Abusivi nel locale comunale a San Pio, mai pagati affitto e utenze per 37 anni: “Un danno enorme”

La storia che vi stiamo per raccontare è assurda. Ci sono degli abusivi che da 37 anni vivono in un locale comunale a San Pio e per tutto questo tempo non hanno mai pagato affitto e utenze.

Una storia che denunciamo mentre nel quartiere gli animi sono accesi a causa degli sgomberi delle case popolari occupate abusivamente, con famiglie e bambini mandati per strada.

In questo caso c’è l’aggravante delle utenze non pagate, perché come documentato e testimoniato gli abusivi hanno pagato e riconosciuto una quota mensile per tutto questo tempo.

Nessuna pietà per gli abusivi, clima teso a San Pio: “Non siamo animali. Diteci chi deve uscire”

La situazione a San Pio resta incandescente dopo gli sgomberi avvenuti nei giorni scorsi. C’è stato un altro confronto acceso tra le donne del quartiere e l’assessore Grasso. Gli abusivi pretendono risposte che al momento non arrivano.

Quinto Potere ha assistito allo sfogo delle famiglie e ha interrogato l’assessore per cercare di ottenere più risposte possibili, con l’obiettivo di fare chiarezza su questa emergenza sociale.

Bari, casa popolare gomberata dopo 13 anni: “Ho ristrutturato e sempre pagato la fascia abusiva”

Torniamo a parlare di case popolari e dello sgombero delle abitazioni occupate abusivamente a San Pio. Dopo avervi raccontato la storia di Lorenzo e della sua famiglia, aver dato voce alla rivolta delle donne del quartiere e avervi raccontato la storia dell’abitazione murata dopo il no dell’assegnataria, questa volta vi raccontiamo la storia di Antonella, buttata fuori con il suo figlio di 12 anni e con il compagno dopo 13 anni. Abusiva con residenza ha pagato quasi 300 euro al mese come accordo.

Abusiva lascia la casa, assegnataria rifiuta l’alloggio a San Pio: ennesima abitazione murata

Dopo aver parlato della storia di Lorenzo e della sua famiglia e aver dato parole alle donne in rivolta, siamo tornati nel quartiere San Pio dove sta succedendo di tutto. Vi raccontiamo una storia paradossale. Un’abusiva ha lasciato un’abitazione, ma il destino gioca brutti scherzi.

L’assegnataria legittima ha rifiutato l’alloggio perché non ritenuto alle sue esigenze e per questa la casa è stata murata. La domanda sorge spontanea: che senso ha murare e rendere inutilizzabile un’abitazione e far finire per strada tante persone?

Occupazioni abusive, donne di San Pio in rivolta: “Non andiamo via. Sgomberi disumani dopo 30 anni”

La rivolta delle donne di San Pio. Siamo tornati nel quartiere dopo i primi sgomberi effettuati e dopo avervi raccontato la storia di Lorenzo e della sua famiglia. Sono previsti altri 33 sgomberi e la situazione è a dir poco incandescente. Abbiamo racconto l’appello disperato delle donne di San Pio, dietro ogni famiglia si nasconde una storia.

Bari, 4 case popolari occupate da abusivi. Sgombero a Ceglie e San Pio: nei guai anche un pregiudicato

Sono in corso da questa mattina le operazioni di sgombero di quattro alloggi popolari (tre di proprietà del Comune di Bari, uno di Arca Puglia Centrale) occupati abusivamente.

Le operazioni di sgombero, eseguite dalle forze dell’ordine sotto il coordinamento della Prefettura di Bari, son in corso nel quartiere di Ceglie del Campo (per l’appartamento di proprietà dell’Arca) e a San Pio.

Le persone che vivono negli alloggi sono indagate per occupazione abusiva e nei loro confronti vengono eseguiti decreti di perquisizione e sequestro firmati dal procuratore Roberto Rossi.

Le case erano nella disponibilità di soggetti riconducibili alla criminalità organizzata e da soggetti appartenenti o contigui a clan locali. Ora saranno assegnati agli aventi diritto, secondo le procedure previste dalla normativa vigente.

Le operazioni sono state pianificate nel corso della riunione del Comitato provinciale per l’Ordine e la sicurezza pubblica del 23 gennaio scorso, presieduto dal prefetto di Bari Francesco Russo.

L’appartamento di Ceglie del Campo, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, sarebbe stato occupato abusivamente da un pregiudicato di 47 anni che, dopo la morte del padre – legittimo assegnatario della casa – ne avrebbe preso il possesso senza titolo. Si tratta del sorvegliato speciale, Luca Marinelli, attualmente in carcere, considerato il luogotenente del clan Strisciuglio.

