Ricavi e incassi non dichiarati: maxi evasione da oltre un milione di euro in un lido a Fasano. Maxi multe

La Guardia di Finanza di Brindisi ha scoperto una maxi evasione fiscale per oltre 1,3 milioni di euro in un lido balneare situato sulla costa di Fasano. Le indagini, come emerso dagli accertamenti avviati a luglio, hanno evidenziato ricavi non dichiarati, documenti fiscali mancanti e incassi non registrati relativi a noleggio di ombrelloni, lettini e parcheggio auto.

L’evasione è emersa dal confronto con un registro informatico parallelo che ha permesso di confrontare gli incassi reali con quelli dichiarati, risultando circa il doppio rispetto a quanto comunicato al fisco. Per il titolare del lido è scattata la contestazione di imposte evase e sanzioni per un importo complessivo di circa un milione di euro.

Canoni e utenze non pagate, nei mercati di Bari oltre un milione di euro di evasione: revocate 20 licenze

Debiti da un milione e 100mila euro nei mercati di Bari per canoni e utenze non pagate. Questa è la scoperta dell’ultimo monitoraggio avviato dal Comune che ha potenziato i controlli.

In alcuni casi si sta cercando di trovare un accordo per la rateizzazione del debito accumulato, ma sono state già 20 le licenze revocate. Due al mercato ortofrutticolo all’ingrosso, le altre nei vari mercati rionali.

E la grande fuga nei mercati di Bari continua. Al momento sono 261 i stalli vuoti sia in quelli giornalieri che in quelli settimanali.

Bari, lotta all’evasione TARI: nel 2025 quasi 5mila utenze non iscritte. Mancano 7 milioni e 900mila euro

Questa mattina l’assessore al Bilancio e alla Fiscalità Locale Diego de Marzo e la dirigente della Ripartizione Tributi Rosalba Cirillo sono stati auditi dalla commissione consiliare Bilancio e Fiscalità locale per illustrare i risultati delle attività di contrasto all’evasione e alle irregolarità legate al mancato pagamento della TARI.

Un impegno a tutto campo, portato avanti dal Comune di Bari attraverso l’attività ordinaria condotta dagli uffici con l’incrocio sulle banche dati e rafforzato con l’ausilio del Nucleo ispettivo (ampliato lo scorso mese da 2 a 4 unità), istituito dall’attuale amministrazione con l’obiettivo di combattere l’evasione tributaria per garantire equità contributiva tra le diverse categorie di utenti.

A seguito dei controlli effettuati durante tutto l’anno in corso, al 30 novembre 2025 sono complessivamente 4.900 le utenze – tra domestiche e non domestiche – che non risultano iscritte alla TARI o che hanno presentato dichiarazioni infedeli, circostanza che comporta un accertamento complessivo di 7.900.000 euro (dei quali, come comunicato qualche settimana fa, 2.366.000 relativi alle attività specifiche del Nucleo Ispettivo) configurandosi a tutti gli effetti come un danno alla collettività. La regola comunitaria, infatti, prevede che il costo del servizio di igiene urbana debba essere posto a carico degli utenti, con il risultato che l’evasione determina un aumento diretto della TARI per cittadini e imprese regolari.

Gli uffici competenti, stanno quindi procedendo con la notifica degli avvisi di accertamento nei confronti delle utenze risultate inesistenti o irregolari e, in caso di mancato pagamento di quanto accertato, in ottemperanza alle previsioni del DPR 602 del ’73, gli stessi uffici proseguiranno con le azioni di riscossione coattiva, che contemplano pignoramenti e iscrizioni ipotecarie.

“La lotta all’evasione, come abbiamo detto dal primo giorno – spiega Diego De Marzo -, è un impegno qualificante della nostra amministrazione a garanzia dell’equità fiscale tra tutti i cittadini. Nel 2024 l’attività di accertamento da lotta all’evasione Tari aveva prodotto un risultato definitivo di 5.700.000 euro, oggi invece commentiamo positivamente un dato di gran lunga superiore, seppur non ancora definitivo, grazie a un grandissimo lavoro della ripartizione Tributi.

L’individuazione di omesse e infedeli dichiarazioni porta un doppio vantaggio: in primis amplia la platea dei contribuenti tra i quali viene ripartito il costo complessivo del servizio di igiene urbana e, a questo, si aggiunge che le riscossioni effettive saranno poi riportate nelle annualità successive in detrazione dal costo complessivo del servizio risultante dal PEF.

