La condanna riguarda alcune dichiarazioni fatte dal fondatore del M5s durante la trasmissione “Anno Zero” (Raidue) del 9 giugno 2011. Grillo parlò dell’assenza della parlamentare barese in Aula in occasione del voto sulla proposta di accorpare nell’Election day il referendum sull’acqua pubblica a quello amministrativo del maggio 2011.
Continue readingComune di Ostuni, il Tar conferma lo scioglimento per infiltrazioni mafiose: “Amministratori incapaci a resistere”
Per il Tar del Lazio i dati raccolti “dimostrano in maniera inequivoca l’infiltrazione criminale nella struttura burocratica”.
Continue readingNodo ferroviario Bari Sud, sospesa autorizzazione al progetto. Emiliano: “Regione impugnerà sentenza del Tar”
“La Regione procederà all’impugnazione della sentenza. Siamo dispiaciuti di questa sentenza ma confidiamo nella giustizia. Il Consiglio di Stato aveva già bocciato la sospensione dei lavori che il Tar Puglia aveva emesso d’urgenza. Quindi noi siamo convinti che il Consiglio di Stato seguirà l’orientamento già espresso e sbloccherà il cantiere”. Così il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, a margine della Conferenza delle Regioni che si è tenuta oggi a Roma, rispondendo alle domande dei giornalisti sul nodo ferroviario. “Il Tar ha annullato un’autorizzazione paesaggistica per vizi formali, con i lavori che sono oltre la metà” ha spiegato Emiliano. Secondo l’Avvocatura regionale, il Tar di Bari si è dichiaratamente discostato dalle indicazioni del Consiglio di Stato in sede cautelare e ha tutelato l’interesse dominicale dei proprietari a sacrificio dell’interesse pubblico alla celere realizzazione di un’opera strategica che le comunità locali attendono da molto tempo.
Secondo il giudice amministrativo di primo grado, l’accoglimento del ricorso avrebbe l’effetto di bloccare i lavori in relazione alla parte dell’opera ferroviaria che interferisce con la proprietà privata, spingendosi ad affermare il possibile spostamento del tracciato ferroviario progettato da RFI. La sentenza, di fatto, comporta invece una dannosa interruzione dei lavori di realizzazione dell’intero intervento e una inammissibile regressione del procedimento di quasi dieci anni, che riporta le lancette dell’orologio alla fase della progettazione preliminare, se non addirittura alla fase dello studio di fattibilità, in cui gli Enti preposti avevano già analizzato le varie opzioni e verificato la mancanza di soluzioni alternative al tracciato prescelto, anche da un punto di vista ambientale e paesaggistico. Insomma il Tar ha cancellato dal mondo giuridico le successive e laboriose fasi procedimentali, ormai concluse, che hanno condotto all’esecuzione dei lavori in corso determinando la concreta inattuabilità di qualunque altra alternativa progettuale. La scelta di uno specifico tracciato è inevitabilmente ed inscindibilmente connessa ad una più ampia infrastruttura lineare, che ha già cominciato ad avere esecuzione.
Le “carrozze d’oro” di Ferrovie Sud Est, assolti Fiorillo e altri quattro imputati: “Il fatto non sussiste”
Luigi Fiorillo, ex amministratore unico di Ferrovie Sud-Est, è stato assolto dalla giudice del Tribunale di Bari Luna Calzolaro nell’ambito del processo sulle presunte truffe ai danni della Regione Puglia per l’acquisto di 52 vagoni pagati – secondo l’accusa – più del prezzo di mercato. Le accuse si riferivano a fatti avvenuti tra il 2006 e il 2012 e il processo era cominciato nel 2017. Con Fiorillo sono stati assolti, perché “il fatto non sussiste”, anche Carlo Beltramelli, Marzo Mazzocchi, Giuseppe Fiaccadori e Alfonso Nicola. Il giudice ha inoltre escluso la responsabilità delle società Ferrovie del Sud-Est e Servizi automobilistici.
L’indagine verteva sull’acquisto di 52 vagoni di seconda mano pagati più di 115 milioni di euro, ovvero 23 milioni in più del prezzo di mercato, secondo i magistrati. Le indagini condotte dalla guardia di finanza avevano ipotizzato due truffe fra il 2006 e il 2012. La prima riferita all’acquisto di 27 vagoni nuovi dalla società polacca Pesa, pagati 93 milioni di euro (circa 12 in più del prezzo di mercato secondo la Procura). La seconda riferita all’acquisto di altre 25 carrozze ristrutturate dalla società Varsa, pagate 22 milioni 500mila euro, il doppio del reale valore secondo gli inquirenti. Per questo il giudice nel 2016 aveva disposto il rinvio a giudizio per le presunte truffe, dichiarando invece il non luogo a procedere “perché il fatto non sussiste” per i reati fiscali contestati a Fiorillo e la prescrizione per un episodio di corruzione. Entro trenta giorni saranno rese note le motivazioni della sentenza di assoluzione.
