Schianto a Torre Quetta, 18enne indagato per la morte del 19enne Damiani. Spunta un sms: “Va come un matto”

Torniamo ad occuparci della tragica morte del 19enne Francesco Damiani, uno dei 5 ragazzi coinvolti nell’incidente stradale avvenuto intorno all’una sul lungomare di Bari, all’altezza di Torre Quetta, del 21 ottobre. La giovane vittima era originaria del San Paolo.

I cinque viaggiavano tutti nella stessa auto, una Mini Cooper. Il conducente, che aveva da poco preso la patente, ha perso il controllo e pare che la vettura andasse ad alta velocità. Il mezzo è finito fuori strada, sulla scogliera, non prima di essersi ribaltato diverse volte. Tre degli occupanti sono stati sbalzati fuori dall’abitacolo, mentre gli altri due giovanissimi sono stati estratti dai vigili del fuoco.

L’ipotesi dell’alta velocità è stata confermata da tre testimoni e da un messaggio inviato da un 18enne che si trovava in auto. “Sta andando come un matto”, si legge nel testo. Francesco Damiani, qualche settimana prima della tragica morte, aveva avuto un incidente in moto con lo stesso conducente, ora indagato per omicidio stradale (e per le lesioni causate agli altri tre feriti). A riportarlo è La Repubblica. Sarà interrogato quando le sue condizioni lo consentiranno. Assieme ad un’altra persona è rimasta in coma per diverse settimane, solo qualche giorno fa entrambi sono usciti dal reparto di Terapia Intensiva.

Monte Sant’Angelo, il 34enne Matteo Vergura trovato senza vita in una masseria: ipotesi incidente. La ricostruzione

Potrebbe essersi sparato con il suo fucile nel tentativo di liberarsi dall’attacco di un animale selvatico il 34enne Matteo Vergura di Monte Sant’Angelo nel Foggiano il cui corpo senza vita è stato ritrovato nei pressi di una masseria dove aveva trascorso la serata in compagnia di amici.

Da una prima ispezione cadaverica, infatti, è stato rilevato nel ginocchio un foro compatibile con un colpo di fucile. L’arma è stata ritrovata nelle vicinanze del corpo. Non è escluso che l’uomo, cacciatore, si sia colpito involontariamente mentre cercava di sparare contro un animale che lo avrebbe attaccato all’improvviso poco distante dalla masseria. Sul posto, una zona impervia del Gargano in località Cassano nei pressi di bosco Quarto, sono intervenuti i carabinieri allertati dagli amici dell’uomo, che hanno trovato il corpo senza vita del loro amico, circa due ore dopo. I militari dell’arma stanno eseguendo tutti gli accertamenti del caso.

Macabra scoperta nel Foggiano, 34enne trovato morto in una masseria: forse aggredito da animali selvatici

Il corpo di un uomo di 34 anni è stato ritrovato senza vita nella tarda serata di ieri nei pressi del cancello di una masseria nelle campagne di Monte Sant’Angelo sul Gargano, dove aveva trascorso parte della serata con un gruppo di amici.

Sono stati proprio loro a ritrovare il corpo che, a quanto si apprende, presentava vistose lesioni alle gambe.

Questo farebbe ipotizzare che l’uomo sia stato aggredito da animali selvatici mentre lasciava la struttura. Sul fatto sono in corso indagini da parte dei carabinieri.

Tragedia sulla Acquaviva-Sannicandro, schianto tra auto e furgone: due morti e due feriti gravi

È di due morti e due feriti gravi il bilancio dell’incidente avvenuto nel pomeriggio di oggi sulla strada che collega Acquaviva delle Fonti a Sannicandro di Bari, nel Barese.

Tre i mezzi coinvolti, tra cui un furgone, che per cause da accertare si sono scontrati. Le vittime sono due coniugi 80enni. La coppia era a bordo di una Renault che è rimasta schiacciata tra un’altra auto e un furgone. I feriti invece, sono un 23enne e un 26enne che viaggiavano a bordo del furgone. Sono stati trasporti in ospedale ad Acquaviva delle Fonti dal personale sanitario del 118. Sull’accaduto indagano i carabinieri. Sul posto sono intervenuti anche i vigili del fuoco.

Caso Gessica Disertore, emessa rogatoria internazionale. Bacco: “Vogliamo tutta la documentazione”

Torniamo ad occuparci della morte di Gessica Disertore, deceduta il 27 settembre del 2023 a Puerto Rico, sulla nave da crociera Disney Fantasy Cruise Line dove lavorava nel ristorante stellato di bordo. Aveva solo 27 anni. I misteri sul “suicidio” di Gessica sono tanti, il fratello Luigi e mamma Patrizia ce li hanno raccontati in un video. Abbiamo incontrato e intervistato il criminologo e il criminalista forense Candiano. Ha contattato noi dopo aver visto il servizio ed è stato incaricato dalla famiglia con Bacco ad occuparsi della vicenda. Il caso ormai, dopo la visibilità fornita da Quinto Potere, è diventato nazionale.

