Raccolta fondi per Melissa, inchiesta archiviata sull’acquisto del capannone da 1,5 milioni: “Nessuna truffa”

La pm Chiara Giordano ha chiesto e ottenuto l’archiviazione dell’inchiesta a carico di Rossana Messa e Pasquale Nigri, i genitori della piccola Melissa, affetta da Sma 1.

Nel 2020 la storia di Melissa, affetta da Sma 1 e bisognosa di un farmaco del valore di oltre 2 milioni di euro, ha commosso l’Italia intera. Grazie alla raccolta fondi, Melissa è riuscita a volare a Dubai per la somministrazione del Zolgensma.

L’enorme cifra raccolta però ha scatenato maldicenze e accuse. La Procura di Bari aprì un’indagine a loro carico dopo la denuncia presentata da 12 cittadini. I genitori furono accusati di truffi e tutto ruotava attorno all’acquisto di un capannone industriale con i soldi raccolti.

Le verifiche hanno documentato che i soldi delle donazioni sono stati tutti usati per le cure mediche e il capannone oggetto del contendere fu acquistare con un mutuo.

Carabiniere ucciso a Francavilla, raccolta fondi per la famiglia Legrottaglie e i poliziotti indagati: donati 7400 euro

Una delegazione del sindacato Fsp Polizia di Stato, con il segretario provinciale Rocco Caliandro e il segretario regionale Daniele Gioia, si è riunita questa mattina davanti al Commissariato di Grottaglie in segno di “vicinanza e solidarietà” ai due poliziotti indagati dalla procura di Taranto – per omicidio colposo a seguito di eccesso colposo nell’uso legittimo delle armi – dopo la morte di giovedì scorso in un conflitto a fuoco del 59enne Michele Mastropietro, ritenuto l’autore dell’omicidio, poche ore prima, del brigadiere capo Carlo Legrottaglie.

L’intento del sit-in era anche quello di promuovere le due raccolte fondi ufficiali e autonome avviate per contribuire alle spese legali e peritali dei due poliziotti.

“Una raccolta fondi – fanno sapere dal sindacato Fsp Polizia – ha accumulato all’incirca 1.600 euro ed è stata avviata dai colleghi della questura di Taranto. La seconda raccolta fondi, avviata da amici e familiari degli agenti, ha totalizzato al momento circa 5.800 euro. Le due raccolte andranno cumulate e aiuteranno i due agenti a sostenere le spese e le eventuali eccedenze saranno devolute alle due figlie gemelle e alla moglie del brigadiere Legrottaglie”.

Carabiniere ucciso a Francavilla, avviata raccolta fondi per la famiglia Legrottaglie: donati 22mila euro

Amici e colleghi di Carlo Legrottaglie, il brigadiere 59enne ucciso giovedì scorso durante un conflitto a fuoco mentre inseguiva due uomini tra le campagne della provincia di Brindisi, hanno avviato una raccolta fondi su GoFundMe che ha già ricevuto donazioni per circa 21mila euro.

“Carlo – si legge nell’appello a donare – ha sacrificato la sua intera vita, fino al suo ultimo giorno di lavoro prima della pensione, lasciando un vuoto incolmabile nella sua famiglia e in quanti lo conoscevano. In questo momento di profondo dolore, sentiamo il dovere di stringerci attorno alla moglie Eugenia, alle figlie” gemelle 15enni, “e a tutti i suoi cari e colleghi. Per questo, e in funzione delle numerose richieste che ci sono pervenute, abbiamo organizzato una raccolta fondi” anche per “offrire un aiuto concreto e un segno tangibile della nostra vicinanza in un momento così difficile alla famiglia di Carlo”.

Anche il sindacato di polizia Mosap, sulla stessa piattaforma, ha avviato una raccolta fondi ma per i due agenti indagati per omicidio colposo in relazione alla morte del 59enne Michele Matropietro, ritenuto l’assassino di Legrottaglie.

Mastropietro, dopo aver sparato al brigadiere, si era nascosto con il 57enne Camillo Giannattasio in una masseria di Grottaglie quando è stato scoperto dalla polizia. Non si è arreso come ha fatto Giannattasio ma ha ingaggiato un conflitto a fuoco.

