse abusivo, sistemato in un certo punto della strada dove sarebbero dovuti iniziare i lavori di ristrutturazione di un immobile di proprietà della famiglia del comandante. Dopo il video il cartello è stato rimosso, posizionato diversamente e l’opposizione in Consiglio comunale ha chiesto conto del pasticcio con un’interpellanza.

Questa, però, è l’ultima di una sequela di denunce pubbliche fatte da Dipalo. Oggi è un giorno importante soprattutto per la Stefanelli, comandante in proroga. Il 23 ottobre partiranno infatti le selezioni per il rinnovo del capo della Polizia Locale di Altamura. I candidati sono 15 in tutto, lei compresa. Si fa presto a dire, come pure ha detto qualcuno, che il posto è suo, che non godendo più dell’appoggio incondizionato della maggioranza si sia andati a ricorrere al consigliere regionale Paolicelli o addirittura che peserà il grado di parentela della Stefanelli col Presidente del consiglio Luigi Lorusso.

Noi, però, non possiamo e non vogliamo dare seguito alle voci che corrono veloce nei corridoi e nelle stanze di Palazzo di Città. La Stefanelli vorrebbe restare. Il 70 per cento degli agenti del Corpo è dalla sua parte. Un Corpo sotto accusa e attacco sugli stessi social. In qualche caso, gli agenti sarebbero stati tacciati di essere stati inopportunamente distratti.

Un baluardo di imparzialità in questa bagarre sarà rappresentato senza dubbio dalla commissione esaminatrice, che avrà il compito di individuare il nuovo comandante. Una certezza, nonostante anche in questo caso sul presidente di commissione si faccia chiacchiericcio da bar. Parliamo di Maria Centrone, a capo della Polizia Metropolitana barese, amica personale della Stefanelli, già in passato pronta a tendere una mano alla comandante di Altamura.

Lo ha fatto soprattutto quando i rapporti col vecchio comandante della cittadina della Murgia avevano raggiunto un livello di litigiosità senza precedenti. In quel periodo, infatti, si diceva, lo ricordo bene, che la Stefanelli sarebbe potuta diventare la vice della Centrone. Poi non se ne ne fece più niente e la Stefanelli recuperò e ancora mantiene la sua autorevolezza, tanto ormai da non far muovere foglia che lei stessa non voglia.

A dire di Alessio Dipalo, troppe foglie si muovono e non si muovono senza il placet della Stefanelli, come nel caso del cartello aumma aumma, poi ricollocato. Staremo a vedere come evolverà la delicata questione, in bilico tra l’interesse pubblico e presunti benefit personali. Siamo certi prevarranno i primi, non foss’altro per la necessità istituzionale di non trasformare quelle voci nella più deplorevole italica realtà. Nel caso prevalesse il benefit personale avrebbero ragione il Sindaco ombra Dipalo e tutti i detrattori e il Primo cittadino regolarmente eletto avrebbe davvero ben poco da dire.

Fiorella e la laurea falsificata per il concorso: volontariato nella Caritas e risarcimento da 35mila euro ad Adp

Ha chiesto al giudice la messa alla prova, che potrebbe evitarle il rischio di un processo e di una possibile condanna Carmela Fiorella, moglie dell’ex capogruppo Pd in Regione ed ex assessore all’Ambiente Filippo Caracciolo. E la Procura ha dato parere favorevole in attesa della decisione del gip, attesa per l’udienza del prossimo 3 dicembre.

Fiorella è accusata di tre ipotesi di falso (materiale e ideologico) e due di truffa, per aver presentato una laurea falsa in Economia a un concorso di Aeroporti di Puglia, dove è stata assunta pochi mesi fa come responsabile delle risorse umane.

Fiorella avrebbe falsificato la laurea in Scienze delle amministrazioni, rilasciata dall’Università di Bari nel settembre 2012, trasformandola nella laurea in Economia. La società aeroportuale, dopo che è stata resa nota la falsità del diploma di laurea, ha presentato una denuncia in Procura.

Fiorella si è assunta pubblicamente la responsabilità di quanto accaduto. Contestualmente alla richiesta di messa alla prova nella Caritas di Barletta, sarebbe disposta a riconoscere 35mila euro ad Aeroporti di Puglia come risarcimento.

Fiorella e i titoli “ritoccati” per il concorso di Aeroporti di Puglia: lady Caracciolo indagata per falso

È indagata per falso dalla Procura di Bari Carmela Fiorella, moglie del consigliere regionale del Pd Filippo Caracciolo, in relazione ai titoli da lei presentati per la selezione come manager delle risorse umane di Aeroporti di Puglia.

