Tragedia a Cannes, il 26enne barese Francesco Silecchia trovato morto in spiaggia: tempi lunghi per l’autopsia

Bisogna attendere almeno una settimana per l’autopsia sulla salma di Francesco Silecchia, il 26enne barese del quartiere San Paolo trovato senza vita sulla spiaggia di Cannes nella notte tra il 28 e il 29 agosto.

Il giovane si trovava lì per lavoro con alcuni colleghi e soggiornava presso l’Hotel Le Florian, l’albergo messo a disposizione dall’azienda che si era aggiudicata un appalto di carpenteria. Si è registrato regolarmente in reception, poi ha lasciato i documenti in stanza e ai colleghi ha detto che sarebbe uscito per un gir, prima di sparire nel nulla, fino al tragico ritrovamento del corpo senza vita da parte di un passante sulla spiaggia.

I familiari si sono recati subito in Francia, ma non hanno potuto vedere il corpo. Il riconoscimento è avvenuto solo tramite i documenti di riconoscimento. È stata disposta l’autopsia ma bisognerà attendere qualche giorno.

Mafia nel Barese, inchiesta sul clan Misceo. Spaccio, armi e tentati omicidi: chiesto il processo per 69 indagati

La Dda di Bari ha chiesto il rinvio a giudizio per 69 indagati coinvolti in un’inchiesta sul clan Misceo, attivo principalmente nel comune barese di Noicattaro e il cui capo, Giuseppe Misceo, avrebbe continuato a controllare impartendo ordini dal carcere con il cellulare.

L’udienza preliminare è stata fissata per il prossimo 20 ottobre davanti alla gip Ilaria Casu. L’inchiesta, coordinata dai pm Fabio Buquicchio e Daniela Chimienti, portò lo scorso aprile all’arresto di 22 persone Il clan, come emerso, avrebbe operato anche nei vicini comuni di Triggiano, Gioia del Colle e anche Bari.

Le indagini – l’operazione fu denominata ‘Noja’ – sono state condotte dal nucleo Gico della guardia di finanza e dai carabinieri, che eseguirono quattro arresti per un duplice tentato omicidio commesso a Noicattaro nel 2021.

Un agguato, come è stato ricostruito dalle indagini, che si inserisce nelle frizioni tra il clan Misceo e il clan rivale Annoscia per il controllo dello spaccio sul comune di Noicattaro.

Nell’inchiesta è contestato anche un altro tentato omicidio nei confronti di un esponente del clan Di Cosola. Ai 69 indagati sono contestati a vario titolo i reati di associazione mafiosa, associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, tentato omicidio, porto e detenzione di armi, detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti, resistenza a pubblico ufficiale, trasferimento fraudolento di beni e utilizzo di cellulari da parte di detenuti.

Come persone offese ci sono i ministeri dell’Interno e della Giustizia, il Comune di Noicattaro e le tre vittime dei due tentati omicidi: due di loro sono anche imputati.

Dal 2 settembre via a raccolta rifiuti su strade del Barese, via libera agli interventi: pronti 1,8 milioni di euro

Cominceranno il prossimo 2 settembre i primi interventi di rimozione dei rifiuti abbandonati lungo le strade della Città metropolitana di Bari, grazie a un primo stanziamento immediatamente disponibile di 140 mila euro.

E’ il primo risultato concreto del piano di contrasto al fenomeno, presentato lo scorso 25 agosto con l’incontro fra il sindaco Vito Leccese e i 41 primi cittadini dell’area, e ribadito stamattina in occasione del tavolo tecnico-operativo con i rappresentanti degli otto Ambiti di raccolta ottimale (Aro) del territorio e la presidente di Anci Puglia, Fiorenza Pascazio.

Nell’occasione è stata presentata una bozza di protocollo d’intesa che prevede la delega agli Aro del servizio di rimozione e conferimento in discarica dei rifiuti, grazie a un impegno finanziario della Città Metropolitana pari a 1,8 milioni di euro.

