La vicenda è tutta da chiarire e si attendono gli esiti degli accertamenti sul liquido contenuto nei flaconi trovati nel beauty lasciato nella stazione di Trani nel quale erano contenuti anche cavi e un telefonino.
Continue readingTurbativa d’asta e partita truccata, maxi inchiesta a Bari: tornano in libertà Frezza, Bellizzi e Maldera
Frezza e Bellizzi erano stati arrestati per turbativa d’asta relativa alla vendita di un opificio nella zona industriale di Matera in concorso con alcuni esponenti del clan Parisi, il terzo invece per aver alterato il risultato di una partita tra Corato Calcio e Fortis Altamura.
Continue readingMaxi inchiesta a Bari, Nereo Zanghi si costituisce alla Polizia: il “Brasiliano” si trovava a Dubai
È uno dei 135 arrestati della maxi inchiesta della Dda di Bari che ha evidenziato l’infiltrazione mafiosa nel tessuto sociale, politico ed economico della città di Bari.
Continue reading“Loconte piegato ai desiderata di Olivieri”: l’ultimo “regalo” dell’amico dei mafiosi al direttore
Non ci siamo piegati ai desiderata di Olivieri, come si legge nelle carte. Lo abbiamo assecondato, tenuto a bada e contenuto. Decine di volte la sue richieste sono rimaste inevase o se l’é viste largamente modificate. Un atteggiamento spesso al centro di discussioni anche accese.
Continue readingTraffico di droga e stupefacenti, scacco alla Sacra corona unita: arresti e perquisizioni nel leccese
Le indagini hanno fatto emergere che, nei territorio di San Pietro Vernotico, Squinzano e Trepuzzi, la Sacra Corona Unita ha il controllo della zona con il traffico di stupefacenti e armi
Continue readingTraffico di droga, riciclaggio e armi illegali: 15 arresti e maxi sequestro in Puglia
Quindici persone accusate, a vario titolo, di associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, produzione, traffico e detenzione di droga, riciclaggio e detenzione illegale di armi sono state arrestate dalla Guardia di Finanza di Bari sulla base di un’ordinanza di custodia cautelare. Il provvedimento restrittivo è stato emesso dal gip di Bari su richiesta della Dda. Eseguito anche un sequestro preventivo di beni per oltre un milione di euro.
I quindici arrestati risiedono nelle province di Bari, Brindisi e Barletta-Andria-Trani. Le indagini hanno svelato l’esistenza di un’associazione dedita al traffico di marijuana, hashish e cocaina con sede operativa ad Andria, con propaggini nel Brindisino e canali di approvvigionamento in Calabria e in Spagna. Punto di partenza è stato il sequestro, operato in Francia nei confronti di uno degli indagati, arrestato in flagranza con 75 chili di cocaina destinati in Italia e 865mila euro in contanti.
“Il gruppo investigato, facente capo a soggetti operanti nel contesto criminale andriese”, scrivono gli inquirenti, è “connotato da un’elevata capacità organizzativa e dotato di una rilevante disponibilità di mezzi finanziari e strumentali, disponendo di una ‘cassa comune’ e di una ‘contabilità condivisa’”. Uno degli indagati, residente nel sud della Spagna, era “dedito all’esportazione di cospicui quantitativi di sostanze stupefacenti destinati a rifornire i mercati pugliesi”. Significativa, scrivono ancora i finanzieri, “la propensione alla violenza e all’uso di armi da sparo, quali strumenti di risoluzione dei conflitti eventualmente insorti in occasione dell’approvvigionamento di droga, come rilevabile dalle condotte di due indagati”.
“La DDA di Bari oggi ha stroncato le attività di un clan dedito al traffico internazionale di droga e armi, con sede operativa ad Andria.A chi ha operato – come gli uomini e le donne della Guardia di Finanza e a chi ha investigato vanno i miei complimenti. Non devono esistere zone franche in nessuna parte della Puglia e le operazioni che sono condotte nei territori della Bat, nonostante le difficoltà di organico delle forze dell’ordine e della stessa Magistratura, vanno nella direzione di sconfiggere tutte le organizzazioni criminali che pure raggiungono alti livelli di “specializzazione” nei traffici illegali, con ramificazioni in mezza Europa. Supporteremo gli inquirenti ad ogni livello e a loro vanno ancora i complimenti per la difficile operazione portata a termine”. Lo ha detto il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano.
