Bari, caos al Giulio Cesare-Romanazzi. Incontro in Regione: no ai doppi turni per le classi con studenti disabili

No ai doppi turni per gli studenti disabili all’IISS G. Cesare – D. Romanazzi di Bari. A stabilirlo una nuova circolare a firma della dirigente scolastica Rosangela Colucci dopo il tavolo interistituzionale convocato nella giornata di eiri in Consiglio regionale alla presenza dei Garanti regionali dei diritti dei disabili e dei diritti dei minori.

Le classi in cui sono inseriti alunni disabili saranno escluse dall’alternanza, le altre frequenteranno le lezioni di pomeriggio fino a quando sarà necessario. All’incontro hanno preso parte, oltre i Garanti, anche i rappresentanti dell’USR Puglia, dell’USP Bari, della Città Metropolitana e della stessa scuola.

La Città Metropolitana ha assicurato che cercherà in ogni modo di restituire in tempi brevi le aule dell’Istituto “Mons. Curi”, attualmente inagibili e all’origine della carenza di spazi che ha reso poi necessario il ricorso al doppio turno.

Bari, doppi turni al Giulio Cesare-Romanazzi: aggredita la Dirigente Scolastica. Forate le ruote della sua auto

Rosangela Colucci, dirigente scolastica dell’Istituto superiore Giulio Cesare-Romanazzi di Bari, è stata vittima di alcune intimidazioni nelle ultime ore. L’Istituto è finito al centro delle polemiche negli ultimi giorni a causa dell’istituzioni dei doppi turni nella sede di viale Einaudi fino al 20 marzo. Anche oggi gli studenti hanno deciso di scioperare, non entrando in classe.

“Vergogna, vergogna”, le parole proferite nei confronti della dirigente scolastica durante la manifestazione di protesta, prima dello spintone davanti ai cancelli dell’Istituto da parte di un adulto. Ma non solo perché le ruote posteriori della sua Smart sono state forate con chiodi.

“Massima solidarietà alla preside. Quanto accaduto non è un episodio isolato, ma l’ennesima, gravissima conferma di come lo squadrismo rosso continui a infiltrarsi sistematicamente nelle scuole italiane, avvelenando il clima educativo e trasformando legittime iniziative studentesche in teatri di intimidazione, pressione e violenza”, la denuncia di Davide Picci di Gioventù Nazionale.

“L’aggressione alla preside – continua Gioventù Nazionale – non è una tensione sfuggita di mano, ma la diretta conseguenza di un clima culturale tossico che da anni viene alimentato dentro e fuori le scuole da chi predica odio verso le istituzioni, delegittimazione dell’autorità e conflitto permanente come metodo politico”.