Fiorella avrebbe presentato dei titoli con informazioni errate per partecipare al bando da lei poi vinto, attestando una laurea in Economia e marketing (richiesta per partecipare alla selezione) al posto di quella effettivamente conseguita in Scienze dell’amministrazione all’Università di Bari.

Sul caso avevano presentato degli esposti all’autorità giudiziaria sia Aeroporti di Puglia sia l’Università di Bari, denunce dalle quali era partita l’inchiesta della Procura. Fiorella si era dimessa dall’incarico e venerdì scorso, in una nota, aveva chiesto scusa assumendosi “pubblicamente tutte le responsabilità di quanto è accaduto”.

“Sono pronta a rispondere del mio comportamento davanti alle autorità preposte, ma è giusto che paghi chi ha sbagliato e nessun altro”, aveva scritto nella nota, sostenendo anche come il marito fosse “totalmente ignaro” della vicenda.

Il concorso ordinario Pnrr per docenti di laboratorio è da rifare in 5 regioni: tra queste anche la Puglia

Da rifare il concorso ordinario Pnrr per docenti di laboratorio nelle scuole secondarie delle regioni Abruzzo, Emilia Romagna, Marche, Puglia e Umbria. Lo ha stabilito il Tar di Ancona, accogliendo il ricorso proposto da un gruppo di concorrenti difesi dall’avvocato Gaetano Liberoti.

Il Tribunale amministrativo ha infatti rilevato la violazione dell’anonimato nell’espletamento della prova pratica, in quanto ai candidati era stato richiesto di apporre il proprio nome e cognome sui fogli utilizzati per la soluzione dei quesiti.

Il concorso, bandito a livello nazionale per immettere in ruolo circa 20mila docenti, è stato strutturato a livello interregionale e le relative procedure sono state gestite, nel caso di specie, dall’Ufficio scolastico regionale delle Marche, che ha nominato la commissione addetta alla valutazione dei candidati.

Nell’elaborare le tipologie di prove, la commissione ha deciso di far svolgere la prova pratica agli aspiranti docenti della classe B022 (Laboratori di tecnologie e tecniche delle comunicazioni multimediali) in modalità scritta, nel qual caso, ha rilevato il Tar, non c’era ragione per discostarsi dal rispetto del principio di anonimato.

“Quando una prova pratica viene strutturata in forma scritta – commenta l’avvocato Liperoti – occorre rispettare la regola generale del suo svolgimento in forma anonima, non essendoci alcun valido motivo per cui chi corregge la prova debba conoscere il nome del suo autore, così da mettere a rischio la credibilità e la trasparenza del concorso”.

Il Tar ha applicato questo principio giurisprudenziale, rilevando che, nella specie, si trattava di una prova pratica da espletarsi nell’ambito di un tempo massimo di otto ore e consistente nella redazione di una dimostrazione tecnica rivolta a studenti di una classe di un istituto tecnico o professionale, “sicché non è ipotizzabile che l’espletamento della stessa nell’arco delle otto ore concesse potesse avvenire alla presenza della commissione”.

In esecuzione della sentenza, il Ministero dell’Istruzione dovrà ora far ripetere la prova pratica a tutti i candidati e, successivamente, ripetere le prove orali e approvare una nuova graduatoria di vincitori, che avrà effetto a partire dal prossimo anno scolastico. Il concorso si svolto nello scorso mese di maggio a Porto Sant’Elpidio.

Arpal Puglia, riaperti 3 concorsi per 50 posti a tempo indeterminato: domande entro il 18 settembre – LE INFO

Sono stati riaperti i termini per candidarsi ai concorsi di ARPAL Puglia, con l’aumento dei posti disponibili a 50 posizioni in totale a tempo pieno e indeterminato. Tre i profili richiesti: tecnico informatico, analista del mercato del lavoro e specialista informatico statistico.

Il primo concorso (tecnico informatico) mira alla copertura a tempo pieno e indeterminato di n. 20 unità di categoria C, con titolo di studio d’accesso minimo corrispondente al diploma di scuola secondaria di secondo grado.

Il secondo concorso (analista del mercato del lavoro) prevede la copertura, a tempo pieno e indeterminato, di n. 17 unità di categoria D1, con titolo d’accesso minimo corrispondente alla laurea triennale (DM 509/99).

