Ex Ilva, il Tribunale di Milano ordina lo stop della produzione dal 24 agosto. Il ministro Urso: “Sono preoccupato”

“La sentenza del Tribunale di Milano che spegne le aree a caldo dell’ex Ilva “cambia tutto” e “riscrive le regole del gioco”, “ha un impatto anche sulla continuità produttiva e sull’occupazione”.

Lo afferma ministro delle Imprese, Adolfo Urso, a margine dell’evento “IA e Lavoro: governare la trasformazione, moltiplicare le opportunità” dove si dice “‘molto preoccupato”. Se la sentenza dovesse influire sul negoziato per la cessione , “non ci sarebbero le condizioni” neanche l’erogazione del prestito ponte.

Aggredito da una candidata durante il concorso: dirigente scolastico pugliese denuncia e scrive al ministro Valditara

Denuncia «i gravissimi atti di violenza, insubordinazione e resistenza subiti nell’esercizio delle mie mansioni», il dirigente scolastico e presidente del Comitato di vigilanza per le prove concorsuali in Puglia Ivano De Luca, che si è rivolto al ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara parlando di «attacco frontale alla dignità della Scuola dello Stato e un sintomo di una profonda crisi etica».

I fatti in questione si sono verificati il 1 dicembre durante la sessione pomeridiana del concorso Pnrr. In particolare il dirigente riferisce di una candidata sorpresa a dialogare con una collega, «contravvenendo palesemente alle disposizioni concorsuali che vietano qualsiasi comunicazione tra i candidati».

Quando le è stato comunicato l’annullamento della prova, racconta il dirigente, «la reazione è stata incontrollata e intollerabile. La candidata ha inveito contro il sottoscritto accusandolo di abuso di potere, e ha proceduto all’aggressione fisica, strappando con forza il computer di servizio e il telefono personale, con l’intento di compromettere la procedura. L’episodio è culminato nella mossa di accusarmi falsamente di aggressione, costringendo me, il pubblico ufficiale aggredito, a richiedere l’intervento sia del 112 che del 118». «La mia successiva necessità di ricorrere a cure sanitarie è sintomo di una profonda e intima rabbia per aver visto la dignità del mio ruolo calpestata da chi aspira a far parte del mondo scuola. È intollerabile che chi ambisce a un ruolo educativo ricorra a violenza e menzogna, denigrando l’onorabilità della Scuola», conclude De Luca.

Per il ministero dell’Istruzione, «i gravissimi comportamenti denunciati dal professor De Luca, sono del tutto inaccettabili. L’Ufficio Scolastico Regionale per la Puglia sta ricostruendo la dinamica dell’accaduto. Qualora i fatti fossero confermati, l’Amministrazione saprà adottare provvedimenti adeguati».

L’annuncio del ministro Urso: “Ok all’Aia per l’ex Ilva. Taranto continuerà lo stabilimento è salvo”

“Mi è appena arrivato il messaggio che l’Aia”, l’Autorizzazione integrata ambientale per l’ex Ilva di Taranto “è stata rilasciata pochi minuti fa. Taranto continuerà, lo stabilimento è salvo. La siderurgia italiana è salva, l’industria italiana può ancora avere l’acciaio”.

Così il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, intervenendo al congresso della Cisl.

Carabiniere ucciso a Francavilla, il cordoglio del ministro della Difesa Crosetto: “Morte drammatica”

“A nome mio personale e di ogni donna ed uomo della Difesa esprimo profondo cordoglio per la drammatica morte del brigadiere capo dei Carabinieri Carlo Legrottaglie, servitore dello Stato vilmente ucciso mentre svolgeva, con coraggio e senso del dovere, il proprio lavoro a difesa e a tutela della collettività”.

Lo scrive su X il ministro della Difesa, Guido Crosetto “Ci ha lasciato tenendo fede al giuramento prestato: proteggere a qualsiasi costo i cittadini e l’Italia – sottolinea -. In questo momento di grande dolore, ci stringiamo ai familiari, ai colleghi dell’Arma e al comandante generale Salvatore Luongo”.

“Mi inchino di fronte al senso del dovere ed al coraggio che hanno portato il brigadiere Legrottaglie a sacrificare la vita per difendere la nostra sicurezza. Un ultimo profondo, commosso abbraccio da parte di tutti noi lo accompagni – conclude -. Che Dio lo accolga con il rispetto e l’amore che merita”.

