Festa patronale a Molfetta, scazzottata dietro la statua della Madonna: rissa choc sulla barca

Durante i festeggiamenti della Madonna dei Martiri, nel clou della celebrazione, si è verificata una colluttazione sull’imbarcazione che trasporta il simulacro. Il tutto è stato ripreso in un video diventato virale nelle chat.

Non sono chiare le dinamiche dell’accaduto, sul posto è intervenuta la Guardia Costiera che ha allontanato i responsabili. Grande sgomento e preoccupazione tra i presenti.

Molfetta, auto colpisce il palo e l’arco delle luminarie si spezza in due: Vigili del Fuoco evitano il peggio – FOTO

Ieri sera intorno alle ore 20 una squadra di Vigili del Fuoco di Bari è intervenuta a Molfetta per mettere in sicurezza le luminarie della festa patronale che avrà luogo nei prossimi giorni.

Secondo le prime ricostruzioni pare che un’auto abbia colpito il palo di sostegno di un grosso arco luminoso, spezzandolo in due tronconi che sono rimasti pericolosamente sospesi nel vuoto. La vettura sarebbe poi fuggita. I Vigili del Fuoco hanno lavorato fino a mezzanotte anche con l’ausilio dell’autoscala per riportare in sicurezza la situazione.

Paura a Molfetta, a fuoco ristorante sul mare. In fiamme la struttura di legno e metallo: Vigili del Fuoco in azione

I Vigili del Fuoco sono intervenuti questa mattina a Molfetta per un incendio divampato in un ristorante sul mare. Al loro arrivo l’intera struttura in metallo e legno era avvolta dalle fiamme.

Prontamente tre squadre hanno iniziato ad operare sul posto con due autobotti a supporto. Le operazioni di messa in sicurezza sono proseguite per diverse ore anche a causa dell’erba secca e delle case nelle immediate vicinanze.

Truffe agli anziani, boom nel Barese: 154 casi in 6 mesi. Monopoli, Bari e Molfetta le città più colpite

Dal primo gennaio al 20 luglio 2025 nell’area metropolitana di Bari sono stati registrati 154 casi di truffe ai danni di anziani, nello stesso periodo del 2024 erano stati 127.

La zona più colpita è stata quella di Monopoli, seguita da quelle di Bari centro e di Molfetta. La maggior parte dei reati, quest’anno, è stata compiuta di giovedì, mentre un solo caso è stato registrato di domenica. Il picco dei casi, nella provincia di Bari, è avvenuto a giugno.

I dati sono stati resi noti dal comando provinciale dei carabinieri di Bari in occasione di un incontro dedicato al contrasto alle truffe agli anziani. Presenti il procuratore di Bari Roberto Rossi, il comandante provinciale di Bari, Gianluca Trombetti, e il comandante della compagnia Bari centro, Giacomo Conte.

Secondo quanto ricostruito dalle indagini compiute dall’Arma, a colpire sono batterie organizzate provenienti dalla provincia di Napoli. Al loro interno ci sono ruoli ben definiti: il reclutatore (che fa scouting su chi andrà in trasferta a commettere la truffa), e il telefonista, che chiama la vittima senza mostrare alcuna inflessione dialettale. “Fra il 70 e l’80% dei casi alla base della truffa c’è la figura del finto maresciallo dei carabinieri, che gode di fiducia da parte dei cittadini”, ha spiegato Conte.

Le vittime più frequenti sono le donne che vivono da sole, di età compresa fra 86 e 90 anni. I truffatori, che il procuratore Rossi definisce “estortori”, usano la tecnica della telefonata, spacciandosi per appartenenti alle forze dell’ordine, dipendenti postali o bancari, falsi parenti della vittima. Il pretesto è la richiesta di denaro urgente per aiutare un familiare, legata a una immediata richiesta di denaro o gioielli. Nel frattempo è aumentata anche l’azione di contrasto: fra gennaio e luglio 2025 sono state arrestate dieci persone.

Omessa dichiarazione IVA nel 2018: sequestro per oltre 80mila euro a società di trasporti nel Barese

Il Tribunale di Trani ha disposto il sequestro preventivo di disponibilità finanziarie e quote societarie per un importo complessivo di 80.155 euro nei confronti del rappresentante legale pro tempore di una società operante nel settore del trasporto merci su strada, attualmente in liquidazione.

Il provvedimento cautelare, deciso dal tribunale di Trani su richiesta della Procura locale, è stato eseguito dal personale del Comando provinciale della guardia di finanza di Bari, a conclusione di un’articolata attività investigativa condotta dalle Fiamme Gialle di Molfetta, sotto il coordinamento del Pubblico Ministero.

Le indagini riguarderebbero l’ipotesi di reato di omessa dichiarazione e avrebbero fatto emergere la mancata presentazione nel 2018, da parte della società, della dichiarazione Iva relativa all’anno d’imposta 2017, nonostante avesse realizzato operazioni attive per un importo complessivo pari a 796.955 euro, con un’Iva corrispondente a 175.015 euro, e operazioni passive per 435.143 euro, con Iva pari a 94.860 euro. L’omissione avrebbe così determinato un’evasione d’imposta pari a 80.155 euro, corrispondente al profitto del presunto reato contestato.

