Condannati 12 militanti a Bari, il caso arriva in Camera. Centrosinistra all’attacco: “CasaPound da sciogliere subito”

“Chiediamo un’informativa urgente del ministro Piantedosi”, “Casapound è un’organizzazione neo fascista che occupa uno stabile a Roma. Perché non viene immediatamente sgomberato” e “perché non viene sciolta?”

Lo ha detto il deputato di Avs Angelo Bonelli nell’Aula della Camera in relazione alla sentenza del Tribunale di Bari che ha condannato 12 militanti baresi di CasaPound per i reati di riorganizzazione del disciolto partito fascista e manifestazione fascista con privazione dei diritti politici per cinque anni.

“La sentenza fa chiarezza sull’identità di questa organizzazione”, gli ha fatto eco il deputato dem Roberto Morassut. Che ha aggiunto: “Da questo momento anche formalmente Casapound è un’organizzazione illegale, fuori dalla Costituzione”, “il fascismo non è un’opinione, è un crimine”.

“Si sciolga Casapound e la si allontani dallo stabile di Roma”, ha concluso il dem. Identica richiesta dal pentastellato Alfonso Colucci: “Non ci sono più dubbi, Casapound è un’organizzazione neofascista”, “ne chiediamo l’immediato scioglimento e l’immediato sgombero del palazzo abusivamente occupato a Roma.
Cosa aspetta il ministro Piantedosi e cosa aspetta Meloni?”.

Flacks annuncia su Linkedin: “Accordo con il governo sull’Ilva. Investimento da 5 miliardi allo stato quota del 40%”

“Il Gruppo Flacks ha raggiunto un accordo con il governo italiano per l’acquisizione dell’acciaieria Ilva, il più grande impianto siderurgico integrato d’Europa”. È quanto si legge sulla pagina Linkedin del gruppo.

“Questa acquisizione garantisce il futuro a lungo termine di una piattaforma industriale storica, sostiene circa 8.500 lavoratori qualificati e rafforza le catene di approvvigionamento europee fondamentali per i settori automobilistico, edile e delle infrastrutture. Stiamo investendo fino a 5 miliardi di euro per modernizzare le operazioni, compresi l’elettrificazione e l’ammodernamento dei forni, promuovendo la decarbonizzazione, l’efficienza e la crescita sostenibile. Il governo italiano rimarrà un partner strategico con una quota del 40%, mentre Flacks Group detiene un’opzione per acquisire un ulteriore 40% in futuro, riflettendo la nostra attenzione alla partnership industriale a lungo termine”, si legge nel testo.

“Questa transazione mette al primo posto le persone. Il nostro obiettivo è investire a lungo termine, modernizzare in modo responsabile e garantire un futuro duraturo a questo storico stabilimento siderurgico”, dichiara il fondatore e presidente Michael Flacks.

Dai negoziati in corso alla gestione operativa: il sindacato Fiom svela il piano del Governo per l’ex Ilva

Un “piano di decarbonizzazione” che si svolgerà in 4 anni, ovvero “nel più breve tempo possibile, con mantenimento della continuità produttiva, così da consentire all’Italia di diventare il primo paese europeo a produrre solo acciaio”: è il piano per l’ex Ilva presentato dal governo ai sindacati e reso noto dalla Fiom. Un piano che prevede, tra i punti salienti, la cassa integrazione aumentata a 5.700 persone, che poi arriveranno a 6.000, ed i negoziati con un nuovo potenziale acquirente estero che sta attualmente facendo una prima ricognizione. Ecco i principali punti previsti dal piano per l’Ex Ilva.

NEGOZIATI IN CORSO: oltre a Bedrock Industries e Flacks Group, è stato firmato un accordo di riservatezza ed attivato l’accesso alla data room nel corso della scorsa settimana a un altro operatore estero per avviare una prima ricognizione finalizzata ad eventuale manifestazione di interesse.C’è stato, si legge nel piano, un “incontro venerdì scorso positivo a cui è seguita un’ulteriore richiesta di chiarimenti”.

GESTIONE OPERATIVA: dal 15 novembre a febbraio 2026 ADI darà corso a interventi per la manutenzione AFO2, AFO4, Acciaieria 2, Treno Nastri 2, Rete Gas coke e agglomerato. Sono previsti anche interventi ambientali e sugli impianti marittimi. Da marzo 2026 sarà comunque necessario fare ulteriori interventi “auspicabilmente a cura del nuovo acquirente” tra i quali anche su AFO1 (ove dissequestrato).

