Ferrovie Sud-Est, continuano le proteste e il caos: oggi soppresse oltre 130 corse di bus. La Regione avvia controlli

Ancora disagi nella giornata di oggi, 19 febbraio, per i pendolari di Ferrovie Sud-Est. A causa dell’assenza degli autisti dei bus, sono oltre 130 le corse soppresse di bus.

La protesta è partita lunedì 16 dopo la vertenza sindacale che ruota attorno alla riorganizzazione dei turni. Circa il 30% del personale risulta assente tra malattie, infortuni, permessi e legge 104.

Ferrovie Sud-Est ha cercato di riorganizzare il servizio, violando anche il contratto con la Regione Puglia, ma sottolineando la necessità di garantire il minimo di corse affidando il servizio ai bus del Consorzio Bari Nord.

Le proteste dei pendolari, a causa del disservizio, non si placano. E la protesta dovrebbe proseguire anche nella giornata di domani. Secondo quanto risulta, la Regione Puglia ha intanto avviato accertamenti per verificare la corretta erogazione dei servizi previsti dal contratto di servizio.

Ferrovie Sud-Est, martedì nero per i pendolari: 50 autisti in malattia e 258 corse saltate. Linee a un subappaltatore

Sono 50 gli autisti in malattia e per questo il servizio di Ferrovie Sud-Est è andato in crisi nella giornata di oggi, martedì 17 febbraio. Sono 257 le corse saltate (qui tutte le informazioni utili). 

L’azienda ha affidato 46 corse di linea ad un subappaltatore, violando anche il contratto di servizio con la Regione Puglia, ma sono diverse le corse saltate. Tutto questo mentre è in corso una vertenza per la modifica dell’organizzazione del lavoro.

Enormi disagi per i pendolari pugliesi, i sindacati hanno inoltre proclamato uno sciopero per venerdì 27 dopo l’annuncio della riorganizzazione dei turni a partire dal 1° marzo senza “previo confronto con le organizzazioni dei lavoratori”.

“Pur prendendo atto della volontà aziendale di far decorrere il nuovo modello organizzativo dal 1° marzo – si legge nella lettera inviata al prefetto di Bari -, le scriventi organizzazioni sindacali hanno chiarito che tale scelta non può avvenire unilateralmente, in assenza di un accordo condiviso sulle criticità evidenziate e senza un adeguamento dell’organico ai reali carichi di servizio”.

Bari, crac Ferrovie Sud Est: l’ex amministratore Luigi Fiorillo condannato al risarcimento record di 97 milioni

Luigi Fiorillo, ex amministratore unico di Ferrovie del Sud Est, è stato condannato dal Tribunale civile di Bari a risarcire l’azienda per i danni causati dalla sua gestione tra il 2001 e il 2015 per un valore di 97,23 milioni di euro.

Fiorillo fu condannato nel marzo del 2024 a 10 anni di reclusione per bancarotta fraudolenta e per alcuni episodi di distrazione e dissipazione del patrimonio societario, avvenuti tra il 2001 e il 2015. Le sue condotte, secondo quanto ricostruito dalla Procura di Bari, portarono al crac da 230 milioni della società.

Il Tribunale ha accolto la domanda dell’azienda, considerandola “fondata”, e ha condannato Fiorillo a risarcirla. Nel penale, altre quattro persone sono state condannate a pene da 2 a 4 anni perché riconosciute responsabili, a vario titolo, di episodi di distrazione e dissipazione del patrimonio di Fse.

Ferrovie Sud Est, lavori a Castellana e Noicattaro: 13 milioni per trasformare le stazioni in hub intermodali

Le stazioni ferroviarie di Castellana Grotte e di Noicattaro, in provincia di Bari, si apprestano a diventare hub intermodali accessibili a tutti e connessi al tessuto urbano grazie a nuovi parcheggi di interscambio. Lo comunica Ferrovie del Sud Est in una nota, evidenziando che l’investimento complessivo è pari a 13 milioni di euro e che i lavori sono affidati all’impresa Guastamacchia spa.

Per quanto riguarda la stazione di Castellana Grotte gli interventi in corso prevedono il restauro delle facciate, il rinnovo della sala d’attesa e del bagno, la realizzazione di nuove pensiline, la creazione di una banchina intermodale collegata a un parcheggio di scambio (hub intermodale) dotato di posti auto e moto, bike-box, una zona coperta con pensilina fotovoltaica attrezzata per la sosta auto per persone a mobilità ridotta e posti rosa, sosta bici e bici elettriche.

