Plastic Puglia cerca autisti e operai, ma le candidature non arrivano: “Fatevi avanti offriamo contratti regolari”

“Un’azienda sana, florida, in piena espansione. Ordini in aumento, commesse internazionali. Eppure, paradossalmente, in difficoltà nel reperire personale. Plastic-Puglia, gruppo industriale leader nei sistemi per l’irrigazione a goccia, ha lanciato nelle scorse settimane una serie di ricerche di personale. L’esito? Silenzio”.

Inizia così il comunicato inviato da Plastic-Puglia. L’azienda ha lanciato un appello. “Le ultime «chiamate» sono cadute nel vuoto. Il profilo più urgente è quello dell’autista – si legge -. ’azienda cerca conducenti in possesso di patente CQC, disponibili a muoversi su tutto il territorio nazionale per il trasporto di merci. Le mansioni comprendono il controllo delle operazioni di scarico, la pianificazione delle tratte e la verifica delle condizioni del veicolo prima di ogni viaggio, con la massima attenzione ai protocolli di sicurezza. Ma non solo”.

“In Plastic-Puglia servono anche meccanici, elettricisti e carpentieri, figure tecniche fondamentali per la manutenzione e l’implementazione dei reparti produttivi. E ancora, operai generici da impiegare nelle operazioni di carico e movimentazione – conclude l’azienda -. Per tutte le posizioni è previsto l’inserimento immediato, con contratto regolare secondo il CCNL di settore”.

Gli interessati possono inviare la propria candidatura all’indirizzo e-mail [email protected], con foto ed autorizzazione al trattamento dei dati personali. Le risorse selezionate verranno contattate direttamente dall’ufficio del personale per un colloquio conoscitivo in azienda.

Tragedia sfiorata a Monteroni, crolla solaio di una casa durante lavori: tre operai estratti vivi dai Vigili del Fuoco

Tragedia sfiorata questa mattina a Monteroni di Lecce dove il solaio di un’abitazione privata, situata in via Spacciante, è crollato. I tre operai, impegnati nei lavori di ristrutturazione, sono rimasti travolti e sono estratti tutti vivi dalle macerie.

Sono stati trasportati all’ospedale Vito Fazzi di Lecce in codice rosso ma, secondo le informazioni, non sarebbero in pericolo di vita. L’abitazione è stata sequestrata su disposizione della Procura della Repubblica di Lecce, mentre la zona è stata transennata e interdetta al transito.

Ex Ilva senza pace, la paura dei lavoratori: “Basta siamo stanchi e preoccupati. Il Governo ci tuteli”

“Siamo preoccupati e stanchi di essere usati come bancomat”. Piero, di 46 anni, operaio del reparto Grf dell’ex Ilva di Taranto, teme che la situazione dello stabilimento possa “ulteriormente precipitare”.

“In questi ultimi anni – afferma – hanno pensato a fare assunzioni di dirigenti e direttori a go go mentre si continuava a prorogare la cassa integrazione. Oggi diciamo basta. Siamo stanchi e temiamo di essere arrivati al capolinea. Vogliamo una soluzione definitiva e chiediamo al governo di prendere realmente in mano le redini del azienda, pretendiamo il risarcimento con strumenti straordinari, prepensionamenti e legge speciale per Taranto”.

Qui, osserva l’operaio, “si vive con la paura di non tornare a casa per il rischio incidenti sul lavoro e non intravediamo un futuro. Invito tutti i lavoratori a fare gruppo e pretendere tutele, è arrivato il momento, il giocattolo si è rotto”.

Vernile sostiene che “in un paese normale, il ministro Urso dopo le dichiarazioni sui ritardi nelle autorizzazioni alla messa in sicurezza dell’Afo1 e la risposta a mezzo stampa della magistratura, si dovrebbe dimettere. Invece, si continua a giocare sulla e con la pelle dei lavoratori e dei cittadini di Taranto”.

Francesco, anche lui 46enne, operaio della Colata Continua dell’Acciaieria 2, evidenzia “la paura che domina tra i lavoratori per la situazione che si è venuta a creare con lo spegnimento dell’Afo1. Non si sa cosa accadrà all’impianto che già era in gravi condizioni. C’è incertezza anche per le dichiarazioni del ministro Urso per il quale Taranto potrebbe essere una futura Bagnoli. In questo momento bisogna capire lo Stato come interverrà nei nostri confronti”.