PIANO A CICLO CORTO: dal 15 novembre 2025 sarà necessario attivare un nuovo piano operativo a “ciclo corto” che comporta una rimodulazione dell’assetto produttivo del complesso aziendale. Dall’1 gennaio 2026 ci sarà il fermo di produzione delle batterie di cokefazione e dal metà gennaio 2026 l’avvicendamento tra AFO4 e AFO2 (un solo altoforno per circa 20 giorni).

CIG CON INTEGRAZIONE DEL REDDITO: “La rimodulazione dell’attività produttiva, dal 15 novembre fino a fine dicembre, richiederà l’incremento del ricorso alla cassa integrazione, che passerà da 4.550 a circa 5.700 unità con integrazione del reddito. A tal fine il governo presenterà una norma legislativa anche per garantire la copertura finanziaria della integrazione. Dall’1 gennaio, con la fermata delle batterie di cokefazione, si arriverà a 6.000 unità”.

IMPIANTO DRI A TARANTO ENTRO 4 ANNI: Il governo, con il supporto della Regione Puglia, per consentire la pronta attuazione del piano di decarbonizzazione, garantirà l’immediata disponibilità di risorse finanziarie necessarie alla realizzazione dell’investimento per l’impianto di DRI in 4 anni. Il governo sta lavorando per garantire all’impianto DRI e alla centrale termoelettrica una fornitura di gas via condotte terrestri, a prezzi competitivi.

TAVOLO TARANTO: il tavolo insediato al Mimit lo scorso 19 maggio ha permesso di individuare aree potenzialmente fruibili ai fini della reindustrializzazione (sia interne che esterne al perimetro dell’ex Ilva). Per queste aree “stiamo valutando i progetti di investimento di oltre 15 aziende italiane ed estere, fra cui primari player nazionali, i cui progetti possono realizzarsi nell’arco dei 4 anni” in vari settori.

Flotilla, il Consiglio della Regione Puglia denuncia il governo israeliano: “Atti di violenza e reati gravissimi”

La Regione Puglia denuncia il Governo israeliano per il sequestro e l’arresto di cittadini italiani e pugliesi impegnati nella missione di pace denominata “Global Sumud Flotilla” in seguito all’illegale sequestro e arresto da parte della forze armate israeliane di cittadini italiani, fra i quali almeno tre pugliesi, impegnati a portare aiuti umanitari alla popolazione di Gaza su piccole barche battenti bandiera italiana in acque internazionali.

“La consumazione di atti di violenza a bordo di imbarcazioni italiane e in danno di concittadini inermi, arbitrariamente sequestrati e condotti nelle carceri israeliane, assieme al sequestro e successivo affondamento delle stesse imbarcazioni, configurano reati gravissimi che ledono i valori e i principi fondamentali dello Statuto della Regione Puglia che è persona offesa e danneggiata dalle azioni criminali del governo di Israele”, le parole di Emiliano. 

Sicurezza a Bari, l’appello del sindaco Leccese: “Stato intervenga in maniera straordinaria lavoriamo insieme”

“Faccio appello al Governo affinché si possa lavorare insieme, affrontando le questioni come un’unica squadra. Non serve farci le guerre politiche sulla pelle dei cittadini. Esiste un problema e non lo abbiamo mai nascosto. Non ci siamo tirati indietro ma chiediamo che lo Stato intervenga in maniera straordinaria”.

Lo afferma il sindaco di Bari, Vito Leccese, in un post su Facebook, a proposito del tema sicurezza in città, anche in seguito alle risse tra gruppi di migranti che si sono verificate negli ultimi giorni.

“Quello che sta succedendo in alcune piazze della città – prosegue – è ben noto alle Forze dell’Ordine e al Comune. Stiamo lavorando insieme, con determinazione, per affrontare la situazione. Il Comune è pronto a fare la sua parte e lo sta facendo, ma è giusto ricordare ancora una volta che l’ordine pubblico non è gestito dal sindaco ma è competenza del ministero dell’Interno. Il 16 luglio scorso, insieme ad altri sindaci metropolitani abbiamo incontrato il ministro Piantedosi per chiedere più agenti delle forze dell’ordine e più strumenti per presidiare le piazze e restituire vivibilità a questi luoghi che sono sempre più piazze di spaccio e di consumo di droga”.

“Tanti gli interventi e gli arresti di questi mesi – aggiunge – ma non bastano. Oggi ho incontrato il comandante della Polizia Locale insieme all’assessora Carla Palone e al presidente del Consiglio comunale per chiedere un impegno ancora più importante nelle operazioni e nei dispositivi di ordine pubblico. Parallelamente stiamo lavorando per riportare funzioni sociali, culturali e civili negli spazi pubblici. Piazza Cesare Battisti, per esempio, deve diventare la piazza dell’università, un luogo vivo, sicuro e aperto ai giovani e alla città. Perché dobbiamo riportare bellezza dove c’è degrado e vivere gli spazi con attività sociali e culturali è uno strumento fondamentale”.

