Dopo avervi introdotto Domenico Abbattista, il nuovo ospite della Casa di Quinto Potere, è arrivato il momento di conoscere meglio la sua storia. Ha ammesso tutte le sue responsabilità e i suoi sbagli che lo hanno portato in carcere, non dimenticando il male che ha fatto alle persone care e più vicine. Ora cerca il riscatto.
Titoli di studio falsi, da truffa a ossessione. Tolte le offese dai social: Ricchiuti banna Antonio
Travolti dallo scandalo sui titoli di studio falsi, Savino Cianci e Lucia Catalano, hanno scelto quintopotere.it per dire la loro verità. Circa 800 persone finite in un giro di titoli senza alcun valore, vissuti a lungo con l’illusione di riuscire così a entrare per esempio nelle graduatorie per l’insegnamento nella scuola.
Un giro d’affari milionario partito da Reggio Calabria con l’operazione “Lucignolo” e sfociato a Trani in un’altra inchiesta, denominata “Zero titoli”. Un sistema partito dalla Calabria, firmato dalle sorelle Modaffari e dalla mamma Anna Maria.
Dopo la prima lunga testimonianza contenuta nel primo servizio e aver parlato con Cianci del tribunale mediatico, ci siamo anche occupati del tribunale dei social con la dottoressa Catalano, focalizzando l’attenzione su un gruppo Facebook dove i due vengono attaccati quotidianamente, in particolare da Pietro Ricchiuti, una delle vittime della truffa.
Offese e insulti alla ricerca di una giustizia “privata” che si estendono anche all’intera famiglia dei due, coinvolgendo anche amici estranei e minori. Una vera e propria ossessione. Qualcosa sembra essere cambiato dopo la messa in onda del servizio, tanti messaggi sono stati rimossi dal gruppo, mentre Ricchiuti ha inviato una lettera di diffida alla nostra redazione per chiedere la cancellazione del video precedente.
Titoli di studio falsi, da truffa a ossessione. Catalano nel mirino: “Minacce e offese deliranti”
Travolti dallo scandalo sui titoli di studio falsi, Savino Cianci e Lucia Catalano, hanno scelto quintopotere.it per dire la loro verità. Circa 800 persone finite in un giro di titoli senza alcun valore, vissuti a lungo con l’illusione di riuscire così a entrare per esempio nelle graduatorie per l’insegnamento nella scuola.
Un giro d’affari milionario partito da Reggio Calabria con l’operazione “Lucignolo” e sfociato a Trani in un’altra inchiesta, denominata “Zero titoli”. Un sistema partito dalla Calabria, firmato dalle sorelle Modaffari e dalla mamma Anna Maria.
Dopo la prima lunga testimonianza contenuta nel primo servizio e aver iniziato a parlare con Cianci del tribunale mediatico, questa volta parliamo del tribunale dei social con la dottoressa Catalano.
Esiste un gruppo Facebook dove i due vengono attaccati quotidianamente in particolare da Pietro Ricchiuti, una delle vittime della truffa, in post approvati dall’amministratore Guido Santilli.
Offese e insulti alla ricerca di una giustizia “privata” che si estendono anche all’intera famiglia dei due, coinvolgendo anche amici estranei e minori. Una vera e propria ossessione che si estende anche a messaggi privati inviati su WhatsApp ma non solo. Nel video allegato tutti i dettagli.
“Nonna aiutami papà è nei guai”. Truffatori rubano oro e soldi a Maria: “Pensavo di essere furba”
Le truffe agli anziani aumentano giorno dopo giorno. Questa volta vi raccontiamo quanto accaduto a Maria. Siamo andati a trovarla per ripercorrere le varie tappe dell’escamotage ideato dalla banda, la vittima è stata ingannata e ha consegnato soldi e gioielli in oro. Ha voluto essere intervistata per mettere in guardia altri anziani. Ecco il suo racconto.
“Orecchiette” buttate nei cassonetti. Il vecchio video svela la truffa: “Franca togli tutto le Iene”
Siamo stati letteralmente inondati di messaggi e segnalazioni sui nostri canali social nelle ultime ore. In tanti ci avete inoltrato il reel pubblicato su Instagram da Davide Petrelli.