“C’è stato un incontro con la Procura che ha riferito con chiarezza che la rogatoria internazionale è stata fatta per avere tutta la documentazione necessaria, che invece attualmente non abbiamo – spiega Pasquale Bacco, consulente medico legale della famiglia, ai microfoni di Fanpage.it -. La prima cosa che manca è il referto dell’autopsia eseguita lì, la cosa più importante. Non solo hanno imbalsamato il cadavere della ragazza, ma ricordiamo che ci hanno mandato il corpo di Gessica senza gli organi del collo, quelli che permettono di dire se è avvenuto o meno un suicidio. Gli altri organi erano stati messi all’interno di un sacco della spazzatura, non trattati e in putrefazione. Quindi, capite che tipo di autopsia è stato possibile fare in Italia? Non abbiamo nemmeno le foto del luogo dove sarebbe avvenuto il suicidio, né quelle del cadavere. Poi la Procura di Bari, quindi lo Stato italiano, ha anche richiesto i video ripresi da una telecamera che si trova nel corridoio dove c’era la stanza di Gessica. Guardando quelle immagini potremmo capire se lei era sola oppure no. Le lacerazioni andrebbero spiegate, le autorità dovranno anche consegnare tutti i verbali con le testimonianze delle persone che sono state ascoltate dopo il ritrovamento del corpo. Noi non abbiamo nulla, oltre al cadavere di Gessica, trattato in quella maniera. Ed è una cosa indecente perché, secondo il diritto internazionale, le autorità giudiziarie del Paese di origine e residenza devono essere messe nelle condizioni di effettuare l’autopsia. La cosa importante però è che la Procura ha detto che non si fermerà finché non avrà le carte. La rogatoria è partita e ci sono alcuni giorni da aspettare. Dovrebbero rispondere entro la fine dell’anno”.

 

Esce fuori strada e cade dalla moto: Foggia piange il 18enne Karol Cordisco. Era maggiorenne da 4 giorni

Si chiamava Karol Cordisco e aveva compiuto 18 anni da quattro giorni il motociclista morto ieri sera in un incidente stradale alla periferia di Foggia.
Stando a quanto finora accertato, il giovane viaggiava da solo in sella alla sua moto quando, per cause da accertare, è uscito fuori strada e, cadendo, è morto sul colpo.

I soccorritori non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso. Sul luogo dell’incidente ieri sera sono arrivati molti suoi amici. “Era un ragazzo meraviglioso – ha detto uno di loro – amava le moto, erano la sua passione. Era davvero un bravo ragazzo. E’ un dolore immenso quanto accaduto”. Hanno operato vigili del fuoco, carabinieri e polizia locale.

Foggia, 5 medici aggrediti dopo la morte di Natasha: a processo il padre, lo zio e i fratelli della 23enne

Il pm Paola De Martino ha chiesto il rinvio a giudizio di cinque componenti della famiglia ritenuta responsabile dell’aggressione a cinque medici del Policlinico di Foggia, lo scorso 4 settembre, dopo la notizia che la loro parente 23enne, Natasha Pugliese, era morta durante un intervento chirurgico.

Si tratta – secondo quanto riportato dalla Gazzetta del Mezzogiorno – del padre, di due fratelli, della sorella e dello zio della 23enne. Natasha era stata ricoverata il 18 giugno in seguito alle lesioni riportate in un incidente vicino allo stadio di Cerignola, che aveva coinvolto il monopattino su cui viaggiava la vittima. Il gup Cecilia Massarelli – sottolinea il quotidiano – ha fissato l’udienza preliminare il 16 dicembre.

Ai cinque parenti di Natasha la Procura contesta, “in concorso con altri soggetti non identificati”, le accuse di lesioni a personale sanitario, minacce, violenza privata, danneggiamento della porta di accesso alla sala medici antistante la sala operatoria e interruzione di pubblico servizio, “per aver impedito ai sanitari presenti all’interno della zona operatoria in uso al reparto di chirurgia toracica dove era stata operata Natasha Pugliese di attendere alle proprie mansioni interrotte per effetto della violenza irruzione di più soggetti non autorizzati”. Contestata anche la resistenza a un poliziotto che si frappose tra aggressori e uno dei medici picchiati.

Accanto all’inchiesta sull’aggressione ai medici ospedalieri c’è quella aperta dalla Procura per far luce sulle cause del decesso di Natasha Pugliese, in cui i suoi familiari sono parti offese. Gli indagati sono 20. Si tratta di chirurghi e medici ospedalieri (tra cui anche alcuni che risultano parti offese nel processo per l’aggressione) che ebbero in cura la paziente dal 18 giugno al 4 settembre. Nei loro confronti il reato ipotizzato è omicidio colposo in ambito medico.

Bari, complicanze dopo trapianto di cuore: muore a 66 anni il fratello maggiore di Pino Daniele

È morto il fratello maggiore di Pino Daniele, Carmine. Aveva 66 anni e, secondo quanto si è appreso, è deceduto in seguito a delle complicanze successive ad un trapianto di cuore, effettuato a Bari. Pino Daniele era molto legato a Carmine, conosciuto come ‘O Giò, al quale il cantautore dedicò I Got the blues (‘O Giò che voglia ‘e te vedè/me manca assaje ‘na compagnia…).

Proprio ieri, allo stadio Maradona, è stato proiettato il brano inedito di Pino ‘Again’, ritrovato dai figli Alessandro e Sara: prendono così il via le iniziative in vista del 4 gennaio del prossimo anno, decimo anniversario della morte dell’artista; un ricordo che proseguirà con vari eventi fino al 19 marzo, quando Pino Daniele avrebbe compiuto 70 anni.