Bari, 34enne ucciso durante una gara di velocità tra auto: “Per Oreste e Abbinante è stata solo una bravata”
Sono state pubblicate le motivazioni della sentenza con cui sono stati condannati rispettivamente a 8 anni e a 8 anni e 4 mesi di reclusione il 22enne Francesco Abbinante e il 25enne Giuseppe Oreste, responsabili della morte di Onofrio Ricupero.
Continue readingEvasione fiscale e autoriciclaggio: l’ex vicepresidente del Foggia Curci condannato a 4 anni e 4 mesi
La sentenza della Corte di appello di Milano. Curci in primo e secondo grado fu condannato a 6 anni di reclusione, ma la Cassazione aveva annullato perché la difesa lamentava un calcolo errato della pena.
Continue readingBari, uccise la ex e nascose il cadavere in fabbrica dismessa. I giudici: “Ignazio Piumelli schiavizzò Margherita”
Ignazio Piumelli avrebbe “esercitato su Margherita poteri corrispondenti a quelli del diritto di proprietà, riservandole un trattamento paragonabile a quello del padrone nei confronti dello schiavo”. È quanto si legge nelle motivazioni della sentenza della Corte di Assise per il pregiudicato 53enne di Molfetta, condannato il 21 marzo scorso alla pena di 14 anni e 6 mesi di reclusione per la riduzione in schiavitù e vilipendio di cadavere della ex compagna, la 50enne di origini polacche Zlezak Malgorzata, detta Margherita. Piumelli è stato invece assolto con formula dubitativa dal più grave reato di omicidio volontario. I resti della donna furono trovati scheletriti nel maggio 2017 nelle ex acciaierie Scianatico di Bari, cinque anni dopo la morte. Stando alle indagini della Squadra mobile, coordinate dal pm Gaetano de Bari, l’uomo avrebbe picchiato la compagna per mesi, trascinandola da un dormitorio all’altro, fino a seppellirne il cadavere.
“Il rapporto tra i due di sentimentale non aveva nulla, posto che si basava sulla paura, oltre ad essere tormentato e burrascoso con la donna totalmente sottomessa e ridotta a mera res – si legge nelle motivazioni della sentenza -. La relazione era connotata in termini di violenza fisica e psichica ai danni della donna, attesa l’indole oltremodo gelosa, possessiva e violenta dell’uomo”. Durante il processo sono stati ascoltati i volontari della comunità frequentata dalla coppia e altri senza fissa dimora che hanno conosciuto i due tra dormitori e mense. “Piumelli era molto possessivo, al punto che se Margherita si avvicinava a qualcuno per parlare, lui la portava in disparte e la massacrava”, hanno raccontato in coro tutti, tanto da definire la sua gelosia a tratti “delirante”. Un’altra testimone ha raccontato che “Margherita aveva detto che il compagno la voleva uccidere”. La donna cercò di “interrompere la relazione ma lui l’aveva picchiata selvaggiamente con calci e pugni e con tutto ciò che gli era capitato a tiro, prima di allontanarsi ubriaco chiudendola a chiave per l’ennesima volta”. Anche la ex di Piumelli è stata ascoltata durante le indagini e il processo e ha definito l’uomo un “mostro per le sue condotte possessive, violente e aggressive”.
Mafia, quasi due secoli di carcere alla Cupola della Società Foggiana – TUTTI I NOMI
La sentenza è stata emessa al termine del processo di primo grado Decimabis, svoltosi a Bari con rito abbreviato, nei confronti di 29 imputati, tra boss e affiliati alla Società foggiana, esponenti dei clan Trisciuoglio-Tolonese, Sinesi-Francavilla e Moretti-Pellegrino-Lanza.
Continue readingTraffico e detenzione di armi da guerra, il giudice: “De Benedectis e complici si sentivano impunibili”
Le motivazioni della sentenza di fine giugno che ha condannato alla pena di 12 anni e 8 mesi di reclusione l’ex gip di Bari Giuseppe De Benedictis e l’imprenditore agricolo Antonio Tannoia.
Continue readingNodo ferroviario Bari-Torre a Mare, Consiglio di Stato conferma inizio lavori: “Opera strategica”
Respinto il ricorso per revocazione presentato dai proprietari delle aree di Lama San Giorgio, attraversate in futuro dai binari, e dal comitato presieduto da uno di loro.
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