Da rifugio a discarica, topi e rifiuti nel rudere al Libertà: “Uno scempio va messo in sicurezza”

Ci troviamo in corso della Carboneria, a pochi passi da via Nazariantz, lì dove sorgeva un tempo il palazzo della Procura di Bari, purtroppo per denunciare un altro grave episodio di inciviltà. Tralasciando le condizioni dei cassonetti, purtroppo la discarica a cielo aperta, nata in ruderi abbandonati e un tempo abitati da cittadini rumeni, è ancora lì nonostante le diverse segnalazioni. Uno scempio che lascia impietriti. Si può trovare davvero di tutto e il luogo sembra ancora frequentato viste le tracce lasciate. Chiunque sia il proprietario, ci auguriamo un pronto intervento per porre rimedio alla situazione e scongiurare anche eventuali catastrofi. Anche se la polvere non può essere più nascosta sotto il tappeto, prevenire è sempre meglio che curare.

Nanuccio vive come un topo nella casa-discarica: tutti lo cercano ma nessuno lo vede

La vita di Nanuccio, Gaetano all’anagrafe, negli ultimi 10 anni è piuttosto simile a quella di un topo. Secondo quello che siamo riusciti a sapere, avrebbe come tutore un familiare con tanto di delega a riscuotere la sua pensione. Nanuccio ha 57 anni, vive in un edificio abbandonato tra le campagne di Torre a Mare e Noicattaro, a due passi dalla ferrovia. Da quando ha lasciato l’abitazione dove continua ad avere la residenza, al quartiere San Paolo di Bari, si è sistemato nel rudere diventato discarica. A trovarlo, nonostante tante persone lo stiano cercando, sono state alcune gattare baresi. L’obiettivo era quello di salvare i mici, soprattutto i più piccoli, ma Nanuccio non consente loro di avvicinarsi. Tanto hanno cercato, che alla fine l’hanno trovato e ciò che si è presentata davanti ai loro occhi è una realtà disumana.

L’edificio era stato murato, ma Nanuccio ha ricavato un pericoloso pertugio da cui entrare e uscire. Con la scusa di dovergli ridare la patente, sequestrata anni fa per essere stato trovato in auto con una sostanza stupefacente, siamo riusciti a entrare nella discarica. Per terra, nella stanza che ha adibito a cucina ci sono i piatti con il latte e il cibo dei gatti, misti a pentole, padelle e teglie con i suoi pasti del giorno e gli avanzi dei giorni prima. Nanuccio è gentile, vorrebbe a tutti i costi offrirci un panino con la peperonata o una stecca di cioccolata. Il conato di vomito non è per le condizioni bestiali in cui lui vive con l’idea che lavarsi non è una cosa importante, ma dettato da ciò che abbiamo saputo, ma che non siamo riusciti a verificare del tutto. Nanuccio avrebbe problemi con l’alcol e la droga.

Nella zona lo conoscono tutti, ma quando c’è stato bisogno di trovarlo per alcune esigenze nessuno sapeva dove poterlo trovare. Nanuccio è lì, in attesa che qualcuno intervenga anche perché in diverse occasioni mettere a rischio la sua vita e importuna gli altri, soprattutto nel bus numero 12 che prende per raggiungere le zone di Bari che frequenta. A quanto pare nemmeno i familiari, anche quelli che ne gestiscono le risorse, sapevano dove fosse rintanato. Oggi tutti lo sanno e ci chiediamo come sia possibile tutto questo. È vero, bisogna voler essere aiutati, ma in questa storia i conti non tornano, in tutti i sensi.