La strada è ancora lunga, ma siamo certi di essere nella direzione giusta, confidando sempre che l’elevato senso degli indispensabili controlli, abbinato agli strumenti agevolativi apportati dalle recenti riforme regolamentari per chi si mette spontaneamente in regola, porti sempre a maggiori risultati a beneficio dei cittadini baresi.

Ogni cittadino che adempie all’iscrizione spontaneamente, seppur in ritardo, rappresenta per noi un risultato ancora maggiore perché, oltre a portare un vantaggio in termini tributari per la collettività, raffigura un miglioramento del senso civico e, di conseguenza, dell’equità fiscale ”.

Bari, 28 dentisti evadono tasse grazie al software per la contabilità in nero: risarcita l’Agenzia delle Entrate

I 28 dentisti, che tra il 2015 e il 2020 avrebbero evaso 6 milioni di euro, utilizzando software particolare per eludere i controlli finanziari, hanno risarcito in parte o in tutto l’Agenzia delle Entrate. Nell’udienza celebrata ieri è stata discussa la quantificazione del risarcimento in vista del patteggiamento.

Per l’accusa, negli anni tra il 2015 e il 2020, gli indagati avrebbero evaso imposte per oltre 6 milioni di euro. Le indagini, partite da una verifica fiscale avviata dal nucleo di polizia economico-finanziaria della finanza di Bari, hanno consentito di individuare un software gestionale che permetteva ai professionisti che lo utilizzavano di tenere una contabilità dei compensi ricevuti ma non dichiarati.

Il sistema gestionale avrebbe consentito di creare delle “schede cliente” nelle quali, dopo aver premuto il tasto F12 della tastiera e digitato una password, era possibile rendicontare i compensi percepiti in nero. Il gestionale permetteva anche di memorizzare la contabilità parallela su supporti esterni, rimovibili in caso di controlli e non accessibili senza prima aver premuto F12 e digitato la password.

Il sistema permetteva quindi di tenere distinti due archivi informatici: uno interno definito “gestionale” con i dati delle fatture, uno esterno chiamato “storico” per raccogliere “i dati nella loro totalità”, come spiega la finanza in un comunicato, e dunque anche quelli non annotati nella contabilità ufficiale. Resta da chiarire la posizione del creatore del software, l’ingegnere informatico di Palo del Colle Tommaso Carbone.

 

Bancarotta, evasione e distrazione di beni. A Bari 10 indagati per il crac Sudcommerci: dissipati 58 milioni di euro

La Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Bari ha notificato gli avvisi di conclusione delle indagini preliminari nei confronti di 10 persone nell’ambito dell’inchiesta sul fallimento e sul concordato preventivo di quattro società riconducibili alla Sudcommerci, attiva nel settore delle costruzioni e della gestione immobiliare a Bari. Tra loro anche cinque membri di una nota famiglia imprenditoriale della città.

Tra gli indagati ci sono Anna, Davide ed Emanuele Degennaro, la loro madre Giacomo Viterbi e il figlio di Emanuele, Giuseppe. Indagato anche Giacomo Olivieri per un’operazione collegata ai fatti già emersi in Codice Interno. A riportarlo è La Gazzetta del Mezzogiorno.

Le accuse a vario titolo sono di reati di bancarotta fraudolenta, tra cui distrazione di beni, atti dolosi e pagamenti preferenziali. Secondo quanto ricostruito dai finanzieri, i responsabili avrebbero distratto o dissipato oltre 58 milioni di euro, attraverso complesse operazioni infragruppo, pagamenti di fatture per operazioni inesistenti, trasferimenti di denaro ai soci mai restituiti e pagamenti preferenziali che avrebbero danneggiato gli altri creditori.

Emerso anche un mancato versamento sistematico delle imposte per circa 15 milioni di euro, utilizzato come strumento di auto-finanziamento per tenere in vita le società nonostante l’insolvenza. Falsificati anche i bilanci, gonfiando il valore delle partecipazioni tra le varie società, con l’obiettivo di ritardare il fallimento e nascondere le perdite.

Bancarotta, autoriciclaggio e evasione. Maxi sequestro da 65 milioni a Trani: nei guai 4 imprenditori e 5 società

Beni mobili e immobili per un valore complessivo di oltre 65 milioni di euro sono stati sequestrati dai finanzieri a quattro persone e cinque società edili finite in una inchiesta della Procura di Trani per bancarotta fraudolenta, autoriciclaggio e sottrazione fraudolenta al pagamento di debiti verso l’Erario.