La Procura ha avanzato richiesta di sequestro preventivo dell’importo corrispondente ala presunta imposta evasa, richiesta che il Tribunale ha accolto disponendo il sequestro delle somme di denaro rinvenute nella disponibilità della società e, per l’eventuale eccedenza o in mancanza, il sequestro per equivalente su beni mobili, immobili e partecipazioni societarie riconducibili al suo legale rappresentante pro tempore.

Omicidio Lopez a Molfetta, al via il processo: il killer e Palermiti jr chiedono l’abbreviato. Il Bahia chiude per sempre

Ieri dinanzi alla gup del Tribunale di Bari Susanna De Felice è iniziata l’udienza preliminare sull’omicidio di Antonella Lopez, avvenuto il 22 settembre 2024 al Bahia Beach di Molfetta.

Alla sbarra il 22enne Michele Lavopa, reo confesso dell’assassinio della ragazza, accusato di omicidio e tentato omicidio aggravati dal metodo mafioso. Con lui Eugenio Palermiti junior, nipote 21enne del boss omonimo di Japigia, accusato di essere andato armato nel locale e reale il bersaglio di Lavopa; Mario Ruta e Giuseppe Fresa (entrambi di 22 anni), che avrebbero aiutato Lavopa a disfarsi della pistola calibro 7,65 che aveva ucciso Antonella.

Ruta ha chiesto di patteggiare due anni, gli altri saranno giudicati in abbreviati. Si sono costituiti parte civile il Comune di Molfetta e la Regione Puglia, chiedendo rispettivamente mezzo milione e 100mila euro di risarcimento danni.

Si è costituito parte civile anche il locale che ha deciso di chiudere definitivamente dopo l’omicidio. Il Bahia ha chiesto 350mila euro di risarcimento danni. “Tutti i sacrifici fatti negli anni per acquisire un nome nell’intrattenimento serale e nell’offerta balneare sono stati vanificati dal clamore mediatico e dal richiamo allo scontro tra clan mafiosi, che hanno alimentato un sentimento popolare del Bahia come luogo mal frequentato”, si legge nell’atto presentato dalla difesa del titolare Nicola Spadavecchia.

Antonella Lopez è stata uccisa per sbaglio in un regolamento di conti tra Lavopa, ritenuto vicino al clan Strisciuglio, e Palermiti, rimasto ferito lievemente. Tra loro c’erano stati screzi in passato. In discoteca è nato un diverbio tra le due comitive, Lavopa ha estratto la pistola e ha fatto fuoco, uccidendo la 19enne.

Molfetta, schianto contro il molo dopo la battuta di pesca: peschereccio affonda. Salvo il personale a bordo

Tragedia sfiorata nella notte a Molfetta. Alle 2 il motopeschereccio Morfeo è affondato all’ingresso del porto cittadino, secondo le prime ricostruzioni stava rientrando dopo la battuta di pesca ma ha impattato contro la diga foranea, affondando in pochi istanti.

L’equipaggio fortunatamente è riuscito a mettersi in salvo e nessuno dei quattro a bordo è rimasto ferito. Sul caso indagano i militari della Guardia Costiera di Molfetta.

 

Molfetta, guerriglia nella notte di Capodanno: 7 condannati. Il Comune sarà risarcito – I NOMI

Il Tribunale di Trani ha condannato sette persone, tra i 20 e i 36 anni, a pene fino a un anno e quattro mesi per i disordini registrati a Molfetta nella notte di Capodanno di due anni fa. Piazza Vittorio Emanuele fu trasformata in un campo di battaglia

La pena massima è stata inflitta a Felice Allegretta, Antonio Gigante, Massimiliano Squeo, Daniele De Pinto e Pasquale Allegretta. Per loro multa anche di 2400 euro. Un anno e oltre mille euro di multa per Stefano Cormio e Pantaleo Sciancalepore.

La Procura aveva chiesto condanne fino a 7 anni e 4 mesi. Per altri tre imputati procede la magistratura minorile. Tutti i condannati dovranno anche risarcire il Comune di Molfetta per i danni. A riportarlo è Molfetta Viva.

“Appalti in cambio di voti” a Molfetta, arriva la sospensione bis: Minervini non può fare il sindaco da casa

Il prefetto di Bari, Francesco Russo, ha adottato un nuovo decreto di sospensione nei confronti di Tommaso Minervini. Dopo la decisione del Tribunale del Riesame che ha revocato i domiciliari, il 70enne non potrà comunque ricoprire il ruolo di primo cittadino e potrà avvicinarsi agli uffici del Comune solo su autorizzazione del gip di Trani, Marina Chiddo.

In base al decreto 235/2012 il divieto di avvicinamento comporta la sospensione dalle cariche elettive “quando riguarda la sede dove si svolge il mandato elettorale”.

Minervini era stato arrestato il 4 giugno nell’ambito dell’inchiesta sulla presunta concessione di appalti in cambio di voti. Il primo cittadino ha lasciato gli arresti domiciliari ed è tornato in libertà, come stabilito dal tribunale del Riesame che ha però disposto la sospensione dall’esercizio di un pubblico ufficio per un anno..