Milena dalla Psichiatria: “Antonio ti prego fatti sentire voglio cambiare a tutti i costi”

La storia di Milena, donna di 50 anni conosciuta in tutto il quartiere Japigia, dai servizi sociali e dal Centro di salute mentale, ha colpito da subito la nostra community. La 50enne, oltre a soffrire di disturbi psichiatrici, ha problemi con l’alcol e con la droga, come da lei stesso raccontato.

Ci siamo avvicinati a lei la prima volta dopo che l’ambulanza l’ha trasportata al Centro di salute mentale. Le abbiamo preso un panino e l’abbiamo accompagnata in auto a casa, per aiutarla e per approfondire la sua storia.

Ciò che perplime è l’atteggiamento delle Istituzioni davanti ad una situazione così problematica e quotidiana. In queste condizioni è destinata a morire e vuole essere aiutata, così come ha affermato ai nostri microfoni.

Vi abbiamo mostrato l’intervista registrata a casa sua dove Milena si è aperta ancora una volta con noi, parlando del suo passato, delle sue dipendenze, del rapporto con Antonio e della voglia di cambiare vita.

Milena è stata trasportata al Pronto Soccorso dell’ospedale Di Venere dopo il solito show in un supermercato e poi trasferita all’ospedale San Paolo dove è ricoverata in Psichiatria. Da qui ci ha mandato un messaggio audio, chiedendo il nostro aiuto ed esprimendo ancora una volta la voglia di cambiare vita. Presto incontreremo e ascolteremo il compagno Antonio.

Schianto sulla ss16 a Bari, muore la 33enne incinta Sara Turzo: ricoverato in Psichiatria l’autista del van

Ricoverato nel reparto di Psichiatria dell’ospedale San Paolo il 59enne barese che era alla guida del van che si è schiantato contro l’auto guidata da Sara Turzo, la 33enne abruzzese morta nel tragico incidente avvenuto nella notte tra sabato 26 e domenica 27 luglio sulla ss16 all’altezza dello svincolo per Mola.

La donna era incinta al sesto mese. L’uomo è stato soccorso in stato confusionale e in preda ad allucinazioni ed è stato trasportato in ospedale in stato di choc. Da qui la decisione di ricoverarlo in Psichiatria. Il van, intestato ad una società di Terlizzi, era in servizio per Uber.

Con la vittima viaggiavano due colleghi, i tre stavano rientrando da un matrimonio ed erano diretti a Polignano. A bordo del van Mercedes viaggiavano invece una coppia ucraina di circa 40 anni e il loro figlio di 9 anni, residenti in Canada. Erano stati appena prelevati all’aeroporto di Bari ed erano diretti in un hotel a Monopoli. Anche loro sono rimasti seriamente feriti: la coppia è stata portata in codice rosso al Policlinico, mentre il bambino è stato trasferito al Pediatrico. I veicoli sono stati sequestrati e la Procura di Bari ha aperto un’inchiesta.

Brindisi, aggressione nel reparto di Psichiatria del Perrino: Oss colpito da paziente ricoverato con un pugno al volto

Un operatore socio-sanitario è stato aggredito la notte tra lunedì e martedì nel reparto di psichiatria dell’ospedale Perrino di Brindisi da un paziente ricoverato.

La vittima è stata colpito con un pugno al volto ed è stata medicata in pronto soccorso. A renderlo noto è il segretario generale Uil Fpl Brindisi, Gianluca Facecchia. “C’è stata riferita l’intenzione di indire riunioni monotematiche sull’argomento tutela del personale, ma ad oggi ancora non risulta sia stato messo in atto alcun protocollo che limiti, quanto meno, tali situazioni di pericolo”, le sue parole.

“Abbiamo sollecitato la necessità di un aumento delle misure di sicurezza, l’integrazione della carenza di personale in rapporto al numero di utenti ricoverati – ha aggiunto -. Visto quanto accaduto e quanto già denunciato chiediamo un incontro urgente monotematico, per definire ed attivare ogni possibile azione volta alla sicurezza del personale della Asl di Brindisi, viste le numerose segnalazioni di aggressioni e violenza che si stanno verificando ultimamente e non solo in psichiatria, ma in ogni altro servizio e reparto”.