Il lavoratore ammette anche “tensioni a livello psicologico. Nello stabilimento ormai danni si vive quasi nel terrore. Come si andrà avanti? Apprendiamo ora che i fondi stanno finendo e non si prospetta alcun futuro se lo Stato non prenderà in mano la situazione per avere continuità”.

Bari, scricchiolii prima del crollo: tre operai e famiglia con due bimbi salvi per miracolo. Dubbi sui lavori avviati

“Quello che è successo è che il palazzo è crollato dopo l’inizio dei lavori di ristrutturazione, il che fa pensare che questi lavori non siano stati fatti a regola d’arte. Ma questo lo vedranno i tecnici. C’è un nesso di causalità da verificare”. A dirlo è il dirigente del Comune di Bari, Davide Pellegrino.

“Da un punto di vista amministrativo la pratica è stata fatta regolarmente – aggiunge -. L’ordinanza del febbraio 2024 dava 7 giorni di tempo per puntellare e mettere sicurezza, il 29 febbraio era stato accertato che il palazzo era stato puntellato, recintato ed era stato inibito l’accesso alle persone. Ci sono state frizioni, non sappiamo se tra i condomini o tra il condominio e le ditte che avrebbero dovuto fare i lavori”.

Secondo quanto emerso, alcune persone sono salve per miracolo. Tra loro tre operai che erano al lavoro nel cantiere e una famiglia con due bambini. Il crollo è stato preceduto da alcuni scricchiolii che sono stati avvertiti da chi era dentro il palazzo. Tutto è stato confermato dalle immagini delle telecamere di sorveglianza della zona. Si cerca ancora la 74enne dispersa Rosalia De Giosa, ancora sotto le macerie. Sul posto anche i figli.

La Procura di Bari ha aperto un fascicolo con l’ipotesi di crollo colposo, al momento nei confronti di ignoti, dopo il cedimento del palazzo che si è verificato ieri sera tra via Pinto, via De Amicis e via De Robertis nel quartiere Carrassi. Nella serata di ieri la Scientifica della Polizia, intervenuta sul posto, ha raccolto i primi elementi con rilievi e fotografie che potranno essere utili per i successivi approfondimenti.

In giornata saranno ascoltati i primi testimoni e si comincerà ad acquisire la documentazione relativa alla situazione della palazzina, a partire dall’ordinanza di sgombero firmata il 24 febbraio dall’ex sindaco di Bari, Antonio Decaro, mentre sono stati già acquisiti i filmati delle videocamere di sorveglianza comunali installate nella zona. Il cantiere era stato aperto dalla ditta Dell’Aera Costruzioni di Casamassima, a cui il condominio di via De Amicis aveva affidato lavori per 570mila euro.

 

Bari, operai in cima all’impalcatura senza caschi e dispositivi di sicurezza: la denuncia choc sui social

“Bari, ore 11.30, cantiere edile in via Massaua angolo via Marconi. Operai privi delle più elementari dotazioni di sicurezza (caschi, etc.) al lavoro sulle impalcature”.

Inizia così la denuncia social del giornalista Pino Bruno. “Chiamo l’Ispettorato del lavoro. Non risponde nessuno. Chiamo i Carabinieri del comando per la tutela del lavoro. Non risponde nessuno. Chiamo i Carabinieri del nucleo ispettorato del lavoro. Non risponde nessuno”, aggiunge nel post pubblicato su Facebook.

“Tutte le chiamate sono documentabili – precisa il giornalista -. Poi dici che gli infortuni sul lavoro sono ineluttabili”, la chiosa della denuncia supportata da alcuni scatti in cui tutto è chiaramente visibile e preoccupante.

Mancano operai, il barone Colucci torna alla carica: “Alla Plastic Puglia cerchiamo personale”

Siamo tornati a Monopoli alla Plastic Puglia dal Grand’Uff. Barone Vitantonio Colucci. L’azienda cerca personale e non riesce a trovarlo. “Non ci sono operai specializzati e manovali – esordisce -. C’è una carestia, una difficoltà nel trovare lavoratori di ogni genere”. Abbiamo cercato di capire cosa si nasconde dietro a questo fenomeno. La Plastic Puglia cerca operai specializzati, meccanici, elettrotecnici, elettromeccanici, idraulici, plasticisti e operai generici. Chi vuole candidarsi può inviare un’email a [email protected].