Omicidio Dogna a Santo Spirito, il carabiniere in aula: “In casa trovati gli strumenti usati da Rizzi”

Franco Dogna, 63 anni, è stato ucciso con 85 coltellate nella sua abitazione nel quartiere Santo Spirito di Bari, tra il 6 e il 7 gennaio 2025. Sulla scena del delitto i carabinieri hanno trovato e repertato un forchettone da cucina, un paio di forbici e il manico di un coltello senza lama, oltre a tracce di sangue.

A raccontarlo è stato un carabiniere ascoltato in aula durante il processo. Per l’omicidio è imputato il 43enne Antonio Rizzi, arrestato pochi giorni dopo il fatto nell’ambito di indagini coordinate dalla pm Carla Spagnuolo.

Secondo l’accusa, il delitto sarebbe avvenuto al culmine di una lite: Rizzi ha parlato di contrasti legati all’uso di droga, ma l’autopsia ha escluso che la vittima avesse assunto stupefacenti.

Testimoni hanno riferito che in passato Dogna aveva aiutato Rizzi a intraprendere un percorso in comunità. Dopo l’omicidio, Rizzi avrebbe pianificato una fuga all’estero, ma è stato fermato dai carabinieri. I due si conoscevano da anni. Il processo è stato rinviato al 23 marzo.

Omicidio Dogna a Santo Spirito, visionati in aula i video: il killer Rizzi ripreso all’esterno dell’abitazione

Ieri mattina si è tenuta una nuova udienza nell’ambito del processo sull’omicidio di Francesco Dogna, l’informatico ucciso a coltellate nella sua abitazione di Santo Spirito.

Dogna fu trovato senza vita la mattina del 7 gennaio 2025 nel suo appartamento di via Torino. L’autopsia ha stabilito che fu colpito con 85 coltellate. A processo c’è Antonio Rizzi, 43enne in carcere da un anno.

Nel corso dell’udienza celebrata ieri sono stati ascoltati gli operatori della polizia giudiziaria e sono state visionate le immagini delle telecamere di
videosorveglianza esterne all’abitazione della vittima dove si vede l’imputato arrivare poco dopo le 23 e suonare al campanello. ”

“‘mbà Cicc”, le parole proferite da Rizzi appena arrivato. Prima di allontanarsi a piedi però, poco prima di mezzanotte, si vede sempre Rizzi prendere a calci il cancello dall’esterno. In aula erano presenti i legali di parte civile.

Omicidio Dogna a Santo Spirito, il killer Antonio Rizzi a processo. I testimoni: “Aveva paura ma non denunciò”

“Franco aveva paura. Ci raccontava di una persona, che in passato aveva aiutato, che si presentava a casa sua, di sera, spaventando i vicini. Gli consigliammo di rivolgersi ai carabinieri”. Questo è quanto raccontato oggi, nell’aula della Corte d’Assise di Bari, da alcuni testimoni sentiti nel processo in cui è imputato Antonio Rizzi, il 43enne in carcere da un anno e accusato di aver ucciso il 63enne Franco Dogna.

Dogna fu trovato senza vita la mattina del 7 gennaio 2025 nel suo appartamento di via Torino, nel quartiere Santo Spirito di Bari. L’autopsia ha stabilito che fu colpito con 85 coltellate.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti l’omicidio fu compiuto al culmine di una lite. Rizzi, nella sua confessione, riferì di contrasti con la vittima relativamente all’uso di stupefacenti, ma dai risultati dell’autopsia è emerso come Dogna non avesse assunto nessun tipo di droga.

Anzi, secondo quanto ricostruito, Dogna in passato ha tentato di aiutare Rizzi permettendogli di iniziare un percorso in comunità. Dopo l’omicidio, Rizzi avrebbe iniziato a progettare una fuga all’estero ma fu arrestato tempestivamente dai carabinieri.

I due si sarebbero conosciuti anni prima, quando Rizzi lavorava nell’impresa che si occupava di pulizie nella sede della Regione Puglia. E a lui, come raccontato da alcuni amici agli inquirenti, Dogna avrebbe chiesto una mano per recuperare un credito che vantava nei confronti di un ex socio in affari con cui aveva aperto un b&b.

