Droga nascosta in auto e in casa ad Altamura, due arresti: 17 chili di cocaina trovati nei doppi fondi dei sedili

Duro colpo al narcotraffico in Puglia con una nuova operazione antidroga condotta dalla Polizia di Stato di Lecce, di Bari e di Gravina in Puglia con il coordinamento della Procura della Repubblica di Bari.

Sono stati sequestrati quasi 18 chili di cocaina, due le persone arrestate. Gli investigatori, da tempo sulle tracce di un gruppo dedito al traffico di stupefacenti nel Leccese, hanno intercettato un’auto sospetta sulla statale 613.

Sotto i sedili anteriori erano nascosti doppi fondi con apertura meccanica, utilizzati per nascondere la droga. Le perquisizioni si sono poi estese ad Altamura presso l’abitazione e il garage di uno dei due fermati, un 40enne di origini albanesi. Anche qui è stato trovato un quantitativo importante di sostanze stupefacenti. Fermata anche una donna di 52 anni.

Sequestrati in totale oltre 17,4 chili di cocaina confezionata in panetti e buste sottovuoto, una pistola semiautomatica calibro 9×19 completa di caricatori e munizioni, oltre a strumenti per il confezionamento, tra cui una pressa in metallo e una macchina per il sottovuoto.

La droga, immessa sul mercato, avrebbe potuto fruttare diversi milioni di euro. Gli arrestati sono stati trasferiti in carcere, mentre la sostanza stupefacente, le armi e i veicoli modificati sono stati posti sotto sequestro.

Omicidio Bartolo Dambrosio ad Altamura, boss ucciso durante jogging: due nuove condanne dopo 15 anni – NOMI

Due nuove condanne per l’omicidio di Bartolo Dambrosio, boss di Altamura (Bari) ucciso il 6 settembre 2010. Il gup di Bari Alfredo Ferraro ha condannato a 14 anni di reclusione Domenico Lagonigro e a 16 anni e otto mesi Pasquale Mastromarino, arrestati nel marzo 2024, a 14 anni dal fatto.

Lagonigro, secondo la Dda di Bari, avrebbe fornito le armi al commando che uccise Dambrosio (in tre furono già condannati nel 2012), Mastromarino invece avrebbe partecipato all’agguato e avrebbe poi distrutto l’auto e le armi utilizzate.

I due imputati dovranno risarcire anche le parti civili: oltre alla Regione Puglia e al Comune di Altamura erano costituiti anche i parenti di Dambrosio, assistiti dagli avvocati Giovanni Ladisi e Nicola Romano.

Gli imputati erano difesi dagli avvocati Gaetano Sassanelli, Attilio Triggiani e Marika Longo. D’Ambrosio, secondo quanto ricostruito dalla Dda – che ha coordinato le indagini dei carabinieri – fu ucciso mentre faceva jogging nel Pulo di Altamura, nella Murgia barese. Le motivazioni della sentenza saranno rese note in 90 giorni.

Altamura piange Nicola Castellaneta, fondatore della Euroband. Il Sindaco: “Ti ricorderemo con il tuo sorriso”

Altamura piange Nicola Castellaneta, fondatore di Euroband, formazione musicale nata nel 2002. A darne l’annuncio è stato il sindaco Antonio Petronella sui social.

“È una di quelle notizie che si fa fatica a leggere e, probabilmente, a comprendere. Oggi ci ha lasciato Nicola Castellaneta, fondatore di Euroband, che ha partecipato a numerosi eventi culturali della nostra Città: per ultimo al Festival delle Street Band dello scorso giugno – si legge -. La musica e la passione travolgente del suo modo di fare hanno sempre contraddistinto gli eventi e le iniziative a cui ha preso parte”.

“Tutti ti ricorderemo con quel sorriso e con quella immensa voglia di vita che ti hanno caratterizzato. Riposa in pace Nicola. Un sentito abbraccio alla sua famiglia”, conclude il primo cittadino.