I sigilli riguardano 112 unità immobiliari, somme di denaro e strumenti finanziari nella disponibilità degli indagati frutto del reato di bancarotta, distrazione, autoriciclaggio e sottrazione fraudolenta al pagamento di debiti verso l’Erario, complessivamente per circa 40 milioni di euro; tre immobili oggetto di autoriciclaggio; partecipazioni o quote di tutte le società e delle aziende, amministrate o comunque riconducibili agli indagati; 9 compendi aziendali relativi a otto società e una ditta individuale per un valore stimato di circa 25 milioni di euro.

L’indagine, denominata Circùmfero, è partita da accertamenti investigativi su tre società edili, amministrate dalla stessa persona e costituite in Ati per l’attuazione di un programma di edilizia convenzionata con il Comune di Trani. Secondo l’accusa gli indagati non avrebbero versato gli oneri di urbanizzazione oggetto di convenzione, per oltre 2 milioni di euro di cui Tar Puglia nove anni fa ingiunse il pagamento.

Le imprese per non ottemperare al provvedimento dei giudici amministrativi avrebbero compiuto “una serie di operazioni distrattive del patrimonio e fittizie compravendite immobiliari”, spiegano i finanzieri, cedendo unità abitative di nuova costruzione e altri beni societari a favore di altre due società comunque riconducibili però allo stesso imprenditore. Inoltre, gli indagati avrebbero simulato pagamenti mai portati all’incasso con scritture contabili falsate per mascherare la natura fallace delle operazioni. Tutte le operazioni avrebbero provocato “il dissesto patrimoniale delle società coinvolte e la loro messa in liquidazione giudiziale dal Tribunale di Trani”.

Le due società acquirenti, avrebbero ostacolato “l’identificazione della provenienza delittuosa delle unità immobiliari acquisite” sarebbero state a loro volte smembrate e comprate da tre nuove imprese edili, gestite da familiari dell’imprenditore inizialmente dichiarato fallito.

Carcere di Nuoro, evasione Raduano: 10 condanne e due assoluzioni. Al boss foggiano 2 anni e 6 mesi

Dieci condanne, due assoluzioni e il riconoscimento dell’aggravante del metodo mafioso. Questa è la sentenza emessa questa mattina dal Tribunale di Cagliari nel processo in abbreviato sull’evasione di Marco Raduano, boss foggiano del clan mafioso di Vieste, fuggito dal carcere di Badu ‘e Carros di Nuoro il 24 febbraio 2023.

A lui, catturato in Corsica e diventato nel frattempo collaboratore di giustizia, sono stati inflitti 2 anni e 6 mesi di reclusione, la Procura distrettuale aveva sollecitato una pena a un anno e 8 mesi.

Assolti Salvatore Deledda, agente penitenziario originario di Siniscola, per il quale il pm Danilo Tronci aveva chiesto la condanna a 5 anni per corruzione aggravata, e Mauro Gusinu.

Condannati tutti gli altri: Martino Contu, Marco Rinaldi, Tommaso Ruffert, Antonio Gusinu, Elio Gusinu, Marco Furfaro, Daniele Peron, Massimiliano Demontis e Gianluigi Troiano, con pene da un anno e otto mesi a cinque anni.

econdo la Procura, la fuga di Raduano, ripresa dal sistema di videosorveglianza mentre il boss si cala con lenzuola annodate da un cortile interno del carcere, fu possibile grazie a una rete di complici esterni, formata da allevatori e fiancheggiatori, e soggetti inseriti nel sistema penitenziario.

Contrabbando di gasolio agricolo nel Brindisino, maxi evasione milionaria: carburante donato ai Vigili del Fuoco

Caso di contrabbando di gasolio in un’azienda agricola scoperto dai Carabinieri nel Brindisino. Il carburante, destinato formalmente al riscaldamento delle serre, non era mai stato utilizzato e le strutture risultavano abbandonate.

È stato così accertato un consumo fraudolento di oltre 1,6 milioni di litri di gasolio, oltre ad un’evasione fiscale di oltre 1,2 milioni di euro. Sequestrati anche 200 chili di infiorescenze di canapa, coltivate senza autorizzazioni, ma con principio attivo nei limiti di legge.