Bari, tenta il suicidio con mix di farmaci e scappa dalla Psichiatria del San Paolo: Carabinieri la ritrovano a Modugno

Nella serata dello scorso 31 gennaio, presso gli uffici della Stazione dei Carabinieri di Bari San Paolo, si è presentato il marito di una donna allontanatasi qualche ora prima dal reparto di psichiatria dell’ospedale “San Paolo”, dove, il giorno precedente, era stata ricoverata a causa di gravi problemi psichiatrici sfociati nel tentativo di suicidio attraverso l’assunzione di un mix di farmaci.

L’uomo, una volta accortosi della fuga, ha subito cercato di risalire alla posizione, tentando di mettersi in contatto telefonico con la moglie che nel frattempo aveva spento il proprio cellulare.

Così, temendo seriamente per la sua incolumità, ha deciso di rivolgersi ai Carabinieri, trovando nel Maresciallo, addetto alla ricezione denunce, una risposta immediata e parole di confronto per tranquillizzare la figlia minore, tredicenne.

Proprio attraverso il telefono di quest’ultima il militare con un escamotage ha iniziato una lunga conversazione telefonica con la scomparsa, che ha confidato il proprio malessere trovando nel carabiniere rassicurazioni e un rapporto di fiducia.

Dopo diversi minuti di chiamata, il Maresciallo ha convinto la donna a cedere il telefono ad un passante, riuscendo così finalmente a localizzarla nei pressi di un ristorante del comune di Modugno.

Senza perdere mai il contatto telefonico, una pattuglia è giunta sul posto soccorrendo la donna in evidente stato confessionale, riaccompagnandola in ospedale e convincendola a farsi aiutare dai sanitari.

Pretende ricovero in Psichiatria, ingerisce graffette e danneggia stanza del Policlinico di Bari: arrestato 51enne

La Polizia di Stato ha arrestato un uomo di 51 anni, barese con precedenti di polizia, senza fissa dimora, che avrebbe devastato una stanza dell’Ospedale Policlinico di Bari. Con la doverosa premessa che si tratta di accertamenti compiuti nella fase delle indagini preliminari, che necessitano della successiva verifica processuale nel contraddittorio con la difesa, l’arrestato risponde del reato di danneggiamento.

L’uomo, la sera del 6 gennaio, si sarebbe presentato presso il pronto soccorso dell’Ospedale Policlinico di Bari riferendo di aver assunto sostanze psicotrope e di voler essere ricoverato nel reparto di psichiatria. Soccorso dal personale sanitario, è stato sottoposto a consulenza psichiatrica da cui è risultato essere vigile, lucido e ben orientato. Indispettito dal diniego al ricovero, il 51enne avrebbe ingerito alcune graffette metalliche presenti sulla scrivania del medico che lo stava valutando, motivo per cui è stato ricoverato nel reparto di chirurgia.

Un’ora dopo il ricovero, quando una dottoressa si è recata nella sua stanza per convincerlo ad assumere la terapia prescritta, rifiutata precedentemente, l’uomo avrebbe dato in escandescenza ed iniziato a minacciare i medici e danneggiare gli oggetti presenti all’interno della stanza, mettendola a soqquadro. Ricevuta la richiesta di intervento tramite 112, la Sala Operativa della Questura ha inviato sul posto due pattuglie della Squadra Volante; i poliziotti, entrati all’interno della stanza ove l’uomo si era barricato, sono riusciti a fermare la sua azione e lo hanno riportato alla calma.

L’uomo è stato tratto in arresto e condotto presso il Reparto Ospedaliero Detentivo. È importante sottolineare che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che, all’esecuzione della misura pre-cautelare, seguirà l’interrogatorio di garanzia e il confronto con la difesa dell’indagato, la cui eventuale colpevolezza in ordine al reato contestato dovrà essere accertata in sede di processo, nel contraddittorio tra le parti.

Bloccato senza un progetto, ex tossico “parcheggiato” da due anni in Psichiatria: la storia di Marco

Vi raccontiamo la storia di Marco. Era il 14 ottobre 2022 quando lo trovammo riverso a terra all’interno di un distributore h24. Urlava e chiedeva aiuto, in preda ad una crisi dovuta all’abuso di sostanze stupefacenti. A distanza di oltre due anni, siamo in grado di dirvi che fine ha fatto. Da quel momento non è stato aiutato in nessun modo, è stato rinchiuso in Psichiatria a Putignano. Il suo peso è aumentato notevolmente, non fa altro che prendere farmaci, mangiare e fumare. La gestione del caso lascia tanti dubbi.