Orrore nel Salento, scatta una foto con il cadavere durante l’estumulazione: 57enne a processo per vilipendio

Una foto in compagnia di un cadavere dopo l’estumulazione direttamente nel cimitero. L’assurdo caso arriva direttamente dal Salento e da Uggiano La Chiesa.

Protagonista un operaio 57enne di una ditta esterna, noto in paese, la vicenda risale allo scorso giugno. Indossa una maglietta, guanti da lavoro e una mascherina abbassata sul mento. Con una mano solleva il cadavere, con l’altra lo abbraccia mettendosi in posa, abbozzando anche un mezzo sorriso. Al suo fianco il morto in stato di decomposizione.

Resta da capire chi ha scattato la foto e chi ha assecondato la sua folle richiesta, in pochi istanti lo scatto diventa virale sui social e nelle chat. Il macabro selfie arriva anche ai Carabinieri, il 57enne è stato denunciato con l’accusa di vilipendio di cadavere e si trova a processo.

Cuori disegnati sulla sabbia, un messaggio d’amore di un papà per la figlia in ospedale: la foto commuove il web

Decine di cuori disegnati sulla spiaggia del porticciolo di Torre Vado. Dietro lo scatto diventato virale sul web si nasconde una storia profonda e un messaggio d’amore di un papà per la figlia piccola in ospedale.

La fotografia scattata dall’alto da Antonio Pellico ha commosso tutti. La piccola è finita in sala operatoria per sottoporsi a un delicato intervento agli occhi.

Spaccio, estorsioni e rapina a mano armata. Maxi blitz dei Carabinieri nel Salento: 20 arresti e 51 indagati

Blitz all’alba dei carabinieri del comando provinciale di Lecce che hanno eseguito 20 ordinanze di custodia cautelare nei comuni di Gallipoli, Nardò, Galatone, Sannicola e Seclì. Duro colpo al clan Dell’Anna nel sud Salento in un’inchiesta che conta in totale 51 indagati. Dei 20 destinatari delle misure, due si trovano già in carcere, per 8 invece è stata accordata la misura dei domiciliari.

Le accuse a vario titolo sono di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti e alla detenzione di droga, di rapina a mano armata, di tentata estorsione, d’incendio, di lesioni personali aggravate dalla deformazione dell’aspetto, il tutto con l’aggravante del metodo mafioso. All’operazione hanno partecipato questa mattina più di 120 militari.

Poste Italiane disattiva gli ATM di notte, fallisce colpo nel Salento: ladri in fuga a mani vuote

La scorsa notte hanno fatto esplodere il Postamat della filiale di Villa Convento, in provincia di Lecce, ma non hanno trovato denaro al suo interno perché Poste Italiane, dopo recenti assalti in altri comuni salentini, ha deciso di disattivare gli sportelli automatici durante le ore notturne come misura preventiva.

La banda di ladri è quindi fuggita a mani vuote. Le abitazioni vicine all’ufficio postale sono state danneggiate: la deflagrazione ha infatti provocato la rottura di infissi e vetri.

Sul luogo sono intervenuti vigili del fuoco, carabinieri e polizia che hanno effettuato i rilievi e avviato le indagini per risalire agli autori del colpo: il sospetto è che siano gli stessi che lo scorso fine settimana hanno assaltato gli sportelli bancomat di Frigole e San Pietro Vernotico.

Tenta di strangolare la moglie, lei riesce a chiamare il 112 e si salva: tentato femminicidio nel Salento

Tentato femminicidio ieri sera a Copertino dove un uomo, con problemi psichiatrici, ha cercato di strangolare sua moglie dopo una crisi. La donna, fortunatamente, è riuscita  mettersi in salvo e ad allertare le Forze dell’Ordine.

Lui, 49anni, è stato arrestato con l’accusa di tentato omicidio. Lei, 45 anni, è stata trasportata in ospedale. La donna è riuscita a comporre il numero di emergenza dopo essere caduta per terra e aver recuperato il cellulare.

L’uomo è stato trasferito nel reparto di Psichiatria dell’ospedale “Santa Caterina Novella” di Galatina, dove è tuttora ricoverato e piantonato. 

Tragedia nel Salento, auto finisce fuori strada e si schianta contro albero: muore il 52enne Giovanni Palma

Un uomo di 52 anni, Giovanni Palma, è morto nel pomeriggio di ieri in un incidente stradale in Salento dovuto probabilmente alla pioggia battente: l’uomo stava guidando la sua Fiat Panda sulla strada provinciale che collega Cursi a Bagnolo quando ha perso il controllo del veicolo uscendo fuori strada e finendo contro un albero.

Vani i soccorsi del personale sanitario. La vittima era di Castrignano dei Greci. Sul luogo dell’incidente sono intervenuti i carabinieri.

Armi e droga nel Salento, maxi operazione all’alba: 18 misure cautelari. Smantellato il clan erede di Vacca – NOMI

Sono 18 le persone arrestate dai carabinieri nell’ambito dei una inchiesta coordinata dalla procura distrettuale antimafia di Lecce che ha colpito una presunta associazione per delinquere finalizzata al traffico, detenzione e spaccio di stupefacenti, lesioni personali aggravate, tentata estorsione, ricettazione, detenzione abusiva di armi, con l’aggravante del metodo mafioso.

Al vertice del gruppo c’era Vito Paolo Vacca, 31 anni di Racale, anche lui arrestato, nipote di Vito Paolo Troisi, suo zio, storico capo dell’omonimo clan. Vacca è considerato dagli investigatori l’erede naturale di quella frangia della Sacra Corona Unita operativa negli anni 90, di cui avrebbe preso le redini dopo la morte del padre, Salvatore (ergastolano per omicidio) avvenuta il 23 agosto 2024, mentre era ai domiciliari per gravi patologie oncologiche.

I funerali dell’uomo furono un manifesto di potere del clan: il feretro fu trasportato in corteo da una carrozza dorata trainata da quattro cavalli neri che sfilò per le vie di Racale. Fondamentale nell’organizzazione risulta il ruolo delle donne di famiglia, sei delle quali arrestate, accusate di gestire lo spaccio e lo stoccaggio della droga, controllando approvvigionamenti, consegne e contabilità.

In particolare, la moglie di Vito Paolo Vacca sostituiva il marito in sua assenza, occupandosi personalmente della distribuzione delle dosi, del rifornimento delle scorte e della gestione dei proventi illeciti. La droga, chiamata in codice “cento” o “pietre”, veniva prelevata più volte al giorno da nascondigli sicuri, nascosta in buste della spesa o cartoni di vino e detersivi per passare inosservata. L’operazione, denominata Pit Bull, prende il nome dalla razza dei cani che custodivano la casa di uno dei sodali e che hanno aggredito i carabinieri durante un primo intervento di ricerca.

I NOMI riportati da La Gazzetta del Mezzogiorno:

1. VACCA Vito Paolo
2. BAGNO William
3. COLAZZO Gabriele
4. COLITTI Moria Grazia
5. DE LEONE Vanessa
6. MANNI Maicol Andrea
7. MANNI Valentino
8. MASTRIA Fabrizio
9. MASTRIA Luciano Kevin
10. NUTRICATI Christian
11. PARIGI Cesare
12. REHO Vito
13. SPENNATO Emanuela
14. SPENNATO Michele
15. TAFURO Sara
16. TRICARICO Luca
17. TROISI Natalia
18. VACCA Marica