Il titolare dell’azienda è stato denunciato a piede libero mentre il carburante sequestrato è stato affidato ai Vigili del Fuoco per le loro attività istituzionali.

Evasione dai domiciliari, furto d’auto e spaccio: 5 arresti a Bari. Controlli della Polizia anche a Corato e Bitonto

Nel corso dei servizi straordinari di controllo del territorio disposti dal Questore di Bari, svolti tra la fine di settembre e i primi giorni di ottobre, la Polizia di Stato ha intensificato la presenza nelle aree urbane di Bari, Bitonto e Corato. L’obiettivo dei controlli è stato quello di prevenire e contrastare reati predatori, furti di autovetture e ogni altra forma di illegalità diffusa.

Nel capoluogo sono state controllate 572 persone, di cui 184 con segnalazioni di Polizia, e 188 veicoli. Effettuati 19 posti di controllo, con 4 contestazioni al Codice della Strada e 5 sequestri amministrativi di veicoli. Sono stati inoltre elevate 2 contestazioni al codice della Strada. 2 persone sono state accompagnate al CPR perché irregolari sul territorio nazionale; 2 persone sono state denunciate in stato di libertà per ricettazione, 5 gli arresti: 1 per evasione dai domiciliari, 1 per furto su auto, 1 per resistenza e lesioni a Pubblico Ufficiale ed 1 per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti.

Nel territorio di Bitonto sono state controllate 114 persone, di cui 28 con segnalazioni di Polizia, e 61 veicoli. Effettuati 6 posti di controllo, con 6 contestazioni al Codice della Strada; 2 sequestri amministrativi di veicoli, 1 fermo amministrativo e 1 sequestro di ciclomotore. Una persona è stata denunciata all’A.G. per violazioni al Codice della Strada.Inoltre, a seguito di ripetute violazioni riscontrate, il personale del Commissariato di Bitonto ha dato esecuzione ad un aggravamento della misura di sicurezza della libertà vigilata con assegnazione ad una casa di lavoro e ad una revoca dell’affidamento in prova con la detenzione in carcere; 2 le persone denunciate in stato di libertà: 1 per resistenza e oltraggio a P.U., 1 minore per aggressione ad agente di Polizia; 2 persone tratte in arresto: 1 straniero per interruzione di pubblico servizio, lesioni e resistenza a Pubblico Ufficiale ed 1 arresto per detenzione e spaccio di cocaina.

Nelle aree a tutela rafforzata di Corato, sono state controllate 98 persone, di cui 4 sottoposte a ordine di allontanamento per reati contro la persona. Le attività, condotte in sinergia tra gli uffici della Questura, i Commissariati distaccati e il Reparto Prevenzione Crimine Puglia Centrale, proseguiranno nei prossimi giorni per garantire sicurezza e legalità sul territorio della provincia di Bari.

Bari, tenta di evadere dal carcere minorile e ingoia due batterie dopo essere stato scoperto: 17enne nei guai

Un tentativo di evasione finito male nel carcere minorile di Bari. Protagonista un 17enne marocchino, recluso per reati contro il patrimonio, che da giorni aveva iniziato a scavare un foro all’interno della tapparella della finestra del bagno accanto alla sua cella che si affaccia all’esterno.

Il minorenne era riuscito a procurarsi dei pezzi di mobili dopo averli danneggiati.  Il suo piano però è stato stoppato sul più bello sabato da un blitz degli agenti penitenziari. Dopo essersi accorti del malfunzionamento della tapparella manomessa, è scattato subito l’allarme.

Il 17enne, individuato e spostato di cella, ha ingoiato due batterie di una radio ed è stato trasportato d’emergenza al Policlinico di Bari, dove è rimasto piantonato. Ha espulso dal corpo le due batterie, senza ricorrere ad interventi chirurgici, ed è tornato in carcere nella sua nuova cella.

La Procura del Tribunale di sorveglianza dei minorenni è stata informata dell’accaduto. Lo scorso giugno un 17enne, condannato per omicidio e soppressione del cadavere di Gennaro Ramondino, era riuscito ad evadere. Qualche giorno fa è stato catturato. La sua fuga è finita quando la Squadra Mobile di Salerno, in collaborazione con la Squadra Mobile di Napoli, ha arrestato Gaetano Lambiase, che ha ospitato il killer fuggitivo nella sua casa di Pontecagnano Faiano.