Parallelamente continuano i controlli lungo le strade provinciali da parte della Polizia metropolitana, guidata dalla comandante Maria Centrone, anche attraverso l’utilizzo delle fototrappole e dei droni.

“Abbiamo dato seguito agli impegni assunti – ha detto Leccese – avviando un percorso che ci consentirà di affrontare con determinazione questa emergenza ambientale. Siamo soddisfatti della risposta positiva degli Aro e della disponibilità dimostrata oggi a lavorare insieme”. Leccese ha ricordato che “il piano straordinario per il contrasto all’abbandono dei rifiuti rappresenta una priorità assoluta per la Città Metropolitana di Bari, perché riguarda il decoro, l’ambiente e la qualità della vita dei cittadini. Non intendiamo più tollerare il degrado lungo le strade provinciali e metteremo in campo tutte le risorse e gli strumenti disponibili per restituire dignità al nostro territorio”.

Pascazio ha evidenziato che “di fronte a una situazione ormai divenuta emergenziale, è auspicabile e proficuo raccordare strategie di intervento e politiche di contrasto e prevenzione. Accogliamo con grande soddisfazione la notizia degli stanziamenti di risorse e mezzi che la Città metropolitana mette a disposizione per l’immediata rimozione dei rifiuti lungo le arterie provinciali e, come Anci, assicuriamo tutto il nostro supporto”.

Rifiuti abbandonati nel Barese, Leccese incontra i sindaci di 41 Comuni: “Preoccupa il fenomeno della migrazione”

“Utilizzeremo l’intelligenza artificiale e le nuove tecnologie per un controllo più efficace ed efficiente del territorio, monitorando il fenomeno, e avvieremo nuove procedure grazie a uno stanziamento da un milione 800mila euro provenienti dalle sanzioni amministrative in materia di conferimento irregolare”.

Lo ha detto, sul tema del contrasto all’abbandono illecito dei rifiuti, il sindaco di Bari e della Città metropolitana, Vito Leccese, che stamattina ha incontrato i 41 primi cittadini dei Comuni del territorio per discutere della gestione e del contrasto dell’abbandono lungo le strade metropolitane.

“Su indicazione dei sindaci – ha aggiunto Leccese – già nei prossimi giorni interverremo nelle situazioni più critiche”. Leccese ha evidenziato anche che a settembre “partiremo con l’individuazione del gestore dell’accordo quadro che ci garantirà, nel biennio successivo, l’attività di rimozione e smaltimento dei rifiuti depositati illegalmente sul ciglio delle strade provinciali”, specialmente in campagna.

Leccese, usando una metafora, ha spiegato che “questa terra è diventata fortemente attrattiva sul piano del turismo, ma lo è diventata anche sul piano del turismo dei rifiuti, perché i dati che abbiamo analizzato sono preoccupanti e indicativi sul fenomeno migrazione da un Comune all’altro, a seconda che sia stata attivata la raccolta porta porta o meno”.

“Il 56% delle sanzioni – ha chiarito – riguarda proprio cittadini non residenti in quel Comune, ma in città contigue”. Il sindaco di Bari ha sottolineato l’opportunità di “passare da sanzioni amministrative a sanzioni penali, fondamentale in termini di deterrenza e quindi anche di attività di contrasto”.

Viene minacciata di morte dall’ex compagno, mente e va a processo per falsa testimonianza: assolta 30enne barese

Una 30enne barese è stata assolta con formula piena dall’accusa di falsa testimonianza. La donna era finito a processo dopo aver cambiato versione dei fatti sull’ex compagno, condannato in primo e secondo grado ad un anno e 4 mesi per lesioni colpose.

“Povera te, vi faccio fuori”. L’uomo, più grande di lei, ha minacciato di morte lei e il figlio neonato per costringerla a ritrattare le accuse. La 30enne ha rivelato in lacrime cosa è accaduto ed è stata assolta.

