Corruzione, l’assessore Delle Noci indagato: tra i favori assunzioni, cene di lusso e 5mila euro per le spese elettorali

La guardia di finanza di Lecce nella giornata di ieri ha notificato 11 richieste di interrogatori preventivi finalizzati all’emissione di misure cautelari personali nell’ambito di una inchiesta su una presunta associazione per delinquere finalizzata alla corruzione, turbativa e frode di finanziamenti pubblici con i Pia. Tra gli indagati figurano nomi di imprenditori e della politica, di Lecce e Bari.

Tra questi Alessandro Delli Noci, assessore alle Attività Produttive della Regione Puglia, e Maurizio Laforgia, ingegnere, figlio del presidente dell’Aqp Domenico Laforgia. L’accusa per tutti è associazione a delinquere finalizzata alla corruzione, turbativa e frode di finanziamenti pubblici con i Pia. Tra i destinatari delle 11 richieste anche il responsabile dell’ufficio tecnico del Comune di Lecce Angelo Mazzotta, e gli imprenditori Marino Congedo e Alfredo Barone.

La Procura di Lecce ha chiesto gli arresti domiciliari per Delli Noci. La Procura leccese ha inoltre chiesto la custodia cautelare in carcere per l’imprenditore Alfredo Barone, altre cinque arresti domiciliari e quattro misure interdittive. La Finanza ha eseguito una serie di sequestri per equivalente per 5,8 milioni nei confronti di una quindicina di persone. Sono i soldi che, secondo la Procura, sarebbero il profitto del reato.

Oltre che per Delli Noci, i domiciliari sono stati chiesti dalla Procura di Lecce anche per Maurizio Laforgia, ingegnere, figlio del presidente dell’Acquedotto Pugliese, Domenico Laforgia, per il responsabile dell’ufficio tecnico del Comune di Lecce Angelo Mazzotta, per l’imprenditore Marino Congedo, per Nicola Capone e per Ilaria Santoro. La richiesta delle quattro misure interdittive riguarda invece Luciano Ancora, Michele Barba, Corrado Congedo e Giovanni Rapanà.

Secondo quanto ricostruito dall’accusa, Delli Noci avrebbe ottenuto dagli imprenditori Alfredo Barone e Marino Congedo un contributo da 5mila euro per le spese elettorali, una cena da 600 euro per incontrare gli elettori e una serie di assunzioni di persone da lui segnalate. Delli Noci sarà interrogato dal gip Angelo Zizzari giovedì 12.

 

Corruzione in Puglia, tangenti per appalti: la Corte dei Conti chiede 60mila euro come danni d’immagine a Lerario

Avrebbe causato un danno d’immagine da 60mila euro alla Regione Puglia. E per questo, su delega della Procura regionale della corte dei conti, la guardia di finanza ha notificato un invito a dedurre a Mario Lerario, ex dirigente della Protezione civile e della sezione provveditorato-economato della Regione, condannato in via definitiva a 4 anni e 4 mesi, in appello, per aver preso due tangenti da 10mila e 20mila euro da due imprenditori in cambio dell’affidamento di alcuni lavori.

La vicenda, come spiega la finanza in un comunicato, ha determinato nei confronti della Regione non solo un danno patrimoniale, “conseguente alle maggiori somme pagate dall’Ente locale per i lavori affidati alle due citate imprese, anche in conseguenza delle tangenti pagate, bensì anche un danno all’immagine derivante dalla lesione del prestigio, del decoro e della credibilità” dell’ente “a seguito della condanna penale del proprio dirigente”.

In particolare, i reati per cui Lerario è stato condannato “hanno determinato una diminuzione della considerazione dell’istituzione pubblica da parte dei cittadini, ledendone il rapporto di fiducia e configurando la lesione di un bene tutelato in via diretta ed immediata dall’ordinamento giuridico”. Il danno da 60mila euro è pari al doppio della somma che Lerario ha ricevuto come tangente.

Per un’altra vicenda di corruzione Lerario è stato condannato in primo grado a 5 anni e quattro mesi, per le presunte tangenti da 35mila euro ricevute dall’imprenditore Antonio Illuzzi (condannato in primo grado a 4 anni).

Corruzione in Puglia, tangenti per appalti della Protezione Civile: ridotta la condanna per Lerario e Leccese

Sono state ridotte in Appello le condanne per le tangenti negli appalti della Protezione civile. Quattro anni e quattro mesi per l’ex capo della Protezione civile della Puglia, Mario Lerario, e 3 anni per l’imprenditore Luca Leccese. È questa la decisione della Corte d’appello di Bari che ha ridotto le pene comminate in primo grado (5 anni e 4 mesi a Lerario e 4 anni a Leccese). La Corte ha riconosciuto ai due imputati le attenuanti generiche. Le due difese hanno rinunciato ai motivi di appello.

