Orrore nel Foggiano, quattro cuccioli abbandonati in un cassonetto dei rifiuti: salvati da cittadini e volontari

Quattro cuccioli di cane abbandonati sono stati recuperati questa mattina dagli ispettori ambientali in località Scalo dei Saraceni, frazione di Manfredonia (Foggia) lungo la strada provinciale 141.

Stando a quanto riferito dal comandante Giuseppe Marasco, i cuccioli, che sembrano in buone condizioni di salute, erano in un cartone all’interno di un cassonetto dei rifiuti.

A ritrovarli, stando a quanto riferito dall’ispettore ambientale, alcuni cittadini che, nell’aprire il cassonetto per gettare i rifiuti, avrebbero visto i cuccioli, lasciati lì con ogni probabilità nella serata di domenica. I residenti si sono presi cura degli animali fino all’arrivo degli ispettori ambientali e dell’Enpa (ente nazionale protezione animali) di Manfredonia.

Arresto cardiaco in auto, 57enne rianimato dai volontari di Torre a Mare: “Orgogliosi del nostro lavoro”

“Ci siamo imbattuti, fortuitamente, in una situazione di estrema emergenza. Un uomo di 57 anni in arresto cardiaco, accasciato nella propria auto. Senza esitazione, i nostri volontari sono intervenuti immediatamente, attivando le manovre di rianimazione cardiopolmonare ( RCP) e utilizzando il defibrillatore( DAE)”.

Inizia così il post pubblicato sui social dall’associazione ODV (V.T.M. volontari Torre a Mare). “Grazie alla prontezza, alla formazione e al gioco di squadra, siamo riusciti a ottenere il ROSC (ritorno della circolazione spontanea) prima dell’arrivo in ospedale – si legge -. Un intervento tempestivo può fare la differenza tra la vita e la morte”.

“Oggi ne abbiamo avuto l’ennesima, potente conferma – conclude l’associazione -. Siamo orgogliosi di essere una presenza attiva e concreta sul territorio, pronti a intervenire dove c’è bisogno. Essere volontari significa essere al posto giusto al momento giusto con competenza e passione”.

Gioia, incendio divampa e raggiunge maneggio: asini e cavalli salvati da volontari e Vigili del Fuoco – FOTO

Un grave e pericoloso incendio, sviluppatosi domenica alle 13, ha messo a serio rischio l’incolumità di una dozzina di quadrupedi, all’interno di un maneggio situato a ridosso del macello di Gioia del Colle.

Un primo rogo si era già sviluppato nella giornata di sabato con l’intenso fumo che aveva letteralmente invaso le abitazioni situate nei pressi della zona coinvolta dall’incendio.

I volontari arrivati sul posto, dopo aver constatato la gravità e l’estensione dell’incendio alimentato dal forte vento, hanno richiesto l’intervento sul posto dei Vigili del Fuoco attivando il numero di emergenza 112.

La Sala Operativa ha provveduto ad inviare sul posto una squadra di pompieri giunti successivamente dal distaccamento cittadino di Bari Carrassi. A causa del forte vento che alimentava le fiamme le stesse hanno raggiunto le sterpaglie e staccionate di un maneggio con la presenza di animali.

Senza non poche difficoltà i volontari sono riusciti a guadagnare l’accesso al maneggio e ad iniziare le operazioni di spegnimento, evitando che le fiamme si propagassero nei recinti. Dopo mezz’ora di intenso lavoro sono giunti sul posto i Vigili del Fuoco di Bari Carrassi per proseguire le operazioni di spegnimento nell’intera area del Campo Boario.

Operazioni che si sono protratte fino a tardo pomeriggio con un’ulteriore autobotte giunta dal Comando di Mungivacca. Sul posto anche i volontari del Gruppo Comunale.

Beneficenza e affari, Centro di Ascolto nella bufera. Ex volontari in rivolta: i racconti da brivido

Gioia del Colle è divisa in due. Da un lato i fans di Rosanna D’Aprile, la “dottoressa” presidente indiscusso del Centro di Ascolto dal Silenzio alla Parola; dall’altro i cittadini che vogliono la verità, ovvero sapere a chi sono andati a finire nel corso degli anni il cibo e gli indumenti destinati ai più bisognosi del paese.

A far scattare il nostro approfondimento è stata la storiaccia dell’Atelier solidale “Petali di Rosa”, presentato in pompa magna come l’opportunità di avere un meraviglioso abito da sposa anche alle donne impossibilitate a comprarsene uno. La storia, come vi abbiamo già raccontato, è finita a porte in faccia. Nel senso letterale del termine.

Rosanna D’Aprile ha cacciato noi e Angela Antonicelli, l’anima, il braccio e la mente dell’atelier. Angela, per chi non avesse il video precedente, rivendica i suoi abiti, le attrezzature e il materiale messi a disposizione del progetto. Anche in questo caso ci si chiede quanto ci fosse di solidale.

Vi facciamo ascoltare alcune testimonianze da brivido di alcuni ex volontari del Centro di Ascolto, ognuno con mansioni diverse. Ciò che emerge dal loro racconto è un utilizzo personalistico dell’associazione di volontariato e dei suoi servizi da parte della sua “presindentissima”.

Omogeneizzati caduti e latte dato ai maiali di un uomo vicino all’associazione; vestiti donati e poi rivenduti senza lasciare traccia; cibo distribuito a piacimento; cestini delle offerte dei sacramenti rivenduti da un volontario e spese personali fatte con gli spiccioli delle offerte. Accuse gravissime, che speriamo possano essere tempestivamente smentite dalla diretta interessata.

Il nostro invito, ancora una volta, nonostante il comportamento inziale, è quello di interpellarci per poter dare anche la sua versione dei fatti. In questo nostro approfondimento non c’è niente di personale, non potrebbe neppure esserci calcolando che la D’Aprile non l’abbiamo incontrata prima di questa occasione.

Nel prossimo video vi racconteremo delle reazioni della stessa “dottoressa”, così come si fa chiamare, ma anche in città. Reazioni in alcuni casi scomposte. Per chiudere la polemica, qualora si trattasse solo di sterile polemica, basterebbe mostrare i documenti, le prove della distribuzione di ciò che i cittadini donano in buona fede al Centro di Ascolto, che adesso qualcuno chiama dalle Parole al Silenzio.

Donati 2mila euro ai volontari “dimenticati”. Maxi spesa per cani e gatti: “Bisogna sterilizzarli”

Continua il nostro racconto sui 30mila euro donati all’associazione della Casa di Quinto Potere da Riccardo che ha voluto espressamente destinare parte di essi alla cura degli animali. Dopo la storia del piccolo Winnie e la donazione di mille euro effettuata per aiutare chi non può sostenere le spese mediche dei loro animali, questa volta abbiamo bonificato 2mila euro a Mister Dog da destinare ai volontari che non hanno aiuti pubblici e che quotidianamente scendono in campo per aiutare e sfamare gli animali.