Roma, viene sequestrato per debito di droga e precipita da palazzo: 3 condanne per la morte del pr barese Vitale

Sergio Placidi, Fabrizio Daniele e Ilaria Valentinetti sono stati condannati in abbreviato dal gup di Roma, rispettivamente a 20, 16 e 13 anni, nell’inchiesta sul sequestro e sulla morte di Francesco Vitale, 35enne noto come Ciccio Barbuto, il pr barese trovato senza vita il 22 febbraio 2023 deceduto a Roma dopo la caduta dal palazzo in via Pescaia nel quartiere Magliana.

Sono stati condannati in abbreviato dal gup di Roma a 20, 16 e 13 anni di carcere Sergio Placidi detto «Sergione», Fabrizio Daniele detto «Saccottino» e Ilaria Valentinetti, ritenuti responsabili del sequestro e della morte di Francesco Vitale, 35 anni, noto come Ciccio Barbuto, dj barese trovato senza vita ai piedi di un palazzo alla Magliana, a Roma il 22 febbraio 2023.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, Vitale sarebbe stato segretato e torturato per un debito di mezzo milione di euro accumulato nel mondo della droga. I RIS, durante i sopralluoghi, avevano trovato alcune tracce di sangue nell’appartamento nonostante i tentativi di ripulirlo con la varechina. La banda voleva solo recuperare l’ingente credito di circa mezzo milione di euro, Vitale non sarebbe dovuto morire. Non è escluso che il barese sia morto cadendo dal quinto piano mentre tentava la fuga. 

Gestiva narcotraffico dal Sud America in Spagna: estradato il broker barese della cocaina Matteo Costanza

È stato estradato dalla Spagna e si trova adesso in Italia Matteo Costanza, di 52 anni, originario di Triggiano, in provincia di Bari ma da tempo residente e Maiorca, ricercato nell’ambito dell’inchiesta «Millennium», coordinata dalla Dda di Reggio Calabria, che nello scorso mese di maggio ha portato all’esecuzione da parte dei carabinieri di 97 misure cautelari.

Su Costanza, accusato di traffico internazionale di sostanze stupefacenti, pendeva un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip distrettuale di Reggio Calabria, Francesca Mesto.

Secondo quanto é emerso dalle indagini, Costanza sarebbe stato uno dei broker del narcotraffico internazionale stroncato con l’operazione condotta dai carabinieri.

In particolare, è considerato il referente in Spagna della cosca Barbaro «Castani» di Platì. Titolare di un’azienda a Malaga specializzata nel commercio di autovetture, Costanza, attraverso la corruzione di funzionari doganali, sarebbe riuscito a gestire l’importazione in Europa di consistenti carichi di cocaina provenienti dal Sudamerica.

Sulla base delle informazioni fornite dal Nucleo investigativo di Reggio Calabria dei carabinieri, l’unità I-CAN (Interpol Cooperation Against `Ndrangheta) ha avviato le interlocuzioni info-operative con le autorità internazionali. Nel momento in cui Costanza è stato localizzato a Maiorca, è stata richiesta la collaborazione della polizia spagnola, che lo ha arrestato.

Truffe agli anziani, boom nel Barese: 154 casi in 6 mesi. Monopoli, Bari e Molfetta le città più colpite

Dal primo gennaio al 20 luglio 2025 nell’area metropolitana di Bari sono stati registrati 154 casi di truffe ai danni di anziani, nello stesso periodo del 2024 erano stati 127.

La zona più colpita è stata quella di Monopoli, seguita da quelle di Bari centro e di Molfetta. La maggior parte dei reati, quest’anno, è stata compiuta di giovedì, mentre un solo caso è stato registrato di domenica. Il picco dei casi, nella provincia di Bari, è avvenuto a giugno.

I dati sono stati resi noti dal comando provinciale dei carabinieri di Bari in occasione di un incontro dedicato al contrasto alle truffe agli anziani. Presenti il procuratore di Bari Roberto Rossi, il comandante provinciale di Bari, Gianluca Trombetti, e il comandante della compagnia Bari centro, Giacomo Conte.