Altamura, prima lascia la mancia poi ruba il salvadanaio. Lo sfogo: “Fallimento sociale perdiamo tutti” – VIDEO

“Lunedì mattina, alle ore 8, un uomo è entrato nella nostra attività. Una spesa minima, un gesto inaspettato: ha lasciato una mancia nel salvadanaio. Un piccolo segno che ci aveva fatto pensare a una persona rispettosa, capace di riconoscere il valore del lavoro degli altri. Questa mattina, sempre alle ore 8, lo stesso uomo è tornato. Con la stessa puntualità, con la stessa busta in mano. Ha chiesto a mia sorella di riempirgli un cornetto, e mentre lei si spostava in laboratorio, ha approfittato di quei pochi istanti per prendere il salvadanaio delle mance e infilarlo nella sua busta, uscendo senza voltarsi indietro. Due scene identiche nell’orario, ma opposte nel significato. Lunedì aveva dato, oggi ha tolto”.

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Inizia così la denuncia social pubblicata dalla titolare di Cannito Bakery, panificio di Altamura. “Lunedì aveva lasciato fiducia, oggi ha portato via dignità – si legge -. Non sono le monete a ferire è il tradimento di un gesto, è la bassezza morale che umilia chi lo compie prima ancora di chi lo subisce. Signore, se così posso ancora chiamarla, lei non ha rubato soldi, ha rubato un simbolo. Ha rubato il rispetto, ha rubato la gratitudine che i nostri clienti affidavano a quel piccolo contenitore. Ma soprattutto ha rubato a se stesso la possibilità di essere un uomo”.

“E qui sta la vera amarezza. Non è un fallimento economico, è un fallimento sociale. Quando alle 8 del mattino, all’inizio di una giornata che dovrebbe nascere con speranza e dignità, qualcuno sceglie la meschinità, allora non perde solo lui, perdiamo tutti – aggiunge -.  Chi legge queste parole non pensi che questo sia un semplice furto. È molto di più. È lo specchio di un mondo che si sta abituando a confondere la furbizia con l’intelligenza, l’inganno con l’astuzia, il profitto con il valore. Ed è così che, passo dopo passo, ci stiamo smarrendo come comunità”.

“Io continuerò a credere nel lavoro, nella correttezza, nella fiducia reciproca. Ma oggi, alle ore 8, ho avuto la conferma che la vera battaglia non è nei conti, né nei numeri è nella coscienza – conclude -. E se perdiamo quella, se perdiamo la capacità di distinguerci come uomini degni, allora sì che avremo perso tutto”.

Aggredisce medico del 118: “Ero ubriaco. L’amico della Polizia Locale ha detto di stare tranquillo”

Torniamo ad occuparci dell’aggressione subita qualche giorno fa da Francesco Papappicco, il medico del 118 in servizio presso la postazione di Altamura, e da altri due operatori del servizio di emergenza-urgenza, intervenuti in via Manzoni.

Siamo riusciti a beccare il paziente soccorso, Michele, e un suo amico, Francesco. Il primo ha confermato di aver dato una gomitata e di essere ubriaco (versione confermata anche dalla moglie), il secondo di aver creato scompiglio con parolacce e minacce.

I due respingono però l’accusa di averli aggrediti fisicamente, nonostante i contatti avuti con gli operatori sanitari, e sembrano non essere preoccupati di eventuali provvedimenti a causa dell’amicizia con un agente della Polizia Locale, amico d’infanzia e di scuola di Michele. Il tutto mentre ci poniamo alcuni interrogativi sul comportamento dell’Asl di Bari.

Servizio elettrico, Terna investe 53 milioni ad Altamura: presto due elettrodotti lunghi 18 chilometri

Lavori che miglioreranno il servizio elettrico per i cittadini di Altamura (Bari). È quanto annuncia la società Terna dopo aver avuto il via libera dal Ministero dell’Ambiente alla realizzazione di nuovi elettrodotti lunghi complessivamente circa 18 chilometri, 17 dei quali interrati.

Il progetto, per cui è previsto un investimento pari a 53 milioni di euro, prevede la creazione di due collegamenti: il primo con un cavo interrato di oltre 5 chilometri tra la cabina primaria Altamura nord e quella di Altamura, il secondo unirà la cabina primaria Altamura nord alla stazione elettrica di Matera.

“La progettazione è stata sviluppata da Terna adottando criteri ambientali e sociali, con l’obiettivo di garantire il migliore inserimento paesaggistico dell’opera, riducendone l’impatto visivo e ambientale, e promuovendo al tempo stesso un utilizzo responsabile delle risorse naturali”, spiega una nota in cui si evidenzia che “i cittadini, in particolare i proprietari delle particelle interessate, potranno consultare la documentazione progettuale” depositata negli uffici del Ministero dell’Ambiente.