Il video è stato registrato a novembre scorso, ma è stato diffuso sui social solo nei giorni scorsi. Un blitz all’Arco Basso di una troupe delle Iene genera il panico tra le signore delle orecchiette. Una ragazza corre spaventata per avvisare di “togliere tutto”.
A testimonianza di come i prodotti esposti sui banchetti e venduti ai turisti non siano artigianali, ma industriali. Quello che denunciamo da mesi. E da novembre scorso ad oggi la situazione non è assolutamente cambiata, come vi abbiamo raccontato. E siamo tornati anche rovistare nei cassonetti e ripescare i soliti cartoni.
Orecchiette a Barivecchia, impazza la truffa. Il vero problema è Antonio: “Vuoi proprio le mazzate”
Torniamo a parlare delle orecchiette di Barivecchia perché la truffa continua all’Arco Basso. Al momento le indicazioni date alle pastaie restano tutte teoriche. Siamo tornati sul posto e nulla è cambiato. E come sempre il problema è Quinto Potere.
Continue readingOrecchiette all’Arco Basso, finita la sceneggiata a favore di telecamera: la truffa continua
Lo sciopero è già finito. Le pastaie del borgo antico di Bari, dopo le multe per occupazione di suolo pubblico ricevute nei giorni scorsi, avevano deciso due giorni fa di incrociare i mattarelli e non impastare in segno di protesta, nonostante i vicoli siano stracolmi di turisti.
C’eravamo recati sul posto e ancora una volta l’accoglienza era stata tremenda. Siamo stati apostrofati nel peggiore dei modi e aggrediti. Il video ha fatto il giro d’Italia.
Come immaginavamo, la sceneggiata a favore di telecamera è finita subito e così la truffa è potuta ripartire. E siamo tornati sul posto per documentare il ritorno alle origini.
Sabato Subito e l’illusione dell’Eldorado Cripto: “Picchiato dai suoi adepti. Attenti è una truffa”
Truffe ad assicurazioni e falsi incidenti, 18 indagati a Brindisi: perquisizioni in studi legali e all’ospedale Perrino
Nell’ambito di un’inchiesta della procura di Brindisi su alcune presunte truffe alle compagnie assicurative con falsi incidenti, ieri mattina ci sono state diverse perquisizioni in alcuni reparti e uffici dell’ospedale Perrino di Brindisi, in due cliniche ed in quattro studi legali tra le province di Brindisi e Taranto.
Sarebbero almeno 18 gli indagati, in questa prima fase investigativa. L’ipotesi di reato, nell’inchiesta coordinata dal pm Luca Miceli e condotta dalla Guardia di finanza, è quella di associazione a delinquere finalizzata al falso e a conseguire l’indennizzo di un’assicurazione, distruggere, disperdere, deteriorare; falsità ideologica in certificati commessa da persone esercenti un servizio di pubblica necessità; falsità materiale commessa dal privato; falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici.
Le perquisizioni di oggi hanno riguardato l’acquisizione di documentazione e di informazioni presenti in dispositivi informatici e digitali tra pc e smartphone.
Voglia di sushi a Pasquetta, conto da 137 euro: Rosa e l’altro genio della truffa in fuga dal Gohan
I geni del crimine hanno colpito ancora, questa volta nel giorno di Pasquetta. A quanto pare i moschettieri hanno il debole del sushi. Dopo Sushic, è toccato infatti a Gohan vedere sfumare nell’aria un conto da 137 euro. Protagonista sempre Rosa e un altro uomo.
Ricordiamo i vari colpi messi a segno nelle ultime settimane. La banda è scappata via dal Cortigiano senza pagare un conto da 400 euro, dal Jamboree dopo aver consumato dolci e amari, dal già citato ristorante giapponese Sushic e dalla pizzeria Da Donato. Rigorosamente senza spendere nemmeno un centesimo.
Non solo bar, ristoranti e pizzerie. Da anni la banda mette a segno furti anche nei supermercati. La situazione è delicata, anche perché di mezzo c’è un minore, finito in comunità con la sua mamma. Siamo riusciti a risalire alla loro identità e ci siamo presentati a casa loro, ma nessuno ci ha risposto o aperto la porta.
Pare, secondo le informazioni in nostro possesso, che l’assistente sociale non fosse a conoscenza di tutta questa storia e che l’abbia appresa tramite i nostri video. Intanto Rosa e i tre moschettieri sembrano non volersi fermare.










