Paura nella notte a Corato, incendio nel frantoio: Vigili del Fuoco salvano azienda – FOTO

I Vigili del Fuoco sono intervenuti la scorsa notte per un incendio divampato nei pressi di un frantoio nel comune di Corato. L’oleificio di vaste dimensioni era fortemente a rischio come gli stessi grandi silos serbatoi.

Al loro arrivo un’autocisterna, un’auto e qualche cassone in plastica erano avvolti dalle fiamme. Sul posto sono intervenute tre squadre di vigili del fuoco che hanno contenuto il rogo salvando l’azienda.

Fasano, incendio in un’azienda di smaltimento rifiuti: fiamme e fumo a ridosso della statale 16 – FOTO

Sono ancora in corso a Fasano le operazioni di spegnimento dell’incendio divampato nella tarda serata di ieri in contrada Fascianello, all’interno dell’azienda Eco Ambiente Sud.

Sul posto stanno operando diverse squadre dei vigili del fuoco provenienti anche dalle province di Bari e Taranto, oltre al personale del comando di Brindisi e dei distaccamenti territoriali.

“Alle 2 del mattino l’Arpa, che ringrazio per la tempestività del suo intervento, ha terminato i rilevi e mi ha comunicato – scrive in una nota il sindaco di Fasano Francesco Zaccaria – che i valori di particolato presenti nell’area non destano alcuna preoccupazione. I vigili del Fuoco stanno ultimando le operazioni di spegnimento che termineranno, con ogni probabilità, tra qualche ora. La situazione, pertanto, è sotto controllo e non si registrano feriti”.

“Nelle prossime ore verranno effettuati i rilievi per accertare la staticità delle strutture di proprietà della Eco Ambiente Sud, prospicienti la pubblica via. In attesa di ricevere rassicurazioni sulle strutture, il comando di Polizia Locale, d’intesa con il Comando dei Vigili del Fuoco, valuterà – conclude Zaccaria – l’emissione di una ordinanza che disciplini la viabilità intorno al sito interessato dall’incendio”.

Minox chiude dopo 30 anni, presidio davanti all’azienda. Minervino si mobilita per i 25 operai: “Lo Stato dov’é?”

“Perdere il lavoro a 63 anni significa essere giovani per la pensione e vecchi per un nuovo inizio lavorativo. È un dramma”. Queste le parola da Minervino, comune del nord Barese, di Antonio.

La Minox, la sua seconda casa, ora rischia di non riaprire più. Ha prodotto contenitori in acciaio inox per alimenti fino a pochi giorni fa, poi una sentenza emessa dal Tribunale di Lamezia Terme, dove c’è un’altra filiale aziendale, ne ha decretato la chiusura.

Una produzione ininterrotta per 30 anni. Lo scorso 18 maggio è arrivata una sentenza di fallimento che ha fatto scattare la chiusura dell’esercizio provvisorio. Il 20 giugno scorso è poi arrivata l’ingiunzione di licenziamento.

Con le braccia incrociate sono rimasti 25 operai in Puglia e altri 12 in Calabria. A Minervino il paese si è mobilitato per stare accanto ai lavoratori: oggi alle 14 è in programma una manifestazione spontanea con i cittadini, le associazioni e le parrocchie che raggiungeranno il presidio.

“C’è chi ci porta la colazione al mattino, chi focacce e pizze durante la giornata e chi, come questa fabbrica di fronte alla nostra, oggi ha deciso di prepararci il pranzo – afferma Vincenzo -. È paradossale che un tribunale ci lasci a casa. Lo Stato dov’è?”.

Gli operai stanno presidiando l’azienda giorno e notte: non vogliono rassegnarsi all’idea che tutto finisca. Perché su quelle macchine hanno costruito famiglie e sogni. Mai un problema, ma uno stipendio saltato, mai una frizione con la proprietà al punto da non aver bisogno di una rappresentanza sindacale.

Discarica abusiva a Corato, sequestrati beni per 900mila euro: nei guai azienda e imprenditore

La Guardia di Finanza ha sequestrato un’azienda di Corato nel settore della demolizione dell’auto per gestione illecita di rifiuti e realizzazione di una discarica abusiva.

Sequestrati anche i rapporti bancari intestati alla società e alla persona fisica, le quote societarie e l’intero compendio aziendale, composto da 6 immobili tra terreni e fabbricati adibiti in parte a discarica abusiva per un valore complessivo di 900mila euro.

Le indagini hanno accertato che il legale rappresentante di una S.R.L. aveva acquistato negli anni rifiuti speciali (pericolosi e non) in totale assenza della prescritta documentazione di settore, attestante l’origine e il tracciamento dei rifiuti pericolosi.

L’impresa per le cessioni di rifiuti aveva emesso semplici ricevute fiscali invece della documentazione fiscale ed ambientale prevista dalla legge in relazione a conferitori abituali.

Le indagini hanno anche permesso di accertare che il rappresentante legale ha sistematicamente utilizzato suoli, dichiarati agricoli, non oggetto di autorizzazione da parte della Città Metropolitana di Bari.

Azienda del Foggiano salvata dai suoi dipendenti, riapertura a fine gennaio 2025: la storia dell’ex Dopla

Una fabbrica destinata a chiudere e che invece riaprirà i battenti a fine gennaio 2025. Una azienda che ha futuro grazie anche alla collaborazione dei propri dipendenti, 31 in tutto, che hanno avviato una raccolta fondi per conservare il posto di lavoro. È quanto accaduto alla ex Dopla di Manfredonia (Foggia), che fino a due anni fa produceva stoviglie monouso in plastica ma che adesso è pronta a farle in bioplastica.

