Truffa eco casette, Marina: “Caputi sparito con 13mila euro. Ha lasciato la struttura pericolante”

Contratti firmati, anticipi versati, lavori non finiti, fatture non rilasciate e poi la fuga. Torniamo a parlare dell’inchiesta su Maurizio Antonio Caputi e sulla truffa delle casette di legno. Siamo entrati qualche mese fa in un gruppo delle sue vittime e abbiamo ascoltato le loro storie, visionando anche documenti e carte. Ci sono denunce in corso e abbiamo iniziato a farvi ascoltare le testimonianze delle prime persone cadute nella sua trappola. Questa volta è il turno di Marina.

Paura a Taranto, incendio nel sommergibile Longobardo della Marina: salvo il personale a bordo

Attimi di tensione questa mattina a Taranto dove il sommergibile Longobardo della Marina Militare è stato evacuato a causa di un incendio divampato all’ormeggio in una banchina all’interno dell’Arsenale militare di Taranto, sulla sponda del mar Piccolo.

Tre persone sono state soccorse dall’ambulanza del Marispedal, Centro ospedaliero militare. L’equipaggio a bordo si è accorto subito dell’incendio e ha lanciato subito l’allarme. Lo scoppio ha generato una grossa colonna di fumo.

Il sommergibile è stato evacuato e i vigili del fuoco, intervenuti, hanno spento il rogo in pochi minuti. La Marina ha aperto un’inchiesta per verificare la causa dell’incendio, probabilmente sprigionato dalla zona delle batterie di alimentazione.

Tragedia sulla provinciale Ostuni-Marina, schianto tra due auto: muore 22enne. Due feriti gravi

Tragedia questa mattina sulla strada provinciale che collega Ostuni alla frazione marina di Villanova dove una ragazza di 22 anni, Maria Sisto, ha perso la vita in seguito ad un incidente. La vittima era a bordo di una Lancia Y che si è scontrata frontalmente con una Audi Q3.

Sul posto 118, Vigili del Fuoco, Carabinieri e Polizia Locale. Per la giovane non c’è stato nulla da fare. I due feriti sono stati trasportati d’urgenza negli ospedali vicini, ma al momento non si conoscono le loro condizioni.

Contrabbando di sigarette sulla nave della Marina: obbligo di dimora per 4 militari italiani. In carcere un libico

Con le accuse di contrabbando di sigarette, imbarco arbitrario di merci di contrabbando sulla nave militare Capri, corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio e falso ideologico, quattro militari italiani sono stati sottoposti all’obbligo di dimora e per un ufficiale libico è stato disposto l’arresto in carcere.

I militari italiani indagati sono tre ufficiali ed un sottoufficiale della Marina Militare, mentre l’ufficiale libico è in servizio alla Guardia costiera libica. Ai 5 è stata notificata dalla magistratura brindisina un’ordinanza di misure cautelari personali e reali al termine di un’indagine della Guardia di finanza.

Taranto, maltrattamenti e abusi su nave Martinengo della Marina: 3 indagati tra loro l’ex comandante – I NOMI

La Procura di Taranto ha notificato un avviso di conclusione delle indagini per l’allora comandante della fregata della Marina Militare Martinengo, Roberto Carpinelli, durante la missione anti-pirateria nel Golfo Persico ‘Atalanta’ tra agosto e dicembre 2021. Il provvedimento è stato notificato anche a due sottocapi di prima classe (Giovanni Napolano, di Salerno, e Gianluca Longo, di Tricase) e riguarda l’inchiesta avviata inizialmente dalla Procura militare di Napoli per presunte violenze sessuali, maltrattamenti, insulti e minacce avvenute a bordo della nave. La notizia è stata anticipata dal ‘Nuovo Quotidiano di Puglia’.

Taranto, contrae mesotelioma sulle navi della Marina: operaio sarà risarcito con 540mila euro

Il Tribunale di Taranto ha riconosciuto 540mila euro di risarcimento ad un operaio che ha contratto il mesotelioma pleurico lavorando a contatto con l’amianto sulle navi della Marina.

Il risarcimento dovrà essere versato dal ministero della Difesa. “Dover convivere con un mesotelioma pleurico, il tumore di certezza causato dall’amianto – spiega Luciano Carleo, presidente di Contramianto e altri rischi onlus – è una lotta quotidiana che vuole combattere senza arrendersi una battaglia iniziata quando ha scoperto di avere il cancro provocato dall’amianto inalato a bordo delle navi, lavorando come operaio tubista dell’indotto Arsenale della Marina Militare di Taranto. Le fibre di amianto respirate si sono annidate nei polmoni causando il mesotelioma pleurico, un danno alla salute irreversibile per il quale il Tribunale di Taranto ha riconosciuto un risarcimento di 540mila euro che il Ministero della Difesa dovrà corrispondere all’operaio vittima dell’amianto”.

“Un legame evidente quello tra l’amianto, sicuro cancerogeno, ed il tumore alla pleura, una certezza tra causa ed effetto che ha avuto il suo infausto esito decenni dopo la prima esposizione all’asbesto – ha aggiunto -. Le navi della Marina Militare su cui aveva lavorato l’operaio tubista per quasi un ventennio, sino alla metà degli anni 90 erano tutte coibentate con amianto, come si legge negli atti acquisiti da Contramianto presso l’Arsenale di Taranto e che evidenziano le tonnellate di amianto che imbottivano il naviglio militare”.