Picchia la moglie, lei finisce in ospedale ma prima riesce a chiamare il 112: arrestato 68enne a Candela

Un 68enne originario della Tunisia, residente da anni a Candela nel Foggiano, è stato arrestato per maltrattamenti in famiglia. Le indagini sono state avviate dopo la denuncia presentata dalla moglie che, dopo l’ennesimo episodio di violenza, ha chiamato il 112 per chiedere aiuto. I carabinieri, arrivati sul posto, hanno soccorso la donna.

Dopo un ricovero di tre giorni per le ferite subite, è stata dimessa con una prognosi di 30 giorni. L’uomo era scappato ma è stato poi rintracciato e trasferito in carcere. La vittima invece è stata collocata in una struttura protetta.

Foggia, scoperta choc della Finanza nel seminterrato di una palazzina: 500 chili di materiale esplosivo. Un arresto

Blitz della Guardia di Finanza nel seminterrato di una palazzina del quartiere Cep di Foggia. All’interno sono stati trovati 500 chili di materiale esplosivo ad alto potenziale. I militari hanno scoperto oltre 4mila ordigni, anche di grosse dimensioni, e utensili per la loro fabbricazione.

In un appartamento della palazzina nascosti anche un chilo di hashish, 100mila euro in contanti e una pistola a salve sprovvista del tappo rosso. L’area è stata messa in sicurezza e sul posto sono intervenuti gli artificieri della polizia di Stato. Il materiale è stato sequestrato mentre l’uomo che ne era in possesso è stato arrestato e condotto in carcere a Foggia.

Prostituzione minorile, paga 17enne in cambio di rapporti sessuali: arrestato 39enne a Trani

Un 39enne è stato arrestato a Trani con l’accusa di prostituzione minorile. Secondo quanto accertato dalle indagini dei carabinieri coordinate dalla Procura di Bari, l’uomo avrebbe pagato un 17enne in cambio di rapporti sessuali. Sarebbe stata la presunta vittima a sporgere denuncia, nel marzo scorso, e a far scattare il sequestro di computer e cellulare dell’indagato.

Secondo quanto si legge nell’ordinanza firmata dalla giudice per le indagini preliminari del tribunale di Bari, Rosa Caramia, i due si sarebbero conosciuti via social a inizio 2024. Uno scambio di messaggi prima tramite Instagram e poi usando WhatsApp, che avrebbe dato vita a una conoscenza sfociata in intimità con il 39enne che avrebbe versato dei soldi. I due non si sarebbero peraltro inviati foto o video. Nel corso degli accertamenti investigativi, sarebbe però emerso che l’uomo a sua volta sarebbe stato vittima di un gruppo di minori che gli avrebbe chiesto soldi in cambio di intimità. Il 39enne si trova ai domiciliari.

Fatture false e autoriciclaggio nel Barese, maxi sequestro da 4,3 milioni di euro: arrestato amministratore

I Finanzieri del Comando Provinciale di Bari, a esito di articolate indagini di polizia giudiziaria coordinate dalla Procura della Repubblica di Trani per reati fiscali e per autoriciclaggio, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare degli arresti domiciliari nei confronti dell’amministratore pro tempore, e successivamente ‘di fatto’, di una società della provincia barese operante nel settore del ‘commercio all’ingrosso’ e ad un sequestro preventivo di beni per un valore complessivo di oltre 4,3 milioni di euro.

Il provvedimento, emesso dal gip del Tribunale di Trani, su richiesta della Procura locale, giunge al termine di una verifica fiscale e delle correlate indagini di polizia giudiziaria delegate al Nucleo Operativo Metropolitano della Guardia di Finanza di Bari, che vedrebbero coinvolte complessivamente 5 persone fisiche e 7 persone giuridiche.

Le ipotesi investigative riguarderebbero una complessa frode fiscale derivante dall’emissione di fatture per operazioni giuridicamente inesistenti da parte della società, risultata essere una mera “cartiera”, e dal successivo loro utilizzo da parte di altre società, principalmente gestite dall’indagato arrestato. Secondo gli inquirenti, inoltre, l’uomo avrebbe fatto confluire, nei conti correnti delle altre società, buona parte dei flussi finanziari transitati sul conto corrente postale della società “cartiera”.

La Procura della Repubblica di Trani, in virtù della normativa che prevede la possibilità di applicazione anche della ‘confisca per equivalente’ per i reati tributari, ha avanzato una richiesta di sequestro di beni e utilità, al fine di inibire il consolidamento del vantaggio economico derivante dalle condotte fraudolente poste in essere. Il gip ha quindi emesso il decreto di sequestro preventivo dei beni e rapporti finanziari nella disponibilità della società e dei suoi amministratori, disponendo altresì la misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti dell’amministratore ‘di fatto’ della società “cartiera”

Bari, arrestato straniero in piazza Moro: deve scontare un anno e quattro mesi per furto

Nella serata del 21 luglio, in Piazza Aldo Moro, la volante è intervenuta in ausilio ad una pattuglia di militari dell’Esercito Italiano, nell’ambito del noto servizio “Stazioni Sicure”.

A seguito di un controllo nei giardini della piazza, i militari avevano bloccato due persone prive di documenti d’identità, un italiano ed un extracomunitario, quest’ultimo risultato destinatario di un provvedimento di carcerazione per espiazione pena di un anno e quattro mesi di reclusione, per il reato di furto.

Lo straniero è stato accompagnato negli uffici di Polizia per un più approfondito controllo e, dopo aver accertato il suo status di irregolare sul territorio nazionale, al termine delle formalità di rito, è stato associato al carcere di Bari in forza della condanna penale.

Taranto, bancarotta fraudolenta e autoriciclaggio: arrestato imprenditore. Maxi sequestro

Un imprenditore della provincia di Varese è stato posto agli arresti domiciliari per bancarotta fraudolenta aggravata, occultamento della documentazione contabile e autoriciclaggio. La misura prevede anche che non possa esercitare per 12 mesi l’attività d’impresa.

L’arresto è stato eseguito dalla Guardia di Finanza di Taranto su disposizione della magistratura ionica. Le indagini riguardano il fallimento, nel 2022, di una società amministrata dall’imprenditore varesino ed operante nel settore della fabbricazione di macchine ed apparecchi per le industrie chimiche, petrolchimiche e petrolifere, la cui sede legale, nella fase prefallimentare, era stata trasferita da Tradate nel capoluogo ionico. Secondo l’accusa, l’imprenditore e ad altri cinque indagati hanno distratto l’intero patrimonio aziendale dell’impresa sottoposta alla procedura concorsuale, del valore complessivo di circa 1 milione di euro, a favore di due società con sede in provincia di Varese, riconducibili allo stesso imprenditore.

Queste ultime società, in particolare, avrebbero illegittimamente beneficiato delle disponibilità finanziarie, del patrimonio aziendale, dell’avviamento e delle maestranze dell’azienda fallita ormai gravata dai debiti e non più in grado di operare in quanto “svuotata” delle proprie risorse. Per questo la magistratura ha disposto il sequestro dell’intero compendio aziendale e delle quote sociali di una delle imprese beneficiarie del patrimonio della srl fallita, nonché di un immobile, per un valore complessivo stimato di circa 400 mila euro. La società sequestrata è stata affidata ad un amministratore giudiziario nominato dal Tribunale di Taranto.