Lupara bianca, 19 anni dopo due condanne per l’omicidio Genco ad Altamura: tre assolti

Due condanne e tre assoluzioni per l’omicidio e l’occultamento di cadavere di Biagio Genco, scomparso da Altamura il 17 novembre 2006 e il cui corpo non è mai stato ritrovato.

La gup Anna De Simone ha condannato a 30 anni di reclusione Giuseppe Antonio Colonna e a 14 anni Mario Dambrosio, reo confesso e nei cui confronti è stata riconosciuta l’attenuante della collaborazione.

Assolti «per non aver commesso il fatto» Michele D’Abramo, Nicola Cifarelli e Giovanni Sforza, assistiti dagli avvocati Raffaele Quarta, Giovanni Moramarco e Nicola Martino.

Colonna e Dambrosio (il primo difeso dagli avvocati Giuseppe Giulitto e Cesare Placanica, il secondo da Giovanni Ladisi e Nicola Romano) sono stati condannati anche al pagamento di una provvisionale da 15mila euro nei confronti degli eredi di Genco costituiti parti civile. Le altre parti civili che dovranno essere risarcite sono il ministero della Giustizia e la Regione Puglia.

La Dda di Bari aveva chiesto la condanna a 14 anni di reclusione per Dambrosio e a 30 anni per gli altri imputati. Colonna, D’Abramo, Sforza e Cifarelli furono arrestati a ottobre 2023.

Secondo l’accusa, quel pomeriggio Genco fu condotto «con l’inganno» (scrivono gli inquirenti) in auto nelle campagne di Altamura da due persone – tra cui l’ex boss Bartolo Dambrosio, ucciso nel 2010 – e fu colpito a distanza ravvicinata da tre colpi di fucile esplosi da Colonna che agì «con il supporto logistico degli altri tre» complici «che poi provvedevano a spostare e a nascondere l’auto della vittima, il cui cadavere non è stato mai ritrovato».

Genco, da quanto ricostruito dalle indagini, sarebbe stato «intraneo» al clan Dambrosio ma sarebbe entrato «in contrasto» con il boss Bartolomeo Dambrosio, «sì da progettare e organizzare attentati alla sua vita».

Omicidio Martimucci ad Altamura, rito abbreviato per due imputati a 10 anni dalla morte. Chiesto maxi risarcimento

Nicola Centonze e Nicola Laquale, arrestati lo scorso febbraio in relazione all’attentato avvenuto ad Altamura il 5 marzo 2015, all’interno del locale Green Table’ in cui rimase ferito, e poi morì dopo cinque mesi, il calciatore 27enne Domenico Martimucci, saranno giudicati con rito abbreviato che si discuterà il prossimo 13 ottobre.

Le accuse a vario titolo nei loro confronti sono di omicidio, tentato omicidio plurimo, detenzione e porto di esplosivo, con aggravante mafiosa. Sono state ammesse come parti civili la Regione Puglia, il Comune di Altamura e i parenti della vittima.

Comune e Regione hanno chiesto agli imputati un risarcimento da 500mila euro,  i genitori, le sorelle e una nipote della vititma oltre due milioni. Per la stessa vicenda sono stati già condannati in via definitiva dalla Cassazione il mandante dell’attentato, il boss Mario D’Ambrosio (a 30 anni di carcere), l’esecutore materiale Savino Berardi (a 20) e uno dei complici, Luciano Forte (a 18 anni). Centonze è considerato dalla Dda di Bari l’intermediario tra mandante ed esecutori, Laquale è l’uomo che avrebbe fornito l’esplosivo.

Altamura, cocaina in casa e nel garage: arrestato 26enne. Chiesti 4 anni di carcere nel processo per direttissima

I carabinieri di Altamura hanno arrestato un 26enne del posto, trovato in possesso di 249 dosi di cocaina. La droga era nascosta in un armadietto, chiuso con lucchetti in ferro, all’interno di un garage.

Altri 4 grammi di cocaina, suddivisi in 9 involucri, sono stati trovati nella camera da letto della sua abitazione. Scoperti anche diversi materiali idonei al confezionamento delle dosi, 1450 euro in contanti e due telefoni cellulari.

Durante il processo per direttissima la Procura ha chiesto una condanna a 4 anni di carcere. La sentenza sarà emessa il 22 settembre, il 26enne intanto si trova ai domiciliari.