“Un anno fa sembrava impossibile e invece oggi è realtà”, ha detto Giovanni Guerra, presidente della cooperativa di lavoratori nata lo scorso anno per acquisire la ditta. Questa mattina si è svolta una conferenza stampa a Bari, nella sede di Legacoop Puglia che ha assistito i lavoratori. “Stiamo chiudendo la lunga e difficile operazione che prevede l’acquisizione dei macchinari e dello stabilimento – ha continuato Guerra – ora oltre a riprenderci il lavoro vogliamo riscattare un territorio che vuole lavorare”.

“All’investimento di partenza da 1,5 milioni di euro – ha detto il presidente di Legacoop Puglia, Carmelo Rollo – si sono aggiunti 1,5milioni da impiegare nel processo produttivo e di formazione”. I fondi sono stati messi assieme grazie “all’investitore istituzionale per circa 900mila euro, 130mila euro da un primo intervento di Legacoop, 1,5 milioni di mutuo in corso di istruttoria con la garanzia di Cofidi.it, e 330mila di capitale dei lavoratori grazie all’anticipo della Naspi”. Importanti però sono stati i 30mila euro raccolti in 10 giorni con “crowdfunding popolare”, ha evidenziato Rollo auspicando che “la soluzione trovata alla crisi dell’azienda possa diventare esempio per altre aziende che dovessero trovarsi nella stessa situazione”.

Corato, emissioni illecite e gestione rifiuti non autorizzata: sequestrato capannone

A Corato i militari del Nucleo Operativo Ecologico Carabinieri di Bari hanno proceduto al sequestro di un capannone e di un’area limitrofa ad impianto di trattamento e recupero di pneumatici fuori uso, in seguito alla condotta penalmente rilevante posta in essere dal titolare di impresa, fatta salva la valutazione nelle fasi successive con il contributo della difesa, il quale si è reso responsabile di illecite emissioni in atmosfera in assenza di autorizzazione, gestione illecita di rifiuti e violazione delle prescrizioni autorizzative.

I militari del NOE accertavano all’interno del capannone sequestrato la presenza di un macchinario per la colorazione della gomma vulcanizzata in granuli in assenza della prevista autorizzazione all’emissioni atmosferiche e, oltre a ciò, veniva rilevato in area scoperta di circa 8000 mq adiacente all’impianto, non ricompresa nel titolo autorizzativo, il deposito di rifiuti provenienti dall’attività di lavorazione dell’azienda. I militari rilevavano, infine, la presenza di rifiuti fuori dalle previste aree di stoccaggio. A seguito di richiesta di convalida della Procura della Repubblica di Trani, il Giudice per le Indagini Preliminari, al fine di evitare di aggravare e protrarre le conseguenze dei reati contestati, ha emesso un decreto di sequestro preventivo, avente ad oggetto le aree sequestrate confermando l’operato dei Carabinieri del NOE. È importante sottolineare che il relativo procedimento è nella fase delle indagini preliminari e che l’eventuale colpevolezza, in ordine al reato contestato, dovrà essere accertata in sede di processo nel contraddittorio tra le parti.

Ferrovie Sud Est a rischio, buco nel bilancio da 70 milioni: in ballo il futuro di 1500 dipendenti pugliesi. Lo scenario

Ferrovie Sud Est a rischio. Come riportato da La Gazzetta del Mezzogiorno, il prossimo mese sarà decisivo per capire le sorti della società, il socio unico è il gruppo Ferrovie dello Stato Italiane. Il 19 dicembre è stata convocata l’assemblea dei soci. Ad agosto la sentenza del Consiglio di Stato ha dichiarato illegittimi i 70 milioni messi a disposizioni per il salvataggio nel 2016 dal Governo Renzi e senza il contributo pubblico la società andrebbe ricapitalizzata. Il buco va coperto, in ballo c’è il futuro di 1500 dipendenti pugliesi e la continuità del servizio.

“Non abbiamo ancora ricevuto risposte dal ministero delle Infrastrutture a cui abbiamo scritto una lettera chiedendo di essere convocati”, le parole dell’assessore regionale ai Trasporti, Debora Ciliento, che sta seguendo il dossier. La Regione Puglia ovviamente punta alla continuità del servizio e alla tutela dell’occupazione dei dipendenti, ma tutto dipende da quello che verrà stabilito dallo stesso Ministero delle Infrastrutture, chiamato a stabilire se intende o meno riprendersi la società. Ad oggi Ferrovie dello Stato non ha alcun interesse a farsi carico della situazione. Se Fs non dovesse provvedere alla ricapitalizzazione, la società andrebbe posta in liquidazione volontaria e andrebbero persi i “requisiti di affidabilità”necessari alla gestione del servizio di trasporto. E la Regione a quel punto dovrebbe trovare un nuovo concessionario.

Dal biondino a Valentino, l’incubo di via Capruzzi: dipendenti call center invocano smartworking

Siamo tornati nell’inferno di via Capruzzi. Qui abbiamo intrattenuto un breve colloquio con Valentino, a pochi passi dal call center Converta. I dipendenti, impauriti della situazione creata, si stanno mobilitando per chiedere di lavorare in smartworking viste le precarie condizioni di sicurezza soprattutto nelle fasce serali.

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