Secondo quanto ricostruito dalle indagini compiute dall’Arma, a colpire sono batterie organizzate provenienti dalla provincia di Napoli. Al loro interno ci sono ruoli ben definiti: il reclutatore (che fa scouting su chi andrà in trasferta a commettere la truffa), e il telefonista, che chiama la vittima senza mostrare alcuna inflessione dialettale. “Fra il 70 e l’80% dei casi alla base della truffa c’è la figura del finto maresciallo dei carabinieri, che gode di fiducia da parte dei cittadini”, ha spiegato Conte.

Le vittime più frequenti sono le donne che vivono da sole, di età compresa fra 86 e 90 anni. I truffatori, che il procuratore Rossi definisce “estortori”, usano la tecnica della telefonata, spacciandosi per appartenenti alle forze dell’ordine, dipendenti postali o bancari, falsi parenti della vittima. Il pretesto è la richiesta di denaro urgente per aiutare un familiare, legata a una immediata richiesta di denaro o gioielli. Nel frattempo è aumentata anche l’azione di contrasto: fra gennaio e luglio 2025 sono state arrestate dieci persone.

Furti d’auto e in appartamenti, reati in calo dell’11% nel Barese. Aumentano le truffe ad anziani: il report

Nel corso del 2024, a Bari e in provincia, si è registrato un calo generale dei reati dell’11%. “In particolare – ha spiegato alla stampa il generale Gianluca Trombetti, comandante provinciale dei carabinieri – si è registrata una diminuzione dei furti d’auto e in appartamenti del 18%”.

In questo senso, però, i carabinieri hanno rilevato una “compensazione tra le tipologie di reati”: il numero delle rapine è aumentato dell’11%, così come le truffe ai danni degli anziani hanno segnato un incremento “di oltre il 40%”, un “fenomeno su cui è necessario intervenire con la repressione e la prevenzione”:

“La considerazione è che sta sostituendo altri tipi di reato perché è molto redditizio, ed è un reato particolarmente allarmante”, ha aggiunto Trombetti. Sono questi alcuni dati forniti oggi nel bilancio annuale delle attività condotte dall’arma dei carabinieri nella provincia di Bari.

“Nel 2024 l’arma ha svolto oltre 53mila servizi preventivi e ha ricevuto nelle diverse centrali operative oltre 25.500 chiamate, corrispondenti a oltre 12.100 interventi sul territorio”. Particolarmente alti i numeri sui sequestri di droga: nell’ultimo anno sono state sequestrate oltre 5 tonnellate di stupefacenti, “circa 138 chili al giorno sottratti al reato”, e 107 armi sono state poste sotto sequestro.

Tragedia sfiorata a Leporano, sub barese travolto da imbarcazione: gamba tranciata dall’elica

Un sub di 39 anni, originario di Castellana Grotte (Bari), è rimasto gravemente ferito dopo essere stato travolto da un’imbarcazione mentre era impegnato in una battuta di pesca subacquea, a circa un miglio dalla costa, lungo il versante orientale della litoranea tarantina, a Marina di Leporano.

L’incidente è avvenuto intorno a mezzogiorno in un tratto di mare molto trafficato. Secondo una prima ricostruzione, l’uomo è finito con una gamba sotto l’elica dell’imbarcazione, riportando lesioni devastanti.

Colpito anche a un braccio, è stato il conducente della barca a prestare i primi soccorsi e a trasportarlo al porticciolo di Baia d’Argento, dove ad attenderlo c’era un’ambulanza del 118.

Trasportato d’urgenza in codice rosso all’ospedale Santissima Annunziata di Taranto, il sub è stato subito condotto in sala operatoria nel tentativo di salvargli sia la gamba destra che il braccio. Ora è ricoverato in Rianimazione. I medici stanno valutando i prossimi interventi, dopo aver medicato le profonde ferite provocate dall’elica.

Sul posto sono intervenuti i carabinieri e la Capitaneria di porto. Il gommone del sub è stato recuperato, mentre l’imbarcazione che ha investito il sub è stata sequestrata su disposizione del pm di turno, che ha aperto un’inchiesta per accertare dinamica e responsabili