La porta si apre senza cabina, precipita nel vano ascensore con volo di due metri: ferita una 72enne in Salento

Una donna di 72 anni è precipitata per circa due metri nel vano dell’ascensore della propria abitazione, una casa indipendente su due livelli a Parabita, in provincia di Lecce.

Nonostante la porta dell’ascensore si fosse aperta, la cabina era rimasta al piano inferiore e la 72enne, entrando, è precipitata. Soccorsa dai vigili del fuoco, la donna è stata trasportata all’ospedale di Gallipoli.

Ha riportato fratture ma non sarebbe in pericolo di vita. Sul posto per i rilievi sono intervenuti i carabinieri. L’ascensore è stato posto sotto sequestro.

Muore durante l’allenamento di calcio, l’autopsia: “Fatale un’aritmia maligna”. Oggi i funerali di Riccardo Chetta

La morte di Riccardo Chetta, il 39enne di Parabita deceduto il 15 gennaio mentre si allenava sul campo di Collepasso, sarebbe stata causata da un’aritmia maligna con fibrillazione ventricolare che avrebbe impedito al cuore di pompare sangue in modo efficace, portando così in poco tempo all’arresto cardiocircolatorio.

Questo è quanto emerso dall’autopsia effettuata dal medico legale Alberto Tortorella nelle scorse ore. Hanno preso parte all’esame anche i consulenti di parte. Resta indagato con l’accusa di omicidio colposo il medico sportivo che, lo scorso dicembre, ha rilasciato il certificato d’idoneità sportiva. 

I funerali di Riccardo sono previsti nel pomeriggio di oggi, giovedì 22 gennaio, alle 15.30, presso il santuario della Madonna della Coltura, a Parabita.

Malore nell’allenamento di calcio, un indagato per la morte di Riccardo Chetta: è il medico che ha dato l’idoneità

C’è un indagato nell’ambito dell’inchiesta sulla morte di Riccardo Chetta, il 39enne deceduto durante l’allenamento con la squadra dilettantistica del Parabita City sul campo sportivo di Collepasso nella serata di giovedì 15 gennaio.

Nel registro degli indagati è finito il medico che ha rilasciato il certificato di idoneità all’attività sportiva. Chetta ha infatti accusato due malori in campo nel periodo successivo. L’inchiesta è nata dopo la denuncia presentata dal padre della vittima che ha lasciato la moglie e due figli di 3 e 6 anni.

L’accusa contestata è quella di omicidio colposo, l’autopsia dovrebbe essere eseguita mercoledì 21 gennaio. Ancora sotto choc le due comunità di Collepasso e Parabita, strette al dolore della famiglia dell’uomo.

Malore fatale durante l’allenamento di calcetto: Riccardo Chetta muore a 39 anni davanti ai compagni di squadra

Accusa un malore durante l’allenamento di calcio e muore davanti agli amici. Tragedia ieri sera nel centro sportivo di Collepasso, a perdere la vita il 39enne di Parabita, Riccardo Chetta.

L’uomo si stava allenando con la Parabita City, associazione sportiva dilettantistica amatoriale. Verso le 22 si è accasciato al suolo, durante una partitella a campo ridotto e ha perso i sensi.

I primi a intervenire sono stati i compagni di squadra e il custode che hanno cercato di rianimarlo grazie al defibrillatore di cui è dotato l’impianto sportivo. A nulla è valso anche l’immediato intervento di un’ambulanza del 118.

I carabinieri hanno avviato le indagini accertando le cause del decesso e su disposizione del pm di turno, la salma è stata riconsegnata ai familiari. Riccardo lascia la moglie Ilaria e due figli di 6 e 3 anni, Leonardo e Alberto. I funerali sono fissati per la giornata di domani, sabato 17 gennaio.

Giacomo Olivieri ai domiciliari a Parabita, chiesto il trasferimento a Bari da moglie e figli: no del giudice

No del giudice alla richiesta di Giacomo Olivieri, l’ex consigliere regionale arrestato il 26 febbraio 2024 per scambio elettorale politico-mafioso ed estorsione nell’ambito dell’inchiesta Codice Interno, di trascorrere i domiciliari nell’abitazione in centro a Bari dove c’è sua moglie, Maria Carmen Lorusso, coimputata nello stesso processo. Una richiesta avanzata anche per stare vicino ai figli.

Olivieri sta scontando i domiciliari a Parabita, nell’abitazione del fratello. Dopo il no del pm antimafia Minardi, è arrivato anche il no del giudice. Il processo, con il rito abbreviato, ripartirà il 10 settembre. La sentenza è attesa il 25. Maria Carmen Lorusso ha invece scelto il rito ordinario e il processo è in corso.

Parabita, 23enne trovato morto in casa. Aperta inchiesta per istigazione al suicidio: disposta autopsia

La Procura di Lecce ha aperto un’inchiesta dopo il ritrovamento lo scorso 23 agosto del corpo senza vita di un ragazzo di 23 anni, di origini rumene, in un’abitazione di Parabita. La pm ha disposto l’autopsia per accertare le cause del decesso. S’indaga per istigazione al suicidio, al momento l’inchiesta è a carico di ignoti. L’ispezione cadaverica aveva escluso segni di violenza.