Ex Ilva, esposto dei cittadini in Procura: “Gestione scellerata degli impianti indagate il ministro Urso”

“Abbiamo chiesto alla procura di Taranto di indagare il ministro Urso e tutti i responsabili della gestione scellerata degli impianti dello stabilimento a causa delle sue chiare responsabilità legate all’incidente che ha posto a rischio la vita degli operai e dei cittadini di Taranto”.

Lo annunciano l’attivista Luciano Manna, fondatore di Veraleaks, e Carla Luccarelli, madre di Giorgio Di Ponzio, il 15enne di Taranto morto il 25 gennaio del 2019 per un sarcoma ai tessuti molli, malattia che i genitori mettono in relazione alle emissioni dello stabilimento siderurgico.

Il riferimento è a una denuncia penale depositata oggi, presso il commissariato borgo della polizia di Taranto, “nei confronti dei responsabili della conduzione degli impianti dello stabilimento”.

Manna e Luccarelli riferiscono di essere in possesso e di aver depositato anche “un video inedito che mostra chiaramente l’inferno che si è scatenato il 7 maggio sull’altoforno1 dell’ex Ilva (sottoposto a sequestro probatorio, ndr) e la totale impreparazione di chi interviene sul luogo dell’incidente, gente che è intervenuta a spegnere l’incendio su afo1 come se stesse spegnendo il fuoco del barbecue nel giardino della villa al mare”. Il video è anche allegato alla nota in cui riferiscono dell’esposto.

Alla procura, concludono, “abbiamo fornito evidenze circa le critiche condizioni delle cokerie dove di recente sono avvenuti incidenti analoghi a quelli dell’altoforno”.

Critica un tweet, lo scrittore barese Lagioia querelato dal ministro Valditara: “Udienza fissata al mio compleanno”

“Sono stato cordialmente querelato per diffamazione dal ministro della pubblica istruzione Giuseppe Valditara”. Lo annuncia sui social lo scrittore barese Nicola Lagioia. “La mia colpa consisterebbe nell’aver criticato mesi fa, alla trasmissione ‘Che sarà’ di Serena Bortone su Rai3, lo stile di un suo tweet, scritto a mio parere molto male sulla limitazione degli stranieri nelle classi italiane. Quel tweet fu attaccato da tantissime persone in quei giorni per la sua nebulosità, con toni ben più aspri del mio. Ma il ministro decide di querelare me” spiega Lagioia. “Per sapido gioco del destino, la data dell’udienza è fissata nel giorno del mio compleanno, il 18 aprile 2025. Ora dovrò cercarmi un avvocato e tutto il resto” sottolinea.

Lo scrittore Premio Strega riporta anche il tweet del ministro: “Se si è d’accordo che gli stranieri si assimilino sui valori fondamentali iscritti nella Costituzione ciò avverrà più facilmente se nelle classi la maggioranza sarà di italiani, se studieranno in modo potenziato l’italiano laddove già non lo conoscano bene, se nelle scuole si insegni approfonditamente la storia, la letteratura, l’arte, la musica italiana, se i genitori saranno coinvolti pure loro nell’apprendimento della lingua e della cultura italiana e se non vivranno in comunità separate. È in questa direzione che noi intendiamo muoverci”.

“Il ministro si è sentito leso per come l’ho preso in giro in trasmissione, suggerendo che venisse sottoposto lui al test di italiano per stranieri. Nel paese in cui l’ultimo Nobel per la letteratura è andato a chi ‘nella tradizione dei giullari medievali fustiga il potere e riabilita la dignità degli umiliati’ credevo fosse lecito. Ma forse non siamo più quel paese” dice Lagioia.

Aggressioni negli ospedali pugliesi, l’annuncio del ministro Schillaci: “Arresto in flagranza o differito entro 48 ore”

“Ci siamo confrontati anche con il ministro Nordio. In questo momento riteniamo che lo strumento più utile per cercare di combattere questo fenomeno inaccettabile, ovvero le aggressioni al personale sanitario, è quello di introdurre sempre l’arresto in flagranza di reato, anche differito”. L’annuncio è del ministro della Salute, Orazio Schillaci, dopo la riunione che si è tenuta con tutti gli Ordini professionali sanitari. Negli ultimi giorni in Puglia si sono registrati diversi episodi di violenza in ospedale.

