Tragedia all’ex Ilva, morto l’operaio 36enne Loris Costantino: sindacati proclamano 24 ore di sciopero

Le segreterie nazionali di Fim, Fiom e Uilm proclamano 24 ore di sciopero a partire dalla giornata di oggi per i lavoratori diretti e dell’appalto ex Ilva in seguito all’incidente costato la vita all’operaio Loris Costantino, di 36 anni, dipendente della ditta di pulizie Gea Power.

Le organizzazioni sindacali “esprimono il loro profondo cordoglio” per la tragica scomparsa del lavoratore. “La perdita di vite umane sul fronte occupazionale – affermano – rappresenta una ferita aperta nel nostro Paese e richiede un intervento immediato e deciso. Abbiamo denunciato più volte la condizione di pericolosità degli impianti e dei luoghi di lavoro in seguito alle mancate manutenzioni”.

Le sigle metalmeccaniche ritengono “inaccettabile che si continui a pagare con la vita le conseguenze di una gestione inefficace che non garantisce né la sicurezza né tantomeno previene le situazioni di rischio. Per questo chiediamo il superamento della fase commissariale con la definizione di un assetto proprietario in cui lo Stato detiene la maggioranza e la gestione”.

“Gli infortuni mortali di Claudio Salamida e di Loris Costantino – concludono – si dovevano evitare. La sicurezza nei luoghi di lavoro deve essere una priorità assoluta. La convocazione odierna a Palazzo Chigi deve servire a tutelare la vita e la salute dei lavoratori prima di tutto e a risolvere la vertenza. Chiediamo alle Istituzioni di intervenire con fermezza e responsabilità, la tutela della vita delle lavoratrici e dei lavoratori resta il nostro impegno fondamentale”.

Vertenza Natuzzi, salta l’incontro con l’azienda. Sindacati proclamano stato di agitazione: mobilitazione il 2 marzo

Salta il tavolo con l’azienda Natuzzi in Confindustria Bari dopo la presentazione del piano industriale che prevede tagli, riduzioni e chiusure di stabilimenti. Per questo i sindacati hanno proclamato unitariamente la mobilitazione in programma il 2 marzo.

In vista del tavolo ministeriale al MIMIT a Roma, ci saranno assemblee in tutti gli stabilimenti e si terrà un presidio sotto la sede del Ministero. “Il piano aziendale è totalmente inaccettabile”, lamentano le organizzazioni sindacali.

“La strada tracciata dall’azienda è del tutto distante dalle necessità reali di chi ogni giorno manda avanti la produzione e non rilancia l’azienda – aggiungono -. Il piano rischia di determinare un netto peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro senza offrire alcuna prospettiva per una definitiva uscita dall’utilizzo degli ammortizzatori sociali”.

Sul fronte degli ammortizzatori, i numeri parlano di una sospensione media della Cigs del 45%, giudicata “un colpo durissimo ai salari” e un ulteriore elemento di precarietà strutturale. Per i sindacati l’unica via per ridurre la cassa integrazione è il rientro delle produzioni dalla Romania.

L’operaio Claudio Salamida muore nell’ex Ilva, terminato alle 7 lo sciopero: inchiesta della procura di Taranto

È terminato questa mattina alle 7 lo sciopero immediato dei dipendenti diretti e dell’appalto dell’ex Ilva in tutti i siti del gruppo proclamato dai sindacati dopo l’incidente sul lavoro di ieri, costato la vita a Claudio Salamida di 46 anni, originario di Alberobello e residente a Putignano (Bari).

L’operaio specializzato, che lascia la moglie e un figlio di 3 anni, è precipitato dal quinto piano alla parte rialzata del quarto dell’acciaieria 2 dello stabilimento di Taranto dopo un volto di circa di 7 metri.

L’uomo stava ripristinando una delle valvole che regolano l’immissione dell’ossigeno al convertitore 3 quando è precipitato nel vuoto.  Nella zona in cui si trovava solitamente c’è un pavimento grigliato ma, secondo la versione dei sindacati, erano state posizionate delle pedane in legno e metallo che poi si sono aperte per cause da accertare facendolo cadere nella parte sottostante.

Il paiolato sarebbe stato rimosso temporaneamente per consentire il passaggio di attrezzature per le operazioni di manutenzione. Il pubblico ministero Filomena Di Tursi ha aperto una inchiesta per accertare dinamica e responsabilità disponendo il sequestro probatorio del quinto e del quarto livello.

Tragedia all’ex Ilva, operaio precipita e muore: Alberobello piange il 47enne Claudio Salamida. Sciopero di 24 ore

È Claudio Salamida, l’operaio originario di Alberobello di 47 anni, morto oggi dopo essere precipitato dal quinto al quarto piano dell’impianto mentre era in servizio all’Acciaieria 2 dello stabilimento ex Ilva di Taranto. Lascia la moglie e un figlio piccolo.