Corruzione in Puglia, appalto “truccato” e favori: il Commissario dei Consorzi di bonifica va a processo

Alfredo Borzillo, commissario dei Consorzi di bonifica e manager della Regione Puglia, è stato rinviato a giudizio. Il processo partirà il 4 giugno e vede coinvolti anche Alessandro Di Bello, all’epoca dei fatti consulente tecnico dei Consorzi e già direttore generale di InnovaPuglia, l’imprenditore veneto 68enne Enrico Frattini e l’ex direttore generale dei Consorzi, Giuseppe Corti.

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Tangenti per appalti truccati, resta interdetto Elio Sannicandro: il Tribunale respinge il ricorso della difesa

Elio Sannicandro, ex direttore dell’Asset Puglia, resta interdetto per un anno dai pubblici uffici. Lo ha stabilito il Tribunale del Riesame di Bari che ha rigettato l’appello presentato dalla sua difesa contro il provvedimento del gip del 21 novembre 2023, con cui era stata respinta la richiesta di revoca della misura interdittiva applicata il 30 ottobre 2023 per la durata di 12 mesi. Sannicandro è rimasto coinvolto, con altre 11 persone, in un’inchiesta della Procura di Bari su presunte tangenti per l’affidamento di alcuni appalti.

Corruzione in Puglia, tangente di 30mila euro nella stazione di servizio: Lerario chiede il rito abbreviato

Mario Lerario, l’ex numero uno della Protezione Civile pugliese, ha chiesto di essere giudicato con il rito abbreviato e ha rilasciato dichiarazioni spontanee davanti al giudice nell’ambito del processo in cui è imputato per corruzione. Secondo la tesi dell’accusa, Lerario avrebbe ricevuto in due tranche una tangente da 30mila euro dall’imprenditore di Giovinazzo, Antonio Illuzzi (anche lui ha chiesto di essere giudicato con il rito abbreviato). Lerario, già condannato a 5 anni e 4 mesi per altri due episodi di corruzione, si è difeso dichiarando che l’incontro con Illuzzi nella stazione di servizio, in cui l’accusa ipotizza ci sia stato la consegna della mazzetta in cambio di favori nell’assegnazione degli appalti, era finalizzato per alcuni lavori di ristrutturazione da fare nella propria abitazione.

Corruzione in Puglia, tangenti nella Protezione Civile. Sannicandro: “La priorità era salvare vite”

“La priorità era salvare vite umane. I lavori sono stati fatti in una situazione di emergenza e in grande fretta» perché «a inizio lockdown, a marzo 2020, avevamo l’urgenza di mettere subito in funzione i nuovi reparti di degenza e terapie intensive”. Lo ha detto l’ex direttore generale dell’Agenzia regionale per lo sviluppo ecosostenibile del territorio (Asset) della Puglia, Elio Sannicandro, ascoltato come testimone della difesa nel processo che vede imputato l’imprenditore Donato Mottola per una presunta tangente da 20mila euro pagata all’ex dirigente della protezione civile, Mario Lerario, in cambio di appalti.

Per questa e per un’altra tangente da 10mila euro, Lerario è già stato condannato (in abbreviato) a 5 anni e 4 mesi di reclusione per corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio Sannicandro, citato dagli avvocati Vito Belviso ed Elisa Mirabelli che difendono Mottola, è a sua volta indagato (e interdetto per 12 mesi) perché accusato di avere intascato da un altro imprenditore una tangente da 60mila euro per lavori legati al dissesto idrogeologico. Nella sua testimonianza, l’ex direttore di Asset ha ricordato come i suoi compiti all’epoca fossero “di tipo tecnico” e “di coordinamento” tra il dipartimento Salute e la Protezione civile.

Sannicandro ha poi aggiunto come la direzione dei lavori e il Rup fossero invece compiti della Protezione civile. Tra i primi lavori da portare a termine all’epoca, ha sottolineato Sannicandro, c’erano i nuovi reparti di terapia intensiva da crearsi in container per gli ospedali “Perrino” di Brindisi e “Moscati” di Taranto. “Data la grande urgenza – ha aggiunto – i lavori furono completati nel giro di 30-40 giorni. Non c’erano molte ditte in grado di realizzare opere di questo tipo, in Puglia ne furono consultate un paio”, ha detto ancora Sannicandro. Quei lavori furono poi assegnati alla Dmeco di Mottola.

Corruzione, Lerario e Mercurio a processo: Regione Puglia si costituisce parte civile. Nuova udienza il 21 novembre

L’accusa nei confronti di Lerario, ex numero uno della Protezione Civile, è di aver affidato, tra il 2019 e il 2021, appalti ad un imprenditore dopo aver ricevuto tangenti per 35mila euro complessivi. Mercurio è coinvolto in quanto responsabile unico del procedimento nell’ambito delle procedure di affidamento.

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