Bari, condannati 12 militanti di CasaPound. Il sindaco Leccese: “Sentenza storica oggi ha vinto la Repubblica”

“Il Tribunale di Bari ha emesso una sentenza di grande valore democratico: dodici attivisti di CasaPound sono stati condannati per manifestazione e violenza fascista, con il riconoscimento delle responsabilità per l’aggressione squadrista del 2018 nel quartiere Libertà”. È il commento del sindaco di Bari Vito Leccese dopo la pronuncia.

“È una decisione che sgombra il campo da ambiguità: metodi e organizzazioni che si richiamano al fascismo sono incompatibili con la nostra Costituzione e non possono trovare spazio nella vita democratica”, ha aggiunto.

“Questo verdetto onora il dolore delle vittime di quell’ignobile agguato e restituisce dignità a una città, costituitasi parte civile, che non si è mai piegata al sopruso – conclude Leccese -. Bari si riconosce nei valori dell’antifascismo e della convivenza civile. Il Comune continuerà a promuovere iniziative culturali, percorsi nelle scuole e momenti pubblici di memoria per rafforzare la coscienza democratica. Oggi ha vinto la Repubblica”.

Omicidio a Ceglie, il 38enne indiano Singh ucciso per testare una pistola: condanna di 17 anni a due minorenni

I due ragazzini minorenni coinvolti nell’omicidio di Nardev Singh, il 38enne indiano senza fisso dimora ucciso il 23 maggio 2024 in un rudere abbandonato a Ceglie del Campo, sono stati condannati a 17 anni di reclusione.

La sentenza è arrivata al termine del processo con il rito abbreviato. La vittima fu uccisa per testare una pistola comprata da poco su un bersaglio umano. I due condannati, all’epoca dei fatti 17enni, entrarono in azione con il 22enne Paolo Natale Guglielmi, indagato dalla Procura ordinaria.

Entrambi sono detenuti nel carcere minorile Fornelli di Bari e sono stati condannati per omicidio volontario. Rispondono anche di porto e detenzione abusiva d’arma da fuoco e ricettazione. Il giudice non ha riconosciuto la premeditazione come richiesto dalla Procura.

I tre, dopo aver comprato una pistola per 250 euro e averla provata su alcuni oggetti, decisero di testarla su un bersaglio umano. Per questo si spostarono al casolare abbandonato di Ceglie del Campo e spararono due colpi verso la vittima, di cui uno la raggiunse al petto. Restano indagati a piede libero altri tre maggiorenni che avrebbero aiutato i giovani a fuggire.

Rivolta al carcere minorile di Bari, agenti picchiati con calci e pugni: condannati 6 detenuti minorenni

I sei minorenni, protagonisti dei disordini avvenuti nel carcere minorile Fornelli di Bari lo scorso 9 marzo, sono stati condannati a pene comprese tra i 5 anni e 8 mesi, e i 6 anni e 7 mesi di reclusione in abbreviato.

Il settimo minore coinvolto ha scelto invece il dibattimento. Le accuse, contestate in concorso, erano di sequestro di persona, resistenza a pubblico ufficiale, tentata evasione e furto aggravato: il reato di sequestro di persona (nei confronti di due agenti) è stato dichiarato improcedibile per mancanza di querela, il reato di furto è stato invece riqualificato in rapina.

I sette minorenni, d’età compresa tra i 16 e i 17 anni, furono trasferiti in altri istituti dopo quanto accaduto. Con loro in azione anche due detenuti maggiorenni. Secondo quanto ricostruito, quella sera per evadere dal carcere avrebbero incendiato le lenzuola, strappato fili dei telefoni, spaccato telecamere, tablet, tv e una ricetrasmittente.

Poi avrebbero insultato, minacciato e picchiato due agenti della penitenziaria con calci, pugni e morsi, prima di rubare le chiavi dei cancelli. Uno dei minorenni avrebbe poi sparso dell’alcol sul corpo di guardia e sui pantaloni di uno degli agenti, minacciando di dar loro fuoco. Gli agenti sarebbero stati anche rinchiusi nello stesso corpo di guardia.

Bari, gravi lesioni durante una colecistectomia: condannati due medici del San Paolo. Vittima risarcita – NOMI

Il Tribunale di Bari ha condannato a tre mesi di reclusione (pena sospesa) Vito Dagostino, di 66 anni, e Francesco Di Pinto, di 70, all’epoca dei fatti chirurghi dell’ospedale San Paolo di Bari.

Sono stati ritenuti colpevoli di lesioni personali colpose ai danni di una paziente sottoposta, nell’aprile 2018, a un intervento di colecistectomia laparoscopica, ovvero la rimozione della cistifellea. La donna, che all’epoca aveva 45 anni, dovrà essere risarcita dei danni che saranno determinati in sede civile.

Secondo quanto accertato i chirurghi, violando la buona pratica medica, avrebbero provocato nella paziente una lesione grave della via biliare extraepatica e, a seguito di un altro intervento compiuto per riparare al danno provocato, avrebbero prodotto un indebolimento permanente della fascia muscolo-fasciale.

I due medici sono stati assolti invece dall’accusa di falsità ideologica «perché il fatto non sussiste». I due, secondo l’accusa, avevano manomesso il verbale operatorio annotando che la paziente era affetta da una sindrome che aveva compromesso la buona riuscita dell’intervento.

Bancarotta fraudolenta, condannati due imprenditori a Foggia: confiscati beni di oltre 2 milioni di euro

Il Tribunale di Foggia ha condannato a 2 anni e 6 mesi di reclusione due imprenditori per bancarotta fraudolenta e infedele dichiarazione, disponendo inoltre la confisca di beni per un valore superiore ai 2 milioni di euro corrispondenti al profitto dei reati accertati. Le indagini sono iniziate nel corso di una verifica fiscale condotta dalla guardia di finanza di Foggia nei confronti di un’attività di commercio all’ingrosso ed al dettaglio di materiali edili.

Nel corso dell’ispezione era stato scoperto un flusso continuo di vendite in nero. Le merci venivano registrate in una contabilità parallela occultata nel sistema informatico dell’azienda mediante un artificio tecnico che consentiva di escluderle da quella ufficiale. Scoperto anche un magazzino completamente sconosciuto al fisco ed utilizzato per l’attività d’impresa parallela La ricostruzione delle cessioni effettuate – spiegano ancora gli investigatori – ha consentito di far luce su un apparente stato di crisi finanziaria, che aveva determinato il ricorso al concordato preventivo, ma in realtà determinato dalla distrazione dei beni dell’impresa continuata anche durante la procedura concorsuale.

Le indagini hanno permesso di identificare anche l’amministratore di fatto della società, un imprenditore originario di Castelluccio dei Sauri. Il provvedimento di confisca riguarda 4 fabbricati e 4 terreni nella disponibilità dell’impresa condannata, ma fatti confluire in società di diritto irlandese ed inglese.