Lo si apprende da fonti sindacali. L’uomo era impegnato nelle attività di controllo delle valvole quando si è verificato l’incidente che sarebbe avvenuto al convertitore 3. Il lavoratore sarebbe caduto per diversi metri in seguito al cedimento di un pavimento grigliato. Sul posto sono intervenuti i responsabili della sicurezza e il personale sanitario che ha tentato a lungo le manovre di rianimazione.

Il lavoratore è deceduto per le gravi lesioni riportate. I funzionari dello Spesal hanno avviato gli accertamenti per ricostruire la dinamica e verificare il rispetto delle procedure di sicurezza.

“A seguito dell’incidente mortale verificatosi a Taranto in Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria, le organizzazioni sindacali di Fim, Fiom, Uilm dichiarano 24 ore di sciopero a partire da subito da svolgersi in tutti i siti del gruppo con articolazioni territoriali – fanno sapere i sindacati -. In attesa di conoscere la dinamica concludono i sindacati – tutti i lavoratori dell’ex Ilva e del mondo metalmeccanico si stringono intorno alla famiglia del lavoratore”.

Casamassima, turni massacranti e atteggiamenti vessatori. Sciopero a Primark: “Negato il tempo per bere l’acqua”

Tensione al Parco Commerciale di Casamassima tra i dipendenti Primark. Questa mattina, giorno dell’antivigilia di Natale, è andato in scena uno sciopero con presidio all’esterno del punto vendita.

“Primark  – spiega Marco Dell’Anna Segretario Generale Uiltucs Puglia – conferma un atteggiamento intollerabile di multinazionale che agisce in sfregio alle basilari regole del confronto sindacale e violando persino le norme del contratto nazionale. È deplorevole la condizione delle lavoratrici e lavoratori part time involontari, condannati ad orari di 18 o 20 ore settimanali mentre l’azienda contestualmente utilizza lavoratori interinali sino a 40 ore settimanali”.

“Con l’ulteriore beffa di una flessibilità indiscriminata che ne pregiudica anche la condizione minima di benessere. Ma l’azienda continua ad essere sorda al confronto sugli organici e le tipologie contrattuali utilizzate – aggiunge -. È preoccupante anche la scarsa attenzione dell’azienda alle tematiche di salute e sicurezza, con il personale sprovvisto dei necessari dpi e senza supporti ergonomici in cassa.

“Stiamo contrastando  persino atteggiamenti vessatori nei confronti del personale, addirittura cronometrato nei tempi delle pause fisiologiche e per fermarsi a bere dell’acqua – conclude -. Siamo di fronte ad una deriva inaccettabile per il nostro territorio, Primark dovrebbe perseguire l’obiettivo di creare buona occupazione, ad oggi registriamo solo massimizzazione del profitto sulla pelle delle persone. Abbiamo già coinvolto ispettorato e Spesal per le violazioni in atto, ma proseguiremo con le nostre azioni di lotta, la dignità delle persone e del territorio non può essere alla mercé della multinazionale di turno. Coinvolgeremo anche le istituzioni, è un interesse generale controllare che queste aziende si insedino sul territorio creando buona occupazione piuttosto che ulteriore precarietà”.

Amiu Puglia, sciopero il 10 dicembre a Bari e Foggia: garantiti i servizi indispensabili

Le organizzazioni sindacali del settore (Fp Cgil, Cisl, Fiadel e Uiltrasporti) hanno proclamato per mercoledì 10 dicembre 2025 lo sciopero del settore di igiene ambientale che coinvolgerà le città di Bari e di Foggia.

Come previsto dalla legge 146 del 1990, nonché dall’Accordo nazionale del 1° marzo 2001 tra associazioni datoriali e organizzazioni sindacali del settore, anche a Bari e a Foggia saranno garantiti i servizi ritenuti indispensabili ossia: la raccolta dei rifiuti presso le utenze comunitarie (scuole, enti assistenziali, ospedali, case di cura, hub vaccinali, comunità terapeutiche, ospizi, centri di accoglienza, orfanotrofi, stazioni ferroviarie, marittime ed aeroportuali, caserme, carceri) nonché la pulizia dei mercati e delle aree di grande interesse turistico museale (limitatamente al 20% del centro storico).

Per gli altri ambiti, compresa la raccolta domiciliare, nella giornata di domani l’Azienda non potrà garantire il normale svolgimento del servizio. Si invitano pertanto i Cittadini alla collaborazione per limitare eventuali disagi.

Ex Ilva, dalle 12 di oggi sciopero a oltranza contro il Piano del Governo: “Stabilità e dignità ai lavoratori”

Fim, Fiom, Uilm e Usb di Taranto hanno proclamato uno sciopero a oltranza a partire dalle ore 12 di oggi e fino a nuova comunicazione, per protestare contro il Piano presentato dal governo.