Previsti anche l’innalzamento dei marciapiedi di stazione per facilitare l’ingresso e l’uscita dal treno, l’eliminazione delle barriere architettoniche e l’adeguamento dei percorsi per ipovedenti con inserimento di mappe tattili. Fse sta infine realizzando un nuovo sottopasso ciclopedonale per collegare i binari tramite scale e rampe. L’investimento complessivo dei lavori è di circa 6,5 milioni di euro.

Passando allo scalo di Noicattaro gli interventi sono simili e riguardano la manutenzione delle facciate del fabbricato viaggiatori, la riqualificazione della sala d’attesa e del bagno, la realizzazione di pensiline a protezione delle banchine e la realizzazione di una banchina intermodale per assicurare il passaggio dal treno agli altri vettori nel parcheggio di scambio. Il nuovo hub sarà dotato di un parcheggio per auto e moto e di un nuovo terminal bus. L’importo dei lavori è di circa 6,5 milioni di euro.

Bari, Ferrovie Sud Est presenta domanda di regolazione crisi: “Soluzione migliore per tutti il servizio continua”

Ferrovie del Sud Est ha presentato il 31 dicembre 2024 al Tribunale di Bari la domanda con riserva di accesso ad uno strumento di regolazione della crisi della Società, nell’ambito di esecuzione della sentenza del Consiglio di Stato del 5 agosto 2024, a cui seguirà, entro 120 giorni, la presentazione di un accordo con i creditori.

Il risultato è l’azzeramento sel patrimonio netto della società  che il gruppo Fs ha deciso di non ricapitalizzare scegliendo la strada della procedura di regolazione della crisi. Secondo la Società “questa è soluzione migliore per fronteggiare l’attuale situazione patrimoniale e a garantire al contempo la continuità operativa, la tutela del valore dell’impresa e la salvaguardia degli interessi di tutte le parti coinvolte. In questo modo si potrà preservare i posti di lavoro dei propri dipendenti e l’interesse dei creditori, ma allo stesso tempo anche assicurare il regolare svolgimento del servizio di trasporto pubblico e proseguire nella realizzazione del piano di investimenti di un miliardo di euro finanziato anche con fondi PNRR”, si legge in una nota. La Società ha confermato anche il proprio impegno a continuare ad operare nell’interesse della collettività e a garantire il miglior risultato possibile per tutti gli stakeholders coinvolti.

Ferrovie Sud Est a rischio, buco da 70 milioni. Sindacati preoccupati: “Urge confronto tra le parti”

“Le scriventi organizzazioni sindacali ritengono assolutamente necessario e non procrastinabile un confronto relativo alla vicenda delle Ferrovie del Sud Est sulla quale grava una situazione di preoccupante incertezza. Corre l’obbligo sottolineare che le speculazioni mediatiche quotidiane stanno determinando uno stato di agitazione di tutte le lavoratrici e lavoratori coinvolti rispetto alle quali nessun organo politico e/o istituzionale si è ancora espresso”. Inizia così il comunicato congiunto di FILT CGIL, FIT CISL, UILT e FAISA CISAL.

“Il continuo ipotizzare, inoltre, che le sorti dei servizi siano legati agli investimenti programmati è assolutamente falso e forviante. Tali tematiche che non sono, a nostro parere, sovrapponibili, necessitano entrambe di essere urgentemente attenzionate – si legge -. Riteniamo che la ridondante notizia di messa in liquidazione della società, con la conseguente frammentazione dei servizi, sia la più pericolosa ipotesi possibile che potrebbe, qualora corrispondesse a realtà, determinare gravissime ripercussioni dal punto di vista occupazionale e salariale oltre che un danno per l’utenza e per tutta la nostra Regione. Chiediamo pertanto, che sua Eccellenza convochi un tavolo a cui siedano la Regione Puglia, le organizzazioni sindacali, i capigruppo dei partiti politici e tutti i parlamentari regionali al fine di esaminare tutti le possibili soluzioni per evitare che lo scenario sopra riportato si concretizzi. Preme sottolineare, che ad oggi, nessuna notizia ufficiale relativa all’eventuale ricorso da presentare all’U. E. per la sentenza del consiglio di Stato è stata divulgata. Nel mentre, abbiamo appreso che il 18 dicembre ’24 si terra il consiglio di amministrazione di Ferrovie del Sud Est le cui determinazioni potrebbero risultare pregiudizievoli per una continuità lavorativa e del servizio che vada nell’interesse dei lavoratori che rappresentiamo”.