Nuovo decreto contro l’abbandono illecito di rifiuti: a Bari arriva la prima denuncia con sequestro del mezzo

Continuano le attività della Polizia Locale di Bari finalizzate a contrastare l’abbandono e la migrazione dei rifiuti, anche alla luce delle novità introdotte dal decreto legge 116/2025 – “Disposizioni urgenti per il contrasto alle attività illecite in materia di rifiuti, per la bonifica dell’area denominata Terra dei fuochi, nonché in materia di assistenza alla popolazione colpita da eventi calamitosi” -, che inasprisce le pene per chi abbandona illecitamente i rifiuti e introduce una stretta contro il lancio dai veicoli di mozziconi di sigarette, fazzolettini, lattine, bottiglie, sacchetti e oggetti vari.

Questa mattina, intorno alle ore 8.10, una pattuglia in borghese ha intercettato un furgone in via Dante. Sul mezzo era riportato il nome dell’azienda, specializzata in attività di “sgomberi cantine e box, traslochi e trasporti locali”, con l’indicazione di un numero di cellulare da contattare per i servizi pubblicizzati. Durante l’attività di osservazione, gli agenti hanno effettuato un primo riscontro, da cui è emerso che la ditta risultava cancellata dal Registro delle imprese dal 2017. Nel corso del controllo del mezzo, gli agenti hanno trovato, all’interno del vano carico, oltre 100 chili di rifiuti provenienti da attività di ristrutturazione edilizia. Il conducente, un ventiduenne residente a Bitonto, non ha fornito alcuna giustificazione rispetto alla provenienza dei rifiuti ed è risultato privo dei necessari formulari (FIR) per il trasporto degli stessi.

A norma dell’articolo 256 del Testo unico sull’ambiente (D.Lgs.152/06), così come modificato dal nuovo decreto legge 116/2025, “chiunque effettua un’attività di raccolta, trasporto, recupero, smaltimento, commercio ed intermediazione di rifiuti in mancanza della prescritta autorizzazione, iscrizione o comunicazione, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni”. Oltre alla denuncia a piede libero per il trasporto senza titolo dei rifiuti, si è proceduto al sequestro penale del mezzo utilizzato per compiere il reato, come disposto dall’articolo 321 del Codice di procedura penale; in concorso con l’illecito penale, si è provveduto alla contestazione dell’assenza del formulario di identificazione dei rifiuti (FIR), che prevede la sanzione amministrativa di 3.200 euro, oltre alla sospensione della patente di guida da tre a nove mesi.

“Dopo mesi di controlli e intense attività di contrasto nei confronti di chi abbandona i rifiuti, spesso in maniera seriale e prendendo di mira gli angoli di natura più belli della nostra città, oggi cominciamo a vedere applicate le novità introdotte dal nuovo decreto legge, entrato in vigore lo scorso 9 agosto – dichiara l’assessora alla Vivibilità urbana e Protezione civile Carla Palone -. Nelle ultime ore ci siamo concentrati su tutte quelle realtà che si propongono di aiutare i cittadini nella gestione, ad esempio, dello svuotamento delle loro cantine, senza averne titolo. Le conseguenze, ormai, sono pesantissime, come dimostra il caso del giovane conducente individuato stamattina dagli agenti e denunciato. Ci tengo, però, a ribadire il messaggio anche nei confronti dei cittadini onesti, che si affidano a svuota-cantine abusivi. Fate attenzione, perché rischiate di essere chiamati a rispondere, in concorso, di reati ambientali come l’abbandono e il trasporto di rifiuti senza titolo. Prima di conferire i vostri rifiuti ingombranti o le masserizie, assicuratevi che l’impresa sia iscritta all’Albo dei gestori ambientali, liberamente consultabile all’indirizzo www.albonazionalegestoriambientali.it/public/elenchiiscritti”.

Legge anti-sindaci, impugnata la norma della Regione Puglia. Emiliano: “Non ci opporremo al Governo”

“Ve lo sto dicendo in anticipo. La giunta regionale, fra poco, deciderà di non resistere dinanzi alla Corte Costituzionale alla impugnazione della legge sui sindaci”.

Lo ha detto il presidente della Regione, Michele Emiliano, intervenendo durante i lavori del Consiglio regionale. Il riferimento è alla norma “anti-sindaci”, approvata nella legge di stabilità regionale e che impone ai sindaci che vogliono candidarsi alle prossime elezioni regionali, di dimettersi 180 giorni prima della scadenza della legislatura.