Il terzo concorso (specialista informatico statistico) punta infine alla copertura, a tempo pieno e indeterminato, di n. 13 unità di categoria D1, con titolo d’accesso minimo corrispondente alla laurea triennale (DM 509/99).

Tutte le informazioni sono state pubblicate anche sull’albo pretorio di ARPAL Puglia. Nello specifico con i decreti direttoriali del 30 agosto 2024, è stato rimosso il requisito di accesso previsto dall’art. 2 numero 5 dei bandi di concorso pubblicati il 31.01.2022, che prevedeva l’esclusione dalla partecipazione dei soggetti privi della vista e che sono state revocate, come prescritto dalla legge, le commissioni a suo tempo nominate nell’anno 2022.

Infine, per ognuno dei tre concorsi indicati, per i quali ci si potrà candidare entro il 18 settembre prossimo, sono previste delle riserve a favore di soggetti disabili e per i militari volontari, nel computo totale del 30% dei posti messi a bando.

Immissioni in ruolo, priorità al concorso PNRR: gli idonei dello straordinario 2020 in protesta a Bari

Sono circa 30.000 gli idonei di uno dei concorsi più selettivi degli ultimi anni, l’ordinario 2020, che si ritrovano parcheggiati a data da destinarsi in favore dei vincitori del concorso ordinario PNRR bandito nel 2023, in alcuni casi con procedure ancora in corso di svolgimento. La sovrapposizione di due procedure selettive nel giro di pochi anni aumenta il precariato della scuola, ma non finisce qui: già si parla di un prossimo concorso da bandire in autunno. A farne le spese sono gli idonei del concorso 2020 che vedono allontanarsi sempre di più la meritata stabilizzazione. Non importa se alcune procedure del concorso 2023 non si sono ancora concluse, per gli idonei il ruolo resta un miraggio, infatti il Ministero ha stabilito che è necessario attendere i futuri vincitori del concorso 2023 anziché attingere dalle graduatorie già esistenti degli idonei 2020. Questa situazione si inserisce in un contesto che vede a fronte delle 62.000 cattedre disponibili un contingente autorizzato di 45.125 unità. è stato cioè autorizzato un contingente assunzionale pari al numero di posti accantonati per i concorsi PNRR, senza alcuno spiraglio per gli idonei 2020.

In Puglia la situazione rispecchia l’andamento nazionale, il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha autorizzato 2181 assunzioni lasciando vacanti circa 700 cattedre destinate a supplenti, a dispetto della tanto agognata continuità didattica. A tal proposito gli idonei a gran voce reclamano il diritto al ruolo e nello specifico chiedono: 1) di essere assunti prioritariamente in quanto inseriti in una graduatoria ad esaurimento a cui è stato dato scorrimento già per l’a.s. 23/24 con l’assunzione in ruolo di colleghi che come noi sono risultati idonei al concorso DM 498/2020 e DM 499/2020, (si fa presente che si sta violando il principio di uguaglianza dell’art. 3 della Costituzione); #IDONEI2020PUGLIA Comunicato Stampa 2) che non vengano indetti ulteriori concorsi volti al reclutamento di personale docente in quelle Regioni in cui siano presenti ancora graduatorie di merito di concorsi precedenti. I precari aspettano da anni e non sono più disposti a farlo; 3) lo scorrimento degli idonei del Concorso ordinario 2020 su tutto il contingente riservato al concorso 2023 che non produrrà graduatorie entro il 10/12/2024 e che si redistribuisca in maniera equa tutto il contingente residuo. Per manifestare In conclusione, gli idonei del concorso ordinario 2020 della regione Puglia dichiarano: “La sensazione attualmente percepita è quella di abbandono da parte delle Istituzioni nonostante il merito di aver superato un Concorso Ordinario altamente selettivo. Siamo uniti e determinati nel pretendere il nostro diritto al ruolo ed attueremo ogni azione possibile finché non verremo ascoltati”.

“Promossa la cugina di Antonio”, aria di magagna al Comune di Adelfia: “Non farà mai il video…”

Antonio ha ricevuto una lettera anonima a casa. Nel contenuto si parla del concorso interno al Comune di Adelfia per una promozione nei settori della Pubblica Amministrazione. Secondo il segnalatore anonimo chi ha ottenuto la promozione non ha i requisiti per coprire quel ruolo. In questo caso si tratta di una vicenda “personale”. La persona accusata è infatti la cugina della moglie di Antonio.

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