Violenze sessuali in Puglia, indagini a Lecce e Ostuni: vittime due giovanissime. Indagati due ragazzi

Due distinti episodi di presunta violenza sessuale in Puglia sono al centro di altrettante indagini. Il primo caso riguarda una 17enne di Milano, in vacanza nella zona, che ha denunciato di essere stata vittima di una violenza da parte di un coetaneo conosciuto poco prima.

L’episodio sarebbe avvenuto lo scorso 8 agosto sulla spiaggia di Pescoluse, marina di Salve. La Procura per i minorenni di Lecce ha aperto un’inchiesta e il ragazzo è attualmente indagato. Gli investigatori hanno sequestrato i telefoni cellulari di entrambi i giovani e disposto accertamenti tecnici irripetibili per analizzare chat e messaggi utili a ricostruire quanto accaduto.

Un secondo episodio è stato denunciato da una giovane dipendente di un locale del litorale di Ostuni, che avrebbe subito una presunta violenza sessuale domenica sera, su una spiaggia nella zona di Pilone.

Secondo il racconto fornito agli investigatori, la donna sarebbe stata prima derubata e molestata e successivamente costretta a un rapporto sessuale. Dopo essere riuscita a fuggire, ha chiesto aiuto ad alcuni colleghi, che l’hanno accompagnata in ospedale per gli accertamenti previsti nei casi di violenza sessuale.

Il presunto aggressore, più giovane della donna, è stato identificato e denunciato a piede libero. La sua posizione è ora al vaglio della Procura di Brindisi. Gli agenti del commissariato di Ostuni stanno ricostruendo la dinamica dell’accaduto, mentre sulla vicenda viene mantenuto il massimo riserbo a tutela della vittima.

Castellana, rapporti sessuali registrati con ragazze minorenni: arrestato imprenditore 55enne

Nei giorni scorsi la Polizia di Stato di Bari ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Bari, su richiesta della Procura della Repubblica, nei confronti di un imprenditore 55enne, incensurato, di Castellana Grotte, ritenuto responsabile di reati sessuali in danno di ragazze minori di età.

Con la doverosa premessa che si tratta di accertamenti compiuti nella fase delle indagini preliminari, che necessitano della successiva verifica processuale nel contraddittorio con la difesa.

L’indagine ha preso spunto dalla denuncia presentata, negli uffici della Squadra Mobile della Questura di Bari, dalla mamma di una ragazza minore d’età, alla quale la figlia ha confessato di aver subito una relazione sessuale prolungata, quando era infra-quattordicenne, con un amico di famiglia, all’epoca 50enne.

I riscontri eseguiti hanno favorito l’identificazione di una seconda ragazza, vittima dell’uomo, anche lei di età inferiore ai 14 anni.

Dalla delicata indagine, nel corso della quale sono stati eseguiti “ascolti in modalità protetta”, intercettazioni, sopralluoghi ed esami dei contenuti dei supporti telefonici ed informatici, è emerso un quadro indiziario ben definito a carico dell’indagato, per i delitti di violenza sessuale aggravata e continuata, in danno delle predette ragazze, produzione e tentativo di produzione di materiale pedopornografico, mediante impiego delle medesime vittime. I fatti contestati, complessivamente, si sono svolti dall’anno 2020 all’anno 2024.

Alla luce della gravità dei fatti occorsi, questa Procura della Repubblica ha richiesto ed ottenuto l’emissione di un provvedimento cautelare in carcere, cui è stata data pronta esecuzione da personale della Squadra Mobile di Bari.

È importante sottolineare che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che, all’esecuzione della misura cautelare odierna, seguirà l’interrogatorio di garanzia e il confronto con la difesa degli indagati, la cui eventuale colpevolezza, in ordine ai reati contestati, dovrà essere accertata in sede di processo, nel contraddittorio tra le parti.