Vittime innocenti di mafia: “Serve l’aiuto della società civile”
Dopo la presentazione del docufilm ‘La mafia ha paura – Storia di un sud che può vincere’ di Marco Agostinacchio sono intervenuti il governatore Emiliano e il procuratore aggiunto Giannella.
Continue readingBarletta, tentano sequestro di un imprenditore: sette arresti. Dda: “Fenomeno diffuso”
La vicenda relativa al tentato sequestro sventato era stata preceduta da un altro episodio analogo, il sequestro del figlio di un imprenditore andriese
Continue readingImmigrazione clandestina in Europa con jet privati, smantellata organizzazione internazionale da Bari: 5 arresti
Le attività investigative coordinate in Italia dalla DDA presso la Procura di Bari, condotte dal Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato, unitamente alla Squadra Mobile ed all’Ufficio di Polizia di Frontiera di Bari, hanno portato alla costituzione di una Squadra Investigativa Comune, composta dalle Forze di Polizia di Italia, Belgio, Germania, Austria e Francia.
Continue readingMafia estorsioni e spaccio a Bari: Dda chiede 135 condanne per affiliati al clan Strisciuglio – I NOMI
La Dda di Bari ha chiesto 135 condanne a pene comprese tra i 20 anni e i 22 mesi di reclusione per altrettanti imputati nel processo a capi e affiliati del clan mafioso Strisciuglio di Bari, accusati di associazione mafiosa, traffico e detenzione di droga e armi, estorsioni a commercianti, lesioni e una rissa nel carcere di Bari risalente al gennaio 2016 che coinvolse 41 detenuti con lamette e taglierini, nella quale rimasero feriti anche alcuni agenti penitenziari.
Al termine della requisitoria, nell’aula bunker del Tribunale di Bitonto, i pm Iolanda Daniela Chimienti e Marco D’Agostino hanno fatto le richieste di condanna per i 135 imputati che hanno scelto il rito abbreviato (altri 15 sono stati rinviati a giudizio) .
Per 103 imputati le richieste della Direzione Distrettuale Antimafia superano i 10 anni di reclusione. Tra questi ci sono i boss Vito Valentino, Lorenzo Caldarola, Alessandro Ruta, Saverio Faccilongo, Vito Catacchio e Giacomo Campanale, che rischiano la condanna più alta, in quanto capi clan, a 20 anni di carcere. Per i figli di Caldarola, Francesco e Ivan, sono state chieste condanne rispettivamente a 16 e a 12 anni di reclusione. L’indagine di polizia e carabinieri, denominata «Vortice maestrale», ha ricostruito – anche grazie alle dichiarazioni di 21 collaboratori di giustizia – gerarchia e attività illecite del clan, dal 2015, per il controllo del territorio nei quartieri baresi Libertà, roccaforte storica del gruppo mafioso, San Paolo, San Pio-Enziteto, Santo Spirito e San Girolamo e nei comuni di Palo del Colle e Conversano.
Tra gli episodi contestati ci sono un tentativo di intimidazione alla famiglia di un «pentito» della provincia, con 600 grammi di tritolo lasciati davanti alla porta di casa, aggressioni con mazze da baseball per donne contese, lettere dal carcere con ordini di uccidere, droga e telefonini fatti entrare nelle celle con fionde, droni o tramite parenti in visita. Nel processo, che si celebra dinanzi alla gup del Tribunale di Bari Antonella Cafagna, sono costituiti parti civili l’associazione Libera e il Comune di Bari, che prenderanno la parola all’udienza del 26 maggio. E’ già stato stilato un calendario di udienze per le discussioni delle difese fino a dicembre, quando è prevista la sentenza.