“Franco non lo denunciava perché temeva che venisse fuori la storia del recupero crediti del b&b”, hanno poi aggiunto i testimoni. La prossima udienza è in programma il 5 febbraio. Il fratello e la sorella di Dogna sono costituiti parte civile.

Bari, la spiaggia di Santo Spirito invasa da alici e sardine diventa virale sui social: la ricostruzione

Un vero e proprio mistero sulla spiaggia di Santo Spirito dove sono stati trovati migliaia di pesci morti lungo la riva. La testimonianza social di Onofrio Pinto ha scatenato diverse reazioni e suscitato curiosità per l’accaduto.

Si tratta di alici e sarde. Secondo le prime ricostruzioni pare che alcuni pescatori, a causa dell’eccessivo carico del peso del pescato, abbiano liberato parte in mare. I pesci sono poi stati trascinati fino alla spiaggia per la pazza gioia dei gabbiani e di qualcuno che ne ha approfittato armato di secchi.

Omicidio Dogna a Santo Spirito, al via il processo: il killer Antonio Rizzi alla sbarra. Prime testimonianze in aula

Al via il processo per l’omicidio di Franco Dogna, il 63enne informatico trovato morto l’8 gennaio scorso nella sua abitazione a Santo Spirito. Imputato il 42enne Antonio Rizzi, accusato di omicidio volontario. Contestata anche l’aggravante della crudeltà.

Secondo le indagini, Dogna fu ferito con 85 colpi sferrati da un coltello o da un forchettone da cucina. Rizzi fu fermato dai Carabinieri pochi giorni dopo, mentre stava pianificando una fuga all’estero, e confessò l’omicidio.

Quella sera, a casa della vittima, andò in scena una lite culminata con l’aggressione. Dogna, secondo quanto emerso dall’autopsia, non aveva assunto droghe, a differenza di quanto sostenuto da Rizzi.

La vittima stava cercando di far uscire il suo killer dal tunnel della tossicodipendenza. Nell’udienza di ieri hanno deposto in aula il cognato, la nipote della vittima e un vicino di casa. Si tornerà in aula il 29 gennaio.

Bari, pizzo mensile e schiaffi. Estorsioni al porto di Santo Spirito: chieste 3 condanne – I NOMI

Il pm antimafia Marco D’Agostino ha chiesto 3 condanne per Domenico Sidella (12 anni), Raffaele Altieri (9 anni) e Caterina Santoro (6 anni e 7 mesi), arrestati ad aprile 2024 con l’accusa di aver chiesto mensilmente dai 10 ai 100 euro a due proprietari delle imbarcazioni del porto di Santo Spirito a titolo di “protezione”.

I fatti risalgono al periodo compreso tra il 2021 e il 2022. Nel corso delle indagini i carabinieri hanno rilevato come un pescatore fosse stato schiaffeggiato e un’imbarcazione data alle fiamme.

Agli imputati sono contestati i reati di estorsione e incendio, entrambi aggravati dal metodo mafioso, e occupazione di spazio demaniale. Una parte del porto, infatti, sarebbe stata abusivamente chiusa con una catena e utilizzata come parcheggio abusivo. Si tornerà il aula il 30 ottobre.

Bari, 80enne perde il controllo dell’auto e finisce sui binari a Santo Spirito: circolazione in tilt

Un ultra80enne ieri ha perso il controllo della sua utilitaria finendo sui binari della stazione ferroviaria di Santo Spirito, a Bari.

L’episodio è avvenuto nel primo pomeriggio e ha provocato disagi alla circolazione dei treni. L’anziano sta bene ma è stato necessario l’intervento dei vigili del fuoco per liberare il binario 1 dalla vettura.

Per farlo, riferiscono i pompieri, è stato necessario realizzare una sorta di rampa fatta di legno e mattoni e usare un particolare argano azionato a mano. La circolazione è ripresa intorno alle 18:30.

