Polignano, tenta di incendiare la vegetazione del resort Costa Ripagnola: giovane in fuga

Nuovo episodio ai danni del “Costa Ripagnola Authentic Beach Resort”, tra Polignano a Mare e Mola di Bari, già nei giorni scorsi bersaglio di atti vandalici. Un giovane si è introdotto abusivamente nella struttura e avrebbe tentato di appiccare il fuoco alla vegetazione circostante utilizzando un innesco di carta imbevuta di benzina.

A renderlo noto è la società Serim, che gestisce il resort e ha annunciato la presentazione di una denuncia alle forze dell’ordine. Il presunto autore, descritto come un uomo alto circa 1,90 metri, di corporatura regolare, con capelli biondi, apparente età tra i 25 e i 30 anni, indossava un costume da bagno blu e scarpe da jogging. Scoperto da un dipendente della struttura, è riuscito a fuggire dopo un breve inseguimento.

L’area di Costa Ripagnola è al centro di contestazioni da parte di alcuni comitati, contrari alla presenza degli insediamenti turistici e all’installazione di prati sintetici e ombrelloni nell’area naturale, nonostante i ricorsi presentati siano stati respinti dalla giustizia amministrativa.

Costa Ripagnola, altro no del Tribunale agli ambientalisti: archiviato il procedimento su presunti abusi edilizi

Il procedimento a carico di Giovanni Rubino, legale rappresentante della società Serim, che era indagato per presunti abusi edilizi sui terreni di Costa Ripagnola, area a nord di Polignano a Mare dove la società intende realizzare strutture ricettive, è stato archiviato. Lo ha disposto il gip del tribunale di Bari, Giuseppe De Salvatore, dichiarando “inammissibile” l’opposizione alla richiesta di archiviazione presentata dai comitati ambientalisti contrari al progetto.

Già lo scorso 25 luglio il gip Giuseppe Battista aveva disposto l’archiviazione del procedimento a carico della Serim, non rilevando abusi edilizi nel progetto della società. Gli ambientalisti avevano presentato un nuovo esposto in Procura, dal quale erano partite ulteriori indagini concluse con una nuova richiesta di archiviazione, oggi accolta. Opponendosi a quest’ultima richiesta di archiviazione, secondo il gip, i comitati ambientalisti si sarebbero limitati a “una mera riproposizione di temi di prova ritenuti superflui nel precedente procedimento archiviato che, pertanto, risultano anche in questa sede superflui”.

Nell’ordinanza di archiviazione si legge ancora che “le indagini suppletive richieste, in definitiva, non appaiono idonee a modificare in maniera sostanziale il quadro probatorio così come rappresentato nella richiesta di archiviazione”. La notizia di reato è dunque ritenuta “infondata“. Pochi giorni fa, il Consiglio di Stato, in sede cautelare, aveva respinto un altro ricorso degli ambientalisti, che si erano opposti alla sentenza con cui il Tar di Bari aveva dato ragione alla Serim.