La mobilitazione, spiegano le sigle in una nota congiunta, ha l’obiettivo di richiedere un incontro urgente per l’apertura di un unico tavolo a Palazzo Chigi, finalizzato a ottenere il ritiro del Piano e ad avviare “un confronto serio e costruttivo” sui diritti, sulla sicurezza e sul futuro dei lavoratori.

Lo sciopero viene definito “un momento fondamentale per difendere i diritti di tutti i lavoratori e garantire stabilità e dignità”. Nello stabilimento siderurgico Acciaierie d’Italia in As di Taranto, oltre allo sciopero immediato proclamato, sono in corso blocchi e cortei di lavoratori.

Una protesta “per dire no al piano presentato dal governo – sottolineano le sigle metalmeccaniche – e per rivendicare un confronto sul futuro ambientale e occupazionale dello stabilimento”. I blocchi riguardano strade interne e binari. Questo, spiegano fonti sindacali, sta comportando anche il fermo dei carri siluro.

“Chiediamo al governo – ha sottolineato Vincenzo La Neve, coordinatore di fabbrica della Fim Cisl – di riconvocare immediatamente le organizzazioni sindacali a Palazzo Chigi e chiediamo con tutta la forza che hanno le organizzazioni sindacali di ritirare quel piano vergognoso di chiusura. Non è un piano corto, è un piano di chiusura”.

Bari, sciopero generale nazionale del comparto Igiene ambientale: “Amiu garantirà i servizi indispensabili”

Per l’intera giornata di oggi, 17 ottobre, le organizzazioni sindacali Fp Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Fiadel hanno proclamato uno sciopero generale nazionale degli addetti al comparto di Igiene ambientale per il mancato rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale delle aziende del settore ambiente.

Come previsto dalla legge del 1990, nonché dall’Accordo nazionale del 1° marzo 2001 tra associazioni datoriali e organizzazioni sindacali del settore, Amiu Puglia assicurerà su tutto il territorio comunale i servizi ritenuti indispensabili dalla norma, ovvero la raccolta e il trasporto dei rifiuti solidi urbani pertinenti a utenze scolastiche, mense di enti assistenziali, ospedali, case di cura, hub vaccinali, comunità terapeutiche, ospizi, centri di accoglienza, stazioni ferroviarie, marittime ed aeroportuali, caserme, carceri, nonché lo spazzamento, la raccolta dei rifiuti e il lavaggio dei mercati, e infine lo spazzamento delle aree di sosta attrezzate e delle aree di grande interesse turistico museale del centro storico.

L’azienda invita perciò i cittadini a limitare allo stretto necessario il conferimento dei rifiuti nella giornata di domani. Le attività di raccolta riprenderanno regolarmente a partire da sabato 18 ottobre.

Infissi rotti, bagni sporchissimi e invasi da mozziconi di sigarette: sciopero degli studenti del De Lilla a Bari

Sciopero questa mattina da parte degli studenti della sede dell’istituto socio-sanitario Santarella-De Lilla situata in via Celso Ulpiani a causa delle condizioni del plesso scolastico.

“Dobbiamo convivere tra blatte, muri cadenti e sporcizia ovunque. La scuola è pericolante”, lamentano gli studenti. Immagini e video arrivati in redazione denunciano una precaria e sconcertante condizione igienico-sanitaria soprattutto dei bagni, sporchissimi e pieni di mozziconi di sigarette.

Ma non solo. “Anche gli infissi sono rotti e le tapparelle non funzionano”, aggiunge qualcuno. “In una scuola dove studiano igiene e cultura si possono avere dei bagni in questa situazione? Le ragazze non possono neanche andare a fare la pipì a rischio di infezioni”, conclude.

Bari, sciopero dei tassisti contro l’ingresso di Uber nel sistema di trasporto pubblico: “Agiscono oltre le regole”

I tassisti aderenti alla cooperativa Taxi Bari aderiscono allo sciopero nazionale indetto per “contrastare l’ingresso di Uber taxi nel sistema del trasporto pubblico non di linea”.

Lo comunica in una nota la categoria evidenziando che “l’arrivo della multinazionale sta compromettendo la serenità e la professionalità di migliaia di tassisti in tutta Italia, introducendosi nel mercato con modalità ritenute scorrette e in contrasto con le normative comunali che regolano l’attività dei conducenti”.

Secondo gli esponenti di Taxi Bari, “alcuni autisti di Uber Taxi agiscono al di fuori delle regole e delle consuetudini che da anni garantiscono un equilibrio nel settore, alterando la concorrenza e mettendo a rischio la sostenibilità del servizio taxi.

Inoltre, l’impatto non si limita agli operatori: anche i consumatori subiscono conseguenze negative, a partire da una scarsa trasparenza dei costi e delle condizioni, con un servizio che, tolte le promozioni iniziali, può rivelarsi meno vantaggioso”.

I tassisti di Bari dicono quindi no a questo modello “per difendere la legalità e la qualità del servizio”. Da oggi, annunciano, “su tutti i taxi Bari verrà posto un cartello informativo che mette in guardia”.