Ferrovie Sud est, da Valenzano a Tricase: 20 stazioni si trasformano in hub intermodali. Partono in Puglia i cantieri

Sono partiti in Puglia i lavori per trasformare venti stazioni del network Fse (Ferrovie del Sud est) in hub intermodali. Si migliorerà l’accessibilità delle stazioni attraverso l’innalzamento dei marciapiedi, l’eliminazione delle barriere architettoniche, la realizzazione di sottopassi di stazione ciclopedonali, l’adeguamento dei percorsi per ipovedenti, la segnaletica, la sistemazione a verde, l’arredo urbano, l’illuminazione e la videosorveglianza.

Si tratta – spiega una nota – di interventi volti a potenziare i servizi di interscambio attraverso la riqualificazione dei piazzali antistanti e la realizzazione di parcheggi per i bus, parcheggi per auto private e velostazioni di interscambio, corsie ‘kiss and ride’ e percorsi pedonali. Le stazioni che verranno riqualificate sono quelle di Castellana Grotte, Crispiano, Noicattaro, Otranto, Ceglie Messapica, Casarano, Gallipoli, Manduria, Maglie, Novoli, Tricase, Zollino, Alberobello, Rutigliano, Martina Franca, Noci, Conversano, Locorotondo, Putignano e Valenzano.

Sono stati avviati anche i cantieri nel Salento per l’installazione del sistema Ertms (sistema di gestione, controllo e protezione del traffico ferroviario e relativo segnalamento a bordo) sulla tratta Novoli-Zollino-Galatina e quelli di elettrificazione della linea Bari-Putignano (via Conversano). Proseguono, infine, i lavori di elettrificazione della linea Zollino-Gagliano del Capo.

Ferrovie Sud Est a rischio, buco nel bilancio da 70 milioni: in ballo il futuro di 1500 dipendenti pugliesi. Lo scenario

Ferrovie Sud Est a rischio. Come riportato da La Gazzetta del Mezzogiorno, il prossimo mese sarà decisivo per capire le sorti della società, il socio unico è il gruppo Ferrovie dello Stato Italiane. Il 19 dicembre è stata convocata l’assemblea dei soci. Ad agosto la sentenza del Consiglio di Stato ha dichiarato illegittimi i 70 milioni messi a disposizioni per il salvataggio nel 2016 dal Governo Renzi e senza il contributo pubblico la società andrebbe ricapitalizzata. Il buco va coperto, in ballo c’è il futuro di 1500 dipendenti pugliesi e la continuità del servizio.

“Non abbiamo ancora ricevuto risposte dal ministero delle Infrastrutture a cui abbiamo scritto una lettera chiedendo di essere convocati”, le parole dell’assessore regionale ai Trasporti, Debora Ciliento, che sta seguendo il dossier. La Regione Puglia ovviamente punta alla continuità del servizio e alla tutela dell’occupazione dei dipendenti, ma tutto dipende da quello che verrà stabilito dallo stesso Ministero delle Infrastrutture, chiamato a stabilire se intende o meno riprendersi la società. Ad oggi Ferrovie dello Stato non ha alcun interesse a farsi carico della situazione. Se Fs non dovesse provvedere alla ricapitalizzazione, la società andrebbe posta in liquidazione volontaria e andrebbero persi i “requisiti di affidabilità”necessari alla gestione del servizio di trasporto. E la Regione a quel punto dovrebbe trovare un nuovo concessionario.

Autista FSE si toglie la vita a 40 anni, il fratello: “Turni massacranti non ha retto lo stress”

Ci occupiamo del suicidio del 40enne di Rutigliano Giuseppe Ottomano, autista delle Ferrovie Sud Est e padre di famiglia. La scelta di farla finita sarebbe legata proprio alla sua situazione lavorativa, la notizia della sua scomparsa ha creato sgomento. Ne abbiamo parlato con suo fratello, un collega e un sindacalista nel giorno dello sciopero nazionale di 24 ore indetto da Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Faisa-Cisal e Ugl Autoferro.

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