Per sollecitare una modifica della legge, i sindaci pugliesi avevano dato vita ad un flash mob nell’Agorà del Consiglio regionale lo scorso 21 marzo.

“Su questo punto – ha aggiunto Emiliano – l’Avvocatura ritiene di non avere elementi per resistere e, quindi, se non ci sono suggerimenti da parte vostra – ha detto riferendosi ai consiglieri di entrambi gli schieramenti – la giunta deciderà di non resistere e di non frapporre argomentazioni a confutazione”.

La Regione Puglia impugna il bilancio dello Stato, Emiliano alla Meloni: “Tolti soldi degli indennizzi per i vaccini”

“Abbiamo deciso d’impugnare dinanzi alla Corte costituzionale il bilancio dello Stato per il 2025, nella parte in cui addebita alla Regione Puglia il pagamento di indennizzi in favore di soggetti danneggiati da complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni e somministrazione di emoderivati (c.d. indennizzi emotrasfusi), per una competenza chiaramente statale, con un onere annuale regionale di circa 22 milioni di euro”.

Lo dichiarano il presidente Emiliano, il vicepresidente Piemontese e l’assessore Amati. “La problematica, seppur risalente nel tempo, ha subito negli ultimi anni un notevole aggravio anche in considerazione della pretesa, avanzata dai Ministeri dell’Economia e della Salute, di escludere tali risorse dal Fondo e dalla perimetrazione sanitaria”, aggiungono.

“Un’ingiustizia che pesa in termini vitali sul bilancio della Regione, già impegnato per contributi alla Stato per circa 66 milioni quest’anno, per circa 97 milioni per il 2026, 2027 e 2028, e 107 milioni per il 2029”, concludono Emiliano, Piemontese e Amati.

Autonomia differenziata, il referendum della Puglia è inammissibile. Emiliano: “Resta effetto demolitorio”

“L’inammissibilità del referendum non scalfisce l’esito del risultato raggiunto dalla Puglia insieme alle altre Regioni che ha già prodotto un effetto demolitorio della legge Calderoli”. Lo dichiara il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano dopo la decisione della Corte costituzionale di ritenere inammissibile il quesito referendario per l’abrogazione della Legge dell’autonomia differenziata.

“La decisione della Puglia di impugnare la legge Calderoli dinanzi alla Corte costituzionale – prosegue – si rivela oggi una scelta ancor più saggia e lungimirante. Come è noto, la legge è stata già ampiamente rimaneggiata dalla sentenza n. 192 del 2024 della Corte costituzionale che ne ha dichiarato illegittime ampie parti ed altre le ha reinterpretate in senso conforme alla Costituzione, rendendola sostanzialmente inapplicabile così com’è”.

“Sono quindi molto orgoglioso che la Puglia per prima abbia trovato la strategia giusta per depotenziare totalmente l’autonomia differenziata. Dopo la sentenza della Corte costituzionale, infatti, il 116 comma 3 Cost. non può più servire a spaccare l’Italia in violazione del principio di solidarietà”, aggiunge.

“Quel che ne è residuato – conclude Emiliano – è un testo così monco da rendere necessario ricominciare il lavoro normativo, restituendo centralità al Parlamento che, se proprio lo vorrà, dovrà ripartire dai principi costituzionali in tema di regionalismo differenziato che ora sono nitidi, perché la Corte, finalmente, li ha chiariti”.

Il Governo taglia i fondi, saltano i 600 milioni per il Nodo di Bari Nord. Rfi rassicura: Rispetteremo i tempi”

Il Governo ha tagliato i fondi per il Nodo ferroviario Bari Nord a causa dei troppi ritardi. Il progetto non è partito nel termine del 30 giugno 2024. A rivelarlo è la Cgil. Il Comitato interministeriale per la programmazione economica ha infatti deciso di definanziare l’opera che prevedeva la realizzazione di un nuovo tratto ferroviario tra le stazioni di Giovinazzo e Bari Parco Nord. Bruciati i 608 milioni degli 804 milioni di finanziamento pubblico, il sindacato chiede ora aiuto alla Regione affinché venga attivata “la cabina di regia per capire nel dettaglio le cause della scelta del Governo”.

“Vogliamo che qualcuno si assuma le responsabilità per questo definanziamento gravissimo anche in termini di mancata ricaduta occupazionale che avrebbe avuto – dice la segretaria generale della Cgil Puglia, Gigia Bucci – e chiediamo quali strade alternative ci siano per non disperdere un lavoro ventennale. Governo, Rfi e Regione ci diano spiegazioni e avviino al più presto un confronto allargato alle parti sociali”. Fonti di Rfi spiegano che la decisione del Cipess non impatterà sui tempi di cantierizzazione.