Corruzione e frode, indagato Delli Noci: l’assessore regionale si dimette dopo l’interrogatorio a Lecce

È durato meno di un’ora dinanzi al gip di Lecce Angelo Zizzari l’interrogatorio preventivo di Alessandro Delli Noci, indagato nell’inchiesta su presunti illeciti che sarebbero stati commessi nell’erogazione di finanziamenti pubblici per favorire un gruppo di imprenditori locali in cambio di sostegno elettorale.

Dopo l’interrogatorio si è dimesso dalla carica di assessore regionale pugliese allo Sviluppo Economico. Sono undici in tutto le persone per le quali i pm Alessandro Prontera e Massimiliano Carducci hanno chiesto misure cautelari e che verranno interrogate oggi.

All’uscita da palazzo di giustizia Delli Noci, accompagnato dai suoi avvocati Giuseppe Fornari e Luigi Covella, non ha rilasciato dichiarazioni. A quanto si è appreso, avrebbe risposto alle domande dinanzi al gip.

Per Delli Noci e altri nove la procura ha chiesto gli arresti domiciliari. Chiesto il carcere, invece, per l’imprenditore Alfredo Barone ritenuto dagli inquirenti il promotore e organizzatore dell’associazione per delinquere che influenzando politici e amministratori, avrebbe pilotato investimenti e finanziamenti in particolare nel settore turistico ricettivo di lusso nel Salento.

Le accuse a vario titolo (in tutto gli indagati sono 30) sono di associazione per delinquere, corruzione, truffa in danno di enti pubblici riciclaggio e autoriciclaggio.

Morte Fabiana, interrogato don Nicola D’Onghia: “Non mi sono accorto di nulla”. Chiesta la revoca dell’arresto

Ha risposto a tutte le domande don Nicola D’Onghia, il parroco di Noci (Bari) arrestato ieri per omicidio stradale e omissione di soccorso nel caso della morte della 32enne Fabiana Chiarappa.

“Ha ricostruito la vicenda per come è andata secondo la sua prospettiva. Riteniamo che l’accertamento nel merito della vicenda richieda delle verifiche tecniche e delle attività investigative ulteriori. Quello che riteniamo assolutamente privo di fondamento è il provvedimento restrittivo”, ha detto l’avvocato del prete, Federico Straziota, al termine dell’interrogatorio, spiegando anche che è stata chiesta al gip la revoca dei domiciliari. La Procura, sul punto, ha espresso parere negativo.

D’Onghia, ha detto sempre l’avvocato, ha confermato la ricostruzione fornita dall’inizio: “Lui non si è reso conto che c’era un corpo sul ciglio della strada”, in una “strada buia, di notte, all’uscita di una curva”.

Quanto al sangue trovato sull’auto del prete, “sono accertamenti che richiederanno ulteriori approfondimenti, ma anche il fatto di averla colpita non implica di per sé della responsabilità nell’omicidio”.

Morte Giovanni Vittore, interrogato il 71enne Francesco Milella: “Sono devastato poteva essere mio figlio”

“Ero poco lucido al momento dell’incidente e ho avuto paura. Sono devastato da quanto successo: quel ragazzo poteva essere mio nipote, mio figlio”. È quanto, in sintesi, avrebbe riferito al gip di Bari il 71enne Francesco Milella, l’uomo originario di Sannicandro di Bari in carcere perché accusato di aver provocato l’incidente stradale avvenuto domenica scorsa a Bari, in via Gentile, in cui è morto il 21enne Giovanni Vittore. Il 71enne risponde di omicidio stradale aggravato dalla fuga e di omissione di soccorso.

A riferire l’esito dell’interrogatorio è l’avvocato Giocondino Romanelli, il legale del 71enne, che lo ha assistito nel corso della udienza di convalida di questa mattina davanti alla giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Bari, Rossana De Cristofaro, che nelle prossime ore deciderà se convalidare o meno il fermo. Il 71enne avrebbe confermato le sue responsabilità, così come aveva fatto al momento del fermo.

Secondo quanto emerso dalle indagini degli agenti della polizia locale, coordinati dal pm Marcello Quercia, l’indagato in sella alla sua moto avrebbe fatto una manovra improvvisa e la vittima, nel tentativo di evitarlo, avrebbe frenato bruscamente perdendo il controllo della sua moto per poi finire sull’asfalto. Milella è stato identificato attraverso l’analisi dei sistemi di videosorveglianza pubblici e privati della zona che hanno registrato la scena oltre ad alcuni dettagli come gli abiti indossati, il modello della moto, il casco e l’orologio dal cinturino arancione ritrovati sul luogo dell’incidente. L’uomo in passato è stato destinatario di un avviso orale per reati contro la persona e la sicurezza pubblica.

Impiccata a sciarpa da stadio: mistero sulla morte di Roberta Bertacchi. Interrogato il fidanzato-ultrà

È Roberta Bertacchi la ragazza di 26 anni ritrovata impiccata, con il corpo penzolante, sul balcone di una casa in cui viveva in affitto in via Ruffano, alla periferia di Casarano. La giovane, originaria di Ugento e dipendente in un’azienda calzaturiera, è stata trovata con una sciarpa attaccata al collo sulla ringhiera del balcone.

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