“Per la prima volta ad Andria, è stato registrato l’atto di nascita di un bambino, figlio di coppia omogenitoriale, che ho personalmente firmato. Ho accolto il piccolo, figlio di mamma biologica e mamma intenzionale”.
Inizia così il post pubblicato sui social dalla sindaca Giovanna Bruno. “Andria fa così da apripista nelle procedure anagrafiche, avendo recepito immediatamente quanto disposto dalla sentenza della Corte Costituzionale n. 68/2025, destinata a cambiare la storia del diritto di famiglia – si legge -. Essa stabilisce infatti che i bambini nati in Italia da due donne che hanno condiviso il progetto genitoriale, devono essere riconosciuti fin dalla nascita come figli di entrambe le madri. Riconoscere un diritto è civiltà. Che esime tutti dai giudizi”.
“Andria si dimostra all’altezza, sottolineando ancora una volta di più l’impegno di questa amministrazione a fare in modo che sia davvero ‘Città dei diritti’. Di pochi mesi fa è l’istituzione del Gender City Manager, figura che aiuta a rafforzare questa idea di Città – aggiunge -. Che fa il paio, a proposito di diritti, con un’altra figura che abbiamo di recente istituito: quella del Disability Manager, per tutelare maggiormente i diritti dei soggetti fragili, fare da cassa di risonanza per i loro bisogni, le loro idee”.
“Insomma, Andria Città moderna e all’avanguardia – conclude -. Ringrazio il nostro settore anagrafe, con il dott. Sabino Bafunno a coordinarlo. Bravi!
Ringrazio l’assessore al Futuro Viviana di Leo e l’Assessore alla Sicurezza Pasquale Colasuonno con cui abbiamo salutato il neo arrivato, Vincenzo, alle cui mamme, come a tutti i genitori dei neonati registrati da noi, ho donato i semi di ulivo, segno delle radici della nostra terra. Auguri di ogni bene. Ben arrivato ad Andria, piccolino”.