“A breve incontreremo i sindacati, oggi abbiamo avuto una riunione con tutti gli ordini professionali sanitari e anche il sottosegretario alla salute Marcello Gemmato. Come governo siamo intervenuti da subito contro questo che purtroppo è un problema annoso della sanità italiana. Lo scorso anno abbiamo aumentato le pene per chi commette violenza contro i sanitari e istituito la procedibilità d’ufficio, ma questo come è evidente non è più sufficiente – le sue parole -. Voglio sottolineare che i posti di polizia nell’ultimo anno sono aumentati in maniera significativa, e quindi il governo è assolutamente sul pezzo contro quello che è però anche un problema culturale. Bisogna in questo momento rapidamente trovare degli strumenti per contrastare questo fenomeno inaccettabile”.

“Bene il ministro Schillaci sull’uso della flagranza di reato anche differito entro 48 ore contro chi commette violenze ai danni degli operatori sanitari. Ora il problema da risolvere è dotare tutti gli ospedali di videosorveglianza e impedire a chiunque di entrare. L’episodio gravissimo di Foggia dimostra che chiunque può entrare in un ospedale e arrivare alla sala chirurgica – il commento di Filippo Anelli, presidente della Federazione degli Ordini dei medici chirurghi e odontoiatri (Fnomceo) -. Questo va impedito. Abbiamo chiesto anche al Governo di difendere i medici perché noi siamo il baluardo della scienza, quindi non possono prevalere sui media le fake news sulla medicina e la scienza che alimentano un clima di diffidenza nei confronti della categoria”.

Caso Sangiuliano-Boccia, il ministro e i 759 euro per il volo destinazione Bari: “Ho pagato di tasca mia”

È il caso del momento. Il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, ieri si è presentato in tv durante il Tg1 davanti agli italiani per chiedere scusa, fare chiarezza attorno alla relazione con Maria Rosaria Boccia, l’imprenditrice di Pompei che sostiene invece di essere stata nominata consulente del Ministero della Cultura, e per annunciare la sua intenzione di andare avanti a guidare il ministero della Cultura.

Un’intervista esclusiva di circa 20 minuti in onda in coda all’edizione delle 20 per scusarsi in primis con le persone a lui care e coinvolte nella vicenda. La premier e il governo tutto, “per l’imbarazzo”, i suoi collaboratori ma soprattutto la moglie, “una persona eccezionale”. Poi conferma ancora una volta la sua versione dei fatti: nessuna divulgazione dei documenti riservati del G7 Cultura e nessun euro pubblico è stato speso per pagare le trasferte con Maria Rosaria Boccia.

“Avevamo una relazione, anche per questo ho revocato l’incarico” dice a proposito della mancata nomina dell’imprenditrice e influencer al ruolo di consigliera per i Grandi Eventi. Per lei, aggiunge, “non ho mai speso soldi pubblici, ho pagato tutto io”. E dunque, “non sono ricattabile” ripete mostrando al direttore del tg, Gian Marco Chiocci, i suoi dati bancari e i biglietti del treno per Milano e dell’aereo per Taormina, presi insieme a Boccia. “Sono stati pagati da me – precisa -, con la carta credito che fa riferimento al mio conto personale”. “Mi pesa parlare di questo. È un rapporto personale affettivo” confessa. Ma il chiarimento è necessario ed atteso, anche da Maria Rosaria Boccia che poco prima della messa in onda annunciava di attendere il Tg1 con una confezione di pop corn: “tutto arriva per chi sa aspettare”. Certo la prima reazione non è la migliore: “Iniziamo a dire bugie”… e ironizza “su questo terreno non sono ricattabile….”.

Il Ministro ha tirato fuori le ricevute e chiarisce di non aver speso nemmeno un euro di soldi pubblici per pagare viaggi e soggiorni di Maria Rosaria Boccia. Tra queste anche quelle per il viaggio a Bari, in occasione del festival “Il Libro Possibile” a Polignano a Mare. Sangiuliano avrebbe pagato a Boccia un volo Ita Airways per un valore di 759 euro. Per l’alloggio sarebbero stati gli organizzatori della rassegna ad occuparsene.

Comunali 2024, l’annuncio a sorpresa del ministro Sangiuliano: “Se Romito vince sarò assessore della Cultura”

“Se Fabio Romito viene eletto” sindaco “verrò a fare l’assessore della Cultura, cosi avviamo il lavoro”. Lo ha detto il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, rispondendo a Bari alle richieste degli operatori del settore intervenuti a margine della conferenza stampa organizzata questa mattina nel comitato elettorale di Fabio Romito, candidato del centrodestra impegnato nel ballottaggio.

Il ministro ha precisato che “se è giuridicamente possibile, lo devo far verificare agli uffici”, e “se non ci sono incompatibilità mi piacerebbe fare l’assessore della giunta Romito per un periodo anche breve per poter avviare progetti significativi sulla città di Bari”.