Il segretario generale del Mosap, Fabio Conestà, sottolinea che “i colleghi sono intervenuti in un contesto di gravissimo pericolo, fronteggiando soggetti armati in un conflitto a fuoco in cui hanno rischiato la vita per difendere la collettività. Oggi, per quell’intervento, si trovano indagati. Una procedura formalmente dovuta, ma che comporta per loro un pesante fardello umano e professionale: spese legali e peritali ingenti, il blocco della carriera e potenziali ripercussioni disciplinari”.

“Io ci sto” for Lello e Angela, ecco i rendering della casa: da Antonio e Tino i primi 500 euro

Al fianco di Io Ci Sto è arrivato il momento di svelare il progetto di solidarietà per ristrutturare la casa di Lello e Angela situata nel quartiere Libertà, oggi inabitabile. L’obiettivo è ambizioso: raccogliere 25mila euro e i fondi necessari per completare la ristrutturazione e trasformare questo luogo in una casa accogliente. Siamo anche in grado di fornirvi le immagini del progetto e di mostrarvi come sarà la casa ristrutturata che sarà consegnata, in ogni modo, entro il 31 dicembre 2025.

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Cerignola, furto di olive nel terreno confiscato alla mafia: al via una raccolta fondi per la cooperativa sociale

Una raccolta fondi sul sito GoFundMe è stata lanciata dalla cooperativa sociale Altereco di Cerignola (Foggia) che ha subito un ingente furto di olive in uno dei terreni che gestisce e che sono stati confiscati alla mafia.

Tutto è accaduto il 19 settembre scorso quando – stando alla ricostruzione dei responsabili della cooperativa – ignoti sono stati sorpresi da un operatore a sottrarre olive su un terreno a diversi chilometri dal centro abitato e intitolato alla memoria di Michele Cianci, il commerciante assassinato il 2 dicembre del 1991 dalla criminalità organizzata di Cerignola per essersi ribellato ad un furto nella sua armeria.

“Nell’occasione – spiega il presidente della cooperativa Altereco, Vincenzo Pugliese – l’operatore è stato anche aggredito dai malviventi perchè li ha filmati mentre sottraevano le olive. Da un controllo fatto nel grande perimetro del terreno ci siamo resi conto che, a più riprese sicuramente, erano riusciti a sottrarre qualcosa come il 90 per cento del raccolto, circa 40 quintali, procurando un danno davvero ingente”. Il caso è all’attenzione della polizia a cui è stata sporta denuncia con tanto di materiale fotografico allegato.

“Vorremmo giustizia – continua Pugliese – ci piacerebbe vedere che i ladri fossero catturati e ricevessero la loro giusta condanna, ma siamo curiosi di capire chi ha acquistato le nostre olive visto che non sono così tante le strutture dove si lavora un’oliva Dop del genere. Il bene Michele Cianci è un bene confiscato situato in un’area addentrata, lavorare lì non è semplice, ma il giorno dopo eravamo lì come sempre a lavorare, a raccogliere peperoni e melanzane, perché lì coltiviamo speranza, una speranza concreta che passa attraverso il lavoro”.

“La raccolta fondi – conclude Pugliese – è stata lanciata non solo per cercare di tamponare l’evidente problema che ci è stato arrecato, ma per condividere il danno con la gente del posto, per renderla partecipe, per far capire che i beni confiscati non sono un patrimonio di chi li gestisce o di chi ci lavora, ma di tutta la comunità. Sono luoghi da cui partono idee di cittadinanza”.

Vende l’auto per curare il cancro, perde la borsa coi soldi. Danka in lacrime: restituiti 2.000 euro

La storia del tassista Enrico e della sua raccolta fondi “Una corsa per la vita” ha commosso la nostra community. Aveva deciso di avviarla dopo aver incontrato Danka, una paziente malata di cancro che aveva smarrito su un taxi una borsa con 2mila euro, soldi ricavati dal marito dalla vendita della sua auto, e alcuni documenti importanti da portare all’Oncologico di Bari. La missione è stata portata al termine.

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