Omicidio Dogna a Santo Spirito, rinviato a giudizio il killer di Franco Dogna: contestata l’aggravante della crudeltà

Il 4 novembre prenderà il via il processo a carico di Antonio Rizzi, l’operaio 42enne ritenuto l’assassino del 63enne barese Franco Dogna, trovato senza vita nella sua casa a Santo Spirito il 7 gennaio scorso.

L’uomo è accusato di omicidio volontario aggravato. Secondo le indagini, Dogna fu ferito con 85 colpi sferrati da un coltello o da un forchettone da cucina. Rizzi fu fermato dai Carabinieri pochi giorni dopo, mentre stava pianificando una fuga all’estero, e confessò l’omicidio.

Contestata l’aggravante della crudeltà. Il fratello e la sorella di Dogna si sono costituiti parte civile. Quella sera, a casa della vittima, andò in scena una lite culminata con l’aggressione.

Dogna, secondo quanto emerso dall’autopsia, non aveva assunto droghe, a differenza di quanto sostenuto da Rizzi. La vittima stava cercando di far uscire il suo killer dal tunnel della tossicodipendenza.

Omicidio Dogna a Santo Spirito, chiuse le indagini. La Procura: “Antonio Rizzi ha agito con crudeltà”

La Procura di Bari ha chiuso le indagini sull’omicidio di Francesco Dogna, l’informatico barese di 63 anni trovato senza vita la mattina dell’8 gennaio nella sua casa a Santo Spirito.

Il delitto è stato confessato dal 42enne Antonio Rizzi che si trova in carcere. Il reato a lui contestato è quello di omicidio volontario con l’aggravante della crudeltà. Non è stato trovato dagli inquirenti un vero movente alla base del delitto

Rizzi avrebbe ucciso Dogna colpendolo 85 volte con un coltello e con un forcone a due punte preso dalla cucina. La vittima, secondo quanto ricostruito anche dall’autopsia (il medico legale Davide Ferorelli, che ha eseguito l’esame autoptico, ha parlato di ‘overkilling’, ricorso eccessivo alla violenza), sarebbe morto per dissanguamento dopo alcuni minuti.

Rizzi, nell’interrogatorio, ha detto che lui e Dogna si frequentavano per fumare crack o assumere cocaina. Nella sua versione, per il giudice non del tutto credibile, quella sera Rizzi – dopo aver già consumato sostanza stupefacente con Dogna – avrebbe chiesto altra droga alla vittima, ma questi avrebbe rifiutato minacciandolo con un coltello. A quel punto, per difendersi, l’avrebbe colpito fino a ucciderlo, tappandogli la bocca con la mano per evitare che urlasse. Il fatto che la casa fosse in totale disordine, secondo la giudice, fa pensare che invece Rizzi abbia cercato qualcosa (probabilmente la droga) per tutta la casa prima di uccidere il 63enne.

Come già emerso, Dogna e Rizzi si conoscevano da circa 10 anni, e la vittima avrebbe anche cercato di aiutare il 42enne a superare la tossicodipendenza. Nell’ultimo periodo, però, Dogna avrebbe provato una sempre maggiore insofferenza per l’invadenza di Rizzi. Prima di fuggire, Rizzi avrebbe rubato alla vittima portafoglio, cellulare e documenti. Il killer stava pianificando anche una fuga all’estero prima dell’arresto.

Bari, auto tamponata finisce contro guardrail: 27enne rischia 2 anni di carcere per la morte di Massimiliano Colonna

La Procura di Bari ha chiesto la condanna del 27enne che, all’alba del 5 agosto 2002, tamponò sulla statale 16, tra Santo Spirito e Giovinazzo, l’auto guidata dal barman Massimiliano Colonna, facendola uscire fuori strada e causando la morte del 47enne.

Ora il giovane automobilista rischia una condanna a 2 anni di reclusione. L’auto da lui guidata viaggiava a 140 chilometri all’ora in un tratto di strada dove la velocità massima consentita è di 90 km/h.

La Procura gli contesta una condotta di guida “negligente e imprudente” e diverse violazioni del codice della strada. Non solo l’eccesso di velocità, ma anche il mancato rispetto della distanza di sicurezza.