E, anzi, sarebbe rimasto nell’appartamento anche dopo il formale rigetto della domanda di subentro nell’assegnazione dell’alloggio e dopo la diffida di Arca Puglia per il rilascio immediato notificata il primo marzo 2024.

PINQUA di San Pio, il ministro Salvini ripristina i fondi. I consiglieri baresi della Lega: “Regalo per la città”

“Questo è un regalo per la città”. Con queste parole i consiglieri comunali baresi della Lega, Giuseppe Carrieri e Fabio Romito, hanno definito il decreto del ministero delle Infrastrutture e dei trasporti che restituisce alla città 15 milioni di euro del Pnrr impegnati nella riqualificazione, e nella costruzione di 68 unità abitative di edilizia residenziale pubblica, del quartiere San Pio.

Il provvedimento sul Pinqua di San Pio è arrivato ieri, stamattina il decreto è stato presentato dai due consiglieri. “Questa – ha detto Romito – è la dimostrazione di come la buona politica possa aiutare la comunità. Il decreto del Mit dà evidenza degli errori commessi dal Comune, a causa dei quali è arrivato lo stop al finanziamento, adesso revocato”.

Romito ricorda che “gli errori sono stati molteplici. Lo scorso 9 luglio il ministero aveva scritto al Comune rispetto all’intendimento di procedere con la revoca del finanziamento a causa dei ritardi sull’assunzione di obbligazioni giuridicamente vincolanti necessarie per mantenere i fondi. Il Comune ha risposto soltanto a fine settembre, quindi la revoca era legittima perché sul portale Regis non erano stati caricati per tempo i documenti. Nonostante questo il ministro Salvini ha ascoltato il territorio che gli ha rappresentato la necessità di salvare questi soldi”.

Carrieri ha ribadito che “l’intervento su San Pio risale al 2021, non erano stati rispettati i target, una cosa successa anche in altre città italiane. Qui però qualcuno si è assunto la responsabilità di fare qualcosa”.

PINQUA di San Pio, il ministro Salvini ripristina i fondi. Leccese: “Decisione importante il cantiere procede spedito”

È stato notificato al Comune di Bari dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti il decreto di revoca del definanziamento per il PINQUA di San Pio. Il provvedimento arriva dopo una fitta interlocuzione tra il Sindaco di Bari Vito Leccese e gli uffici comunali con il Dipartimento per le opere pubbliche e le politiche abitative del Ministero.

“Siamo contenti che il Ministero abbia confermato il finanziamento per il PINQUA di San Pio – ha affermato il sindaco di Bari Vito Leccese –. Si tratta di una decisione estremamente importante in un momento storico segnato da un grave disagio abitativo, che rende necessario il rafforzamento delle politiche di sostegno all’housing sociale e di edilizia residenziale pubblica. Ringraziamo il Ministro per aver dato seguito alle interlocuzioni delle scorse settimane e per aver accolto la nostra richiesta. Il cantiere per la realizzazione delle 68 nuove unità abitative di edilizia residenziale pubblica, del resto, procede spedito. Questo intervento sarà strategico per il sostegno alle politiche abitative della nostra città».

Bari, omicidio Ranieri a San Pio: chiesti 24 anni per Andrea De Giglio. Il Comune si costituisce parte civile

Invocata una condanna a 24 anni di reclusione per Andrea De Giglio, 40enne barese accusato di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione e dalle modalità mafiose per la morte del 39enne Michele Ranieri, ucciso la sera dell’11 settembre 2019 nel rione San Pio.

De Giglio risponde del reato in concorso con altre persone. Il delitto, secondo quanto ricostruito dall’accusa, è maturato nell’ambito di una faida interna al clan Strisciuglio. 

Il Comune di Bari si è costituito parte civilechiedendo un risarcimento di 100mila euro: la sentenza verrà pronunciata il prossimo 21 ottobre. 

Bari, omicidio Ranieri a San Pio: la Dda chiede 24 anni per il killer Andrea De Giglio

Il 38enne Andrea De Giglio, accusato di aver ucciso il pregiudicato 39enne Michele Ranieri nel quartiere San Pio l’11 settembre 2019, rischia una condanna a 24 anni di reclusioni.

Questa è la richiesta avanzata dal pm della Dda Di Bari nel processo che si sta celebrando dinanzi alla Corte di Assise. Secondo l’accusa è stato De Giglio a sparare gli 8 colpi della pistola calibro 9.

Sono state confermate in Appello, nei giorni scorsi, le condanne inflitte in primo grado a 24 anni di reclusione per Saverio Carchedi e Giovanni Sgaramella, i due co-imputati accusati di omicidio volontario aggravato dal metodo mafioso. Confermata anche la condanna a 14 anni e 8 mesi di reclusione per Saverio Faccilongo, referente del clan barese Strisciuglio, per “concorso anomalo”.