“T’ammazzo”, avvocato e amministratore comunale a processo. La ex: “Un incubo ho paura”

Un avvocato 45enne barese è finito a processo per maltrattamenti nei confronti della moglie anche alla presenza del figlio di 4 anni. Vi avevamo già raccontato questa storia qualche settimana fa e la vicenda ha fatto parecchio scalpore.

Gli eventi risalgono al periodo dal 2022 al 2024 quando l’uomo ha scoperto la relazione extraconiugale della donna con un’altra persona. L’avrebbe strattonata, minacciata e umiliata in diverse occasioni, definendola “putt**a, tr**a, grassa e parassita”.

Ma non solo. “Ti tolgo davanti”, “ti faccio dormire in ospedale”, “ti grattugio la testa a terra”, “ti butto sulla statale mentre cammino ad alta velocità”,” ti tiro un pugno e ti ammazzo”, sono alcune delle frasi proferite.

In un’occasione le avrebbe strappato la maglia e in un’altra avrebbe accelerato all’improvviso dicendola che l’avrebbe veramente buttata fuori dall’auto, salvo poi non farlo solo per l’arrivo dei Carabinieri. Si tornerà in aula il 26 febbraio prossimo, la vittima ha deciso di parlare ai nostri microfoni. Ci siamo recati a Casamassima, ecco la forte testimonianza della donna.

“Fai schifo muori”, umilia e picchia la moglie per 10 anni: braccialetto elettronico per avvocato barese

“Fai schifo”. “Muori. “Sei una donna inutile, incapace di fare la madre. Non vali nulla, senza di me morirai di fame”. Queste sono solo alcune delle frasi proferite da un avvocato civilista barese di 36 anni nei confronti della moglie. Vessazioni che sarebbero andate avanti per 10 anni e che hanno portato la vittima a denunciare.

La gip Paola Angela De Santis ha disposto nei confronti delll’avvocato il divieto di avvicinamento alla persona offesa, con applicazione del braccialetto elettronico. Umiliazioni, pressioni psicologiche e anche violenze fisiche. La denuncia è scatta dopo l’ennesima aggressione, la donna si è recata al Policlinico con lividi sulle braccia.

Nell’inchiesta sono state anche acquisite le testimonianze e i racconti dei genitori di lei e degli amici della coppia. I maltrattamenti sarebbero iniziati quando la donna era incinta della primogenita e proseguiti negli anni successivi, anche alla presenza della figlia. L’uomo è stato interrogato e ha negato ogni accusa.